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Disinformatico alla radio stamattina: sirene, Youtube censurato, Linux

Radio: stamattina si parla di sirene-bufala, appelli per bambini ustionati, censura su Youtube, e Linux

Come ogni martedì da qualche settimana, sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana sono in onda dalle 11 alle 12 con il Disinformatico, ascoltabile anche in streaming (formato Real). Il podcast è già disponibile qui. Ecco i temi di oggi.

La sirena recuperata in Venezuela; "le seguenti immagini appartengono a quello che sembra essere il cadavere di una sirena, è stato trovato dai pescatori negli “Olivitos” zona nord nel Lago di Maracaibo in Venezuela", dice l'appello che sta circolando in Rete. La foto in alto a sinistra mostra appunto una di queste immagini. In realtà si tratta semplicemente di un fantoccio fabbricato da uno specialista di settore, Juan Cabana, che mette all'asta su eBay i suoi reperti, come racconta Snopes. Il vero mistero è che ci sia ancora qualcuno, nel ventunesimo secolo, che si chiede se per caso possa essere davvero una sirena autentica.

La sparizione di molti filmati da Youtube: Slashdot segnala la rimozione dei clip del popolarissimo Daily Show e di molti altri spezzoni di programmi televisivi di vari paesi. L'obbligo scatta per via del diritto d'autore, perché ora che Google ha comprato Youtube e ne ha rimpinguato le tasche una causa legale può fruttare molti soldi. Tuttavia queste rimozioni forzate rischiano anche di far sparire dalla memoria collettiva momenti video storicamente importanti, come le papere e le bugie dei politici, come questa di Bush.

L'appello per Alexandra, bambina polacca ustionata: esiste realmente, ma non è vero che basta inoltrare l'appello per donarle 3 centesimi. La sua storia è raccontata qui nel Servizio Antibufala. E' un caso molto particolare, visto che il testo del suo appello ha tutta l'apparenza di una bufala anche se riguarda una storia vera. Lo riporto qui per facilitarne il reperimento per chi lo cerca in Rete:
"Alexandra ha 14 mesi ed é stata vittima di un grosso incendio. Ha dei dolori estremi e la sua faccia e parte del suo piccolo corpo sono ustionati.
Anche molte ossa del cervello sono state lesionate dal grande calore. Al momento si trova in Polonia ed é seguita da un specialista. La bimba deve subire molte altre operazioni e anche una lunga reabilitazione. Sfortunatamente la sua famiglia non é in grado di sostenere tutte le spese. Per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto! Per ogni E-mail inviato la famiglia riceve 3 centesimi. Per favore aiutate questa famiglia e spedite piú e-mail possibile !!!!!"

Linux per comuni mortali: la filosofia, il funzionamento e i vantaggi del software libero, e alcuni esempi di programmi liberi per sostituire gratuitamente i programmi a pagamento, senza cambiare né computer né sistema operativo: Audacity (elaborazione di file audio), OpenOffice.org (alternativa a Microsoft Office), Blender (grafica 3D avanzata), GIMP (grafica e fotoritocco), Firefox (navigazione in Internet), Thunderbird (gestione della posta elettronica). E se vi ispira l'idea del grande passo a Linux, provate la distribuzione denominata Ubuntu.

Se vi siete mai chiesti cosa succede negli studi durante la realizzazione del Disinformatico, qui sotto ne vedete un paio di esempi. Il resto, se siete forti di stomaco, è su Flickr.

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Disinformatico, arriva il podcast

Pronto il primo podcast scaricabile del Disinformatico

La Radio Svizzera di lingua italiana ha messo online il podcast della prima puntata del Disinformatico, il programma al quale ho il piacere di partecipare ogni martedì mattina su Rete Tre. Il podcast è privo della musica e dura così circa 17 minuti. Potete scaricarlo e ascoltarlo sul computer o con il vostro lettore MP3 visitando l'area podcast della radio (il Disinformatico è in fondo alla pagina: se volete semplicemente scaricarlo, il link diretto è questo).

Per motivi di diritto d'autore e per far capire più chiaramente all'emittente quanti sono gli ascoltatori interessati al servizio podcast, non passatene copia agli amici, ma dite loro di scaricarselo direttamente dal sito della radio. Non occorre software speciale: potete salvare il file sul vostro computer con un clic (destro per chi usa Windows) e riascoltarlo con qualsiasi normale programma di lettura audio. Buon divertimento!

Aggiornamento (2006/10/31)

Sono stati aggiunti anche i podcast delle puntate successive.
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28/10, Linuxday: a Cinisello ci sono anch’io

Linuxday a Cinisello, parlerò di Topolino e di nastri lunari perduti


Domattina sarò al LinuxDay/OpenDay a Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo, a presentare una relazione sull'obsolescenza dei dati digitali e del pericolo culturale dei formati proprietari e dei sistemi anticopia, facendo alcuni esempi concreti (Topolino e i nastri lunari, appunto).

Se passate da quelle parti, fatevi riconoscere! L'ingresso è gratuito ma è richiesta la registrazione.


Aggiornamento (2006/10/29)


La presentazione e una versione più estesa del testo della mia relazione sono disponibili qui in formato OpenDocument (leggibile con OpenOffice.org, NeoOffice, StarOffice e tutti i programmi conformi a questo standard ISO).
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11/9, spazio per i commenti

Spazio per le discussioni sull'11 settembre

Siccome vari visitatori anonimi di questo blog stanno spammando con commenti riguardanti le mie indagini sull'11 settembre negli spazi di commento di articoli che parlano di tutt'altro, ho predisposto questo post nel quale possono sfogarsi.

Visto che c'è uno spazio apposito qui, i commenti sul tema 11 settembre messi altrove verranno cancellati. Chi non è interessato all'argomento ha il diritto di non essere disturbato dai complottisti.

