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18 commenti

Phishing, truffatori si spacciano per l’Unicef

Attenti alle false richieste Unicef


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ressag" e "palooo".

Da Alberto, dell'UNICEF Italia (quella vera), ricevo questa segnalazione di un tentativo di phishing in cui i delinquenti rubano soldi e codici di carte di credito tramite e-mail che si spacciano per richieste d'aiuto dell'UNICEF, come segnalato qui dall'UNICEF stessa.

L'e-mail truffaldino si presenta con un'immagine piuttosto credibile (mostrata qui sotto): infatti, dice l'UNICEF, "Il testo e l'immagine sono stati prelevati da pagine reali del sito www.unicef.it", e ci si può accorgere dell'inganno soltanto per via di alcuni caratteri in cirillico (che la dicono lunga sulla provenienza di questo phishing) e delle accentate sbagliate.



Il mittente del messaggio (aiuta@dona.unicef.it) è contraffatto e il link porta a un sito (www.dardasha.net) che non ha nulla a che fare con l'UNICEF e porta a una pagina-modulo "del tutto simile a quello dell'UNICEF Italia", con la differenza importante che "mentre il form dell'UNICEF richiede soltanto i dati anagrafici del donatore, e rimanda poi a un ambiente bancario (Monte Paschi di Siena) per l'acquisizione dei dati sulla carta di credito, il form in questione richiede TUTTI i dati dell'utente, inclusi numero e scadenza della carta di credito."

Tenete sempre d'occhio la barra dell'indirizzo del vostro programma di navigazione: vi renderà più facile accorgervi quando finite in qualche posto malefico diverso da quello dove credete di essere.

Agli autori di questa truffa posso solo augurare di marcire al posto dei bambini sulla cui pelle vogliono lucrare.
39 commenti

Pietre rotolanti lunari, la soluzione

Risolto il mistero delle foto lunari


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Torno sull'argomento delle foto della Luna che mostrano strani solchi, alla fine dei quali c'è a volte un masso, come raccontavo la settimana scorsa, per fare il punto delle indagini. Direi che c'è una soluzione ben precisa, anzi due, perché in realtà si tratta di due fenomeni distinti, identificati dagli impagabili lettori e ascoltatori del Disinformatico.

La prima foto


Esaminiamo insieme la prima coppia di foto "misteriose": una è un ingrandimento dell'altra.



Viene descritta come "Apollo 16 photo 67-H-1135", ma un lettore, il sagace Martino, si è ricordato di aver visto questa foto nell'“Atlante Mondadori dell’universo”, datato 1970. La foto, spiega, è a pagina 117 di questo volume, e la didascalia permette di scoprire che la foto riguarda il cratere Vitello, nel sud-ovest lunare, che ha un diametro di 42 km. Si trova nella zona riquadrata qui sotto, visibile dalla Terra:



In dettaglio (foto tratte da LunarRepublic):



Il cratere Vitello (prende il nome da un matematico polacco, non da un bovino) è quello sotto l'angolo inferiore sinistro della scritta.

La datazione del libro, prosegue Martino, rivela che l'attribuzione della foto alla missione Apollo 16 è falsa, perché quella missione avvenne due anni dopo l'uscita del libro, nel 1972. Vatti a fidare dei lunacomplottisti: proprio non riescono a fornire una fonte giusta nemmeno a pagarli. La foto deve quindi risalire a una missione precedente, con o senza uomini a bordo. Per esempio, potrebbe provenire dalla serie Lunar Orbiter (1966-67), e infatti un altro lettore, Massimo Musante, ha trovato la foto in questione negli archivi Nasa della missione Lunar Orbiter 5. Eccola, ruotata per allinearla con la foto "misteriosa".



La didascalia Nasa di questa foto spiega il presunto mistero: come del resto avevano già indovinato alcuni lettori, si tratta semplicemente di massi che sono rotolati lungo un pendio, lasciando una traccia nella polvere della superficie lunare.

Siamo abituati a pensare alla Luna come a un corpo morto e immutabile, ma in realtà anche lì, sia pure lentamente, avvengono dei mutamenti. Il rotolamento è stato probabilmente innescato dalla continua dilatazione e contrazione alla quale sono sottoposte le rocce lunari a causa di due settimane di sole continuo seguite da due settimane di buio, senza l'atmosfera che mitighi queste oscillazioni termiche. Mistero numero uno risolto.

La seconda foto


Questa coppia di immagini è identificata dai lunacomplottisti come "Apollo 16 photo 16-19067".




E' subito chiaro che per queste foto non può valere la spiegazione data per l'altra, perché nella prima il solco addirittura entra ed esce da un cratere, cosa improbabile per un masso che rotola, ed è molto regolare: nella seconda foto, più che un solco sembra una serie di cerchi con un puntino in mezzo, connessi da un tratto più sottile. Saranno l'equivalente lunare dei cerchi nel grano? Inoltre in queste foto non c'è traccia di un masso alla fine del solco (anche perché la fine non è inquadrata).

Finora è emersa l'ubicazione e l'origine esatta di una sola di queste foto (sempre grazie a Massimo): la seconda foto "misteriosa" è questa, scattata dall'Apollo 17 (non dalla 16) e identificata dalla sigla AS17-144-22129 (H).



Come raccontato qui dalla Nasa, il solco è su un pendio nelle vicinanze del punto di sbarco dell'equipaggio dell'Apollo 17 ed è indicato dalle frecce in questa foto (notate come cambia il tono di grigio della superficie fra le due foto):



Ci sono un paio di spiegazioni non ufologiche per queste curiose formazioni. La prima è che si tratti di rotolamenti atipici; la seconda è che si tratti di una fila di crateri d'impatto.

Questi crateri d'impatto possono essere prodotti in due modi: dalla caduta diretta, dallo spazio, di pezzi di un meteoroide che si è frammentato prima dell'impatto a causa delle forze gravitazionali (esempi di questo fenomeno sono visibili anche in altri corpi celesti, come Ganimede, luna di Giove, che presenta la Catena di Enki), oppure dai frammenti secondari sollevati e poi ricaduti dopo un impatto diretto principale (alcuni esempi relativi alla Luna sono qui, in 3D, e qui).

Grazie a tutti per l'aiuto! Mi sa che nei prossimi mesi, con l'anniversario dello sbarco del 1969, ne vedremo delle belle, e il vostro supporto sarà prezioso.
12 commenti

Tecniche contro il ransomware

Vi chiedono un riscatto per i vostri dati? Non spegnete il computer


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La settimana scorsa ho parlato del nuovo ransomware Gpcode, un virus che cifra i dati e poi chiede un pagamento non tracciabile per ottenere la chiave di decifrazione.

Edgar, da Bangkok, mi segnala (in italiano) una soluzione trovata da Kaspersky: non è ancora possibile decrittare i dati cifrati dal virus, ma si può sfruttare una caratteristica del suo modo di agire per recuperare i dati sotto riscatto.

Infatti, nota Kaspersky in inglese, quando Gpcode lucchetta un file, ne crea una nuova copia cifrata e poi cancella il file originale. Basta quindi utilizzare un programma di recupero dei file cancellati, come PhotoRec, suggerito da Kaspersky ma prodotto da un programmatore indipendente a costi bassissimi (è donationware, scaricabile gratis con richiesta di donazione), e si elude l'azione del virus. Per ripristinare correttamente i nomi dei file cancellati e recuperati si può usare l'apposita utility gratuita di Kaspersky. Attenzione: con questa tecnica il virus non viene estirpato, ma vengono soltanto recuperati i dati.

