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31 commenti

Bruce Schneier scrive parole chiare sul valore della privacy. Anche per chi non ha nulla da nascondere

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "rosstefan" e "lontanolontano".
Diversamente dagli altri articoli di questo blog, quest'articolo è soggetto al diritto d'autore di Bruce Schneier, al quale ho donato la mia traduzione.


Lo scandalo del calcio truccato risolleva la questione delle intercettazioni e del diritto alla privacy, già stimolata dall'allarme terrorismo. L'intrusione nelle comunicazioni e la sorveglianza sembrano sempre più necessarie e giustificate. Ma Bruce Schneier, uno dei più rispettati esperti di crittografia e sicurezza (non solo informatica), ha scritto per Wired un articolo di riflessione lucido e penetrante, che è un forte richiamo alla realtà e credo meriti particolare diffusione anche in italiano. Con il suo permesso, lo traduco qui dall'inglese.


Il valore eterno della privacy


di Bruce Schneier
18 maggio 2006
Translated from the English original by Paolo Attivissimo. Copyright to this translation belongs to Bruce Schneier.

Coloro che sono favorevoli a controlli d'identità, telecamere e database di sorveglianza, data mining e altre misure di sorveglianza generalizzata rispondono spesso a chi sostiene il diritto alla privacy con quest'obiezione: "Se non stai facendo niente di male, che cos'hai da nascondere?".

Ecco alcune risposte argute:
  • "Se non sto facendo niente di male, allora non hai motivo di sorvegliarmi"
  • "Perché è il governo che decide cosa è male, e continua a cambiare la definizione di cosa è male"
  • "Perché potresti usare in modo sbagliato le mie informazioni"

Frecciate come queste, per quanto valide, mi turbano, perché accettano il presupposto che la privacy consista nel nascondere qualcosa di male. Non è così. La riservatezza è un diritto umano intrinseco ed è un requisito necessario per mantenere la condizione umana con dignità e rispetto.

Ci sono due proverbi che esprimono in modo perfetto questo concetto: quis custodiet custodes ipsos? (Chi sorveglia i sorveglianti?) e "il potere assoluto corrompe in modo assoluto".

Il cardinale Richelieu aveva ben presente il valore della sorveglianza quando pronunciò la celebre frase "Se mi si dessero sei righe scritte dal pugno del più onesto degli uomini, vi troverei certo qualcosa per condannarlo all'impiccagione". Sorvegliate chiunque abbastanza a lungo e troverete qualche elemento per arrestarlo – o più semplicemente ricattarlo. La privacy è importante perché senza di essa le informazioni derivanti dalla sorveglianza verranno abusate: per fare i guardoni, per venderle ai maghi del marketing e per spiare i nemici politici, chiunque essi siano in quel particolare frangente.

La privacy ci protegge dagli abusi di coloro che sono al potere, anche se non stiamo facendo nulla che sia considerato sbagliato nel momento in cui viene effettuata la sorveglianza.

Non facciamo nulla di male quando facciamo l'amore o andiamo al gabinetto. Non nascondiamo nulla intenzionalmente quando cerchiamo un luogo privato dove riflettere o conversare. Teniamo diari privati, cantiamo in privato sotto la doccia, scriviamo lettere ad amanti segreti e poi le bruciamo. La riservatezza è un bisogno umano fondamentale.

Un futuro nel quale la privacy è costantemente sotto attacco era talmente inconcepibile per i creatori della Costituzione americana che essi non si posero neppure il problema di specificare la riservatezza come un diritto esplicito. Era intrinseca nella nobiltà del loro vivere e nella loro causa. Era evidente che essere sorvegliati in casa propria era irragionevole. Osservare e spiare erano atti così indecenti da essere inconcepibili fra i gentiluomini dell'epoca. Si sorvegliavano i criminali, non i liberi cittadini. Si era padroni in casa propria. Sono valori intrinseci nel concetto di libertà.