Colgo l'occasione per segnalare che nel blog Undicisettembre ci sono due articoli sul filmato dell'impatto al Pentagono e sulla controanalisi del crollo del WTC da parte di un professore chiamato in causa da Maurizio Blondet, di cui si è parlato (andando fuori tema) nei commenti di altri articoli nel blog che state leggendo.

La speranza è che offrendo uno spazio dedicato e senza censure di alcun genere il resto del blog rimanga meno invischiato in questo tormentone senza fine. Mi scuso con chi mi segue per tutt'altre ragioni ed è stufo di queste contaminazioni complottiste.
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Phishing contro Associazione Italiana Leucemie

Phisher vigliacchi creano sito-clone dell'AIL per rubare soldi ai donatori

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "dgrossato" e "mauvalsesia".

Mi tocca segnalare un attacco di phishing particolarmente vile. Websense comunica che i phisher hanno realizzato un sito identico a quello dell'AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie, e lo usano per depredare chi vorrebbe fare una donazione all'associazione.

Il sito-clone è ospitato su un server in Germania e contiene alcune pagine che consentono ai visitatori di immettere i dati della propria carta di credito per fare in apparenza una donazione all'AIL: in realtà questi dati vengono trasmessi ai criminali. La trappola è piuttosto ben fatta, dato che dopo aver immesso i dati nel sito-clone, la vittima viene riportata al sito autentico dell'AIL.

L'AIL ha pubblicato sul proprio sito un avviso riguardante la tentata truffa: diffidate di qualsiasi e-mail che vi inviti a fare donazioni all'AIL usando la carta di credito e chieda di collegarvi all'indirizzo http://62.217.53.211/leucemie.

La trappola è segnalata (con immagini delle schermate-trappola) anche da Anti-phishing Italia e datata 23 ottobre. Secondo questa fonte, il messaggio-esca "utilizza un messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a destinare la somma riservata per i regali di natale per contribuire a rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili."

Al momento in cui scrivo, il sito-trappola è ancora attivo ed è segnalato come pericoloso sia dalla barra di Netcraft, sia dalla funzione anti-phishing integrata in Firefox 2.0. Non sono in grado di verificare se è segnalato anche dall'analoga funzione di Internet Explorer 7.0, perché IE7 non mi s'installa sull'unica macchina Windows rimastami (ma questa è un'altra storia): se a voi IE7 funziona, segnalatemi il suo comportamento nei commenti.

La difesa generale contro il phishing è sempre la stessa: diffidate dei link presenti nei messaggi di posta, se riguardano soldi o codici riservati; usate un browser con funzioni anti-phishing; controllate sempre che il sito con il quale interagite utilizzi una transazione protetta (icona del lucchetto) per tutte le attività riguardanti denaro o dati segreti.
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Bucato il sito dell’Ordine dei Giornalisti

Sito dell'Ordine dei Giornalisti "bucato" da vandali. Ma si può bucare un colabrodo?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "hanteros" e "alberto.fal***".

Domenica scorsa (22 ottobre) il sito dell'Ordine dei Giornalisti, Odg.it, è stato "bloccato per alcune ore, a causa della comparsa di un messaggio di un’organizzazione straniera [...] sull’home page del sito è comparsa abusivamente una scritta in inglese, lanciata nella rete Internet da parte di una “Guard of Turkey and Islam”, diretta alla Francia", come riferisce una nota dell'Ordine.

Prima che parta la marea di indignazione e di orrore mediatico, vorrei chiarire un aspetto importante di questo attacco: è una vera schifezza, roba da dilettanti sfigati. L'Occidente non è in pericolo. E i dilettanti, qui, non sono soltanto gli aggressori, ma i responsabili del sito dell'Ordine.

La prima cosa che salta all'occhio in questa vicenda è la strana dinamica dell'attacco: perché prendersela con l'ordine dei giornalisti italiani, se la protesta degli aggressori è diretta alla Francia? Perché non attaccare l'ordine francese direttamente? Sembra un classico caso di "se la moglie ti fa arrabbiare, dai un calcio al cane".

E infatti è così: incredibilmente, il sito dell'Ordine dei Giornalisti usava Internet Information Server 4.0 su Windows NT4/98, stando ai dati di Netcraft. E' passato a IIS 6.0 su Windows Server 2003 il giorno dopo l'attacco, sempre secondo Netcraft.

Traduco: l'Ordine dei Giornalisti italiani usava un software obsoleto, fatiscente e noto come colabrodo sin dal suo esordio, ed ha aspettato che i buoi scappassero prima di decidersi a chiudere la stalla. Bucare IIS 4.0 non è una prodezza informatica: è sfondare una porta aperta; è come rubare caramelle a un bambino. Se questo è il meglio che la "Guard of Turkey and Islam" sa fare, possiamo dormire sonni tranquilli. Probabilmente il loro prossimo attacco si baserà sul celebre "virus albanese".

Intendiamoci: possono dormire sonni tranquilli coloro che prendono la sicurezza informatica sul serio, senza porgere il fianco agli aggressori, e non aspettano che succedano disastri prima di adottare misure adeguate. I vandali attaccano sempre i bersagli facili. Chi facilita loro il compito è irresponsabile come chi lascia la propria porta di casa spalancata, con l'argenteria bene in vista sul tavolo.
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24/10, truffe online alla radio svizzera

Disinformatico radio: tutto sulla truffa alla nigeriana, Firefox vs IE7

Domattina sono in onda dalle 11 alle 12 sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana con il Disinformatico. La puntata è dedicata interamente alla cosiddetta "truffa alla nigeriana" o "nigerian scam" o "truffa del 419": come nasce, come funziona, quanto rende e come difendersi (e magari anche vendicarsi).

