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Snowden e asilo in Svizzera, Assange, spionaggio economico da parte degli USA: il punto con gli esperti

Seguo Wikileaks dai tempi delle rivelazioni dei documenti sui prigionieri di Guantanamo e gli scandali bancari svizzeri e ho seguito la vicenda Snowden dal punto di vista tecnico, ma sto cercando di approfondire questi temi anche negli altri loro aspetti coinvolgendo anche i diretti interessati.

Per conto della Rete Uno della Radio Svizzera e insieme a Nicola Colotti ho quindi interpellato la giornalista Stefania Maurizi, che è il referente italiano di Wikileaks e conosce a menadito gli eventi che riguardano lo scandalo più vasto della storia dello spionaggio informatico.

Con lei ieri abbiamo condotto in diretta una puntata de La consulenza, alla quale ha partecipato anche il giornalista Alessandro Longo, per fare il punto della situazione anche alla luce delle notizie (italiano; tedesco; inglese) che ipotizzano un possibile interesse delle autorità svizzere per concedere asilo politico di Edward Snowden in Svizzera in cambio di informazioni sulle attività dell'NSA sul territorno elvetico (Snowden, fra l'altro, è stato agente CIA a Ginevra). Se volete, la puntata è ascoltabile in streaming qui.
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Podcast del Disinformatico del 2014/09/19

È a vostra disposizione per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico che ho condotto per la Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. Questi sono i temi di cui ho parlato:

Truffatori del falso servizio clienti Windows punibili con le loro stesse armi

Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Arriva iOS 8, che fare?

iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare
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Truffatori del falso servizio clienti Windows punibili con le loro stesse armi

Le bande organizzate di truffatori che telefonano alle persone spacciandosi per il servizio di assistenza di Windows potrebbero trovarsi con una brutta sorpresa: la persona di cui vorrebbero saccheggiare il computer potrebbe fare lo stesso a loro.

Spesso, infatti, i truffatori convincono le vittime a installare il software di controllo remoto Ammyy, che di per sé non è ostile, dicendo loro che è necessario per liberarsi di un'infezione in realtà inesistente. Se le vittime cadono nella trappola, i criminali usano questo software per infettare i computer o per rubarne i dati personali, chiedendo poi centinaia di dollari per “riparare” il problema. Ma uno di questi gruppi di truffatori ha colpito i nonni di Matt Weeks, uno degli sviluppatori del progetto di sicurezza informatica Metasploit. Mai far arrabbiare un informatico.

Matt ha infatti studiato attentamente Ammyy e ha scoperto che è possibile usarlo per aprire un varco in senso inverso: invece di permettere ai criminali di entrare nel computer della vittima, può consentire all'aggredito di entrare nei computer degli aggressori e prenderne il controllo.

Matt ha reso disponibili i dettagli della tecnica utilizzata e il software da usare per sfruttarla, ma ha collaudato il tutto soltanto su macchine virtuali sue e non sui computer dei criminali, per non commettere azioni che potrebbero essere un reato nella maggior parte dei paesi. Tuttavia il suo studio dimostra che gli utenti, se vogliono, possono essere meno indifesi di quel che si aspettano questi truffatori senza scrupoli, per i quali la vita da criminale è ora diventata un po' più rischiosa.
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Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Circola su Internet, in particolare su Twitter, l'immagine mostrata qui accanto: un'impressionante sfilata di piloti civili in divisa che reggono cartelli sui quali sono stampate griglie di scie lasciate in cielo dagli aerei. Sulla foto campeggia la dicitura “Ci rifiutiamo di uccidere i nostri amici e parenti”.

I più creduloni fra i seguaci della tesi di complotto delle “scie chimiche” alla quale allude la foto l'hanno interpretata come la prova che il complotto è reale e che i piloti non ne vogliono sapere di continuare a fare le presunte irrorazioni clandestine con i loro aerei.

