skip to main | skip to sidebar
37 commenti

Buon 2009!

Che il vostro 2009 sia vulcanico!


Concludo il Disinformatico del 2008 con questa foto spettacolare del vulcano cileno Chaitén, la cui eruzione nel 2008 ha prodotto una serie di immagini eccezionali come questa, scattata da Carlos Gutierrez, disponibile in versione ad altissima risoluzione qui.



Non perdetevi le altre immagini di The Big Picture, come quella qui sotto:



E se siete in vena di altre meraviglie, non perdetevi le foto di Bad Astronomy e le altre serie astronomiche di The Big Picture, come quella dedicata a Encelado, gelido satellite di Saturno, dalla quale traggo questa foto:



L'universo è meraviglioso, e non ci chiede di credere ciecamente: ci chiede solo di spalancare gli occhi e guardarlo.

Buon 2009!


Ed ecco la vignetta augurale di Moise:

28 commenti

Nuovo rapporto sull’incidente dello Shuttle Columbia

Disastro dello Shuttle Columbia, rivelazioni sorprendenti sulla sorte dell'equipaggio


Ieri la NASA ha pubblicato un rapporto di 400 pagine (scaricabile qui) di approfondimento sul disastro del Columbia, che si disintegrò durante il rientro nell'atmosfera, uccidendo i sette membri dell'equipaggio, l'1 febbraio 2003.

La causa fu un impatto, avvenuto al decollo, con un frammento di schiuma isolante staccatosi dal serbatoio esterno di carburante: il frammento ruppe la protezione termica del bordo dell'ala, producendo un varco dal quale i gas roventi del rientro penetrarono nella struttura dell'ala, fondendola dall'interno fino a distruggerla.

Il rapporto (parzialmente censurato per quanto riguarda i dettagli personali dei resti degli astronauti) documenta che l'equipaggio perì per l'improvvisa perdita d'ossigeno in cabina e per gli impatti traumatici dovuti al distacco della cabina dal resto del veicolo, come già appurato dalla prima indagine svolta subito dopo il disastro, ma aggiunge che i piloti si resero conto dei primi sintomi di cedimento della struttura circa un minuto prima della disintegrazione del velivolo e tentarono di rimediarvi fino all'ultimo istante, dimostrando una determinazione incredibile.

La scelta di pubblicare il rapporto in questi giorni è stata fatta per rispettare i familiari dell'equipaggio del Columbia, dopo Natale ma mentre i bambini sono a casa da scuola, in modo che possano discuterne in privato con la famiglia.

Il rapporto indica che gli astronauti sopravvissero alla frammentazione iniziale del Columbia, quando il modulo abitato del veicolo, contenente le due cabine dell'equipaggio, si staccò praticamente integro dal resto della fusoliera e restò intero per circa 38 secondi, precipitando per 20 chilometri, privo di energia e senza contatto radio. La disgregazione durò altri 24 secondi circa. Nell'immagine qui sotto, i resti delle cabine sono indicati dal circolo giallo.



Le cabine, però, si depressurizzarono così rapidamente che l'equipaggio perse conoscenza prima di poter attivare le tute pressurizzate. E' presumibile che nessuno abbia ripreso conoscenza. In ogni caso, la rotazione incontrollata della struttura sottopose i corpi degli astronauti a traumi letali, scuotendone violentemente il tronco e la testa.

Il rapporto sembra indicare, in modo piuttosto sorprendente, che l'equipaggio avrebbe potuto sopravvivere ai traumi della disgregazione del veicolo se fosse stato protetto dai suoi primi effetti fisici e termici mediante una struttura più resistente e sistemi di ritenzione più efficaci, che bloccassero il corpo contro gli scuotimenti (casco imbottito su misura e cinture di sicurezza integrali), e da tute sigillate e pressurizzate. Tuttavia queste misure sarebbero in contrasto con le procedure di rientro dello Shuttle, che prevedono che l'equipaggio debba essere sostanzialmente libero di muoversi in cabina e non sia chiuso nelle tute pressurizzate.

...crew survival under environmental circumstances seen in this mishap could be possible given the appropriate level of physiological and environmental protection.


Il rapporto contribuisce anche a sfatare il mito della disintegrazione totale di un veicolo al rientro nell'atmosfera. Molti resti della cabina, nonché i resti degli astronauti, furono recuperati intatti e privi di segni di combustione o surriscaldamento. L'orologio da polso portato in orbita dall'astronauta David Brown come regalo di compleanno per un ingegnere del centro spaziale Kennedy fu recuperato quasi integro, con le lancette bloccate alle 9:06.

Qui sotto sono mostrate alcune immagini di resti del velivolo: un frammento di pannello della fusoliera e una bombola d'ossigeno. Il rapporto contiene molte altre immagini dei resti insieme a fotogrammi dell'ultimo video ripreso dagli astronauti durante il rientro.






Ulteriori dettagli sono pubblicati in inglese da SpaceflightNow. Una dettagliatissima FAQ preparata dagli specialisti è disponibile in inglese qui.
23 commenti

Arrivano i cellulari da polso?

Telefonini da polso, forse stavolta ci siamo


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stramacere" e "paolo".

Vi hanno appena regalato per Natale un telefonino super? Primitivi. Stanno per debuttare i cellulari da polso: orologi che contengono un intero telefono GSM/UMTS, un lettore MP3, uno schermo tattile, un vivavoce e una videocamera. Roba da James Bond (o da Dick Tracy, per gli intenditori). Un gadget che farà gola a molti informatici e ad altrettanti guardoni.

LG ha annunciato il modello LG-GD910 (foto qui accanto; notate la vistosa photoshoppatura del display).

E' un telefono 3G con HSDPA (7,2 Mbps teorici). Ha uno schermo tattile LCD da 3,6 cm, una videocamera per foto e videochiamate (funzione che si presta molto allo spionaggio spicciolo), un lettore MP3, una connessione Bluetooth (comodo per l'auricolare), riconoscimento vocale e sintesi vocale (text-to-speech) e un vivavoce.

Lo spessore è di 13,6 mm: come sei Swatch Skin uno sopra l'altro, che non è poco (dite addio ai polsini delle camicie). Dovrebbe essere venduto inizialmente in Europa e Corea nel 2009, ma al momento in cui scrivo non sono state fornite date precise e non è noto il prezzo.