La Rete Tre è ascoltabile come sempre anche via Internet, in streaming Real Audio, presso il sito della RTSI. Potete scrivere alla trasmissione mandando un e-mail a disinformatico@rtsi.ch. I podcast arriveranno, non temete!

Microsoft ha da poco annunciato la nuova versione di Internet Explorer, la numero 7, che finalmente si mette al passo con i tempi introducendo funzioni, sicurezze e compatibilità che la concorrenza (Opera, Firefox, Safari, Mozilla) ha già da tempo. Internet Explorer 7 ha già rivelato una falla di sicurezza (la dimostrazione è presso Secunia) che non è ancora stata corretta, e nel frattempo la concorrenza non è rimasta con le mani in mano. Oggi esce la nuova versione di Firefox, la 2.0, che è gratuita, disponibile per Mac, Linux e Windows in 39 lingue, e introduce nuove migliorie assenti in Internet Explorer 7, come il ripristino integrato della sessione in caso di crash o riavvio, e molto altro ancora.

Per quanto riguarda la truffa alla nigeriana, ecco alcuni esempi di siti dedicati allo scambaiting (lotta contro questo tipo di truffa):Artists Against 419 (aa419.org), scambuster419.com, 419baiter.com e il classico 419eater.com, con le sue mitiche burle della Chiesa del Petto Rosso e del Commodore 64 in legno.

Mi raccomando: se non siete esperti della Rete, non rischiate con lo scambaiting autoprodotto, ma divertitevi a leggere le spettacolari "vendette" messe a segno dagli scambaiter.
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Raduno Star Trek a Riccione

_KIF_3055.JPGScusate l'assenza: rientro ora da due giorni offline, trascorsi alla Reunion 2006, una convention degli appassionati italiani di Star Trek, dove oltre a ritrovare la banda sempre più affiatata di amici Trekker ho fatto da interprete per l'attrice ospite, Nicole De Boer, che ha interpretato Ezri Dax nella serie Star Trek Deep Space Nine ed è una dei protagonisti della serie La Zona Morta.

È stata un'occasione per celebrare quarant'anni di Star Trek e vent'anni di convention dello STIC. Siamo tutti un po' più vecchi (anche se si sono aggiunte molte giovani leve, stupite di scoprire quello che abbiamo combinato in questi anni), molti di noi hanno ormai famiglia, e qualcuno, purtroppo, non c'è più. Ma nonostante la chiassosa e invadente presenza della Rai, che ha bloccato l'apparizione di Nicole De Boer per oltre mezz'ora per concedere una manciata di minuti di collegamento del tutto dimenticabili (video Youtube: uno e due) e che da Nicole è stata zittita con garbo risoluto, è stato chiaro anche per i nuovi arrivati che le convention italiane di Star Trek e di fantascienza in generale non sono un pretesto per mettersi le orecchie a punta per un carnevale fuori stagione, comperare gadget e venerare l'attore di turno, ma (anche) un'occasione per ritrovarsi fra gente che condivide ideali, passioni e speranze ben più sofisticate di quanto possa sembrare al telespettatore distratto, assuefatto allo squallore dei reality show.

Lo ha dimostrato, con parole sentite ed esempi eloquenti, un grande Marco Mete (doppiatore di Data in Star Trek The Next Generation, Roger Rabbit e tanti altri personaggi). Il suo intervento ha non solo spiegato le tecniche e le sfide del doppiaggio attuale, che beneficia di apparati sofisticatissimi ma usati troppo spesso per renderlo sempre più spersonalizzato, ma anche la ricerca psicologica che un buon doppiatore svolge per capire e interpretare un ruolo, rivelando l'affetto che nasce per i personaggi ai quali presta la voce e un'inusitata joie de vivre che scaturisce dalla passione per il proprio lavoro.

Nicole de Boer, nonostante la fatica di un pancione da quinto mese, è stata vivace e cordialissima. Un sorriso per ogni fan, il gusto per l'improvvisazione e un'imitazione impagabile di Jeri Ryan (la statuaria Sette di Nove in Star Trek Voyager) hanno sicuramente lasciato in molti un ricordo splendido da aggiungere ai tanti collezionati in questi anni di incontri con gli attori delle varie serie.

Da parte mia, oltre al grazie agli organizzatori per avermi dato ancora una volta l'occasione di lavorare accanto agli attori che danno vita ai personaggi del mio universo preferito, corre l'obbligo di fare ammenda, con chi era in sala, per un paio di papere di traduzione (chi c'era, sa; chi non c'era, è meglio che resti nell'oblio). Invoco le attenuanti generiche dell'emozione, dell'audio tragico sul palco e soprattutto della soppressata e dei bomboloni alle tre del mattino.

Ho messo su Flickr qualche foto scattata di corsa: se c'eravate anche voi e volete segnalare la vostra collezione di immagini della manifestazione, fatelo nei commenti.

Se la cosa v'incuriosisce, ci vediamo alla prossima convention a Bellaria, il 24-27 maggio 2007, con Jonathan Frakes, meglio noto come comandante William Riker in Star Trek: La nuova generazione.
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Una storia esplosiva incredibile ma vera

Un oggetto da fantascienza, un'idea reale: che cos'è?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "salrand****" e "gllndr".

Sono incappato in una storia di tecnologia assolutamente incredibile ma altrettanto assolutamente reale e documentata. La conoscevo già per sentito dire, ma di recente sono emerse nuove informazioni che ne rivelano la spettacolare (e incosciente) grandiosità.

Ma sono le due del mattino e non ho tempo di raccontarvela subito: così ho pensato di stuzzicare il vostro talento di cercatori della Rete. Vediamo quanto tempo ci mettete a scoprire cos'è raffigurato nell'immagine qui accanto.

Poi vi racconto la storia che c'è dietro quell'oggetto.


