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Podcast del Disinformatico del 2017/07/21

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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Ci vediamo domani a Milano al Campus Party Italia?

Domani (sabato 22) alle 16 sarò ospite del Campus Party Italia (Milano Congressi, Piazzale Carlo Magno 1) per una conferenza intitolata “Una giornata...spaziale!”, in cui racconterò come si vive nello spazio, in particolare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Attraverso foto e video rari o inediti in alta definizione, proporrò il racconto di una giornata tipica nello spazio: come si lavora, si mangia, ci si lava, si dorme e si ammira l’Universo dalla Stazione, e come si arriva oggi a diventare astronauti.
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Attacco informatico al casinò tramite.... l’acquario?

Il Comandante Adama di Battlestar Galactica aveva capito tutto: le interconnessioni fra computer sono un tallone d’Achille.

La CNN racconta uno dei casi più bizzarri di attacco informatico degli ultimi tempi, messo a segno sfruttando un’interconnessione decisamente inconsueta: un acquario.

Un casinò situato in America settentrionale, di cui non è stato reso noto il nome, è stato oggetto di un’incursione informatica mirata a rubare dati. Per aggirare la sicurezza informatica del casinò, gli aggressori hanno attaccato il suo acquario smart, che era connesso a Internet per nutrire automaticamente i pesci e mantenere le condizioni ambientali adatte per i suoi ospiti.

Purtroppo l’acquario non era ben protetto informaticamente, per cui gli aggressori ne hanno preso il controllo e poi hanno usato i suoi sistemi e le sue connessioni per accedere alla rete informatica interna del casinò, trovare altri sistemi vulnerabili e penetrare più a fondo nella rete. Hanno poi utilizzato l’acquario anche per trasmettere verso la Finlandia i dati rubati, perlomeno finché non sono stati scoperti e bloccati.

Morale della storia: mai collegare a Internet dispositivi che non siano strettamente indispensabili. E se proprio sono indispensabili, collegarli usando una rete separata.
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Video: perché questo uccellino sta a mezz’aria con le ali ferme?


Quasi due milioni di visualizzazioni per un video di un uccellino che svolazza davanti a una telecamera di sorveglianza domestica possono sembrare tante, ma se lo guardate (dura solo undici secondi) capirete il motivo di tanto interesse: il volatile sta sospeso in aria senza che si veda alcun movimento delle ali. Come è possibile?

Non è grafica digitale o un trucco fisico: l’uccellino non è stato appeso a un filo o creato digitalmente. Quello che si vede nel video è tutto reale. La spiegazione è poco intuitiva per chi non conosce il funzionamento di una telecamera: per una fortunata coincidenza, le ali si muovono con la stessa cadenza con la quale la telecamera acquisisce la sequenza di immagini fisse che compongono il video (circa 20 cicli al secondo, come spiegato dall'autore, GingerBeard), per cui il video ha registrato le immagini delle ali solo quando erano in una posizione sempre uguale del loro battito.

Questa tecnica, chiamata spesso stroboscopia, si usa da tempo in numerose varianti per esaminare movimenti rapidi e ripetitivi, per esempio di macchinari, ed è la ragione per la quale in alcuni film e video si vede che le ruote dei carri e delle auto sembrano girare in senso contrario a quello di marcia. Ma è rarissimo vederla in azione per caso e con risultati così magici come in questo video.
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In arrivo Play Protect, “antivirus” di Google per Android

Ultimo aggiornamento: 2017/07/21 11:35. 

Se avete un dispositivo Android, provate ad andare nelle Impostazioni, selezionate la voce Google - Sicurezza (da non confondere con Accesso e sicurezza) - Verifica app. Se avete questa voce e compare un’icona con uno scudo verde e il triangolo di Google Play, come mostrato qui accanto, siete protetti da Google Play Protect, un nuovo “antivirus” per Android realizzato e distribuito automaticamente da Google.

Play Protect effettua una scansione di sicurezza di tutte le app installate, consente di ritrovare un dispositivo smarrito o rubato e protegge la navigazione in Internet: è insomma una risorsa utilissima per evitare le app truffaldine e infette che spesso compaiono anche nel Play Store ufficiale e ancora più spesso circolano sui siti poco raccomandabili. In pratica può sostituire o affiancare molti degli antivirus per Android già esistenti e forniti da altre aziende.

È importante sottolineare che Play Protect non è un’app: è una voce aggiuntiva dei menu del dispositivo. Diffidate delle app con nomi simili che stanno affollando il Play Store: nel caso migliore sono distrazioni o vi bombardano di pubblicità, nel caso peggiore sono inganni infettanti.

Non tutti i dispositivi Android riceveranno Play Protect: secondo la documentazione di Google, occorre un Android aggiornato almeno alla versione 7.0, ma i commenti arrivati dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo mi segnalano che Play Protect compare anche su versioni precedenti.

Maggiori informazioni su Play Protect, comprese le istruzioni per disattivarlo se necessario, sono nella Guida e nella pagina informativa di Google.


Fonte aggiuntiva: HDblog.
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