Se non ve la sentite di aspettare, Phenom offre subito cellulari da polso, come lo SpecialOps e l'MI5 (foto qui accanto). Sono modelli GSM anziché 3G, probabilmente per allungare l'autonomia della batteria, che sarà il vero tallone d'Achille di questi gingilli. Niente videochiamate, quindi, ma è integrata una videocamera per registrare video. Entrambi hanno un lettore micro-SD e sono in grado di riprodurre MP3 e video MPEG4; lo SpecialOps ha una tastiera fisica sul cinturino. I prezzi sono sotto i 300 dollari.

Fonti (con altre foto del modello LG): The Register, Gizmodo, Electronista, Akihabara News, Physorg, Unwired View.
186 commenti

Antibufala: astrologi inaffidabili

Il CICAP fa le pulci alle previsioni degli astrologi. Quelle per il 2008


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Si può discutere finché si vuole sui princìpi sui quali si baserebbe la presunta influenza degli astri sui nostri destini e sugli eventi del mondo, ma alla fine la faccenda è molto semplice: l'astrologia, in modo o nell'altro, funziona?

In altre parole, fa davvero previsioni sufficientemente buone da essere utili in qualche modo? Esistono davvero delle persone che sanno come fare queste previsioni? Vale la pena di pagare un astrologo o di ospitarlo in televisione, magari a spese dei contribuenti?

C'è un sistema molto semplice per saperlo: controllare cosa hanno previsto i sensitivi per il 2008 e vedere se si è avverato.

Il CICAP svolge questo controllo da vari anni, conservando le dichiarazioni fatte sui giornali dai vari astrologi e chiaroveggenti d'ogni sorta e mettendole a confronto con i fatti che si sono effettivamente verificati: un metodo molto semplice che chiunque può ripetere. I risultati sono devastanti per i credenti nelle forze astrologiche.

Ecco alcune delle previsioni meno azzeccate: il governo Prodi durerà anni, Valentino Rossi diventerà campione in Formula Uno, l’Italia sarà in finale agli Europei di calcio, Hillary Clinton sarà presidente degli Stati Uniti e gli alieni sbarcheranno sulla Terra il 14 ottobre.

Il CICAP fa questo controllo dal 1989, ma in tempi recenti ha costituito un gruppo di volontari, coordinato da Andrea Proietti Lupi, che raccoglie un numero vastissimo di previsioni. Nonostante l'ampliamento del campione, dice Andrea, si fa «fatica a trovare affermazioni sufficientemente precise da essere verificate. Molte previsioni, poi, riguardano eventi che, in un modo o nell’altro, si ripetono: basta prevedere genericamente “un grosso scandalo”, “fenomeni di ribellione o intolleranza razziale” o “un forte terremoto” per avere la certezza di indovinare».

«Né l’astrologia né le altre pratiche divinatorie aiutano a prevedere il futuro... i consigli degli astrologi per il futuro non sono più utili di quelli dettati dal semplice buon senso di una persona informata, e possono anzi essere peggiori». Questo è il parere documentato di Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP. Chi si è fidato degli astrologi per giocare in Borsa è rimasto fregato alla grande, per esempio, visto che tutti prevedevano un andamento economico molto positivo e la crisi non è stata prevista da nessuno.

Trovate una vasta collezione di esempi di queste previsioni fasulle nel Dossier Astrologia 2008 del CICAP, con nomi e cognomi degli astrologi che le hanno fatte, da Alma Galli sul Magazine del Corriere della Sera a Franca Mazzei su Astra a Teodora Stefanova di Quotidiano.net, che preannunciava che Hillary Clinton sarebbe diventata presidente degli Stati Uniti.

Qualche altro esempio, tratto dal comunicato stampa del CICAP, insieme alla vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore:

...Per restare in ambito politico-economico, non c’è quasi mai stato consenso tra gli astrologi sulla tenuta del governo Prodi: secondo Carla Cerri il governo avrebbe retto «per nove mesi», oppure tutto l’anno secondo Hassen Charni; secondo Grazia Mirti invece la situazione si sarebbe sbloccata in primavera. Una delle poche volte in cui si sono trovati d’accordo non è stato con grande successo: durante una puntata di Porta a Porta all’inizio del 2007 Paolo Crimaldi e Barbara Massimo hanno convenuto che il governo sarebbe durato anni se solo avesse superato l’autunno di quell’anno, confortati da Horus che aggiungeva come «il caos della sua coalizione lo terrà al potere». L’autunno l’ha superato, ma poi il Governo Prodi cade. Il più avventato è stato però proprio Charni, il “Nostradamus arabo”, che vide Prodi «saldo al timone» per tutto l’anno a gennaio 2008: l’inchiostro non fa in tempo ad asciugarsi che il governo rassegna le dimissioni proprio il 24 gennaio.

Non va meglio su argomenti più “leggeri”: la finale dei Campionati Europei di calcio sarebbe stata tra Portogallo e Francia secondo la maga Rosalinde Haller, Francia e Germania secondo il mago-sensitivo Massimo Pagnini, Italia e Olanda secondo Peter Van Wood, o Italia e Germania secondo la sensitiva Teodora Stefanova. Ha vinto invece la Spagna.

La Stefanova, complice una serie di presenze in varie trasmissioni sportive, si lancia in una lunga serie di previsioni calcistiche: l’Inter vince la finale della Champions League contro una squadra inglese (ha vinto invece il Manchester United contro il Chelsea), il magnate australiano Ruperth Murdoch si offre di comprare la Juve dalla famiglia Agnelli, Mancini sulla panchina di un grande club come il Barcellona, Juventus campione d’inverno, Milan o Roma campioni d’Italia, Fabio Capello nuovo CT della Nazionale, Marcello Lippi in Spagna o al Chelsea, Alessandro Nesta di nuovo in Nazionale, Frey nuovo portiere del Milan e ancora altre. Non ne ha azzeccata una.