La foto darebbe ai sostenitori dell'esistenza delle “scie chimiche” quello che a loro manca dagli ormai lontani anni Novanta, quando nacque questa tesi di complotto, ossia degli esperti qualificati che confermino scientificamente le loro accuse. Finora non ne hanno trovato neanche uno, per cui trovarsi addirittura con una marcia pubblica di piloti che protestano contro le “scie chimiche” sarebbe una svolta clamorosa.

Ma devo deludere gli sciachimisti: come risulta da una semplice ricerca per immagini simili con Tineye.com o dalla consultazione di Hoax-Slayer.com, la foto è un falso fabbricato da Dees Illustration Studio, un sito specializzato in fotomontaggi a sostegno di qualunque tesi di complotto (compresi gli uomini lucertola), partendo da una fotografia della protesta tenuta effettivamente da piloti di linea a New York il 28 settembre 2011, ma non per protestare contro le “scie chimiche”: per dimostrare contro gli stipendi inadeguati e le condizioni di lavoro precarie dei piloti della Continental e della United.

I cartelli originali, infatti, racconta Forbes, recavano slogan e l'immagine dell'eccezionale ammaraggio d'emergenza nel fiume Hudson di un aereo di linea avvenuto nel 2009 e nel quale il pilota, il capitano Sullenberg, salvò tutti i passeggeri. Ci sono varie foto della manifestazione presso il Daily Mail. Fra queste c'è la versione non manipolata dell'immagine “chimica”.

Credit: Getty Images
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iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare

Se decidete di passare ad iOS 8, ci sono alcune novità sul fronte della privacy che è meglio affrontare: per esempio, la geolocalizzazione ora può essere impostata in modo da dare accesso alla propria posizione alle singole app sempre (anche quando l'app è in background), mai oppure solo quando l'app è in uso (prima era soltanto sempre o mai). Se non volete farvi tracciare da Facebook, Instagram, Google, Twitter e altre app, andate in Impostazioni - Privacy e controllate che la localizzazione per le singole app sia impostata a Mai. Potete anche disattivare tutta la localizzazione selezionando appunto Localizzazione, ma può essere una scelta troppo drastica se usate le mappe o la funzione Trova il mio iPhone/iPad.

Già che siete qui, se non volete condividere con altri la vostra posizione, andate in Localizzazione e disattivate Condividi la mia posizione. Andate anche in Localizzazione - Servizi di sistema e disattivate i servizi che non desiderate (tipicamente iAd da posizione e Condividi la mia posizione), attivate l'icona di avviso di uso della localizzazione (Icona barra di stato) e disattivate Posizioni frequenti.

Sempre in Impostazioni - Privacy, scegliete Contatti e disattivate le app alle quali non volete affidare l'elenco dei vostri contatti.

In Impostazioni - iCloud, scegliete Trova il mio iPhone/iPad  e attivatelo (se non lo è già), in modo da poter tentare di localizzare il dispositivo in caso di furto o smarrimento. In particolare, attivate l'opzione Invia ultima posizione, che manda automaticamente ad Apple la posizione del dispositivo quando la batteria è quasi completamente scarica.

Fate scadere i messaggi di iMessage, che ora contengono anche voce e video: per evitare che si accumulino sul dispositivo e ne riempiano la memoria, andate in Impostazioni - Messaggi e scegliete Conserva i messaggi, portando la durata di conservazione dei messaggi da Sempre a 30 giorni. I messaggi audio e video dovrebbero già scadere dopo due minuti, ma controllate anche quest'impostazione, che è sempre sotto Messaggi.

In Impostazioni - Safari, controllate che sia attivato Non rilevare, in modo da ridurre il tracciamento da parte delle agenzie pubblicitarie quando sfogliate il Web, e valutate se bloccare i cookie.

Per finire, evitate che vi compaiano sullo schermo messaggi privati o potenzialmente imbarazzanti quando lo schermo è bloccato: andate in Impostazioni - Notifiche e scegliete, per tutte le app elencate, di disattivare Vedi in Blocco schermo, di attivare Nessuno e di disattivare Mostra anteprime.