Perché se veniamo osservati in tutto ciò che facciamo, siamo sotto costante minaccia di correzione, giudizio, critica, persino plagio della nostra individualità. Diventiamo bambini, tenuti in catene sotto occhi sempre vigili, col timore costante che – ora o nell'incerto futuro – le tracce e le abitudini che ci lasciamo dietro verranno riesumate per implicarci da qualunque autorità si sia concentrata improvvisamente su quei nostri atti allora privati e innocenti. Perdiamo la nostra individualità, perché tutto ciò che facciamo è osservabile e registrabile.

Quanti di noi, negli ultimi quattro anni e mezzo, si sono fermati di colpo durante una conversazione, improvvisamente consapevoli di poter essere ascoltati di nascosto? Magari si trattava di una telefonata, oppure di uno scambio di e-mail, di una chattata o di una chiacchierata in un luogo pubblico. Magari stavamo parlando di terrorismo o di politica o di Islam. Ci blocchiamo e per un istante temiamo che le nostre parole possano essere tolte dal loro contesto; ma poi ridiamo della nostra stessa paranoia e proseguiamo. Ma il nostro comportamento è cambiato e il nostro modo di parlare viene sottilmente alterato.

Questa è la perdità di libertà che ci si pone di fronte quando ci viene tolta la nostra privacy. Questa è la vita nell'ex Germania Est o nell'Iraq di Saddam Hussein. Ed è il nostro futuro, man mano che permettiamo a occhi incessantemente spioni di entrare nelle nostre vite personali e private.
Sono in troppi a definire erroneamente la questione contrapponendo sicurezza e privacy. La vera scelta è fra libertà e controllo. La tirannia, sia che emerga sotto la minaccia di un attacco fisico straniero, sia che derivi da un'autorevole sorveglianza domestica, resta comunque tirannia. La libertà richiede sicurezza senza intrusione, sicurezza abbinata alla privacy. Una sorveglianza generalizzata da parte della polizia è, per definizione, uno stato di polizia. Ed è per questo che dobbiamo essere paladini della riservatezza anche quando non abbiamo nulla da nascondere.
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Commenti
Commenti (31)
Schneier ha ragione, è molto saggio. Da aggiungere, per q. riguarda la situazione nostrana, che mentre ci si "preoccupa" di osservare le stupidità della c.d. Legge sulla Privacy (meramente formali) fino all'esasperante idiozia di certi soggetti sia privati che pubblici (si pensi ai Pubblici Registri, che ora consultare è sempre più difficile, "sa, c'è la legge sulla privacy...!") nessuno si duole o si straccia le vesti per l'infamia dei milioni di intercettazioni disposte dalla Magistratura, e quel che è peggio, della pubblicazione scandalistica - e scandalosa - di stralci operati ad arte, di intercettazioni che "qualcuno", ma non si sa chi..., fornisce ai media.
Condivido all'70%.Il problema e' :come conciliare privacy e moderna sicurezza.
In molti casi grazie alle telecamere sono stati trovati assassini o violentatori o bombaroli.Il problema e' l'abuso.Non saprei come trovare una via di mezzo
Ottime riflessioni: calzanti anche a quel che succede in internet, che oramai è preda di uno stato di polizia. Libertà e sicurezza devono convivere; se non lo fanno, dipende dalla incapacità di chi ci governa. E' facile controllare tutti e tutto e poi tirare semplicemente su la rete trovandoci i pesciolini impigliati. Quindi dico e urlo: CONTRO LA RETE SULLA LIBERTA', LIBERTA' NELLA RETE !
Ottime riflessioni: calzanti anche a quel che succede in internet, che oramai è preda di uno stato di polizia. Libertà e sicurezza devono convivere; se non lo fanno, dipende dalla incapacità di chi ci governa. E' facile controllare tutti e tutto e poi tirare semplicemente su la rete trovandoci i pesciolini impigliati. Quindi dico e urlo: CONTRO LA RETE SULLA LIBERTA', LIBERTA' NELLA RETE !
E' vero fino ad un certo punto. Le leggi di per sè non sono sbagliate, lo sbaglio sta nell'abuso che se ne fa, ma questo sposta la questione su tutt'altro argomento, perchè allora dobbiamo colpire ogni tipo di abuso per ogni tipo di legge. Io ritengo che, seppur con tutte le sue limitazioni che pone, tante cose sono uscite allo scoperto proprio per le varie intercettazioni, mi proponga altrimenti l'illustre giornalista un modo alternativo per far venire alla luce questi vari scandali in modo che non leda i diritti di chi non ha nulla da nascondere e lo proponga a chi di dovere; credo che se trovi un sistema valido alternativo nessuno possa contestarlo...