Aggiornamento (2006/10/20):

Velocissimi come sempre, siete riusciti ad individuare l'oggetto misterioso. Ebbene sì, è un'immagine del progetto Orion: un veicolo spaziale alimentato a bombe atomiche, figlio delle ricerche degli anni Cinquanta. Si poneva il problema di portare nello spazio grandi carichi (e quando dico grandi, intendo qualche milione di tonnellate), e l'unico "propellente" in grado di produrre un impulso sufficiente era appunto una serie di detonazioni nucleari appena dietro un immenso respingente (quello che vedete alla base del veicolo), che avrebbe smorzato l'urto.

Il progetto fu preso estremamente sul serio, e vi parteciparono le migliori menti dell'epoca, compreso il grande Freeman Dyson. Suo figlio sta ora pubblicando su Flickr documenti e immagini non più segreti e finora inediti, che mostrano a che punto era arrivato il progetto e i calcoli da vera fantascienza che ne erano scaturiti.

Poi arrivarono i trattati contro le detonazioni nucleari nell'atmosfera, e l'idea di una portaerei che decollava per Marte al suono di una ventina di bombe H al minuto non sembrò più tanto simpatica. Piacque però ad Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick, che la vollero inizialmente per la propulsione dell'astronave interplanetaria Discovery in 2001: odissea nello spazio. Ma Kubrick ritenne che dopo il suo Dottor Stranamore, presentare un veicolo basato sulle bombe nucleari sarebbe stato poco coerente. Così nel film rimane soltanto una citazione: il veicolo che attracca alla stazione spaziale ed è così sorprendentemente simile allo Space Shuttle si chiama infatti Orion.

A proposito di citazioni, nei commenti vi siete sbizzarriti in altri riferimenti all'uso della propulsione a impulso nucleare nella fantascienza, ma mi sembra che non sia ancora arrivato nessuno a ricordare la citazione del nome Orion nella mitica serie televisiva franco-tedesca Raumpatrouille (in italiano, appunto, Le avventure dell'astronave Orion).

Più concretamente, la NASA ha deciso di battezzare Orion il veicolo che sostituirà lo Shuttle.

Il progetto Orion originale, comunque, non è morto: alcuni suoi documenti, specialmente quelli riguardanti le tecniche di fabbricazione di minibombe atomiche (di dimensioni palmari), sono ancora segreti per ovvie ragioni, e qualora si presentasse la necessità di portare rapidamente nello spazio una grande quantità di attrezzature e materiale (per esempio per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra), la tecnologia Orion è tuttora l'unica in grado di raccogliere la sfida.

Se penso che negli anni Sessanta c'erano bombardieri e ricognitori trisonici (XB-70, SR-71), aerei di linea supersonici (Concorde) e si andava sulla Luna, sembra quasi che la tecnologia aerospaziale sia regredita, o abbia perlomeno delle grosse crisi di ambizione. Persino la Orion che sostituirà lo Shuttle è ampiamente ispirata al geniale lavoro dell'Apollo.
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Alla radio stamattina, consueto appuntamento

_IMG_A157.jpgDisinformatico radiofonico stamattina

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ingdario" e "francescabi***".

Stamattina, dalle 11 alle 12, c'è il consueto appuntamento radiofonico con il Disinformatico alla Radio Svizzera di lingua italiana. Fra una canzone e l'altra toccherò vari argomenti, dalla traduzione automatica al software libero, e pubblicherò qui in tempo reale i link di approfondimento.

Il programma è ricevibile in streaming (Real Audio) via Internet qui ed ha ora una pagina ufficiale. Per commenti, critiche e segnalazioni, scrivete a disinformatico@rtsi.ch.

Se volete sapere il titolo di una canzone andata in onda, la playlist di Rete Tre è disponibile in tempo reale. I podcast sono già previsti, li segnalerò in questo blog appena diventano disponibili.

Sì, avete visto bene: la foto che vedete qui sopra (cliccatevi sopra per ingrandirla) mi mostra sdraiato su un letto di chiodi da fachiro. Non temete, non è così che mi fanno accomodare durante la trasmissione: è un esperimento che ho fatto durante il recente convegno del CICAP. Trovate altre foto nell'apposita sezione della mia pagina Flickr.

Convincere Skype a parlare italiano: Skype ha un sistema di sintesi vocale integrato, ma parla soltanto inglese. Lo si può indurre a parlare italiano (o qualcosa che gli somiglia, in tono "bellona americana svampita") usando scrivendo le parole italiane usando le regole di pronuncia inglesi. Ecco qualche esempio: ill deasinfor ma tico, key o chow lah, erray tea essay ea, poon tow, chea ah ka (il disinformatico chiocciola rtsi.ch); christian, say un bell woe moe, ma pow low ay rack you (questa la lascio a voi da decifrare); ahttenti, ah lay boo fah lay (attenti alle bufale), ray tay tray (Rete Tre), sow no bel la, ma un poe svam pea tah (sono bella ma un po' svampita). A cosa serve? A niente, fa ridere e basta... suvvia, gli informatici non sono sempre seri!

Traduzione automatica: provate a dare un testo in pasto a Babelfish, Google, Systran (usato da Babelfish), Reverso, e poi farvelo ritradurre per vedere cosa ne viene fuori e capire quanto siano (poco) affidabili i sistemi di traduzione automatica. C'è poco da fare: senza conoscere il contesto, non si può tradurre. Vale anche per i traduttori umani, che ancora inciampano traducendo con mostarda la senape (mustard) nei film. Ma voi avete mai visto qualcuno mettere la mostarda sugli hot dog? Stando ai traduttori, succede in continuazione.

Anatomia di uno spam: per sapere se un messaggio pubblicitario è truffaldino o no, guardate se scrive giusto il nome del prodotto reclamizzato. Se non lo fa, è perché vuole sfuggire ai filtri antispam, che bloccano i messaggi se contengono i nomi di certi prodotti (Viagra, Rolex, mutui, medicinali vari). Occhio anche alla presenza di blocchi di testo apparentemente senza senso in fondo al messaggio: anche quelli servono per ingannare i filtri antispam. C'è un bel grafico degli indizi per riconoscere lo spam presso la BBC.

