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11/9, perché i dirottatori non furono fermati negli Stati Uniti? La spiegazione sferzante di un ex agente FBI

Nella cortina fumogena delle tesi di complotto strampalate intorno agli attentati dell’11 settembre si perde spesso di vista il fatto che esistono davvero degli aspetti poco chiari degli eventi.

Per esempio, non c’è bisogno di essere sostenitori di improbabili demolizioni controllate o di aerei fantasma al Pentagono per notare la stranezza che almeno due dei dirottatori, cittadini sauditi, soggiornarono a lungo negli Stati Uniti ed erano attivamente sorvegliati dalla CIA e dall’NSA. Le due agenzie, inoltre, sapevano dei loro legami al terrorismo internazionale.

Questa non è una fantasia complottista: è quanto risulta agli atti pubblici delle inchieste effettuate dopo l’11/9.

Questo vuol dire che la CIA e l’NSA hanno lasciato che l’11/9 accadesse? Non proprio: la realtà raramente è così netta e chiara come nei film. Per fare chiarezza, Hammer, uno degli autori del gruppo Undicisettembre, ha intervistato in proposito un testimone d’eccezione: l’ex agente dell'FBI Mark Rossini, direttamente coinvolto nelle indagini sull’11/9. Rossini ha scritto un lungo testo su come sarebbe stato possibile evitare l’11/9 e sulle pressioni politiche, dettate dalla volontà di non creare tensioni tra gli USA e l'Arabia Saudita, che bloccarono lo scambio di informazioni tra CIA ed FBI e agevolarono i dirottamenti di quattro aerei di linea, tre dei quali si schiantarono contro i propri obiettivi (le Torri Gemelle di New York e il Pentagono), mentre il quarto precipitò in Pennsylvania in seguito alla reazione dei passeggeri.

La sua ricostruzione degli eventi che permisero l’11 settembre non risparmia nessuno ed è meticolosa e dettagliata: preparatevi dunque a una lettura lunga e paziente che rivela uno scenario intricato e tristemente politicizzato. Undicisettembre vi propone sia l’originale in inglese, sia la traduzione in italiano.


Avvertenza: eventuali commenti a sostegno di deliri complottisti (Torri Gemelle demolite, aerei inesistenti al Pentagono, passeggeri finti, ecc.) verranno cestinati. Prima di fare domande, consiglio di leggere attentamente le FAQ di Undicisettembre (colonna di destra del blog), che contengono già le risposte tecniche a queste fantasie e alla maggior parte degli aspetti poco chiari degli attentati. Sono invece benvenuti dubbi, riflessioni e domande sulla ricostruzione fatta da Mark Rossini.
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Ci vediamo stasera a Noicattaro (BA)?

Stasera alle 19:30 sarò a Noicattaro (Bari), al Laboratorio Urbano Exviri in viale Cimitero (Contrada Calcare) per un incontro pubblico a ingresso libero dedicato alla mia attività di debunker, nell’ambito del Progetto Nauka organizzato dall’Associazione Culturale Formule Matematiche.

L’incontro è pensato come un’occasione per parlare di post-verità, fact-checking, business delle notizie false, e altro ancora, e mostrare come svolgo il lavoro di debunker.

Trovate maggiori informazioni e i contatti degli oganizzatori qui e qui; una descrizione articolata della serata (di cui sono solo uno degli ospiti) è su NoicattaroWeb.
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Podcast del Disinformatico del 2017/03/24

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Instagram attiva l'autenticazione a due fattori per tutti


Ieri Instagram ha annunciato l’attivazione per tutti dell’autenticazione a due fattori, preannunciata a gennaio di quest’anno: per adottare questa protezione importante del proprio account basta andare nell’app di Instagram, toccare l’icona dell’omino in basso a destra, toccare l'icona in alto a destra (ingranaggio su iOS, tre puntini su Android), e poi toccare la voce Autenticazione a due fattori. Maggiori dettagli sono in questo mio articolo e nella guida di Instagram.

Un’altra novità di Instagram che verrà attivata progressivamente a tutti gli utenti sarà la sfocatura delle immagini e dei video che sono stati segnalati come sensibili dagli utenti ma comunque non violano le regole di Instagram. Questo dovrebbe ridurre il rischio di trovarsi di colpo sotto gli occhi immagini scioccanti o inadatte. Instagram mette a disposizione maggiori informazioni presso  instagram-together.com e nel Centro assistenza.
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Ricatto ad Apple: paga o cancelleremo i dati degli iPhone e di iCloud

Si fanno chiamare “Famiglia Criminale Turca” (“Turkish Crime Family”) e minacciano di cancellare i dati dagli iPhone e dagli account iCloud di almeno 300 milioni di utenti se Apple non pagherà un riscatto entro il 7 aprile. Considerata la portata della minaccia, potreste pensare a una richiesta di riscatto milionaria, ma la Famiglia ha pretese modeste: 75.000 dollari in Bitcoin o Ether oppure 100.000 dollari in carte regalo iTunes.

I ricattatori hanno contattato varie testate giornalistiche per cercare di rendersi visibili e credibili, e sono sicuramente riusciti a farsi notare, ma Motherboard racconta che finora le presunte prove presentate dalla Famiglia sono prive di conferme indipendenti.

Apple ha dichiarato che “non ci sono state violazioni dei sistemi Apple... La presunta lista di indirizzi di mail e di password sembra provenire da servizi di terzi violati in precedenza”.

Al momento non c’è motivo di farsi prendere dal panico, ma storie come questa sono sempre una buona occasione da cogliere per mettere alla prova le proprie impostazioni di sicurezza e chiedersi se sarebbero in grado di reggere a una minaccia di questo genere. Vale la pena, per esempio, di proteggere il proprio account con una password robusta (non ovvia e sufficientemente lunga) e unica (diversa da quelle usate per tutti gli altri servizi online) e con l’autenticazione a due fattori.

E naturalmente non dimenticate l’importanza di un buon backup dei vostri dati, salvato su un supporto scollegato da Internet.


Fonti aggiuntive: Hot For Security.
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