O forse vogliamo che i deliquenti restano fuori delle patrie galere solo perchè "c'è la privacy" o peggio, nessuno è più deliquente proprio perchè non può più essere controllato? Come al solito, l'abuso in tutti i sensi può portare innumerevoli risvolti....
*Ritengo che quanto avvenuto nel calcio e in passato nella politica con tangentopoli, dimostri che le intercettazioni siano uno strumento utile per smascherare le mafie che rovinano tutti gli ambiti.
Dirigenti, arbitri, politici e calciatori non sono cittadini qualsiasi .. intorno a loro girano un mare di soldi per cui "l'occasione fa l'uomo ladro" ed è giusto che vi sia qualche forma di controllo che consenta di smascherarne eventuali degenerazioni ... chi non sta alle regole va punito .. guadagnano per il loro lavoro abbastanza da sopportare anche il fastidio delle intercettazioni .. l'errore è stato quello di diffondere queste intercettazioni in maniera indiscriminata .. probabilmente questo è stato fatto per ottenere le immediate dimissioni di chi non aveva la coscienza pulita e per timore che tutto venisse affossato dalla politica che in queste cose ha sempre un certo peso.
Trovo inutile e dannosa invece la diffusione di intercettazioni inerenti la sfera del gossip (il figlio di Moggi che parla della sua corte ad Ilaria D'Amico).
Certo il sospetto che anche queste intercettazioni possano essere state eseguite da una parte del potere calcistico e politico per mettere mettere in luce le nefandezze solo della parte rivale restano ... curioso che non vi siano che poche e marginali intercettazioni riguardanti l'asse Galliani-Milan-Berlusconi (allora al governo quindi probabilmente al corrente delle intercettazoni autorizzate dal suo ministro .. in campagna elettorale parlava di "scheletri nell'armadio" riguardo al nemico Della Valle dimostrando di essere a conoscienza delle intercettazioni prima che venissero rese pubbliche) .. il tema è annoso .. chi controlla il controllore? Se Berlusconi sapeva delle intercettazioni avendole un suo ministro autorizzate poteva aver avvisato tutti i suoi di non utilizzare il cellulare per gestire i pastrocchi della loro parte ...
Penso comunque che si debbano definire delle categorie professionali più facilmente corruttibili e che solo su di queste sia autorizzabile un intercettazione da eseguirsi però solo in contemporanea a quelle della parte rivale senza obbilgare ad ottenere permessi da chi è in quel momento al governo e dai suoi sottoposti ... Insomma fai il calciatore, il politico o il procuratore? Sai che io magistrato posso controllarti con intercettazioni telefoniche o ambientali quindi stai attento .. ma sappi che se controllo te in contemporanea controllo anche i tuoi rivali ..
Sarà realizzabile tutto questo?
Barattistuta
Ottime riflessioni: calzanti anche a quel che succede in internet, che oramai è preda di uno stato di polizia. Libertà e sicurezza devono convivere; se non lo fanno, dipende dalla incapacità di chi ci governa. E' facile controllare tutti e tutto e poi tirare semplicemente su la rete trovandoci i pesciolini impigliati. Quindi dico e urlo: CONTRO LA RETE SULLA LIBERTA', LIBERTA' NELLA RETE !
Ottime riflessioni: calzanti anche a quel che succede in internet, che oramai è preda di uno stato di polizia. Libertà e sicurezza devono convivere; se non lo fanno, dipende dalla incapacità di chi ci governa. E' facile controllare tutti e tutto e poi tirare semplicemente su la rete trovandoci i pesciolini impigliati. Quindi dico e urlo: CONTRO LA RETE SULLA LIBERTA', LIBERTA' NELLA RETE !
Ottime riflessioni: calzanti anche a quel che succede in internet, che oramai è preda di uno stato di polizia. Libertà e sicurezza devono convivere; se non lo fanno, dipende dalla incapacità di chi ci governa. E' facile controllare tutti e tutto e poi tirare semplicemente su la rete trovandoci i pesciolini impigliati. Quindi dico e urlo: CONTRO LA RETE SULLA LIBERTA', LIBERTA' NELLA RETE !
Ci sono due proverbi che esprimono in modo perfetto questo concetto: quis custodiet custodes ipsos? (Chi sorveglia i sorveglianti?) e "il potere assoluto corrompe in modo assoluto".