OpenOffice.org compie 6 anni: la suite libera e gratuita, nata da un programma orrendo ed elefantiaco come StarOffice di Marco Boerries, festeggia sei candeline con una nuova versione, la 2.0.4, che offre molte migliorie, fra le quali segnalo l'esportazione in LaTex e la generazione perfezionata di PDF. Scaricate OpenOffice.org: è legale. OpenOffice.org è disponibile per Mac, Linux e Windows, è multilingue e legge anche i documenti di Microsoft Office; oltretutto usa un formato (OpenDocument) che è standard ISO, per cui avete la garanzia che non dovrete pagare dazi per leggere in futuro i documenti che scrivete oggi.

Attenti alle false notizie d'agenzia via mail: sta circolando un attacco informatico costitutito da un e-mail che proviene apparentemente da qualcuno che conoscete. L'e-mail contiene una citazione incompleta di una notizia d'agenzia molto importante (ma fasulla), e per proseguirne la lettura occorre cliccare su un link. Il link non porta al sito di un'agenzia di notizie, ma a Liquirizia.biz, sito che da tempo usa espedienti di questo tipo per infettare i visitatori. Qualche tempo fa, come ho raccontato, l'esca era la "spiegazione" del celebre dialogo fra Materazzi e Zidane sfociato in una testata in mondovisione.

Diritto d'autore e musica libera con Creative Commons: l'applicazione tradizionale del diritto d'autore prevede la classica scritta "tutti i diritti riservati": vietata la copia, vietata la diffusione, vietata la conversione o la copia di sicurezza, eccetera. Ma c'è chi non crede in un'applicazione così soffocante della legge e preferisce usare la legge sul diritto d'autore in modo da "liberare" le proprie creazioni e farle conoscere, concedendo maggiori diritti al fruitore. Tutto il contrario dei sistemi anticopia che Hollywood e i discografici ci continuano a cacciare in gola (e in altre parti anatomiche). Per facilitare il lavoro dei creatori di cultura che non vogliono imbavagliare le proprie creature, esistono le licenze Creative Commons: su solide basi legali, adattate a ciascun paese, consentono di tutelare le creazioni dell'ingegno e al tempo stesso consentire la loro condivisione, duplicazione e diffusione. Questo nuovo modo di usare il diritto d'autore ha permesso di creare un enorme deposito di musica, testi e immagini liberamente fruibili. Se volete saperne di più, visitate il sito generale di Creative Commons (in inglese) o quello specifico in italiano.
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Ritorna Attivissimo.net; sono su Diario; a proposito di captcha

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "shasacourteney" e "giffas".

Come alcuni di voi hanno già notato, il server originale di Attivissimo.net è tornato online dopo lo sconquasso di quest'estate e la lunga sosta presso l'hosting di Yahoo.

Per ora paoloattivissimo.info (presso Yahoo) e attivissimo.net (sul mio server Linux) sono copie identiche, ma cominceranno a divergere nelle prossime ore. Appena finiti i test, anche paoloattivissimo.info verrà fatto puntare al server Linux. La speranza è che in tutto questo trambusto non vengano persi i link che molti lettori hanno fatto ai miei articoli in questi mesi. Fatemi sapere!

Confermo che a quanto mi risulta la disattivazione del server è stata causata soltanto da un incidente di natura fisica (qualcuno di passaggio ha staccato un cavo proprio mentre sia io, sia i gestori del server eravamo in vacanza) e che non si è trattato di attacco informatico.

A proposito di sabotaggi e complotti, ho scritto per il settimanale Diario oggi in edicola un articolo antibufala sull'11 settembre. In sei pagine, grazie all'ospitalità del direttore Enrico Deaglio, travolto dagli insulti e dalle polemiche dopo il suo primo intervento in materia, ho fatto un sunto delle principali bugie dei complottisti (ben documentate da foto) e delle spiegazioni delle loro teorie più ricorrenti.

Speriamo serva a far rinsavire i testardi che ancora non hanno capito la grande presa in giro del complottismo: è un business, gente! Altro che "ricerca della verità". E questo vale in particolare per il trio Chiesa-Fracassi-Fo, che in una conferenza ha addirittura lanciato la colletta per fare un film ad "azionariato popolare" che, a loro dire, costa centinaia di migliaia di euro. Davvero costa così tanto riciclare le panzane che persino i complottisti americani hanno dichiarato obsolete (leggere per credere)? Dopotutto, il popolarissimo Loose Change è stato fatto con ottomila dollari, ed è addirittura avanti rispetto al materiale fatiscente presentato da Chiesa, Fracassi e Fo. Non si capisce a cosa servano tutti quei soldi.

Sempre in tema di 11 settembre, grazie al ripristino del mio server primario, ho reso scaricabili direttamente i filmati originali dell'impatto al Pentagono, così come li ha digitalizzati il Dipartimento di Giustizia statunitense, senza ulteriori ricompressioni che introducono immagini fantasma e artefatti. Se vi interessano, li trovate nell'indice dei documenti di Undicisettembre.info (qui e qui). Sono 32 MB ciascuno, e contengono molti particolari rivelatori, anche se l'aereo rimane un oggetto sfocato.

Lo so che questo scatenerà l'ennesimo fiume di commenti, ma non c'è problema, questo blog è a vostra disposizione. Fra l'altro, visto il bassissimo livello di spam nei commenti (otto in quattro giorni), posso continuare a fare a meno dei captcha e delle registrazioni, per cui sfogatevi.