Il celebre Branko, ancora a gennaio 2006, intervistato a Domenica In annuncia il ricomporsi della coppia artistica Christian De Sica e Massimo Boldi: «Ve lo dico io, si rincontreranno nel 2008!» Barbanera pronostica un amore importante e relative nozze per George Clooney mentre Barbara Massimo prevede un «anno in discesa» per Madonna, invece impegnata in uno dei più costosi divorzi della storia dal secondo marito, Guy Ritchie, e un «matrimonio lampo» per Anne Hathaway, invece in rotta con il fidanzato Raffaello Follieri, accusato di frode. Per Manuela Arcuri l’astrologa Sirio vedeva addirittura l’amore con un uomo molto ricco e importante; matrimonio in vista per lei anche secondo Barbara Massimo. Niente da fare.

Naturalmente anche quest’anno non sono mancate le interpretazioni delle oscure quartine di Nostradamus. Luciano Sampietro riesce a leggerci un attentato al Papa durante la sua visita negli USA; molti altri, nella migliore tradizione, hanno tratto previsioni apocalittiche, a causa dell’accensione di LHC, il nuovo acceleratore di particelle del CERN di Ginevra.

Non tutte le previsioni sono sbagliate, naturalmente: Grazia Bordoni su Sirio dice chiaramente che «alcune delle previsioni fatte lo scorso anno si sono verificate, altre no». D’altronde, con affermazioni come «potrebbero venire alla luce in Italia imbrogli politici o finanziari» si va abbastanza sul sicuro. Un altro modo per essere sicuri di azzeccarci, prima o poi, è prevedere periodicamente la stessa cosa fino a quando non accade, come sta facendo Barbara Massimo con il matrimonio di Alberto di Monaco, previsto ormai ogni anno. Mentre alcuni astrologi sono molto sicuri di sé, come Luisa de Giuli che su La Stampa sostiene di indovinare addirittura «con assoluta precisione al 90%» grazie al suo oroscopo «karmico, scientifico, matematico-stellare», Marco Pesatori sul settimanale Donna de La Repubblica è disarmante: «l’ansia meschina di dover essere sempre veritieri a senso unico si può accantonare. Così è possibile perfino estrarre a caso una sentenza scegliendo un numero da uno a 12. Sarà il vostro segno della settimana».

A fianco delle previsioni sbagliate, ci sono infine quelle mancate: così, ad esempio, nessuno sembra aver previsto eventi come la protesta dei monaci buddisti in Cina, la liberazione di Ingrid Betancourt, la Spagna vittoriosa agli Europei di calcio e in coppa Davis, gli attentati a Islamabad e Mumbai o la scomparsa di personaggi come lo scrittore Aleksandr Solgenitsyn, l’alpinista sir Edmund Hillary, l’attore Paul Newman, lo stilista Yves Saint Laurent, la cantante Miriam Makeba, il patriarca ortodosso Alessio II o l’editore Carlo Caracciolo.


Sul sito del CICAP trovate anche uno splendido Sciocchezzario astrologico, le FAQ sull'astrologia (decisamente illuminanti e ricche di punti di vista inattesi che spiazzeranno molti debunker) e l'unico, vero, autentico oroscopo del CICAP, ritenuto sufficientemente rappresentativo da oltre l'80% degli utenti.

Una precisazione importante del CICAP: nessuna stella è stata molestata per realizzare quest'oroscopo.
35 commenti

Un regalo di Natale speciale di 40 anni fa

Trattatela bene. È tutto quel che abbiamo


Il 24 dicembre 1968, Jim Lovell, William Anders e Frank Borman furono le prime tre persone a circumnavigare la Luna. Furono anche i primi astronauti a lasciare l'orbita terrestre, a scorgere con i propri occhi la faccia della Luna che non è mai visibile da Terra e a vedere la Terra intera come una sfera sospesa nel cielo. Lo fecero in un veicolo, il Saturno 5, che non aveva mai volato prima con un carico umano.

Non avevano a bordo il modulo lunare, che non era ancora pronto; al suo posto c'era un simulacro come zavorra, e quindi non avevano neanche la possibilità di usarlo come scialuppa e propulsore d'emergenza, come avverrà per l'Apollo 13. Ma la CIA aveva saputo che i sovietici stavano tentando di circumnavigare la Luna per primi a sorpresa, e gli Stati Uniti non volevano farsi battere anche stavolta. Il profilo originale della missione (orbita terrestre con prova degli apparati) fu cambiato di corsa.

Alla partenza, Charles Lindbergh era lì a vederli decollare consumando in un secondo dieci volte il carburante che lui aveva usato per la sua celebre trasvolata in solitario dell'Oceano Atlantico. Nel giro di 65 anni, l'umanità era passata dal timido balzo di 40 metri dei fratelli Wright all'inserimento in orbita lunare.

Ma il più grande lascito di questa missione non fu il trionfo tecnologico di una missione ad alto rischio e funestata da vari incidenti ed errori (compresa una cancellazione involontaria della memoria del computer di navigazione e una crisi di diarrea che riempì la capsula di globuli fluttuanti poco raccomandabili), alla faccia di chi dice che le missioni lunari furono troppo perfette per essere vere. Fu questa fotografia a colori della Terra vista dalla Luna, scattata la vigilia di Natale, a lasciare una traccia permanente nella cultura dell'epoca e di oggi. Più di ogni altra immagine o dato tecnico, questa prima visione della Terra come un'unica, delicata isola condivisa rese visceralmente la bellezza e la fragilità del nostro mondo e divenne un'immagine simbolo del nascente movimento ambientalista.



Ne trovate una versione ad altissima risoluzione qui.

In quella stessa missione, i tre astronauti effettuarono dalla Luna una trasmissione televisiva (scaricabile qui), all'epoca la più vista della storia, nella quale mostrarono la superficie della Luna in diretta e lessero un passo della Genesi (una scelta controversa descritta qui). L'immagine fotografica, essendo su pellicola, fu pubblicata soltanto dopo il ritorno degli astronauti.

A quarant'anni di distanza, quel regalo viene ripresentato. Cerchiamo di non dimenticarne la bellezza e il valore. Buon Natale.
13 commenti

NeoOffice sistema lo zoom ipersensibile

Patch per NeoOffice corregge una bella magagna


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

NeoOffice è una bella alternativa a OpenOffice.org per chi usa il Mac (e gestisce meglio i font rispetto a OOo, anche se il problema sta diminuendo), ma ha una magagna che assilla gli utenti dalla mano non aggraziata come quella di Silvan: lo zoom del touchpad è troppo sensibile, per cui basta che sfioriate il touchpad con un dito della mano sinistra intanto che trascinate o spostate il cursore con la destra, e il documento rimpicciolisce a dimensioni lillipuziane o s'allarga a dismisura.