Affinché questa tecnica funzioni, è essenziale che il computer non venga spento e che non vengano scritti nuovi dati: se vi trovate infettati da Gpcode, non toccate niente e chiamate subito aiuto esperto.
44 commenti

Popcorn e cellulari, spot virale che rivela l’analfabetismo tecnologico

Il telefonino non cuoce il popcorn, ma rivela quanta gente cotta c'è in giro



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ne avevo già parlato nella puntata del Disinformatico radiofonico del 10 giugno scorso, ipotizzando che si trattasse di una campagna di marketing virale, e sono stato facile profeta: i vari video comparsi recentemente su Youtube che mostrano come produrre popcorn facendo squillare quattro cellulari intorno a dei chicchi di mais sono infatti una bufala.

Più precisamente, sono falsi realizzati per una campagna pubblicitaria di una marca di auricolari, come mostra attualmente la pagina apposita del sito della marca in questione.

La pagina in questione precisa che "il contenuto di questi video è costituito da illusioni ottiche fittizie e umoristiche concepite come intrattenimento. Nulla in questi video è inteso a suggerire che i telefoni cellulari possano produrre popcorn e la Cardo Systems, Inc. ("Cardo") nega specificamente che questi video contengano una rappresentazione di fatti o commenti riguardanti la sicurezza. Cardo si solleva da qualunque responsabilità per le informazioni presenti in questi video".

Legalese a parte, si è trattato insomma semplicemente di una finzione a scopo pubblicitario, uno spot sotto mentite spoglie, secondo una tattica sempre più diffusa in Rete. Una tattica che funziona, visto che i vari video sono stati visti oltre 11 milioni di volte (almeno così dice chi li ha prodotti) e hanno generato infiniti contro-video di sbufalamento e di presa in giro, come quello che genera il popcorn usando tre banane o quello che fa il popcorn dentro un iPhone. L'importante è far parlare di sé.

A prima vista possono sembrare superflui i contro-video di quelli che hanno ritenuto necessario addirittura fare la verifica sperimentale, come questo della redazione di Le Post, ma questa campagna pubblicitaria ha messo in luce un fenomeno sconsolante: c'è tanta gente che ci ha creduto, nonostante il fenomeno sia manifestamente impossibile, come può capire chiunque abbia un minimo di conoscenza tecnica.

Infatti un cellulare genera al massimo 2 watt di segnale, per cui mettendone insieme quattro si arriva al più a 8 watt; un forno a microonde genera 1500 watt o più, e lo fa in un ambiente chiuso che concentra le microonde, eppure ci mette un buon minuto a fare i popcorn. Pensare che ci possano riuscire quattro cellulari significa non solo non capire un'acca di tecnologia, cosa preoccupante in un mondo in cui la tecnologia è alla base della nostra vita, ma anche non avere capacità critica: se davvero fosse possibile cuocere il popcorn con quattro cellulari, le vostre orecchie dovrebbero bollire ogni volta che usate il telefonino.

Uno degli esempi più patetici di quest'analfabetismo tecnologico mi è arrivato oggi. Lo pubblico anonimizzato per obbligo professionale, ma gente di questo tipo, che mette in allarme amici e colleghi per niente, andrebbe secondo me messa alla gogna.

I: Caro amico salviamo il salvabile , A E MANDA QUESTA MAIL ATUTTI GLI AMICI A CUI VUOI BENE

A: [lista di destinatari, ovviamente rigorosamente in chiaro]

I pop corn si cucinano con le radiazioni del cellulare ,, e il nostro
cervello ?, prova a casa tua.

se apri questo smetterai di telefonare ?

http://it.youtube.com/watch?v=AcLS2WJERQ0

E' importante leggi tutto .
Sono anni ormai che usiamo il cellulare e ci han detto che non fa male ..
Scienziati amici e giornalisti ,dicono il contrario ,
l 'industria paga giornalisti e scienziati per non allarmare.
Mentre molti miei amici hanno malattie sconosciute all'udito e non solo
..
Vorrei pregarti di usare il mio cellulare con parsimonia
1) aL CELLULARE sii telegrafico
2) SE RIESCI è MEGLIO UN SMS
3) MEGLIO CHIAMARMI AL MIO FISSO DI UFFICIO [omissis] (9-18)
O DI CASA 06 [omissis]

ECCO PERCHE' VEDITI UNO DI QUESTI FILMATI E TI CONVINCERAI

http://it.youtube.com/watch?v=AcLS2WJERQ0

http://it.youtube.com/watch?v=lg_dyD0Nsjw

LE RADIAZIONI FANNO MALISSIMO
E GLI INTERESSI DELLE INDUSTRIE E DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE
SONO PIU GRAND DELLA NOSTRA SALUTE,
CIAO H[omissis] G[omissis]

Attenzione ai bambini , non dormire vicino a cellulari, i bambini
subiscono
danni maggiori degli adulti.
Il telefono fisso è gratuito , riscopriamolo


Non ho parole. Ditemi che è una burla.

Gli autori spiegano in dettaglio il trucco


A metà luglio 2008, gli autori dello spot sono stati intervistati dalla CNN per spiegare come è stata realizzata la serie di video: molti hanno pensato alle tecnologie fisiche pù ardite, ma come in ogni buon trucco, la semplicità è l'ingrediente vincente. I dettagli sono in questo mio articolo di aggiornamento.
22 commenti

Firefox, 8 milioni di download col buco

Download Day per Firefox, con chicche nascoste e falle


L'iniziativa di Mozilla per promuovere il browser alternativo Firefox nella sua nuova versione, la numero 3, con uno scaricamento collettivo da record il 17 giugno scorso, ha avuto un discreto successo, con 8,3 milioni di download nell'arco delle 24 ore. Secondo la pagina ufficiale del tentativo, il record è ancora in attesa di omologazione; nel frattempo il contatore degli scaricamenti va avanti ed è ormai a quota 18 milioni e passa.

Il tentativo ha avuto i suoi alti e bassi, come descritto nella mia disavventura personale e dalla BBC: i server sono risultati inizialmente sovraccarichi a causa dei 9000 download al minuto che si sono trovati a gestire e scaricare Firefox 3 è stata un'impresa. La festa è stata guastata anche dall'annuncio di una falla in Firefox 3 e nelle versioni precedenti che si può attivare visitando un sito infetto oppure cliccando su un link in un e-mail. Per ora non sono stati resi noti altri dettagli, in attesa che Mozilla pubblichi la correzione di questa falla.

Nel frattempo, godetevi alcune chicche nascoste in Firefox: digitate about:robots nella barra degli indirizzi e guardate quante allusioni alla fantascienza riuscite a riconoscere. Non dimenticate di guardare anche il codice sorgente della pagina che compare. Poi date un'occhiata a cosa succede digitando about:config.