Scusatemi se mi sono fatto vivo un po' poco in questi giorni, ma fra convegno CICAP (affascinante, compresa la mia prova dal vivo del letto di chiodi dei fachiri), festeggiamenti per la citazione di questo blog fra i dieci più influenti in lingua italiana da parte del Financial Times, manutenzione al server e altri lavoretti dietro le quinte, sono un po' a corto di fiato.

Se vi state chiedendo cos'è l'immagine che accompagna quest'articolo, è un laptop steampunk, creato da un artista giapponese. Era semplicemente troppo bello per non segnalarlo.
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Disinformatico alla radio stamattina

Disinformatico alla Radio Svizzera: il ritorno di Valentin, le truffe del momento

Stamattina dalle 11 alle 12 sono come ormai consueto in diretta alla RSI (Radio Svizzera di lingua italiana). I temi di oggi sono il grande rientro dello spammer Valentin Mikhaylin, le paure delle intercettazioni telefoniche e le ultime novità in fatto di tentativi di infezione informatica.
  • 11 settembre in pillole: quant'è grande questo benedetto buco del Pentagono?
  • Il ritorno di Valentin, che dice di morire di freddo a Kaluga dal 1999: il suo appello è una truffa, e lui si vendica con chi lo smaschera. Ma sta benone, dopo una lunga pausa di silenzio. Non abboccate al suo appello: ha già raggirato talmente tanta gente da finire nei guai col Fisco russo.
  • Il codice che rivela se il vostro telefonino è intercettato: corre voce in Rete che digitando #08# si possa sapere se il proprio telefonino è sotto sorveglianza. Se lo è, vi risponde la polizia. In realtà quella digitazione collega automaticamente chiunque al numero d'emergenza della polizia e quindi non indica affatto che siete intercettati.
  • L'avviso di pagamento da 293,50 euro: se vi arriva un e-mail della premiata ditta Acqua di rose S.p.A. che dice che le dovete dei soldi, non abboccate! Se cliccate sul link fornito nel messaggio, venite portati a un sito che contiene in apparenza una fattura microscopica: se vi cliccate sopra, vi viene iniettato un bel virus (o meglio un trojan) per Windows.
  • Attenti alle aste online pagate con assegni: se mettete qualcosa in vendita via Internet, occhio a chi vi vuole pagare con un assegno di importo maggiorato: l'assegno è falso, ma la banca ve lo accrediterà temporaneamente salvo buon fine. Chi vi ha mandato l'assegno vi chiederà di mandargli indietro la differenza sull'importo con Western Union, e scapperà coi vostri soldi. La storia è raccontata in dettaglio qui.

Aggiornamento (2006/10/10 14:30)

Per chi chiede del podcast e osserva che c'è tanta musica, volevo segnalare che il podcast ci sarà e che sarà in versione snella, senza le canzoni. Appena è pronto, lo segnalerò qui. Grazie a tutti!
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Ci vediamo al convegno CICAP?

Truffe e antitruffe al convegno CICAP

Domani (sabato) e domenica sarò a Padova al convegno nazionale del CICAP, al Teatro Verdi, dove sono stato invitato a parlare delle tecniche psicologiche dei truffatori online. Se la tecnologia m'assiste, presenterò un videoclip con il mio incontro in incognito con alcuni truffatori della Rete, e racconterò alcuni retroscena della candid camera preparata grazie alla TSI (televisione svizzera di lingua italiana).

Purtroppo l'ingresso non è libero: il CICAP non riceve finanziamenti dal governo, dalla CIA, dalle case farmaceutiche o dai Men in Black, e sostiene le proprie attività di ricerca e verifica tramite eventi come questo.

Al convegno ci saranno Alfredo Castelli (il creatore di Martin Mystere), Massimo "Elvis è vivo" Polidoro, Luigi "ti sciolgo il sangue, ti pietrifico le mani" Garlaschelli, Mariano "Codice da Vinci" Tomatis e altri docenti ed esperti che parleranno di creazionismo, veggenti detective, psicologia del crimine, cerchi nel grano medievali, e altro ancora. Non potranno esserci Piero Angela e Tullio Regge, inizialmente annunciati.

Se vi interessa, trovate maggiori informazioni e il dettaglio delle relazioni in programma qui. Se venite, fatevi riconoscere, così facciamo quattro chiacchiere!
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Commenti al blog, nuovo test

Altro esperimento anti-captcha e antispammer: iniziato e subito finito :-)

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Dopo qualche giorno di test con i commenti limitati ai soli utenti registrati, mi sono trovato comunque con un bel po' di commenti spam, prodotti da spammer che si sono registrati con un account Blogger/Google. Il problema, insomma, non è stato risolto. Era proprio a questo che serviva il test: per capire quanto funzionano le varie soluzioni.

Tutti i lettori (specialmente i non vedenti e ipovedenti) hanno apprezzato la scomparsa dei captcha; molti, però, hanno trovato troppo disagevole l'incombenza di doversi registrare e di gestire un'ennesima password. In effetti i commenti sono calati di molto, e mi sembra che il blog ne risenta.

Se mi sopportate ancora un po', vorrei fare un altro esperimento: niente captcha, commenti liberi a tutti (anche ai non registrati), ma moderati: non vanno subito online, ma mi vengono notificati per posta e io li approvo o rifiuto. Così gli spammer non possono passare.

Ovviamente a qualcuno questo puzzerà di censura, ma avete la mia parola che non purgherò nulla tranne i messaggi di semplice insulto (e lo spam, ovviamente). Le critiche e le correzioni sono sempre ben accette, qui non c'è nessun pulpito da difendere.

Grazie della vostra pazienza!

Aggiornamento (20061005 15:35)

Esperimento subito terminato per totale sovraccarico! Il sistema di gestione moderata richiede semplicemente troppo lavoro a me e rende a voi poco interattivo il flusso dei commenti. Mi arrendo, mi avete sfiancato nel giro di un paio d'ore, grafomani che non siete altro :-)

Era un esperimento che andava fatto, anche perché sono molto riluttante a reintrodurre i captcha. Adesso provo a lasciare i commenti liberi e senza captcha e vediamo quanto spam arriva. Fra ventiquattr'ore farò il punto della situazione.