Quando la cosa succede, come a me, varie volte al giorno e fa perdere il segno di colpo, è piuttosto esasperante. OpenOffice.org non ha questo baco e gestisce molto meglio lo zoom (senza ricorrere al touchpad).

Ne avevo parlato con gli autori di NeoOffice via Internet durante la loro visita a Milano, e si vede che non sono l'unico maldestro fra i loro utenti, per cui è con gioia che annuncio la disponibilità della patch numero 5 per NeoOffice 2.5.5 che risolve il problema.

Dopo averla installata, occorre chiudere NeoOffice e dare il seguente comando in una finestra del Terminale:

defaults write org.neooffice.NeoOffice IgnoreTrackpadGestures -bool yes

Fatto questo, si riavvia NeoOffice e lo zoom a casaccio non si verifica più; resta disponibile lo scorrimento del documento tramite due dita unite sul touchpad.
69 commenti

Arriva la palla magica

Habemus Biowashball!


La redazione di Pattichiari, la trasmissione di difesa dei consumatori della TV svizzera di lingua italiana, mi ha portato gentilmente stamattina una Biowashball nell'ambito della sua indagine su questo prodotto.

Adesso posso preparare, insieme agli esperti, un protocollo di test in doppio cieco per una serie di esperimenti domestici che spero di documentare in una serie di video. Pattichiari condurrà una sua serie di test paralleli.

Nel frattempo, Pattichiari ricorda a tutti che è interessata alle vostre esperienze, positive o negative, di uso della pallina dalle promesse miracolose: se volete raccontarle, andate al sito della trasmissione e dite la vostra.

2009/01/18


La puntata di Pattichiari è visibile qui in streaming; un mio commento alla trasmissione è qui.
21 commenti

200 miliardi di spam al giorno

Spam, siamo al delirio


Il rapporto annuale sulla sicurezza redatto dalla Cisco (PDF qui) è sconsolante: lo spam ammonta a circa 200 miliardi di messaggi al giorno, pari al 90% di tutta la posta inviata in tutto il mondo. Punto Informatico nota che al primo posto fra i paesi spammatori (dove per "spam" s'intende anche l'invio di mail non solo pubblicitarie, ma anche apertamente ostili e infettanti) ci sono gli Stati Uniti, seguiti dalla Turchia e dalla Russia.

Il guaio è che molta della colpa è degli utenti. Non solo perché c'è sempre qualcuno che risponde a questa pubblicità spazzatura, ma perché gli utenti s'infettano e diventano disseminatori inconsapevoli di questo mare d'immondizia digitale che intasa il traffico della Rete. Di questo passo, uno dei servizi più preziosi della rete, l'e-mail, diverrà inservibile se nessuno interviene pesantemente per rendere poco vantaggioso questo genere di crimine informatico.

Il problema non sembra essere tanto il rintracciamento degli spammer; i loro nomi sono in gran parte noti grazie al lavoro di siti come Spamhaus. Il vero ostacolo è l'applicazione della legge, troppo spesso complicata, bizantina e burocratica di fronte a un reato dove, almeno in apparenza, non si fa male nessuno. Fino al giorno in cui una botnet organizzata da un gruppo di spammer viene usata per sferrare un attacco informatico che mette in ginocchio un'azienda o un paese. Estonia docet.
8 commenti

Occhio alle truffe nigeriane all’inglese

Avete vinto una causa in Inghilterra e manco lo sapete? Variante british della truffa alla nigeriana


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

Grazie a una lettrice, Marlyse, segnalo questa variante originale della classica truffa alla nigeriana: vi arriva una mail in inglese da una persona che dichiara di essere un manager di una banca del Regno Unito e allega al messaggio una sentenza, sempre in inglese, secondo la quale avete vinto una causa e vi spettano un bel po' di sterline. Eccone un'immagine, debitamente pecettata:



Il documento ha un'aria decisamente ufficiale, anche perché un rapido controllo via Internet conferma che il tribunale della Contea di Basildon esiste realmente. Ma la plausibilità viene infranta non solo dal fatto, bello grosso, che pare strano ricevere una sentenza favorevole per una causa mai intentata: leggendo i dettagli si nota che l' ordine del tribunale, datato 1/12, intima di pagare entro il giorno successivo. Tempi un pochino stretti per qualunque sistema giudiziario.

La truffa, da questo punto in poi, segue il copione classico della tecnica nigeriana (419 scam), che prende questo nome dal paese che ne è il principale esportatore: se rispondete, vi arriva la richiesta di "sbloccare" il risarcimento versando una cifra per presunte tasse o spese di incasso o simili. Il "funzionario", nel caso descritto dalla lettrice, aveva chiesto prima 2500 dollari e poi altri 600 dollari per "spese di trasferimento". Sarebbe stato un bell'incasso, ma per il truffatore, se la lettrice non fosse stata insospettita anche dal fatto che il "funzionario" aveva un indirizzo di e-mail di Yahoo anziché della propria banca.

Scampato pericolo, stavolta: ma là fuori ci sono tante altre vittime potenziali. Facciamo il possibile per metterle in guardia.
21 commenti

Logo della Xbox in un disegno del 1600

Non è un UFO d'epoca: è una console per videogiochi


Dalle pagine di Gizmodo arriva un bell'esempio di uno degli errori classici dell'ufologia e della fantarcheologia: l'interpretazione delle immagini al di fuori del loro contesto storico.

Secondo gli appassionati di settore, l'arte del passato sarebbe infatti piena di immagini di veicoli alieni, come documentato da Xfacts.com e tanti altri siti: ne vedete un esempio qui accanto: l'oggetto è chiaramente un satellite simile allo Sputnik. Che ci fa in un dipinto antico, l'Esaltazione dell'Eucaristia, che si trova nella Chiesa di San Pietro a Montalcino?

Se vi interessa la spiegazione reale della presenza di "UFO" nei quadri antichi, leggete questa splendida analisi di Diego Cuoghi, che sbufala una lunga serie di presunti UFO antichi dando loro la spiegazione pertinente al contesto: per esempio, il "satellite" qui sopra è in realtà una rappresentazione della sfera celeste, molto comune nell'arte dell'epoca, e le "antenne" sono scettri. Se gli ufologi andassero sul posto a guardare le opere, invece di basarsi su foto sbiadite e sgranate, lo vedrebbero anche loro, così come scoprirebbero che molti "UFO" sono in realtà cappelli cardinalizi.