2008/07/15



Ecco le chicche spiegate:



  • Il "Please do not press this button again" che compare cliccando su "Try again" è tratto dalla Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams.
  • "And they have a plan" è tratto dalla nuova serie Battlestar Galactica.
  • "Gort! Klaatu barada nikto" è tratto da Ultimatum alla Terra.
  • I "posteriori metallici lucidi" sono un'allusione alla battuta di Bender in Futurama.
  • "Welcome Humans!" è da La Fuga di Logan.
  • La prima frase è una citazione delle Tre Leggi della Robotica di Asimov.
  • "Robots have seen things you people wouldn't believe" è un riferimento alla celeberrima frase "Ho visto cose che voi umani..." di Blade Runner.
  • "Robots are Your Plastic Pal Who's Fun To Be With" è la descrizione dei robot fornita dalla Sirius Cybernetics Corporation nella già citata Guida Galattica.
7 commenti

Virus per Mac, attenti ma niente panico

Mele morsicate e cavalli di Troia


Non capita spesso, ma ogni tanto capita. Anche i Mac possono essere oggetto di virus. Ne parla SecureMac, segnalando uno dei rari cavalli di Troia scritti per Mac OS X. Si chiama AppleScript-THT e sfrutta una falla nel Desktop Remoto per caricarsi con privilegi di root.

Ha effetto sulle versioni più recenti di Mac OS X (10.4 e 10.5) e consente agli aggressori di registrare tutto quello che viene digitato sui Mac infetti, di scattare immagini tramite la telecamera integrata, di catturare schermate, di farsi mandare le password degli utenti e di attivare la condivisione dei file. Apre alcune porte nel firewall di Mac OS X e disattiva i log di sistema nel tentativo di non farsi trovare.

Anche se questo cavallo di Troia sfrutta una vulnerabilità del sistema operativo Apple, per infettarsi è comunque necessario scaricare ed aprire il file virale. Maggiori dettagli tecnici sono forniti presso Securemac, che vende un antivirus per Mac.

Come sempre, vale anche per il mondo Mac la normale prudenza (che spesso gli utenti Mac troppo fiduciosi buttano al vento): non aprite file di provenienza dubbia, chiunque ve li abbia mandati.
52 commenti

Quello è un giocattolo di Lego? QUESTO è un giocattolo di Lego

Voglio tornare bambino: 750.000 pezzi di Lego per creare un megamodello del Kennedy Space Center


Quando qualcosa di eccezionale combina armoniosamente due o più passioni viscerali, si ottiene quello che in inglese si chiama un nerdgasm: una singolare forma di esaltazione che soltanto uno smanettone può capire e che nei casi più drammatici può portare a trascurare il partner e ad isolarsi dagli eventi mondani, come la sconfitta della nazionale di calcio, alla ricerca di piaceri intellettualmente più appaganti.

Ecco un sublime esempio di nerdgasm prodotto dalla confluenza di tre passioni tipiche dello smanettone: il Lego, il software (usato qui per progettare i modelli e per sapere quante vagonate di pezzi di Lego ordinare) e le missioni spaziali: una ricostruzione del Kennedy Space Center realizzata con 750.000 mattoncini di Lego nell'arco di 2500 ore di lavoro, comprendente uno Shuttle alto quasi un metro e novanta, un Saturn 1B lungo quasi tre metri, e un VAB da 50.000 mattoncini, alto un metro e ottanta.

Il video completo è su Gizmodo. Ecco qualche fotogramma:





82 commenti

11/9, risposte al complottismo in TV il 18/6

Finalmente un po' di spazio TV anche ai debunker


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Espansione TV, un'emittente di Como, mi ha invitato oggi (17/6) in studio per registrare un'ampia chiacchierata sulle teorie cospirazioniste intorno all'11 settembre e per analizzare insieme un breve video complottista (La Verità di Cristallo) nell'ambito del programma Trenta denari, condotto da Emanuele Caso.

Se la cosa vi interessa, il programma andrà in onda domani sera (18 giugno) in prima serata; ho partecipato gratuitamente in cambio del permesso di pubblicare online la trasmissione. Le frequenze e la copertura di Espansione TV sono elencate da Wikipedia.

I commenti alla trasmissione possono essere immessi qui sotto oppure inviati direttamente all'indirizzo di e-mail della trasmissione, che è 30denari chiocciola espansionetv.it.
50 commenti

Ransomware!

Il virus che ti ricatta



Decisamente cattivello questo Gpcode, un virus che non si limita (per così dire) a fare danni al computer, ma lucchetta i vostri dati (documenti, foto, e altro) con una cifratura sofisticatissima con chiave a 1024 bit: se volete riaverli, dovete pagare i gestori del virus, come racconta Kaspersky.

La lunghezza della chiave significa che la decifrazione per forza bruta è sostanzialmente impossibile, per cui l'unica maniera per riavere i propri dati sembra essere quella di pagare il riscatto.

Il virus si fa riconoscere perché aggiunge l'estensione "._CRYPT" in fondo all'estensione preesistente dei file che ha lucchettato e poi colloca nella medesima cartella/directory un file "!_READ_ME_!.txt" che spiega come procedere per far avere il riscatto.

Chiaramente, in casi come questi la prevenzione è la miglior cura: tutti i principali antivirus riconoscono Gpcode nelle sue tante varianti, e vale sempre la raccomandazione di non eseguire software di provenienza non sicura, come il software piratato o gli allegati, anche se arrivano tramite amici.
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Il Download Day inizia alle 19 in Europa centrale

Download da Guinness da stasera


Il Download Day, il tentativo di Firefox di stabilire il record per il maggior numero di scaricamenti dello stesso programma nell'arco di 24 ore, è fissato per oggi. L'ora d'inizio del tentativo, che ha già superato il milione e mezzo di adesioni, varia a seconda del fuso orario, come spiegato qui: per l'Europa centrale si parte alle 19.

Chi volesse seguire l'andamento del tentativo, inventato per far conoscere al grande pubblico la nuova versione 3.0 di questo programma alternativo, open source e gratuito per la navigazione in Internet, disponibile per Mac, Windows e Linux, può collegarsi a Twitter qui.

19:45


Meltdown! Nessuno dei siti dell'iniziativa è raggiungibile. Mi sa che saranno in pochi a riuscire ad effettuare il download. Come metodo di distribuzione è un fallimento (ci voleva Bittorrent); come modo di farsi pubblicità è un successone.

21:00


Scaricamento riuscito tramite l'ftp. Però il blog di Mozilla dice che a causa del sovraccarico dei server, il conteggio comincerà quando il sito torna online. Boh!

Installando il file scaricato dall'FTP, però, Firefox si identifica come versione 3.0 RC non definitiva. Pazienza, me la tengo.

22:05


Il twitter di Mozilla dice che i server sono attivi e che il Download Day è iniziato ufficialmente alle 11:16 a.m. PDT / 6:16 p.m. GMT. Grrr. In più noto che la gestione dei font nei CSS in Firefox 3.0RC per Mac è differente: Firefox 2.0 mi interpreta correttamente il CSS del blog Undicisettembre.info mostrando il font Myriad Apple, mentre Firefox 3.0RC mi mostra una specie di Times. Ri-grrr.

Getfirefox.com, alias Mozilla.com, linka ancora alla 2.0. Spreadfirefox.com è di nuovo accessibile e da lì si può scaricare la 3.0: il link diretto alla versione italiana è questo. Il contatore indica oltre 1.780.000 download, di cui oltre 70.000 dall'Italia e 15.000 dalla Svizzera.

22:30


Scaricata e installata la 3.0 da Spreadfirefox.com. Adesso si identifica come 3.0 definitiva. La gestione strana dei font nei CSS persiste. Il rendering è drasticamente più veloce e lo zoom è molto comodo: peccato non sia gestibile tramite il touchpad multitouch del Mac.