Chi si è registrato, comunque, non ha sprecato i propri sforzi: ora compare con il proprio nick anziché essere anonimo, e se vuole può allietarci con la propria foto.
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Prova: Internet via rete elettrica

Internet a 220 volt: estendere la rete di casa usando l'impianto elettrico


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni dell'ottimo Silver e di "andrea.raccan****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La rete wireless domestica è una gran bella cosa, ma se il vostro maniero digitale è particolarmente ben costruito (con tanto ferro schermante nei solai, per esempio), noterete che il segnale WiFi viaggia molto male e non arriva dappertutto.

E' quello che è capitato a me, e siccome mi è impossibile trapanare muri per far passare altri cavi e il resto della famiglia è stranamente poco entusiasta dei 30 metri di cavo Ethernet che si snodano lungo i corridoi che ho usato finora, si è imposta una soluzione alternativa: la trasmissione dati lungo i cavi dell'impianto elettrico.

In effetti l'idea è intelligente quanto semplice: le prese elettriche ci sono in ogni stanza di una casa, e tutte le stanze sono collegate ai fili dell'impianto elettrico. Quindi perché non usare gli stessi fili per portare un segnale oltre che la corrente? E' una tecnica già usata a suo tempo per gli interfoni a onde convogliate.

Ma un conto è portare la voce, che è comprensibile anche se distorta; un altro è portare, che so, dieci megabit al secondo di dati, ossia l'equivalente di una connessione wireless media. Così ero piuttosto scettico in proposito, ma mi sono dovuto ricredere. Nel caso specifico, ho acquistato gli adattatori per trasmissione dati della Devolo (149 franchi, circa 93 euro la coppia), li ho infilati nella presa di corrente, e basta. Senza installazione e senza configurazione, mi sono trovato con la rete domestica ampliata di colpo. Non ho neppure letto il manuale (cosa peraltro difficile, visto che nella scatola non c'è, appunto perché non serve).

Gli adattatori somigliano a degli alimentatori, con qualche LED in più per indicarne il funzionamento, e sono dotati di una porta Ethernet e di una porta USB. Ho collegato un adattatore via Ethernet al router ADSL e l'ho infilato nella presa elettrica più vicina; poi sono andato nella stanza del Maniero Digitale dove da sempre il segnale wireless non arriva, ho attaccato alla presa elettrica l'altro adattatore, vi ho collegato un laptop tramite cavo Ethernet, e mi sono trovato online. Fantastico.

Certo, i quattordici megabit massimi teorici non sono confrontabili con i 54 o 100 di una connessione Wifi o cablata tradizionale (per non parlare delle connessioni gigabit), ma sono più che sufficienti per veicolare Internet a tutti i computer di casa, dovunque ci sia una presa di corrente (cosa di cui i computer hanno comunque bisogno) e per condividere dati e stampanti. Ci sono comunque modelli con velocità di trasmissione anche superiori (per esempio 85 e 200 megabit). Inoltre c'è il vantaggio di intasare meno l'etere con segnali che possono causare interferenze o essere intercettati.

A proposito di interferenze: uno dei dubbi che avevo su questa tecnologia era il suo effetto sugli apparecchi di casa. Dopotutto, applicare una modulazione al segnale elettrico con una frequenza non trascurabile (le specifiche tecniche parlano di 4-20 MHz) poteva ragionevolmente causare qualche disturbo. Ma finora tutto funziona regolarmente, compresi i computer e le lampade al neon e a basso consumo, senza segni di interferenze. Se ci saranno novità, le segnalerò.

Per il momento, direi che la tecnologia di trasmissione dati su cavo elettrico funziona: non va confusa con l'accesso a Internet via cavo elettrico, che si è rivelato finora un fallimento a causa dei disturbi e delle emissioni radio che comportava. Qui si tratta semplicemente di distribuire un segnale digitale nell'ambito dell'impianto elettrico domestico. Di conseguenza, consumi ed emissioni sono fortemente ridotti. Inoltre gli apparecchi di trasmissione adottano uno standard chiamato Homeplug, grazie al quale è possibile combinare anche dispositivi di marche differenti.

Sul versante sicurezza, va notato che il segnale si diffonde anche al di fuori della rete domestica (per esempio, può in certi casi arrivare all'impianto elettrico dei vicini di casa), per cui un vicino ficcanaso potrebbe in teoria procurarsi un adattatore analogo e sniffare i vostri dati in transito. Tuttavia la comunicazione fra questi adattatori è cifrata secondo lo standard DESpro, e la cifratura è attiva di default (a differenza di quella dei dispositivi wireless). L'unico punto debole è che la cifratura adotta una password predefinita e comune, per cui è necessario cambiarla.

Il cambio di password è l'unica operazione vagamente complicata che occorre fare: si scarica il software (Windows, Mac e Linux, e in buon italiano) e si segue la procedura guidata. Prendete nota degli identificativi degli adattatori prima di iniziare la configurazione, visto che sono scritti in una zona dell'adattatore che è visibile soltanto quando è rimosso dalla presa. La configurazione si fa da remoto, senza dover armeggiare con ogni singolo adattatore.

In sintesi: la trasmissione dati via cavo elettrico è una soluzione pratica, pulita e semplice per l'ambito domestico e vale la pena di provarla per risolvere il problema di interconnettere il numero crescente di apparecchi da collegare in rete e a Internet, console di gioco comprese. Costosa, forse, ma certamente meno di quanto lo sia spaccare e riparare un muro per posare un cavo.