Oddio esprimersi così adesso sembra di voler far una difesa in favore di Moggi.
Vorrei farvi notare questo:
http://ziza.ru/2006/05/16/zvezdy-chto-to-priboleli.html
e questo:
http://www.p2pforum.it/forum/attachment.php?attachmentid=7598&d=1146067703
Se è così facile applicare brufoli a personaggi famosi e far dire a berlusconi ciò che non direbbe mai, l'affermazione chi controlla i controllori assume una notevole rilevanza. In altre parole chi ha in mano l'organismo delle intercettazioni può far quel che vuole.
D'altra parte la questione diviene un paradosso del tipo:
Dio ha creato gli uomini, ma se dio esiste chi ha creato dio? E chi ha creato il creatore di dio ecc....
Chi controlla i controllori dei controllori?!

Questa è la nascita della diffidenza verso l'antibufale (lavoro che viene reso 1000 volte + difficile) e verso i complotti (si può far dire ciòò che serve a chi si vuole).

Saluti.
Grazie Bruce. Grazie Paolo.
Mi dispiace che non sia sotto CreativeCommons, perchè lo copierei e lo incollerei all'infinito.

Invece è in un blog che potrebbe sparire in qualsiasi istante...

Peccato davvero. Ma menomale che ho potuto leggerlo!

Grazie ancora ad entrambi!


by Cavallo GolOso
Io vorrei copiare il link alla traduzione, posso farlo?
Ma poi il documento rimarrà, vero?

Intanto grazie,
Zimo
Due considerazioni.

La privacy è importante, financo per un avanzo di galera, cioè una persona come noi. Il punto è tutelare davvero tutti, altrimenti ne traggono vantaggio (della privacy) sempre quelli che si possono permettere un avvocato. E allora la privacy diventa un'arma.

Secondo. Piaccia o no, pubblicare le intercettazioni è divenuta l'ultima arma di credibilità per il lavoro di una magistratura (che pur con le sue colpe) è stata demonizzata ad uso e consumo di pochi. Se la legalità diventa un optional, sapere che davvero qualcuno, almeno almeno, anche se non ha commesso "atti penalmente rilevanti" - sic), ha un modo furbetto e a-sociale di vivere le sua e altrui vita... beh, allora viva le intercettazioni pubbliche.
Come tutti gli strumenti, sia la "privacy" che la sua violazione "istituzionalizzata" devono essere utilizzati per gli scopi per i quali esistono; qualsiasi abuso dell'una o dell'altra fattispecie è evidentemente una distorsione e porta ad una limitazione della libertà.
Esistono le leggi, per questo: che vengano rispettate.
Io vorrei copiare il link alla traduzione, posso farlo?

Certamente!

Ma poi il documento rimarrà, vero?

Sì, certo!

Il problema e' come conciliare privacy e moderna sicurezza.

Esempio semplice: nella sorveglianza del traffico telefonico, separare l'identità dell'utente dal suo traffico. Ci sono due database separati: uno correla l'identità dell'utente a un codice identificativo univoco, l'altro correla il traffico a questo identificativo (non all'utente). I database sono in mano a enti separati che non si devono parlare.

Grazie a questa separazione, chi sorveglia non sa che l'utente Maria Rossi ha telefonato a Cesare Bianchi; sa che l'utente AF567 ha telefonato all'utente KC142. Se l'AF567 ha del traffico attinente a un fatto criminoso (ha telefonato a un terrorista), allora il magistrato autorizza gli inquirenti a correlare l'identificativo alla persona. L'identità delle altre persone coinvolte rimane tutelata.