23:15


Il contatore dei download era arrivato a oltre 2.900.000 e dopo un refresh è sceso a 1.250.000. Boh.

18/6, 6:15


Siamo a 3.130.000; il contatore dell'Italia è ancora sotto il valore delle 22:05 di ieri.

18/6, 8:30


4.468.000 e rotti; Italia ferma appena sopra quota 68.000; Svizzera a 21.000. In Europa, solo Francia, Spagna, Germania e Regno Unito sono sopra quota 100.000. Sorprende l'Iran a 122.000.

18/6, 9:45


L'Italia ha superato i 100.000 download; il totale mondiale è poco sotto i cinque milioni.

18/6, 13:00


Appena passati i 5,9 milioni; 157.000 download italiani. Francia e Regno Unito vicini ai 200.000; Spagna a oltre 203.000; Germania a 358.000. Chissà chi è il singolo utente del Ciad.

18/6, 22:00


Il tempo è ampiamente scaduto ma il contatore continua a salire ed è quasi a quota 9 milioni (di cui 260.000 circa italiani). Ora il tentativo di record deve essere "esaminato dagli incaricati del Guinness dei Primati" prima di avere i risultati definitivi. Comunque sia, l'iniziativa è riuscita a far conoscere l'esistenza di un'alternativa open source, e questo è comunque un bene.
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Solchi misteriosi sulla Luna

"Rolling Stones" lunari


Non sto parlando del gruppo musicale, anche se in effetti fra la pelle vellutata di Keith Richards e la superficie craterizzata della Luna c'è più di un elemento di somiglianza, ma di un fenomeno sul quale i lunacomplottisti stanno imbastendo una teoria stravagante: ci sarebbero dei seleniti all'opera sulla Luna, e la loro attività sarebbe indicata da alcune tracce lasciate dalle loro macchine.

Ne parla per esempio il sito Angelsofmars.it, che elenca anche altre anomalie riscontrate nelle fotografie lunari scattate dagli astronauti (quelli che secondo altri lunacomplottisti non esistono, ma lasciamo stare). Alcune di queste immagini sono effettivamente intriganti e difficili da spiegare: vediamo cosa ne pensate. Ho un paio di teorie in proposito, ma non voglio sbilanciarmi in mancanza di conferme. Ecco le foto.

Questa viene descritta come "Apollo 16 photo 67-H-1135":





E questa è identificata come "Apollo 16 photo 16-19067":





Nella prima serie di immagini si notano due solchi, uno più largo e uno più sottile, che terminano ciascuno presso un masso. Chi li ha prodotti? Nella seconda serie, invece, il solco ha una curiosa forma che si ripete regolarmente e in un caso attraversa addirittura un cratere, ma non termina con un masso. Come è possibile?

A voi la parola nei commenti. Buon divertimento!
18 commenti

Mentos e Coca-Cola, lo spiegone scientifico

Frontiere della scienza: come funziona la fontana di Mentos e Coca


Ha spopolato nei mesi scorsi la faccenda delle Mentos che, buttate con attenzione dentro una bottiglia di Coca-Cola, generano una fontana spettacolare. Il fenomeno è autentico, a differenza delle leggende di bambini esplosi per aver bevuto la famosa bibita e aver poi ingerito l'altrettanto famosa caramella. Quello che non era chiaro era l'esatto meccanismo che produceva il fenomeno.

Uno studio realizzato da Tonya Coffey, fisico presso la Appalachian State University di Boone, nel North Carolina, getta luce sull'esatta dinamica del fenomeno: tutto dipende dalla ruvidità della superficie della caramella e dalla velocità con la quale la caramella raggiunge il fondo della bottiglia. Come riferisce ABC News, la Coffey e i suoi studenti hanno provato varie combinazioni di bibita (versione diet, senza caffeina, altre marche di cola, acqua tonica) e di caramelle (Mentos alla frutta e alla menta) e vari altri ingredienti, come altre marche di caramelle alla menta, detersivi per piatti, sale da cucina e sabbia.

Tutti i test sono stati svolti nelle medesime condizioni: bottiglia inclinata a dieci gradi, videoregistrazione della fontana e determinazione della massa complessiva espulsa. Il risultato è che la Coca-Cola diet o senza caffeina, combinata con le Mentos alla frutta o alla menta, produce le fontane più potenti: la distanza massima raggiunta è stata di ben 7 metri.

La spiegazione dell'efficacia di questa particolare combinazione sta nella superficie ruvida delle Mentos, che facilita la formazione di bollicine perché interferisce efficacemente con l'attrazione polare tra le molecole d'acqua. In sostanza, più è ruvida la superficie, più aumenta il rapporto fra superficie e volume e quindi le bollicine hanno più posto per formarsi.

Anche la tensione superficiale ha un ruolo nell'effetto fontana: quella dell'acqua contenente aspartame è più bassa di quella dell'acqua zuccherata, e questo spiega la maggiore efficacia della versione Diet della bibita. Le Mentos, inoltre, hanno fra gli ingredienti del rivestimento la gomma arabica, che è un tensioattivo che riduce ulteriormente la tensione superficiale del liquido. Le caramelle che hanno una superficie ruvida ma non contengono il tensioattivo non producono fontane altrettanto grandiose.

Un altro fattore importante è la densità delle caramelle, che permette loro di affondare rapidamente e generare quindi in pochi istanti molte bolle che scatenano la generazione di ulteriori bolle. Le Mentos tritate affondano lentamente e infatti producono fontane scarsissime.

Ha senso dedicare le risorse della scienza a queste indagini? Certamente: si tratta di un progetto scolastico che ha permesso al docente di far avvicinare gli studenti alla scienza in modo divertente, e di questi tempi c'è tanto, tanto bisogno di persone che sappiano usare il ragionamento e il metodo scientifico per analizzare la realtà.
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Antibufala: perché la benzina sale se il dollaro scende?

Dollaro in crollo ma benzina alle stelle: te lo spiega la catena di Sant'Antonio. Come no


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando questo testo sotto forma di mail:

1 minuto di pausa : fermiamoci a riflettere

Nel 2000 1 $ = 1.2 € e 1 barile di petrolio = 60$
e quindi 1 barile = 72 €

Oggi
1 $ = 0.62 € e 1 barile circa 115$.

e quindi 1 barile = 71,3 € (Oups !)

La domanda è:
Se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000
Perchè la benzina è aumentata così enormemente?

La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che incassa le tasse, ne per l'Enel che aumenta le bollete, ... ecc ....

Mi sembra una bella presa in giro ... ...

Però la situazione non è cosi terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà! Non abbiamo finito di pagare .....

Per cortesia, questo messaggio deve essere letto dal piu' grande numero di persone possibile:
magari finirà per arrivare fino ad uno dei cervelloni che ci governano e qualcuno ci potrà spiegare perchè paghiamo sempre più caro un bene che costa sempre uguale

magari ci incazziamo tutti nella consapevolezza diffusa che ci stanno pigliando in giro (come sempre) e chissà ........

Ahimé l'appello soddisfa forse un pregiudizio diffuso, ma come mi ha segnalato un lettore, Marco Ottanelli, che ringrazio e cito con il suo permesso, la realtà è ben diversa: premesso che nel 2000 l'euro non era in circolazione, il rapporto dollaro-"euro" ha oscillato fra un minimo di 1 dollaro = 0,96 euro (6/1/2000) e un massimo di 1,21 (26/10/2000), con una media di 1,08. Quindi dire "Nel 2000 1 $ = 1.2 €" è molto grossolano.