Anche l'immagine qui sotto fa parte di questo repertorio di presunte prove ufologiche ed è piuttosto nota in questo campo, perché ritrarrebbe un evento avvenuto il 4 novembre 1697 ad Amburgo: "due ruote raggianti" avrebbero attraversato il cielo e un artista dell'epoca avrebbe immortalato l'episodio con precisione fotografica.


A chi salta subito alla conclusione che non possa essere una rappresentazione simbolica o astratta e che debba essere per forza un disegno assolutamente fedele di due UFO che sorvolano gli amburghesi esterrefatti propongo un'altra interpretazione altrettanto fondata ma sicuramente più originale: quelli non sono UFO, sono loghi della console di gioco Xbox 360 di Microsoft. La somiglianza è indiscutibile.



Battute a parte, la spiegazione più probabile, suggerita da Cuoghi in tempo reale per il Disinformatico, è che si tratti di un parelio, un effetto atmosferico che produce una sorta di croce multipla centrata sul sole e che già in altre occasioni è stato ritratto come oscuro presagio.

Se comunque qualcuno ha maggiori informazioni sulle origini precise del disegno seicentesco, le segnali pure nei commenti o via mail al consueto indirizzo topone chiocciola pobox.com.
23 commenti

Megapezze anche per Apple, con qualche intoppo

Mac OS X aggiornato alla 10.5.6 con download gigante


Se il mondo Windows tribola con gli aggiornamenti di sicurezza, anche quello Apple ha il suo bel lavoro da svolgere. E' infatti uscita il 15 dicembre la versione 10.5.6 di Mac OS X Leopard. "Aumenta la stabilità, la compatibilità e la sicurezza del vostro Mac", come dice rassicurantemente la pagina di download di Apple.

L'importante è non dover prelevare l'aggiornamento tramite una connessione Internet lenta, perché nella migliore delle ipotesi siamo intorno ai 370 megabyte da scaricare.

Come sempre, ma più del solito, è consigliabile effettuare una copia di sicurezza completa del proprio Mac, perché numerosi utenti hanno segnalato magagne con quest'aggiornamento, secondo The Register e MacFixIt: computer bloccati, connessioni di rete a singhiozzo, problemi di audio e crisi di Mail.app.

Io ho aggiornato tutti i miei Mac senza problemi (a parte un riavvio forzato nel quale la ventola, come descritto da The Register, sembrava effettivamente in procinto di far decollare il MacBook Pro), ma un aneddoto non fa statistica e il backup è comunque consigliabile. E' altrettanto consigliabile il rito propiziatorio preventivo della Riparazione dei Permessi (in Utilità Disco). In caso di blocco del computer dopo l'aggiornamento, provate il Safe mode: tenete premuto il tasto Shift da quando sentite il "bong" di avvio al momento in cui compare l'animazione dell'ingranaggio che gira (può volerci un bel po' di tempo, abbiate fede), poi entrate come amministratore e riprovate ad installare l'aggiornamento.
14 commenti

Ci ha lasciato Majel Barrett-Roddenberry, Trekker in lutto

Majel Barrett-Roddenberry, 1932-2008


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle attrici più presenti, divertenti e longeve della saga di Star Trek ci ha lasciato. Ieri è morta a Bel Air Majel Barrett-Roddenberry. Aveva 76 anni.

Ha partecipato a tutte le serie di Star Trek, sin dall'episodio pilota (dal quale è tratta l'immagine qui accanto), nel quale era un vicecomandante donna, cosa che negli anni Sessanta era inaudita, tanto che la NBC bocciò il personaggio (anche perché Majel era sentimentalmente legata al produttore Gene Roddenberry, che poi sposò).

Nella Serie Classica e nella serie animata ha interpretato il ruolo dell'infermiera Chapel, poi promossa a dottoressa nei film; in The Next Generation e Deep Space Nine è stata l'eccentrica ambasciatrice betazoide Lwaxana Troi, l'unica persona capace di far saltare i nervi all'inossidabile capitano Picard.

E' da sempre sua la voce dei computer in tutte le serie (dalla Classica a Voyager e in due puntate di Enterprise): dopo quella di Douglas Rain (Hal in 2001: Odissea nello spazio), la sua è probabilmente la voce cibernetica più nota al mondo. Al momento non è chiaro se avesse già registrato le proprie battute come computer di bordo nel prossimo film di Star Trek, ma i commenti arrivati dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo sembrano promettere bene.

Tutti coloro che l'hanno conosciuta la ricordano come una persona discreta e sempre disponibile con i fan e grande amante degli animali, per i quali ha chiesto di inviare donazioni tramite due associazioni che trovate presso Trekmovie.com insieme alla sua biografia.

Temba, his arms wide.

2009/01/12


I funerali si sono tenuti il 5 gennaio 2009, secondo RedOrbit, alla presenza di circa 300 persone, a Los Angeles. E' stata seppellita al cimitero di Forest Lawn Hollywood Hills in una cerimonia pubblica alla quale hanno partecipato la famiglia, gli amici, i fan di Star Trek, e gli attori della serie Walter Koenig, Nichelle Nichols e George Takei.
30 commenti

Browser colabrodo, rattoppi per tutti

Pezza d'urgenza per Internet Explorer, ma anche le alternative non sono da meno


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Internet Explorer si è da poco meritato una patch d'urgenza, al di fuori del ciclo mensile consueto, per una vulnerabilità descritta da Repubblica con un titolo da panico ("Una falla in Internet Explorer mette a rischio milioni di utenti") appiccicato a un articolo in realtà molto chiaro, sensato e corretto. Speriamo che il felice trend di far scrivere d'informatica a chi ne capisce (in questo caso Alessandro Longo) prosegua e si estenda ad altri argomenti. E ad altre testate. Sarebbe una vera rivoluzione.

