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“Paolo, risponderesti alle domande di questo ennesimo video complottista?” Ma anche no

Spesso mi capita di ricevere la richiesta di guardare un video di qualche sostenitore di tesi di complotto e poi rispondere dettagliatamente alla sua montagna di presunti misteri e alla sua diarrea di domande. Ho preparato una risposta standard che magari può essere utile ad altri che si trovano nei miei panni, per cui la pubblico qui.


Buongiorno,

purtroppo non ho ore di tempo da dedicare all'ennesimo video dei sostenitori delle tesi di complotto. In realtà dovrei dedicare molto più tempo della semplice durata del video, perché ogni singola affermazione andrebbe verificata, ogni singola fonte andrebbe trovata, ogni singola immagine andrebbe controllata per eventuali tagli o manipolazioni: questo è necessario perché i sostenitori delle tesi alternative sono già stati colti ripetutamente a tagliare, manipolare e mentire per sostenere le proprie idee preconcette.

Fare tutta questa verifica sarebbe un lavoro immenso, che dovrei oltretutto fare gratuitamente. Purtroppo non vivo di rendita, per cui non posso permettermi di togliere così tanto tempo al lavoro remunerato del quale anch'io, come tutti, ho bisogno per campare.

Inoltre presumo che molte delle domande presentate nel video abbiano già avuto abbondante risposta dagli esperti di settore, ma che il complottista, come al solito, non si sia informato o semplicemente abbia rifiutato la risposta fornita. Cosa spinga un inesperto della materia, quale è il realizzatore di quel video, a rifiutare le risposte degli esperti è una domanda molto interessante.

Se i sostenitori delle tesi alternative vogliono risposte ai propri dubbi, non devono fare altro che incaricare degli esperti qualificati nei settori tecnici pertinenti e chiedere a loro di rispondere in dettaglio e di formalizzare quei dubbi, sotto forma di articoli scientifici documentati, da sottoporre per verifica alle riviste specialistiche dei settori interessati.

Questo è quello che si fa in qualunque campo nel quale si voglia realmente fare ricerca scientifica e fornire chiarezza: si interpellano gli esperti, e se gli esperti confermano la tesi, la si pubblica (con accurata documentazione) in una rivista scientifica, dove verrà vagliata da altri esperti. In tutti questi anni, però, nessuno dei sostenitori delle tesi alternative lo ha fatto, preferendo invece vendere DVD e produrre video interminabili. Vale la pena di chiedersi perché.


Cordiali saluti,

Paolo Attivissimo
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Podcast del Disinformatico radiofonico del 2014/08/22

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata del 22 agosto scorso del Disinformatico radiofonico che ho preparato e condotto per la Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. Questi i temi e i relativi articoli di approfondimento:

Creare una GIF animata partendo da un video

Comandare i semafori via computer come nei film? A volte si può

Trovare le chiavi sotto lo zerbino con Google

Falla nelle app sugli iPhone fa partire telefonate semplicemente visitando un link

Come vendicarsi degli scocciatori del telemarketing
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Surreale: complottista ricorre al copyright per censurare le sue stesse manipolazioni

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “giuliod*” e “alfredo.alf*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il mio video che documenta tramite confronto i tagli pesantissimi e faziosi al dibattito con un complottista sugli attentati dell'11 settembre di qualche tempo fa risulta “bloccato a livello globale” da YouTube perché “potrebbe includere clip di proprietà di una terza parte”. Questa terza parte sarebbe, stando a Youtube, “DIVIMOVE”.

Molti lettori hanno segnalato che al posto del video vedono un'immagine come quella qui accanto, che avvisa che “Questo video include contenuti di DIVIMOVE che sono stati bloccati dallo stesso proprietario per motivi di copyright”.

Sinceramente non riesco a capire quali possano mai essere questi “contenuti di DIVIMOVE” in un video che non fa altro che mostrare me, il complottista e il “moderatore” (eufemismo) del dibattito. Fra l'altro, a differenza di un altro caso che mi ha coinvolto, qui non viene indicato il punto nel quale ci sarebbero questi “contenuti”.

Potrei lasciar perdere e ripubblicare il video altrove, su siti meno grossolani di YouTtube in materia di copyright, ma non mi piace mollare e voglio proprio sapere quali sono queste presunte violazioni che avrei commesso.

Così ho avviato la procedura di contestazione.


Ho scelto l'opzione “Il mio utilizzo dei contenuti soddisfa i requisiti legali del fair use o del fair dealing ai sensi delle leggi vigenti sul copyright” e ho precisato che “Il video mostra una _porzione_ di un dibattito _pubblico_, tenuto su Google Hangout, al quale ho partecipato _personalmente_. L'uso legittimo è dato dall'esercizio del diritto di critica ai sensi della legge sul copyright. La critica è il raffronto fra dibattito pubblicato (censurato) e dibattito integrale.”

Nel frattempo mi sono messo in contatto con Divimovie ed è emerso che il mio video di confronto è stato bloccato su richiesta dell'organizzatore/moderatore del dibattito, Tommaso Minniti. Che sorpresa.

Ma guarda un po': i sedicenti paladini della verità e della trasparenza, quelli che lottano contro il sistema, quelli che contestano le censure ufficiali usano proprio la censura quando c'è un video che mostra i loro trucchetti e le loro manipolazioni.

Complimenti: una bella figuraccia per il Minniti e la sua combriccola di rivoluzionari da tastiera. Se volete esprimergli educatamente il vostro parere, il suo indirizzo di mail è tommasominniti@hotmail.com e questo è il suo canale Youtube.