Sempre nel 2000, il prezzo di un barile di petrolio è stato in media 28 dollari (senza tenere conto dell'inflazione), non 60 come dice l'appello. 28 dollari, nel 2000, sarebbero stati da 26,95 euro (al cambio del 6/1/2000) a 33,93 (al cambio del 26/10/2000), non 72 euro come dice l'appello.

Quindi è falso che all'epoca "1 barile di petrolio = 60$, e quindi 1 barile = 72 €". Il valore reale era meno della metà.

Passiamo ai dati correnti: "Oggi 1 $ = 0.62 € e 1 barile circa 115$ e quindi 1 barile = 71,3 € (Oups !)", dice l'appello, con un dato ovviamente già obsoleto. Prendiamo i dati di ieri: 1 dollaro valeva 0,65 euro e un barile costava 139,89 dollari, pari a 90,5 euro. Una bella differenza rispetto a 33,93 euro del 2000.

Per farla breve, è falso che "in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000".

2008/06/19: Ci casca Giulietto Chiesa


Un lettore, Sandro, mi segnala che l'europarlamentare Giulietto Chiesa ha scritto che è "ottimo il conto" presentato nell'appello. Anzi: secondo lui,

Tutto ciò conferma che viviamo nel sistema della truffa mondiale. Questo capitalismo è una truffa, tutto intero. Lei si lamenta del prezzo della benzina. E forse non sa che la Banca Centrale Europea ha messo in circolazione oltre 400 miliardi di euro per sostenere il dollaro andato in doppia crisi con i mutui facili con cui ha inquinato tutta la finanza mondiale. Altri denari nostri, anzi inventati dal nulla, carta su carta. Unica considerazione "tranquillizzante": il dollaro non si riprenderà più. Per farlo risalire bisognerebbe che gli americani consumassero il 30% in meno di quello che consumano oggi. E questa sarebbe un'altra catastrofe per l'economia mondiale. Al punto che non sembra opportuno augurarcela. La soluzione più semplice sarà dunque una guerra. E a questo i deficienti-delinquenti che guidano il mondo stanno pensando.




Ma controllare le fonti, prima di scrivere sciocchezze, non si usa proprio più?

2008/07/26: Chiesa ammette l'errore, ma non lo corregge


Giulietto Chiesa ha riconosciuto l'errore in questa risposta a un suo lettore che glielo segnalava. Dice Chiesa:

In verità io stesso ero rimasto colpito dalla notizia, che mi appariva in contrasto con altre mie informazioni. Ho risposto proprio perchè mi era parsa rilevante in quanto controcorrente. Senza fare il dovuto controllo. me ne dispiace. Correggo.

Chiesa scrive sì "correggo", ma in realtà nella risposta precedente (questa) non compie nessuna correzione, né tanto meno inserisce un avviso per chiarire di aver preso un abbaglio e magari rimandare alla successiva risposta di chiarimento e rettifica. Insomma, se qualcuno leggesse la lettera originaria, in nessun modo potrebbe sapere che essa si basa su premesse completamente errate, ammesse come tali dallo stesso Chiesa: bel modo di correggere.

E' interessante notare anche quest'altra sua frase:

in questi anni mi è accaduto alcune volte di incappare in queste sviste, per eccesso ingiustificato di fiducia e per ingiustificata mancanza di controllo




Poiché Chiesa rifiuta il dialogo diretto con me, chiederei ai suoi lettori di domandargli rispettosamente se per caso anche quel famoso "cinque metri ripeto cinque metri" del foro d'impatto al Pentagono, messo in bocca a Dario Fo da Chiesa per il video undicisettembrino Zero sia semplicemente una "svista" dovuta, come quella ammessa qui sopra, a "eccesso ingiustificato di fiducia e per ingiustificata mancanza di controllo".

In fin dei conti, Chiesa sarà anche stufo di vedersi sbufalate a gragnuola le sue affermazioni in quel video (siamo ormai a quota 107 bubbole, e non è ancora finita), per cui magari è giunto il momento di riconoscere con dignità di essere stato raggirato da consiglieri ai quali ha dato un eccesso ingiustificato di fiducia. Così magari poi possiamo cominciare a discutere insieme delle vere questioni irrisolte dell'11 settembre.
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Test: quanto è longa la manus del Disinformatico?

Sei gradi di separazione alla prova


In passato mi avete sorpreso tante volte dimostrando di essere ovunque e di avere un bagaglio inesauribile di competenze. E' come se il Disinformatico avesse agenti in ogni continente: più che un braccio armato, un braccio informatico; o se preferite un'altra metafora, un motore di ricerca umano. Oggi vi propongo una nuova sfida che mi ha lanciato mio figlio Simone, che sta avviando una carriera musicale online decisamente interessante anche per l'uso del mezzo informatico.

Una delle sue foto è stata utilizzata (con il suo permesso) dalla PRS Guitars nel suo stand al London International Music Show. La sfida è questa: procurare un'immagine di quello stand in cui si veda come è stata usata la foto.

Per questo genere di ricerca all'interno delle immagini Google e soci sono inutilizzabili, per cui questa sfida è risolvibile soltanto con un motore di ricerca umano. Non c'è modo di andare allo stand e scattare una foto apposita, perché la manifestazione è terminata oggi. Vedo due soli modi per risolvere il gioco: essere o conoscere qualcuno che è andato alla manifestazione e ha fatto delle foto, oppure conoscere qualcuno che lavora per la PRS (che finora non ha risposto alle richieste dirette). Qualche idea?

In palio c'è, oltre alla mia gratitudine, una copia del suo album. Grazie!
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Firefox 3 arriverà il 17, pronti a stabilire il record?

Firefox 3: Download Day il 17


Arriva martedì. Con una scelta di giorno della settimana che non mancherà di evocare poco rassicuranti ricordi in qualsiasi Trekker, Mozilla ha annunciato che la disponibilità della versione 3.0 definitiva di Firefox è prevista per il 17 giugno. In quell'occasione verrà tentato il record per il maggior numero di scaricamenti. Oppure quello per il sovraccarico di server più veloce della storia.

Chi nel frattempo volesse trastullarsi con un browser già pronto senza troppa fanfara, può dare un'occhiata a Opera 9.5.

Aggiornamento (2008/06/14)


Mi è arrivata adesso la mail di conferma da Mozilla e il sito conferma: la data ufficiale è il 17 giugno.
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Attenti alla truffa del risarcimento per privacy violata

Nuova carognata degli untori informatici


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "pierbelli_rebo" e "info".

Fate molta attenzione alla nuova tattica di ingegneria sociale che fa leva sulla voglia di rivalsa dei cittadini verso le istituzioni: sta circolando un e-mail che si spaccia per un avviso di un fantomatico studio legale romano e annuncia un risarcimento di 1000 euro per l'errata pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi. Ecco il testo:

Da: Studio Legale No Profit [mailto:g.dimatteo@fratellidimatteo.com]
Inviato: martedì 10 giugno 2008 23.56
A: [omissis]
Oggetto: Studio Legale - Rimborsi per i Cittadini Italiani

ROMA li 10/06/2008


Alla cortese attenzione dei Cittadini Italiani,

Dopo la decisione del Garante per la Privacy sulla vicenda dell’elenco dei contribuenti pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, abbiamo il piacere di informarvi che abbiamo vinto la battaglia.