Oddio esprimersi così adesso sembra di voler far una difesa in favore di Moggi.

Non voglio fare nessuna difesa di nessun individuo, per carità! Le mie e quelle di Schneier sono considerazioni generali, di principio.

Fra Grandi Fratelli e intercettazioni spiattellate sui giornali, ci stiamo assuefacendo all'intrusione sempre più profonda nei nostri fatti personali. La cosa ci sta bene fino al momento in cui capita soltanto agli altri... poi, quando capita a noi, invochiamo aiuto, ma grazie all'indifferenza è troppo tardi.
Esistono le leggi, per questo: che vengano rispettate

Una legge non è giusta per il fatto di essere legge; è giusta quando il consenso dei cittadini la ritiene giusta. Pensa al probizionismo, o ai sistemi anticopia (DMCA, EUCD) o alle leggi antiterrorismo che strangolano gli onesti senza bloccare i veri criminali. Quanti terroristi sono stati presi grazie alle liste nere USA dei passeggeri? Nessuno. Quanti cittadini onesti sono stati respinti e non possono più volare a causa di quelle liste nere? Tanti, e fra loro ci sono una suora e il senatore Ted Kennedy.
in italia in nome della privacy (maddeché!) accade un'assurdità demenziale: i gestori telefonici ci mascherano, per legge, le bollette delle telefonate che dovremo comunque pagare!!!