Paradossalmente, il clamore suscitato da articoli nei media generalisti, come quello di Repubblica (ci si è messa anche la BBC) ha messo in agitazione numerosi utenti al punto che non si sono resi conto che questi allarmi sono nel frattempo diventati obsoleti, perché Microsoft ha appunto rilasciato un aggiornamento straordinario per turare questa falla in grado di rubare password e dati personali. Non c'è affatto bisogno di aspettare il 9 gennaio prossimo, come dice per esempio l'articolo di Longo (scritto martedì 16, appena un giorno prima del rilascio della patch). E' già pronto da mercoledì scorso e il vostro computer probabilmente l'ha già installato.

L'aggiornamento di Internet Explorer viene infatti scaricato e installato automaticamente, se non avete bloccato in qualche modo Windows Update (accessibile tramite il Pannello di Controllo di Windows oppure sotto il menu Strumenti in Internet Explorer). A partire dal riavvio successivo di Windows, la falla di IE, presente nelle versioni 5, 6, 7 e 8, è turata (le prime segnalazioni davano come vulnerabile solo la versione 7, ma sono state corrette). Quindi non ignorate, come fanno tanti, il fumetto che vi dice che ci sono aggiornamenti e seguite invece le sue istruzioni. Fine della storia.

La decisione di Microsoft (qui il bollettino di sicurezza) è stata atipica, dato che a parte la pezza d'urgenza di ottobre l'ultima patch di questo genere risale a un anno e mezzo fa, ma necessaria. La falla era stata sfruttata inizialmente soltanto dai siti meno rispettabili della Rete (warez e porno, prevalentemente su domini cinesi), ma stava cominciando a fare capolino anche in siti più seri, le cui difese erano state violate. Il bilancio dei siti infetti era arrivato ad almeno 233.000 il 17 dicembre: al momento in cui scrivo, la stringa ardoshanghai.com/s.js, una di quelle presenti nei siti contaminati, risulta in Google oltre 281.000 volte. Un elenco parziale di siti compromessi è presso Shadowserver.

L'utente non doveva fare nulla di apparentemente rischioso: bastava che visitasse uno di questi siti infetti. Una brutta storia: non sorprende che Microsoft abbia distribuito la patch di corsa, otto giorni dopo le prime segnalazioni di questo pericolo. Sorprende invece che ci siano così tanti webmaster incapaci di fare questa semplice ricerca in Google (o questa) per sapere se il loro sito è stato infettato.

Sia Google, sia i principali antivirus, comunque, offrono già un avvertimento per difendere gli utenti da queste trappole.

Se IE piange, le alternative non ridono


Gli utenti di browser alternativi non hanno vita molto più facile: Mozilla ha distribuito di corsa le versioni 3.0.5 e 2.0.0.19 di Firefox per rattoppare due altre serie di falle critiche e ha avvisato gli utenti della versione 2 di Firefox che non ci saranno altri aggiornamenti di questa versione (salvo uno, come potete leggere nei commenti qui sotto) e che pertanto è opportuno che passino alla versione 3. Come Internet Explorer, anche Firefox ha l'aggiornamento automatico e quindi dovreste essere già a posto.

Ci sono rattoppi anche per Opera, che per questo motivo ha pubblicato da poco la versione 9.63, come descritto presso Opera.com. Anche in questo caso, l'aggiornamento è automatico.

Fonti: F-Secure, The Register, The Register, Secunia
53 commenti

Spot Apple “1984”, sono già passati 25 anni

Orwell in pantaloncini e canotta, come passa il tempo


Grande Giove. Ieri era il venticinquesimo anniversario della prima trasmissione di uno spot diventato celeberrimo: "1984", diretto da Ridley Scott (Blade Runner, Alien). Sì, i conti sono giusti: per poter entrare in lizza a Cannes, Apple pagò per farlo trasmettere dall'emittente KMVT di Twin Falls, nell'Idaho, all'una del mattino nel dicembre del 1983. La famosa presentazione dello spot una sola volta, durante il Superbowl, quella che scatenò il clamore, avvenne il 22 gennaio dell'anno successivo.



Lo spot fu ripreso nel 2004 da Apple aggiungendo digitalmente un iPod alla lanciatrice di martello, Anya Major (l'unica capace di scagliare l'attrezzo in modo plausibile e controllato). Anya, la liberatrice delle masse oppresse nello spot, ironicamente fece poi una particina come impassibile guardia di confine della Germania Est in un video di Elton John (Nikita). Incise poi un disco, Moscow Nights, sotto il nome di Anya, senza cognome (copertina qui).



Il Grande Fratello sul teleschermo fu interpretato, in video e in voce, da David Graham, che molti ricorderanno come voce in Thunderbirds e Doctor Who.

Erano tempi in cui il Grande Fratello era soltanto quello di George Orwell, esistevano ancora l'Unione Sovietica e la grande paura del conflitto nucleare totale, Stallman iniziava a sviluppare GNU, il cellulare serviva soltanto per portare i criminali in carcere, e Chernobyl era semplicemente una sconosciuta cittadina in Ucraina. Faccio davvero fatica a rendermi conto che è passato un quarto di secolo.
58 commenti

Perché adoro Internet

Bush Gets a Sole




Impagabile. Tratta da Fark. Se vi siete persi l'evento originale, andate qui.

Moise interviene sulla vicenda con questa vignetta su AFnews (ripubblicata qui con il suo permesso) e trova un gioco di parole migliore del mio: Bush prende una sòla.


2008/12/16


E' arrivata anche la versione animata della scena di Matrix, insieme ad altre animazioni-parodia dell'"attentato".

Ora mi chiedo quanto ci metteranno i complottisti a rendersi conto delle evidenti falsità della versione ufficiale di questa vicenda. Per esempio:
  • Come è possibile che un unico tiratore sia stato in grado di lanciare due ciabatte in meno di cinque secondi? Deve avere avuto un complice.
  • Come mai i servizi di sicurezza non sono intervenuti? Perché hanno lasciato fare? Hanno ricevuto ordini di non intervenire?
  • Chi ha dato il permesso ai reporter di entrare nella sala insieme a Bush indossando le scarpe?
  • Come mai Bush non era protetto da un vetro anticiabatta, ma si è presentato su un podio cabriolet?
  • Nei mesi precedenti erano circolati documenti che avvisavano del rischio di un attacco, ma sono stati ignorati: "Muntadar al-Zaidi deciso ad attaccare mediante ciabatte", diceva il Presidential Briefing di agosto 2008. Come mai il rischio è stato sottovalutato? E' un chiaro segno di complicità ai più alti livelli nell'amministrazione americana.
  • Come mai le ciabatte cadono al suolo a una velocità differente da quella di caduta libera?
  • I video sono palesemente falsificati: Bush inizia a scansare le ciabatte prima che vengano lanciate.