Alla luce del provvedimento del Garante, milioni di Cittadini Italiani i cui dati sensibili sono stati violati, possono finalmente ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Per tale motivo abbiamo predisposto il modulo in allegato che tutti i cittadini Italiani devono scaricare, compilare, e inviare per ricevere l’immediato risarcimento di 1.000 Euro

per ciascun familiare per la grave violazione della privacy subita.

Distinti Saluti.

Avv. Claudio Corbetta


Studio Legale No Profit
Viale Matteotti 145
00195 Roma
Tel. 06 7158031
Fax. 06 7175323


Il "modulo allegato" è in realtà un file ZIP contenente un virus, Trojan-Downloader.Win32.Agent.lyg, concepito per Windows. Non apritelo: cancellate direttamente il messaggio e controllate che il vostro antivirus sia aggiornato.

La fonte apparente del messaggio, fratellidimatteo.com, è un'azienda ortofrutticola di Latina che probabilmente non c'entra nulla e si starà chiedendo il perché del boom di accessi al proprio sito. Daniele Minotti mi segnala inoltre che il sedicente avvocato Claudio Corbetta "non risulta inserito nell'albo nazionale (pubblicato su www.cassaforense.it)" e che i numeri telefonici sono inesistenti.
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Delirio per l’iPhone 3G

Un tempo Apple faceva computer


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Decisamente atipica la WorldWide Developers Conference di Apple, tenutasi a San Francisco nei giorni scorsi. Di computer in senso stretto praticamente non s'è parlato nell'attessima presentazione della WWDC, la keynote, che ogni anno ritualmente diventa un evento mediatico a colpi di indiscrezioni e anticipazioni, che i fan di Apple seguono con lo stesso fervore di una spoilerata sul finale di Lost, per sapere quali saranno le prossime novità del mondo della mela. E i giornalisti abboccano all'esca e regalano tanta pubblicità gratis alla marca.

Certo, c'è stato l'annuncio di Snow Leopard, la prossima versione del sistema operativo Apple, prevista per l'estate del 2009 (qui c'è una pagina di anteprima). E' stato presentato anche Mobile Me, il successore del servizio Internet .Mac (qui la FAQ con le novità; qui la visita guidata): condivisione e sincronizzazione online di indirizzi, dati, posta, agende, foto e accesso remoto al proprio Mac. Ma il dominatore assoluto della WWDC, almeno in termini mediatici, non è stato un computer, ma un telefonino: l'iPhone 3G.

In questo senso le voci incontrollate che circolavano sono rimaste in buona parte deluse: l'annuncio della versione UMTS dell'iPhone era previsto da tempo. Adesso l'iPhone naviga su Internet via rete cellulare a una velocità decente, come già facevano altri suoi concorrenti. Una leggera sorpresa, in termini di hardware, è arrivata dalla presenza del GPS a bordo e dalle dimensioni e dal peso estremamente modesti (paragonabili a quelle dell'iPod touch; notare il trucco di fare i bordi rastremati, in stile MacBook Air, per farlo sembrare più sottile). Tuttavia manca una telecamera frontale, per cui le videochiamate saranno decisamente scomode. Arriva un jack non incassato per la cuffia, che permette finalmente di utilizzare cuffie di qualsiasi marca, a differenza dell'iPhone precedente.

La sorpresa principale è stata il prezzo: il modello base parte da 199 dollari (126 euro, 203 franchi) se acquistato insieme ad un abbonamento (costa molto di più se acquistato a parte) e sarà disponibile dall'11 luglio. Giorno nel quale, fra l'altro, potrete vendicarvi sbeffeggiando tutti i boriosi che hanno ostentato l'iPhone 2G craccato, pagato un capitale, e che a quel punto si ritroveranno con un oggetto obsoleto, del tutto non-trendy e invendibile.

Ci sarà comunque da luglio la possibilità di aggiornare (a pagamento per gli iPod touch; in casa Apple la parola gratis latita spesso, ma in questo caso la cifra è intorno ai dieci dollari) il software degli iPhone e degli iPod alla versione 2.0, che leggerà i formati Microsoft Office e gli equivalenti Mac (Keynote, Pages e Numbers) oltre a supportare molte applicazioni per l'ufficio (server Exchange, supporto VPN, per esempio). Decisamente si tratta di un aggiornamento orientato a portare l'iPhone negli uffici al posto degli smartphone della concorrenza.

Ma c'è di più: l'iPhone (e l'iPod touch) ambisce a diventare un vero e proprio ecosistema: gli sviluppatori potranno vendere programmi per questa piattaforma tramite Apple, in una sorta di "iTunes del software". Apple tratterrà una percentuale del prezzo di vendita in cambio della gestione totale del servizio di vendita, e le vendite saranno (in teoria) maggiormente garantite dalla presenza di DRM, che permetterà di limitare la circolazione abusiva del software. Craccare un iPhone 3G sarà probabilmente più difficile che in passato, ma ho fiducia nei potenti mezzi della comunità informatica.

Credo che al di là del singolo prodotto annunciato, la vera novità sia che Apple non è più computer-centrica. I sui tre pilastri, come mostrato in un'eloquente immagine della keynote (la vedete qui accanto), sono musica, iPhone... e, finalmente, computer.

Come cambiano i tempi. Ma è anche vero che Apple spesso anticipa le tendenze, e forse anche stavolta ci ha azzeccato: l'informatica e l'uso di Internet si sposteranno sempre più dal computer verso dispositivi specializzati, come l'iPhone o iPod o console di gioco; quello che si tentò di fare, con scarsissimo successo, qualche anno fa con i set top box. Dispositivi svincolati dai limiti dell'architettura PC, sui quali pertanto sarà più facile tentare di implementare lucchetti digitali e controlli centralizzati. Siamo proprio sicuri di voler affidare le chiavi di tutti i nostri dati a una specifica azienda, che magari risiede in un paese che non offre diritti di riservatezza nemmeno sulla carta?

Pensiamoci, intanto che ci facciamo sedurre dalle forme dell'ennesimo successo pubblicitario di Steve Jobs.
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Weekend a Padova

Corso CICAP e incontro spezzacatene a Padova domani e domenica


Domattina (sabato 7) alle 11 sarò all'ex Macello di Padova (zona ospedali), alla sede della CLAC (Comunità per le Libere Attività Culturali), nell'ambito della festa organizzata dal CLAC stesso. Parlerò di lotta agli appelli fasulli che appestano le nostre caselle di posta, ma questo è solo lo spunto: andremo insieme dovunque ci porteranno le domande e le curiosità del pubblico. L'ingresso è libero. Per informazioni, consultate questa pagina per avere e-mail e telefono da contattare.