https://aghost.wordpress.com/2006/03/10/cornuti-mascherati-e-mazziati/

https://aghost.wordpress.com/2006/03/09/il-garante-della-telecom/

https://aghost.wordpress.com/2006/03/27/privacy-allitaliana/
Caro Barattistuda,
le intercettazioni non sono autorizzate dal ministro della Giustizia ma dalla magistratura, altrimenti avremmo una giustizia meramente politica.
Caro Mother,
conviene attenersi al tema delle intecettazioni, il paragone con Dio non c’azzecca per nulla. “Dio ha creato gli uomini, ma se Dio (con la iniziale maiuscola) esiste chi ha creato Dio?”. Risposta: Nessuno, perché Dio non esiste, c’e’ dall’eternità. Argomento rovesciato: se l’Universo ha avuto origine dal big bang, da che cosa ha avuto origine il big bang? Allora tornando al tema: chi controlla i controllori dei controllori? Risposta: la politica, cioe’ i cittadini che vanno a votare.
Caro Paolo,
non e' sufficiente che una legge abbia il consenso dei cittadini per essere giusta. Una legge che non tutela i diritti di una minoranza o anche di un solo cittadino e' comunque ingiusta, anzi san Tommaso d'Aquino dice che non e' neppure legge, e' un sopruso che ha la forma di legge. Affinche' una legge sia giusta e' necessario che la norma sia ordinata al bene comune e a quello dei singoli. Un criterio di verifica e' la rispondenza della legge ai principi della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e alle Costituzioni che si ispirano a quei principi. E' vero anche che l'approvazione di quei principi ha richiesto un consenso dei cittadini, ma e' garantito dal fatto che e' stato recepito universalmente dalle generazioni successive.
Giovanni Falcioni risponde:
Telecamere ed intercettazioni telefoniche sono i soli mezzi che hanno permesso, recentemente, alla magistratura di avviare processi contro terroristi, criminali, corrotti sempre sfuggiti a qualsiasi indagine.
Il gruppo terroristico degli attentati a Londra è stato individuato e bloccato grazie alle telecamere di sorveglianza. Lo stesso per tanti altri delitti, dalle rapine in banca, allo spaccio di droga nei centri storici delle città.
Oggi, con telecamere sui cavalcavia, non solo si potrebbe controllare i traffico, punendo chi commette infrazioni, ma anche stroncare le bande che lanciano sassi.
Alle obiezioni di B. Schneier rispondo che il materiale raccolto non può essere usato per accusare persone se il magistrato non ha autorizzato le intercettazioni, inoltre, tutto ciò che non riguarda i reati per i quali viene avviata l’intercettazione, viene archiviato.
Il caso delle intercettazioni di massa negli USA è giustificato dagli attentati terroristici.
Chi usa impropriamente il materiale intercettato va punito in modo esemplare, esattamente come chiunque altro che infranga le leggi.
Occorre, poi, essere molto severi verso coloro che diffondono il contenuto delle intercettazioni. Per questo, il responsabile di un giornale, una TV o un sito internet, prima di pubblicare notizie che riguardino un’indagine in atto, deve consultare il magistrato, per chiedere l’autorizzazione, e questo per non mandare a monte mesi o anni di indagine.
Ad es. l’arresto di Provengano, doveva essere tenuto segreto ancora per alcune settimane. La divulgazione della notizia ha permesso ai “buoi” di fuggire dalle “stalle”, di far sparire materiale compromettente, di alterare le prove, mandando a monte un “bottino” più cospicuo per le forze dell’ordine.
Ecco una massima di B. Franklyn:
Qualsiasi società che sacrifica un po’ di libertà per una maggiore sicurezza non si merita nessuna delle due cose, e le perde entrambi.
Il fatto è che la libertà senza sicurezza è già persa.
Solo garantendo il cittadino che giustizia verrà fatta per un torto subito, il patto del cittadino con lo Stato verrà rinnovato: “Rinuncio a farmi giustizia coi miei mezzi, perché ci pensi tu, Stato”.
Altrimenti succede come in Iraq, subito dopo la fine della guerra, quando l’esercito e le forze dell’ordine furono sciolte: errore fatale degli USA, che condusse alla situazione di ingovernabilità ed anarchia di oggi.
Nel sud Italia la gente non ha fiducia nella giustizia e si rivolge alla mafia ed alla camorra per averla, ricambiandola con favori ed omertà. E’ democrazia questa?
Per questo sono disposto a concedere assai più alla magistratura, in cambio non di una maggior sicurezza ma di una sicurezza che attualmente non c’è.
Ben vengano non solo telecamere e intercettazioni, ma anche perquisizioni e posti di blocco.
Oggi la giustizia praticamente non esiste, con milioni di processi di durata decennale, che puntualmente finiscono in prescrizione, con gravi danni per coloro che hanno ricevuto torti, soprusi, violenze.
Quando poi si riesce, finalmente, a bloccare qualche delinquente in carcere, ecco le amnistie, i condoni, gli indulti, gli arresti domiciliari, i permessi premio, le famigerate “riabilitazioni” che rimettono in circolo i criminali.
Fra le prime dichiarazioni di Bertinotti, appena insediatosi come presidente della camera, c’è stato l’auspicio di una pronta apertura delle carceri con una amnistia.
Un altro intervento che ridurrebbe drasticamente i delitti, con un rapido arresto dei colpevoli, è l’anagrafe obbligatoria del DNA, di tutti coloro che vivono sul territorio italiano, quindi anche di quelli che entrano clandestinamente o per turismo. Un semplice “striscio” sulla pelle è sufficiente per l’analisi.
Ciò consentirebbe, ad es. di riconoscere immediatamente una persona priva di documenti, colpita o uccisa; si potrebbero raccogliere le “tracce” lasciate dall’aggressore, che verrebbe subito identificato.
L’anagrafe del DNA sarebbe utile anche per ricerche di tipo sanitario, per la prevenzione e la cura delle malattie, per i trapianti, per individuare talune malattie genetiche in gruppi di popolazione.
Se mi sentissi sicuro, non chiederei una maggiore sicurezza. Ovvietà che B. Schneier non sembra comprendere. E allora, suggerisca lui un metodo per bloccare la criminalità, che non sia, per favore, l’ennesima raccomandazione di combattere la fame nel mondo.
Oddio esprimersi così adesso sembra di voler far una difesa in favore di Moggi.
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Non voglio fare nessuna difesa di nessun individuo, per carità! Le mie e quelle di Schneier sono considerazioni generali, di principio.
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Piccola correzione: Oddio esprimerMI così adesso sembra voler fare una difesa in favore di Moggi.
Un altro intervento che ridurrebbe drasticamente i delitti, con un rapido arresto dei colpevoli, è l’anagrafe obbligatoria del DNA, di tutti coloro che vivono sul territorio italiano, quindi anche di quelli che entrano clandestinamente o per turismo. Un semplice “striscio” sulla pelle è sufficiente per l’analisi.
Ciò consentirebbe, ad es. di riconoscere immediatamente una persona priva di documenti, colpita o uccisa; si potrebbero raccogliere le “tracce” lasciate dall’aggressore, che verrebbe subito identificato.