Qualcuno voleva che questo accadesse? Giacobbo, Mazzucco, Chiesa, unite le vostre forze!
20 commenti

Metodi d’indagine online

Miniguida di Computer Assisted Reporting


Questa mattina sono stato ospite del corso di giornalismo della Svizzera italiana per parlare delle indagini giornalistiche effettuate con il supporto del computer e/o di Internet e illustrare strumenti, tecniche e princìpi che uso quando faccio il detective antibufala.

La presentazione è a vostra disposizione qui sotto ed è scaricabile da Slideshare per chi si registra gratuitamente presso il sito. Per ragioni di riservatezza (ho mostrato dettagli di un'indagine ancora in corso) alcune immagini sono state rimosse.



Nel preparare questa presentazione, fra l'altro, ho avuto occasione di verificare con piacere l'efficacia crescente di Tineye.com, il motore di ricerca per immagini. Ricordate le foto osé false di Sarah Palin? Tineye ha scovato la fonte di quella in camicetta e minigonna. Ho quindi aggiornato con le nuove immagini l'articolo scritto a suo tempo.
36 commenti

40 anni di mouse

Parla il papà del mouse, con foto di famiglia


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 9 dicembre scorso il mouse ha compiuto quarant'anni. In quella data, nel 1968, papà Douglas Engelbart presentò alla Fall Joint Computer Conference (FJCC) di San Francisco la sua creatura, in quella che ormai è nota come La Madre di Tutte le Demo: ipertesto, mouse e copiaincolla, tutti presentati in pubblico per la prima volta (ne avevo parlato qualche mese fa in occasione della pubblicazione online del video della demo).

Come vedete dalla foto qui accanto, quel mouse era molto diverso da quelli odierni, ma i princìpi erano grosso modo gli stessi: un sistema (in questo caso meccanico) per rilevare lo spostamento dell'oggetto su un piano (cartesiano ma anche reale) e trasformarlo in impulsi per pilotare in modo corrispondente un cursore su uno schermo di computer.

La differenza più vistosa rispetto ai mouse meccanici "tradizionali", a parte l'impiego del legno, è l'uso di due rotelle ortogonali come sensori di spostamento (le vedete in azione qui). E se quarant'anni di mouse vi sembrano tanti, va detto che secondo la cronologia di Gearlog è nata ancora prima la trackball: nel 1952, ad opera dei militari canadesi.

La pallina sostituì le rotelle ortogonali nel 1972, quattro anni dopo la nascita del mouse e ben vent'anni dopo la nascita della trackball (che pure aveva già adottato una pallina come meccanismo di tracciamento), e ci vollero altri otto anni per il debutto del mouse ottico (1980), che a sua volta sostituiva la pallina con un sensore ottico. Addio lieti momenti passati a togliere pelucchi dal meccanismo. Il mouse perse la coda, diventando senza fili, per la prima volta nel 1991, e la rotellina di scorrimento comparve nel 1995.

Engelbart, classe 1925, racconta in un video che il termine "mouse" non doveva essere il nome ufficiale dell'oggetto, che in realtà doveva avere un appellativo decisamente più pomposo, ma nessuno si prese mai la briga di appiopparglielo. E considerato il modo molto ingessato di lavorare dell'informatica dell'epoca, forse è meglio così.
28 commenti

Google Zeitgeist, le parole più cercate dell’anno

Lo spirito dei tempi fotografato da Google


Come consueto alla fine di ogni anno, Google ha pubblicato i dati riassuntivi di Zeitgeist: le parole o frasi più cercate nel corso del 2008 e quelle in maggiore ascesa rispetto all'anno precedente.

In Italia, al primo posto fra le ricerche più gettonate c'è Youtube, seguito da Roma, lavoro, casa, Sardegna, uomini e donne, iPhone, istruzione, elezioni e dieta. Il balzo in avanti maggiore lo fanno (abbastanza prevedibilmente) pechino 2008, facebook, obama, ecopass, la talpa, finanziaria 2008, saviano, wiki, mutui, e cinquecento. Termini che rispecchiano abbastanza chiaramente gli interessi e soprattutto le preoccupazioni del paese.

In Svizzera, invece, le dieci parole più cercate sono un mix decisamente curioso e meno ansioso: youtube, google, video, wikipedia, netlog, facebook, wetter, swiss, sbb e meteo. Quelle più in ascesa sono, nell'ordine, facebook, iphone, netlog, anibis, youtube, wiki, maps, homegate, ubs e radio.

Si sprecheranno le pagine di interpretazione di questi dati: sono davvero utilizzabili per trarre delle conclusioni sullo stato d'animo di un paese? Difficile a dirsi: è facile prendere queste parole e assegnare loro i significati psico-socio-fumo-culturali più disparati, e bisogna tenere presente la percentuale molto differente di utenti Internet di ciascun paese rispetto alla popolazione complessiva. Un gioco decisamente più intrigante è vedere quanti di questi termini sapete riconoscere senza appunto Googlarli, per sapere se siete siete in contatto con lo "spirito dei tempi": lo Zeitgeist, appunto.

Se a livello nazionale la cosa dovrebbe essere abbastanza facile, confesso che la classifica delle parole o frasi in ascesa a livello mondiale mi lascia decisamente sconnesso: sarah palin, beijing 2008, facebook login, tuenti, heath ledger, obama, nasza klasa, wer kennt wen, euro 2008, jonas brothers. Fa riflettere il fatto che quattro termini su dieci riguardano il social networking.
6 commenti

Paul McCartney, musica senza lucchetti

Niente DRM per l'ex-Beatle; anzi, audio digitale di qualità


Sir Paul McCartney ha appena pubblicato un nuovo album, Electric Arguments, nell'ambito del suo progetto musicale The Fireman. L'album è disponibile per lo scaricamento legale sul sito del progetto, Thefiremanmusic.com, al prezzo di 9 dollari (meno di 7 euro, circa 10 franchi e mezzo), ma è acquistabile anche (con altri prezzi) su CD, su DVD multitraccia e in vinile.