Aggiornamento (20061005)

Alcuni lettori segnalano possibili problemi:
  • ugo dice che ha usato sistemi analoghi e ha notato che in un residence piuttosto ampio la connessione era debole nelle stanze più lontane. In particolare, in una stanza gli bastava collegare alla presa l'alimentatore del laptop per mandare in tilt la connessione.
  • adblues (IZ5GSV) segnala che forse questi dispositivi producono interferenze dannose per i radioamatori, ma il problema si pone principalmente per la distribuzione di Internet effettuata tramite cavo elettrico al di fuori degli edifici: secondo questa pagina, i dispositivi che rispettano lo standard Homeplug per creare collegamenti all'interno degli edifici hanno "finestre" di frequenze, che vengono filtrate per lasciarle libere in modo da per evitare problemi coi radioamatori. Se qualche radioamatore nella zona di Lugano vuole passare dalle mie parti a fare qualche test, sono a disposizione.
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Domattina alle 11 debutto come Disinformatico alla Radio Svizzera

Eccomi finalmente qui a cavalcare le onde dell'etere (e i flussi dello streaming). Parte Il Disinformatico: un programma della Radio Svizzera di lingua italiana dedicato all'informatica e alle storie strane che girano, il tutto condito come consueto con un po' di musica.

I temi della puntata, in onda ogni martedì dalle 11 a mezzogiorno su Rete Tre (e ascoltabile in streaming Real Audio e prossimamente come podcast integrale), saranno gli appelli veri e falsi per aiutare bambini malati, le inquietanti numerologie dell'11 settembre, i trucchi per scaricare foto da Flickr, e i più recenti allarmi virali. Tutto, s'intende, senza fare i professoroni, ma in linguaggio semplice e divulgativo.

Se avete domande o segnalazioni o altri commenti da fare, scrivete a disinformatico@rtsi.ch. Siete voi a guidare la scelta degli argomenti. Vi aspetto radiofonicamente e sul blog, che verrà aggiornato in tempo reale con le informazioni presentate in onda.


Aggiornamento (2006/10/03)


Ecco i link degli argomenti citati nella puntata:

Insettoni germanici: Ecco il link al file .KMZ con le coordinate esatte della gigantesca creatura avvistata in Google Earth, che stando agli esperti della Rete è un tisanottero (thrips in inglese).

La bambina malata di George Arlington (che non esiste): Tutta la storia di questa bufala classica è raccontata nell'indagine apposita.

Appelli autentici per bambini malati: www.proroberto.it e www.ilcuoredigaia.it.

La "lettera degli 11" con le inquietanti coincidenze numerologiche degli attentati dell'11 settembre.

I programmi per scaricare le foto da Flickr: Flickrdown, Flickr Explorer e Flickr Autodownloadr (quello che "funziona e basta"). Sono tutti per Windows; per Mac e Linux non ho trovato nulla.
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Avvistamenti misteriosi 2

Google Earth: che ci fa un insetto gigante in Germania?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "clafir" e "tobol". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

insettone in Google Earth.jpgStando a quest'immagine di Google Earth, la località tedesca di Arlesberg è minacciata dall'avanzare di un colossale insetto.

Le coordinate dell'avvistamento sono disponibili come file KMZ grazie a The Register. La creatura, lunga circa 47 metri, si trova a nord-est di Arlesberg.

Come è possibile che un insetto compaia in una foto scattata dallo spazio? C'è un baco (non informatico) a bordo del satellite? Scatenate le vostre capacità di analisi: domani scriverò qui la mia spiegazione.

Aggiornamento (2006/10/02)


Procediamo per esclusione. Non può trattarsi di un vero insetto gigante, altrimenti ne avremmo sentito parlare nei telegiornali (a meno che l'insettone si sia divorato anche i telecronisti). Non può trattarsi di un insetto di passaggio davanti all'obiettivo, visto che a) dovrebbe essere mosso b) non ha ali. Non può neppure essere un insetto a bordo del satellite o dell'aereo usato per le riprese (come giustamente dedotto dai commenti qui sotto, non tutte le immagini di Google Earth sono di origine satellitare), altrimenti sarebbe sfocato.

Ci sono anche altri indizi interessanti: l'insetto è appunto perfettamente a fuoco, e dietro la coda ha una macchia che, secondo alcuni commenti nella Community di Google Earth, sarebbe parte delle interiora (o escrementi) del malcapitato insetto, sottoposto a schiacciamento.

L'unico meccanismo plausibile che spieghi tutti questi elementi è che si tratti di un insetto finito sulla lastra dello scanner durante l'acquisizione delle immagini. Questo rivelerebbe un particolare poco conosciuto e abbastanza curioso di Google Earth: lungi dall'acquisire soltanto foto digitali satellitari, il servizio utilizzerebbe anche foto da altre fonti, comprese immagini aeree prese da velivoli e poi stampate e scandite.

Nel caso specifico, come indicato dalle diciture di copyright di Google Earth, l'immagine contenente l'insettone è opera della tedesca GeoContent, che non dispone di satelliti ma effettua appunto rilevamenti tramite aerei. Ho contattato la Geocontent e spero di averne risposta.

Proprio come in informatica, insomma, un baco aiuta a capire il funzionamento del sistema.
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Avvistamenti misteriosi

Che cosa ci faccio a una fiera di materiali per l'edilizia?

20060931-cersaie-P0928_114024.jpg Un lettore, Alberto Franchi (citato per esteso col suo permesso), mi manda questa curiosa foto dal Cersaie di Bologna.

Non ne so nulla: forse siamo imparentati alla lontana, ma di certo io non ho fondato una Attivissimo Srl. Alberto ha scovato anche un link alla Srl in questione, che si trova a Matera.

Il mondo è piccolo, e grazie a Internet è ancora più piccolo e persino chi ha cognomi stravaganti come il mio scopre di avere parenti sparsi in ogni luogo.