...certo, con il rischio però che un assassino abbastanza scaltro (...o chi per lui...) riesca ad alterare il database sostituendo i propri dati con i miei, trasformandomi così in efferato criminale senza che io muova un dito.
Hai visto "Minority Report"? Non pensiamo sempre che la fantascienza sia solo intrattenimento e riflettiamo...

L’anagrafe del DNA sarebbe utile anche per ricerche di tipo sanitario, per la prevenzione e la cura delle malattie, per i trapianti, per individuare talune malattie genetiche in gruppi di popolazione.
giusto, come la sperimentazione massiccia su cavie umane, oltre la base volontaria, potrebbe accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci.
Si tratta solo di scegliere il male minore...

Se mi sentissi sicuro, non chiederei una maggiore sicurezza. Ovvietà che B. Schneier non sembra comprendere. E allora, suggerisca lui un metodo per bloccare la criminalità, che non sia, per favore, l’ennesima raccomandazione di combattere la fame nel mondo.
e tu suggerisci un modo per eliminare gli incidenti stradali, che non sia ritirare tutte le patenti e non rilasciarne altre.

A me sembra che le riflessioni siano profonde e ben consapevoli della necessità di trovare un compromesso tra sicurezza e libertà personale.
Piuttosto, impariamo, come fa Schneier a non dare per scontata nè la bontà dei metodi di controllo, nè la buona fede dei controllori... non è paranoia, ma semplice democrazia.

Ah, un'ultima cosa... non per polemica, ma per riflessione: se per te la privacy non è una cosa sacra, ma invece un diritto minore, sacrificabile in nome della sicurezza, come mai hai lasciato un commento anonimo?
Caro Giovanni Falcioni,
le tue argomentazioni sulla utilità delle intercettazioni non sono suffragate da alcun dato.
Attivissimo ha già ricordato in un commento come alcune delle norme che aumenterebbero il controllo a discapito della privacy dei cittadini si siano invece rivelate inutili.
Auspichi ulteriori sistemi di controllo, ma la loro utilità è completamente ipotetica.
Il fatto che l'uso delle intercettazioni sia vincolato a delle leggi e' irrilevante. I magistrati, gli agenti come tutti gli altri uomini commettono errori e infrangono le leggi.
Il fatto che tu chieda sicurezza e che tu non ti senta sicuro è conseguenza di campagne mediatiche allarmistiche a cui credi, e cedi.
quando manderà suo figlio a netanya 1 mese e dopo ripeterà quello che ha detto prenderò in considerazione quello che dice.

altrimenti, temo non sappia di cosa parla.

avrebbe ragione in un mondo perfetto, ma non siamo in un mondo perfetto.

ovviamente non trovo gradevole che un puffolotto mi sgarfi nello zaino, ma lo preferisco all' idea di saltare in aria perchè un sergio a caso ha deciso che non ho il diritto di vivere
" altrimenti avremmo una giustizia meramente politica. "

scusi, don ezio, questa dichiarazione mi incuriosisce un po'

io percepisco (forse sbaglio) nessuna differenza fra un magistrato, un titolare d'azienda, un cartomante, o un uomo di fede, cioè, non penso che l'appartenere ad una categoria permetta di pretendere che io creda che una persona non infila le convinzioni personali nella professione.

(se mi passa la battuta spiritosa... da un uomo di fede pure lo pretendo, che appartenga o no alla mia confessione)

quindi mi rende perplesso sentir dire che una qualsiasi cosa non è politicizzata.

potrebbe essere la politica del "M la demagogia politica" ma essendo anche essa una politica... direi che non c'e' via di fuga.

sostenere che a parità di infrazione commessa uno stesso giudice da la stessa pena a chiunque si trovi davanti farebbe cadere moltissime obbiezioni sulla pena di morte.
Scusate io nel campo della sicurezza ci lavoro e tutto questo allarmismo mi fà un tantino ridere.