Nel pomeriggio di sabato 7 sarò sempre nei pressi di Padova, all'Agriturismo Le Rondini di Limena, insieme al ricercatore del CICAP Lorenzo Montali, come co-docente al corso di tecniche d'indagine antibufala e teoria della disinformazione organizzato dal CICAP, che si concluderà con una seconda sessione l'indomani. Quest'incontro è riservato agli iscritti. Se vi interessa saperne di più, magari per l'anno prossimo o per gli altri corsi organizzati dal CICAP per conoscere meglio, con un approccio scientifico, fenomeni misteriosi come cerchi nel grano, paranormale, e metodi dei sensitivi (con la partecipazione dei sensitivi stessi), date un'occhiata qui.
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Wargames compie 25 anni

Strano gioco. L'unica mossa vincente è non giocare


In questi giorni compie 25 anni il film Wargames di John Badham, con Matthew Broderick, Ally Sheedy e il mitico WOPR. Se non l'avete visto, recuperatelo: è uno dei pochi parti di Hollywood che mostri l'informatica con una discreta plausibilità (a parte il dettaglio del giovane e timido informatico che riesce a conquistare la spasimata).

L'idea di poter entrare nei sistemi informatici e cambiarne il contenuto, come fece David (Broderick) nel film "correggendo" i propri voti scolastici, stimolò l'interesse di tanti giovani verso i computer, ma al tempo stesso fece sentire irrimediabilmente primitivi coloro che non vivevano negli USA. Non solo David aveva un computer (un IMSAI): la sua scuola era informatizzata e online, e questo era considerato normale. Nel 1983. Umiliante.

Certo, l'incubo nucleare è finito, ma l'idea che si possano causare devastazioni tramite computer è ancora attualissima: semplicemente è cambiato il tipo di devastazione. E nel mio piccolo, pensare che sono passati 25 anni da quando ho visto Wargames al cinema è piuttosto devastante.

L'unica consolazione è che quei tempi pionieristici, fra accoppiatori acustici, modem a 1200 baud e calcolatori pesanti come incudini, io li ho vissuti; e questo mi permette di avere ancora tanta meraviglia quando vedo le cose che si fanno oggi con l'informatica, senza mai darle per scontate come fanno spesso le nuove leve.
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Appello per Lorenzo scomparso [UPD 2009/05/02]

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Aggiornamento (2009/05/02): dopo la pubblicazione iniziale di quest'articolo, ho omesso il cognome e altri dati identificativi su richiesta delle persone coinvolte. La pubblicazione del cognome era necessaria all'epoca dell'appello per consentire la ricerca d'informazioni chiarificatrici sul caso tramite i motori di ricerca come Google, ma ora non è più necessaria e anzi può causare disagi.

Sta circolando un appello che chiede aiuto per trovare un ragazzo scomparso.

PER FAVORE FATE GIRARE è la sorella che scrive, di Cuggiono.

Ciao a tutti,

vi scrivo perchè ho bisogno di aiuto. Mio fratello LORENZO [omissis] è SCOMPARSO.

E' uscito di casa in macchina alle 12.00 del 22 aprile 2008, dei suoi Amici lo hanno visto alla NABA (Nuova Accademia di Belle Arti - università che lui frequenta) alle 18.15 del 23 aprile 2008, è in via Darwin a Milano. Da quel momento non abbiamo più nè notizie né tracce.

Abbiamo già fatto la denuncia a carabinieri e polizia, ma purtroppo non possono fare molto.

E' vestito con Jeans chiari, scarpe Nike o argento o oro, T-shirt bianca e Golf marrone di lana grossa con cerniera. Guida un'ALFA 147 azzurro chiaro metallizzato targata [omissis]. Soffre di attacchi di panico. Al momento ha i capelli un po' più corti rispetto alla foto e potrebbe indossare occhiali da vista rosso scuro.

Vi chiedo il favore di far girare questa mail il più possibile: più Persone vedono la sua foto e meglio è. Il mio numero è [omissis]

Io e i miei vi ringraziamo immensamente per aver letto questa mail.

I dati indicati nell'appello sembrano autentici: un Lorenzo [omissis] esiste davvero nell'elenco degli studenti delle accademie di belle arti riconosciute.

Il numero che inizia con 338 è irraggiungibile. Al numero che inizia con 02 ha risposto invece stamattina la madre di Lorenzo, Maria, che gentilmente ha confermato al Disinformatico gli elementi essenziali della vicenda: l'allarme era autentico ma è rientrato, e Lorenzo sta bene ed è stato ritrovato. Per rispetto verso la famiglia, non approfondisco qui le ragioni dell'allarme iniziale.

Altre conferme arrivano da altre fonti: il 16 maggio scorso, il blog Unico-lab ha annunciato il lieto fine della vicenda:

Il buon Lorenzo ha fatto ritorno a casa. Ho sentito poco fa la sorella Greta che molto serenamente ha comunicato di aver ritrovato il fratello Lorenzo.

La madre di Lorenzo mi ha detto al telefono che desidera ringraziare, anche tramite il Disinformatico, tutti coloro che hanno collaborato facendo circolare l'appello. Ora, però, si pone il problema di interromperne la circolazione, dato che l'allarme è cessato.

Se avete diffuso quest'appello, fate sapere a tutti coloro ai quali l'avete mandato che tutto è a posto e la catena va interrotta, anche per evitare che la madre venga tempestata in eterno di telefonate.

Grazie a Chiara e Paula per le segnalazioni utili alle indagini.
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Lo yeti fra i ghiacci di Marte

I marziani hanno dodici mani. E due piedi?


Continua la serie di "misteri" riguardanti le foto che arrivano dalla sonda Phoenix arrivata pochi giorni fa su Marte. Considerate questa serie di articoli come una sorta di vaccinazione anti-Voyager e simili, visto che prima o poi qualche programma di pseudoscienza farà finta che tutto questo sia inspiegabile e ne tirerà fuori il solito polpettone con alieni, cerchi nel grano, Maya e codici segreti dei templari.

Per esempio, è quasi inevitabile che questa foto stereoscopica sia indicata come una prova della presenza di forme di vita evolute sul pianeta rosso: un'impronta di un piede triangolare. Sapranno i vari conduttori e animatori di fuffa radiotelevisiva andare a scoprire cos'è in realtà quell'impronta? Per garantire che si guadagnino lo stipendio invece di scroccare la soluzione spacciandola per uno scoop, l'ho nascosta non troppo bene nell'articolo che state leggendo.



Non occorre inventarsi misteri per trarre piacere e meraviglia dalla scienza, come credo dimostri questa foto spettacolare della Phoenix immortalata mentre scende appesa al paracadute nella tenue atmosfera marziana, o lo speciale DVD rinforzato, trasportato dalla Phoenix e diventato un backup off-site della cultura umana (include messaggi di Arthur Clarke, Carl Sagan, Isaac Asimov, Ray Bradbury, la versione radio de La guerra dei Mondi di Orson Welles, e tante opere letterarie oltre a 250.000 nomi di semplici cittadini del pianeta Terra), o la scoperta di una macchia liscia e chiara sotto la Phoenix che sembra proprio essere ghiaccio portato alla luce dai getti dei retrorazzi della sonda:



Gli oggetti a tronco di cono in alto nella foto sono gli ugelli di Phoenix: le strutture che si vedono sotto sono le zampe della sonda. La forma dell'ombra delle zampe indica che il suolo marziano è stato smosso per diversi centimetri di profondità. Un'altra foto della lastra (la cui natura non è ancora stata confermata) è qui.
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Lo strano appello per Stephany

Se cercate di trovare Stephany, trovate virus


Da un paio di giorni sta circolando un e-mail di appello per una bambina scomparsa di otto anni, Stephany, accompagnato da un numero di telefono e da un indirizzo di e-mail da contattare.

