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L’Italia vista di notte, senza nubi, dallo spazio lascia senza parole gli astronauti


Reid Wiseman, dalla Stazione Spaziale Internazionale, ci sta regalando una serie di fotografie spettacolari del nostro pianeta. Guardate come è riuscito a fotografare l'Italia. Via Twitter (@astro_reid) ha condiviso la foto scrivendo “I looked on in awe and was rendered speechless by so much beauty”. Ha contemplato con stupore ed è stato ammutolito da così tanta bellezza.

Qualcuno riesce a recuperare l'originale ad alta risoluzione di questa foto? Sarò ad Agrigento prossimamente per parlare di Luna e di spazio, e questa è una chicca che mi piacerebbe molto presentare sul grande schermo della serata.
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SpaceX, video dell’atterraggio sulle zampe (o quasi)

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “giac1983”.

Il 14 luglio scorso SpaceX ha effettuato un altro test di rientro controllato di un lanciatore spaziale, e stavolta c'è il video, anche se non nitidissimo.


Dopo che il razzo Falcon 9 ha portato in orbita con successo sei satelliti Orbcomm, il suo primo stadio ha riacceso i motori per frenare, ha abbassato le zampe d'atterraggio e ha toccato la superficie a velocità praticamente nulla. L'atterraggio in realtà è stato un ammaraggio nell'Oceano Atlantico, come previsto per sicurezza da questi primi test, per cui una volta dimostrata la capacità di frenare e stare verticale, il razzo si è coricato in acqua e a quel punto ha perso la propria integrità strutturale.

Il video è purtroppo parzialmente oscurato dalla formazione di ghiaccio sull'oblò della telecamera, ma mostra abbastanza chiaramente l'accensione del motore ad altissima quota per la frenata iniziale, la successiva riaccensione per l'atterraggio, l'apertura di due delle quattro zampe, l'impatto del getto con l'acqua e poi il coricamento del missile. SpaceflightNow dice che anche il jet privato di Elon Musk e un aereo della NASA erano nella zona per monitorare l'atterraggio ma che non è previsto il rilascio di altre riprese video, se ne esistono.

SpaceX dice di essere fiduciosa di poter “atterrare su una rampa galleggiante o al sito di lancio e di far volare di nuovo il razzo senza manutenzione obbligatoria”. Il prossimo test sarà con il Volo 13, sempre in acqua, previsto per il 12 settembre con una capsula Dragon senza equipaggio destinata alla Stazione Spaziale Internazionale, mentre i voli 14 e 15 (di cui non ho trovato le date previsto) tenteranno un atterraggio su una superficie solida.

A piccoli passi, come è giusto e prudente che sia, la visione fantascientifica di un razzo che atterra sulle proprie zampe sta diventando realtà, ed è affascinante che questo avvenga grazie a un imprenditore privato invece che tramite un elefantiaco ente governativo.

Intanto il recupero amatoriale del video del test precedente, gravemente rovinato da una trasmissione improvvisata a causa del maltempo, ha raggiunto un buon livello:

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Regole di sicurezza informatica semiserie per luddisti digitali

SecMeme, un sito dedicato ai memi umoristici riguardanti la sicurezza informatica, ha pubblicato l'immagine di un bizzarro articolo di giornale che propone una serie di regole di sicurezza informatica un po' particolari.

Sembra una di quelle liste classiche di consigli pratici: una “guida su come gestire quel virus informatico letale che ti sta venendo incontro”. Poi la si legge e si capisce che è un po' diversa:

1. Compra una penna e un taccuino.

2. Compra un diario vero e un giornale vero.

3. Vai a fare acquisti in un negozio reale.

4. Comprati un'enciclopedia le cui voci non possono essere cambiate per divertimento dalla gente.

5. Procurati degli amici veri.

6. Vai a un negozio di scommesse e perdi tutti i tuoi soldi.

7. Comprati un po' di riviste per adulti come si deve.

Ovviamente è una presa in giro, ma ha un fondo di verità: in effetti la maggior parte dei problemi informatici deriva dai comportamenti degli utenti, che usano Internet come diario personale, s'informano e fanno acquisti su siti totalmente inattendibili, usano impropriamente Wikipedia come fonte primaria, si confidano con sconosciuti e usano siti discutibili sui computer che poi adoperano anche per lavoro.
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Chi ha inventato la correzione automatica?

Se c'è un padre della correzione automatica, secondo Wired è Dean Hachamovitch di Microsoft: nei primi anni Novanta lavorava allo sviluppo di Word ed ebbe un'idea: Word già permetteva di memorizzare delle abbreviazioni che venivano espanse automaticamente (per esempio, dstsl poteva diventare distinti saluti). Perché non usarla per correggere automaticamente gli errori di battitura più frequenti?

Fu un successo quasi istantaneo, ma emerse subito un problema: cosa fare con le parolacce? Non sarebbe stato molto positivo, in termini d'immagine aziendale per Microsoft, suggerire ai bambini come scrivere correttamente termini volgari o inadatti. Bisognava togliere il turpiloquio dal dizionario di autocorrezione: un'impresa titanica.

Secondo quanto racconta l'incaricato di questa missione purificatrice, Christopher Thorpe, all'epoca diciannovenne, l'ispirazione giunse da una mail scritta direttamente a Bill Gates da un uomo che si lamentava di un problema serio di Word che lo riguardava: l'uomo si chiamava Bill Vignola e l'autocorrezione inglese insisteva a correggere il suo nome in Bill Vaginal. C'era anche Goldman Sachs che diventava Goddamn Sachs.

L'onnipresenza di Word all'epoca fece diventare la sua autocorrezione uno standard di fatto, tanto che nacque il cosiddetto Cupertino effect: la parola inglese cooperation (accettata solo nella forma co-operation) veniva corretta automaticamente in Cupertino: ovvio riferimento al quartiere generale di Apple), tanto che i linguisti ora usano il termine cupertino per indicare queste autocorrezioni errate entrate nel lessico a furia di sviste.
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Promemoria: ci vediamo stasera a Spotorno?

Come avevo preannunciato, stasera sarò a Spotorno per Scienza Fantastica, rassegna di scienza, fantascienza e dintorni organizzata dal Comune di Spotorno: oltre alla premiazione del concorso letterario di fantascienza, terrò una conferenza divulgativa sul tema di quest'anno della rassegna, ossia l'intelligenza artificiale. L'ho intitolata, con un'ovvia citazione, Gli androidi sognano pecore elettriche?

L'appuntamento è a Piazza della Vittoria alle 21,30. L'ingresso è libero per tutte le forme di vita senzienti, androidi e replicanti compresi.