Per quanto riguarda la video sorvoglianza comune è legale solamente quando dichiarata. Overro se una ditta (o la polizia stradale) piazza una telecamera deve mettere un avvertimento ben visibile. Cosa credevate che fossero quei cartelli che dicono "Attenzione area telesorvegliata"? I filmati possono essere conservati per 72 ore e ne sono consetite copie solo nel caso sis siano verificati eventi criminosi. Copie che voi vengono consegnate alle forze dell'ordine per svolgere le indagini. Per cui tranquilli potete tranquillamente scaccolarvi sotto una telecamera e nessuno lo saprà mai! :P

Per quanto riguarda vari tipi di sorveglianza (dalle intercettazioni, ai pedinamenti, al monitoraggio sul web) lo si pratica solo quando a monte ci sono già pesanti elementi di sospetto.

Se il signor Mario Rossi non fà niente di male nessuno ci perà tempo dietro. Certo se il signor Rossi passa per un sito pedopornografico (o comunque illegale) allora inizio a tenerlo d'occhio.

Sarò brutale ma le forze dell'ordine italine non hanno nè tempo, nè risorse da perdere per spiare medio man.

Se poi in USA sono così stupidamente pranoici da buttare via miliardi ogni anno per attività di controllo inutili, che vi devo dire?

Per quanto riguarda uno screening genetico della popolazione sono favorevole. Non tanto per una questione criminologica (i campioni sulle scenen del delitto possono alterarsi per molte ragioni), quanto per quella medica. Una malattia diagnosticata precocemente è meglio curabile. Sarebbe un ottimo modo, se non di salvare molte vite, per lo meno di alleviare le sofferenze di molti.
Scusate io nel campo della sicurezza ci lavoro e tutto questo allarmismo mi fà un tantino ridere.

Per quanto riguarda la video sorvoglianza comune è legale solamente quando dichiarata. Overro se una ditta (o la polizia stradale) piazza una telecamera deve mettere un avvertimento ben visibile. Cosa credevate che fossero quei cartelli che dicono "Attenzione area telesorvegliata"? I filmati possono essere conservati per 72 ore e ne sono consetite copie solo nel caso sis siano verificati eventi criminosi. Copie che voi vengono consegnate alle forze dell'ordine per svolgere le indagini. Per cui tranquilli potete tranquillamente scaccolarvi sotto una telecamera e nessuno lo saprà mai! :P

Per quanto riguarda vari tipi di sorveglianza (dalle intercettazioni, ai pedinamenti, al monitoraggio sul web) lo si pratica solo quando a monte ci sono già pesanti elementi di sospetto.

Se il signor Mario Rossi non fà niente di male nessuno ci perà tempo dietro. Certo se il signor Rossi passa per un sito pedopornografico (o comunque illegale) allora inizio a tenerlo d'occhio.

Sarò brutale ma le forze dell'ordine italine non hanno nè tempo, nè risorse da perdere per spiare medio man.

Se poi in USA sono così stupidamente pranoici da buttare via miliardi ogni anno per attività di controllo inutili, che vi devo dire?

Per quanto riguarda uno screening genetico della popolazione sono favorevole. Non tanto per una questione criminologica (i campioni sulle scenen del delitto possono alterarsi per molte ragioni), quanto per quella medica. Una malattia diagnosticata precocemente è meglio curabile. Sarebbe un ottimo modo, se non di salvare molte vite, per lo meno di alleviare le sofferenze di molti.
la privacy sarà una dei temi della maturita del 2006.
sicuro sicuro.
auguri ragazzi
=8-þ bestia =8-þ
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Leggete anche (diario di un esattore).Sono io,che che scrivo e stanno massacrando ancora e da 12 anni.Anzi per il rinvio a giudizio nel 97 presi con altri,anche le colpe non mie perchè i telefoni erano sotto controllo.Leggete....
La giustizia in Italia,non la vuole solo chi ha interesse che sia così lunga e snervante....