Aggiornamento (19:45): Il mio video è tornato visibile. Divimove ha pubblicato questi due tweet di chiarimento:

DivimoveIT
@disinformatico Ciao Paolo,fatta chiarezza sulla questione abbiamo sbloccato il video che era stato reclamato quale violazione di copyright
26/08/14 19:23

DivimoveIT
@disinformatico Evidentemente in maniera illecita. Buon proseguimento!
26/08/14 19:24

È interessante notare la dicitura con la quale YouTube ha posto fine alla vertenza: “Your dispute wasn’t reviewed within 30 days, so the copyright claim on your YouTube video has now been released by DIVIMOVE” (“La tua vertenza non è stata riesaminata entro 30 giorni, per cui DIVIMOVE ha sciolto la rivendicazione di copyright sul tuo video su YouTube”). Trenta giorni? Il video è stato bloccato oggi.


Ci ho speso un po' di tempo, ma ne è valsa la pena per far emergere un'ulteriore conferma dei mezzucci e delle scorrettezze usate dai complottisti. Si sciacquano la bocca con grandi ideali e sono i primi a tradirli. Se avete amici tifosi dei vari Mazzucco e compagnia bella, indicate loro questa vicenda. Anzi, chiedete loro di farsi dire da Mazzucco che ne pensa del comportamento di Minniti.
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ANSA pubblica la bufala di Breaking Bad che continua

Questo articolo vi arriva grazie alla segnalazione di “jpaboytes” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

ATTENZIONE: l'immagine e i link presenti in questo articolo contengono spoiler per la serie televisiva “Breaking Bad”. Il testo di questo articolo, invece, non ne contiene.

Non ci si può fidare nemmeno dell'ANSA, dannazione. Come vedete nello screenshot qui accanto, l'ANSA ha abboccato in pieno alla bufala partorita dal sito satirico National Report e l'ha tradotta e ripubblicata come vera.

Secondo la bufala, il popolarissimo telefilm Breaking Bad verrà prolungato per una sesta stagione nonostante ci siano, nel finale della quinta stagione, degli... impedimenti narrativi che rendono davvero implausibile una continuazione della serie. Non dico quali per evitare spoiler.

Siti come il National Report possono sembrare stupidi o addirittura dannosi, perché il loro tono serio trae in inganno chi ha poco senso critico o non conosce gli argomenti trattati, ma in realtà hanno una funzione fondamentale: smascherano le testate non satiriche che lavorano male e copiano da qualunque fonte senza fare le dovute verifiche.

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Recensione: Gateway to Space

Ieri sono stato alla Fiera di Udine a vedere la mostra Gateway to Space. Dal punto di vista museale non è un granché: gli oggetti autentici esposti sono pochi (la pietra lunare Apollo annunciata non c'era, o perlomeno io non l'ho vista) e le ricostruzioni delle tute esposte sono molto superficiali. Se siete appassionati di spazio, resterete probabilmente a bocca asciutta.

Ma dal punto di vista del coinvolgimento del pubblico la mostra funziona. I modelli sono grandi e belli: sono notevoli, in particolare, le repliche in grandezza reale della minuscola capsula Mercury e della grande futura capsula Orion, e il grande modello del Saturn V (ma stona il Rover, l'auto lunare delle missioni Apollo, che è una replica davvero approssimativa). I pannelli illustrativi sono ricchi e dettagliati (sia pure con qualche scivolone di traduzione), lo spazio espositivo è ampio e non soffocante e le sezioni interattive funzionano bene.

Credit: Gabriella Cordone Lisiero
Gli appunti giovanili di Von Braun sono una copia,
non l'originale (la didascalia della mostra lo dice).

No, Russ 'Moon' Circling Earth non vuol dire Sonda lunare russa gira intorno alla Terra.
Vuol dire “Luna” russa gira intorno alla Terra.

Per un fan di Skylab come me è stato un piacere vedere la replica del pavimento speciale
e delle scarpe prensili usate sulla prima stazione spaziale statunitense.

Una copia ragionevolmente fedele del gabinetto della
Stazione Spaziale Internazionale.

Simulacro della capsula Orion in grandezza reale.


Fra le occasioni interattive segnalo, in particolare, la “MIR” (in realtà un simulacro visitabile molto approssimativo di una stazione spaziale), che ha la particolarità di essere ruotata rispetto al pavimento in modo che tutte le pareti interne siano inclinate (foto qui accanto), creando un fortissimo senso di disorientamento che rende bene l'idea di cosa significa trovarsi nello spazio in assenza di peso, quando gli occhi e i sensori d'equilibrio del corpo mandano al cervello segnali totalmente discordanti.

Una citazione speciale, per me, va al gimbal rig che vedete qui sotto, ispirato a quello concepito per valutare la reazione fisiologica alle sollecitazioni che possono verificarsi durante un volo spaziale. Non ho resistito. Sarà l'addestramento speciale al quale siamo sottoposti noi agenti disinformatori prezzolati del Nuovo Ordine Mondiale, saranno gli impianti bioplasmatici, sarà che io sono in realtà un rettiliano non umano, come dicono gli sciachimisti e gli altri complottisti, ma a me ha fatto molto meno effetto di quello che si potrebbe pensare guardando il video.

Credit: Gabriella Cordone Lisiero


In conclusione: se volete avvicinare i giovani o i neofiti all'avventura spaziale, Gateway to Space è un ottimo primo passo (credo, per esempio, che il gruppetto di persone che ha seguito la mia lezione involontaria sul funzionamento in dettaglio del gabinetto spaziale davanti alla sua replica ne porterà a casa un ricordo molto particolare). Ma se siete cultori che pretendono rigore storico e precisione nelle ricostruzioni, rimarrete probabilmente delusi.