Bonjour

A la datte de 10/11/2007 ma fille Stephany agé de 8 ans a désparu

Je prie toute personne qui la vue de me cantater

Tél: 003365848589
Mail:benoit_franc@orange.fr

merçi de bien vouloir passer le message a vous contacte SVp

SA PHOTO http://doiop.com/stephany.jpeg


La stranezza di un appello sgrammaticato già suggerisce che non tutto sia regolare, ma la sua vera natura (anomala e pericolosa, a differenza dei soliti appelli) emerge quando si clicca, come è istintivo fare, sul link che dovrebbe portare alla foto di Stephany: invece di portare a http://doiop.com/stephany.jpeg, porta in realtà a http://skyper11.dyndns.ws/Stephany.jpg.zip, ossia a un file ZIP, non a una foto.

Al momento in cui scrivo, il link non funziona (il server non risponde), ma alcune versioni di quest'appello hanno allegato il file corrispondente al link. Scompattando il file ZIP (non fatelo se non siete sicuri di quello che fate, specialmente sotto Windows!), si ottengono due file: staphay.jpg e picture.lnk. Secondo il servizio di test di Kaspersky, il file staphay.jpg non è un'immagine, ma un virus, specificamente quello denominato Backdoor.Win32.Poison.cus, che agisce come una backdoor: si collega a un sito dal quale cerca di scaricare uno script che poi prende il controllo del computer infettato, scarica file da Internet e li esegue, fornendo all'aggressore informazioni sul computer della vittima.

Il virus ha effetto soltanto sui computer che usano Windows e viene rilevato da un buon antivirus. La fantasia dei creatori di virus si dimostra ancora una volta non solo priva di limiti, ma anche priva di scrupoli: far leva sui buoni sentimenti e sull'altruismo della gente, nascondendo un virus dentro un appello per una bambina scomparsa, è di una meschinità smisurata.
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Firefox vuole entrare nel Guinness dei Primati

Download Day da record per Firefox 3


Download Day 2008Mozilla ha avviato una campagna per stabilire un record piuttosto curioso: quello per il maggior numero di scaricamenti di un software nell'arco di 24 ore in occasione dell'uscita della versione 3.0 del browser Firefox.

La data precisa non è ancora stata annunciata, ma dovrebbe essere intorno alla metà di giugno. Una versione di prova di Firefox 3.0 è già disponibile anche in italiano per Windows, Mac e Linux.

Per aderire all'iniziativa potete organizzare feste di download collettivo e mettere banner nei blog e nei siti, come descritto qui.

La categoria di download non esiste attualmente fra i record del Guinness: si tratta di crearlo da zero. Un'impresa notevole, resa ancora più interessante dal fatto che Firefox è probabilmente l'unico browser ad aver saputo crearsi un seguito di fan, complice anche l'effetto "Davide contro Golia" della sua contrapposizione con Internet Explorer.

Con iniziative come questa, Mozilla (che, ricordiamolo, è una fondazione senza scopo di lucro che però possiede una società omonima che riceve decine di milioni di dollari di royalty l'anno da Google) ha saputo conquistare (secondo dati Mozilla) oltre 175 milioni di utenti nel mondo, in 45 lingue e oltre 230 paesi.
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Misteri marziani: il luccichio non è un pezzo di sonda

Dettagli strani nelle foto da Marte: oggetti riflettenti o difetti della fotocamera?


Di recente ho segnalato le miniteorie di complotto che circondano alcune foto della sonda Phoenix, sbarcata da poco su Marte, che sta preparandosi a scavare nel suolo polare del pianeta alla ricerca di acqua, in una corsa contro il tempo prima che finisca il "sole di mezzanotte" di quelle latitudini e arrivi il ghiaccio delle calotte polari ad inghiottirla.

In particolare, la foto di cui mostro un dettaglio qui accanto (tratta da qui) ha acceso le fantasie di molti per quel luccichìo anomalo all'orizzonte. Alcuni lettori mi hanno segnalato questo filmato, realizzato dalla Nasa componendo varie foto scattate da Phoenix: vi si scorgono il paracadute, la backshell (una parte dello scudo protettivo), lo scudo termico e il cratere d'impatto dello scudo stesso.



Alcuni hanno pensato che il luccichio che si vede a destra in questo fotogramma fosse lo stesso della foto "misteriosa", ma la conformazione dell'orizzonte è molto diversa da quella che si vede nella foto con il luccichìo irrisolto (anche considerando che la foto è stirata verticalmente otto volte, come spiegato qui). Però la forma del luccichìo, in entrambe le foto, è molto simile, e questo sembra togliere plausibilità all'ipotesi di un difetto della fotocamera e avvalorare quella di un riflesso autentico. Mumble, mumble...

Nel frattempo, ecco qualche altra foto della zona: il paracadute e la backshell visti dall'alto, una vista d'insieme della sonda e dei pezzi che ha lasciato in giro, e quella che credo sia una delle immagini più straordinarie della storia dell'esplorazione spaziale automatica: ricordate la foto della Phoenix scattata dallo spazio mentre sta atterrando, appesa al proprio paracadute? Ebbene, questa è l'immagine panoramica (cliccatevi sopra per godervela a risoluzione piena):



Come spiega la pagina di presentazione Nasa di questa foto, l'immagine acquisita dal componente HiRISE della sonda automatica orbitante Mars Reconnaissance Orbiter mostra un cratere largo circa 10 chilometri nel quale sembra che Phoenix stia entrando, ma in realtà è un effetto prospettico: il cratere si trova circa 20 km più indietro rispetto alla sonda, che plana appesa al proprio paracadute.

Rendiamoci conto. Noi, piccoli fragili primati, siamo riusciti a mandare su Marte, a 200 milioni di chilometri di distanza, dei veicoli automatici e siamo riusciti a comandarli con così tanta precisione che uno è riuscito a fare la foto all'altro mentre atterrava. Abbiamo portato su Marte una piccola scavatrice che tra poco inizierà a raspare nel suolo di un altro pianeta. Riceviamo da Marte le informazioni meteo: massima -30°C, minima –80°C, pressione 8,5 millibar, assenza di vento. E lo abbiamo fatto adesso, senza mettere a rischio neanche una vita umana, con una spesa di circa 500 milioni di dollari, secondo NasaWatch: l'equivalente di un giorno e mezzo di guerra in Iraq (secondo Cost of War).

Risultati e dati come questi dimostrano quanto l'umanità, quando ci si mette, sappia essere grande, ma anche quanto abbia un talento naturale per l'idiozia smisurata.
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Concorso: Linux spiegato alla nonna

Scrivete di Linux? Partecipate al concorso giornalistico di Linuxtrent



L'associazione Linuxtrent ha indetto un concorso giornalistico aperto a tutti (anche agli italofoni fuori Italia): se avete scritto in lingua italiana un articolo riguardante l'etica del software libero e l'avete pubblicato su un quotidiano o periodico cartaceo o digitale, preferibilmente con sede nelle regioni dell'arco alpino, leggete il regolamento e inviate i vostri lavori: verranno letti e valutati dalla giuria, della quale ho il piacere di far parte.

La comunicazione al pubblico non specialistico è una delle eterne palle al piede di Linux e del software libero in generale: è difficile che attecchisca se non c'è nessuno che spieghi in termini semplici e pratici quali sono i suoi vantaggi per l'utente comune. Il vostro lavoro potrebbe contribuire a colmare questa lacuna. Che ne dite?