Chi volesse ascoltare prima di pagare può farlo usando il player Flash presente nella pagina del sito di supporto al progetto. La versione scaricabile è disponibile sia nel tradizionale formato MP3 (a 320 kbps), sia in formato Apple Lossless, sia in formato FLAC, con risultati qualitativi al di sopra della media.

Si tratta di un'iniziativa lodevole per far capire che il DRM è inutile e che si può vendere anche senza lucchettare ossessivamente la musica: anzi, forse si vende anche di più, perché si allarga il bacino di potenziali fruitori e si ottiene tanta pubblicità gratuita tramite segnalazioni come quella che state leggendo.

Va detto che un artista come McCartney, che ha le spalle economicamente ben coperte, può anche permettersi di rischiare, mentre una band emergente si troverebbe a mettere in gioco tutto quel poco che ha, ma è comunque un buon segno che artisti di questo calibro si dissocino dall'uso di sistemi anticopia farraginosi e alla fine inutili.
35 commenti

Windows: passata la megapezza, rilasciati nuovi attacchi

Vandali aspettano il rilascio delle patch mensili di Windows e poi attaccano


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

Il ciclo mensile di aggiornamenti di Windows offre una certa regolarità a chi amministra computer, ma crea nel contempo una scadenza precisa molto utile a chi vive di software ostile. Siccome solitamente per un mese non vengono rilasciati ulteriori aggiornamenti, il momento ottimale per lanciare nuovi attacchi è subito dopo il rilascio delle patch mensili di Microsoft.

E così è stato anche stavolta: il 9 dicembre Microsoft ha pubblicato una serie massiccia di aggiornamenti che chiudono ben 28 falle, di cui 23 definite "critiche", in Windows, Internet Explorer, Office, SharePoint, Windows Media, Visual Basic e Visual Studio. Se usate Windows, è decisamente opportuno installarli. Alcune falle, come la MS08-071, riguardano anche Windows Vista e permettono "l'esecuzione di codice remoto se un utente apre un file grafico WMF appositamente confezionato". Esatto: prima di questi aggiornamenti, ci si poteva infettare guardando un'immagine.

Sorprendente? Non è finita: nonostante la raffica di patch di questo mese, è rimasta una falla che riguarda il convertitore di testo del programma WordPad. Questo programma (un semplice elaboratore di testi) è presente in tutte le versioni di Windows, ma la falla è efficace soltanto in versioni non recenti di Windows: XP con Service Pack 3, Windows Vista e Windows Server 2008 ne sono immuni, secondo l'avviso pubblicato da Microsoft. In pratica, basta tuttora ricevere un file Wordpad (riconoscibile dall'estensione .wri) o aprire con WordPad un file .doc o .rtf appositamente confezionato per esporsi al rischio d'infezione.

Nel frattempo, Sans.org e Microsoft hanno pubblicato avvisi riguardanti una falla di Internet Explorer 7 se usato in combinazione con Windows XP o Windows 2003. La falla consente di rubare password e di veicolare altri attacchi. E' già stata pubblicata una lista di siti infetti. In attesa di nuovi rattoppi, il consiglio più semplice è navigare usando un browser diverso da Internet Explorer.
6 commenti

Koobface, virus su misura per Facebook

Virus sociali per reti sociali: Koobface


Circola già da agosto Koobface, un virus (più propriamente un worm) costruito specificamente per fare vittime fra gli utenti dei siti di social networking, come Facebook e Myspace, ma da pochi giorni è in giro una sua nuova variante che ha raggiunto una certa notorietà perché ne hanno parlato i media generalisti.

Koobface sfrutta l'ingegneria sociale (social engineering) per propagarsi. Arriva alla vittima sotto forma di un messaggio apparentemente proveniente da un amico di Facebook della vittima. Il messaggio è in inglese, e già questo dovrebbe mettere sul chi vive l'utente italofono: dice cose del tipo "sembri buffo in questo nuovo video" oppure "sei eccezionale in questo nuovo video".

Se la vittima clicca sul link presente nel messaggio, viene portata a un sito che sembra essere Youtube e ha un nome che inizia per http://youtube, ma è in realtà un sito-trappola. Qui le viene proposto di vedere il video, ma la visualizzazione non funziona e viene proposto di installare un aggiornamento del player Flash. Se la vittima accetta, il suo computer viene infettato e a partire dal successivo riavvio tutti i dati delle sue navigazioni (siti visitati, cookie, login, password, numeri di carta di credito, messaggi personali) vengono trasmessi di nascosto ai padroni del virus.

Il virus colpisce esclusivamente gli utenti di Windows (tutte le versioni) ed è contrastabile con una sana vigilanza e con un antivirus aggiornato.

Ancora una volta, il grimaldello preferito dagli untori della Rete per scardinare le difese informatiche delle vittime è la psicologia: si crea una situazione emotivamente coinvolgente (in questo caso si fa leva su curiosità e/o imbarazzo) e si approfitta della fiducia che inevitabilmente tendiamo a porre nei messaggi che ci arrivano, almeno in apparenza, da persone che conosciamo.

Fonti: Kaspersky, Kaspersky (versione agostana), Symantec, Cnet, BBC.
104 commenti

Video: camion corre in retromarcia in autostrada

Automobilista atterrita filma un camion che corre in autostrada. In retromarcia



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Piccolo esercizio per aspiranti detective antibufala: guardate questo video e spiegatelo.



Per chi non conosce l'inglese, la signora (americana) dice che sta filmando indignata un camion che le sta correndo davanti, a circa 70 miglia l'ora (circa 120 km/h), in retromarcia. C'è sicuramente un trucco, un pazzo o un imbecille in questo video, ma da che parte sta?

Non guastate il gioco per gli altri: se avete capito la soluzione, non mettetela nei commenti, ma mandatemela via mail (topone chiocciola pobox.com). Pubblicherò la soluzione autentica, insieme alle soluzioni alternative più divertenti, stasera.

La soluzione


Come molti di voi hanno indovinato, si tratta di una motrice di camion che viene trainata all'indietro da un altro veicolo. L'indizio chiave era dato dall'ombra che si vede a destra del camion, che rivela due sagome anziché una.

La cosa più interessante è la serie di soluzioni alternative che avete proposto. Parecchi si sono avvicinati molto alla soluzione esatta, proponendo una bisarca sulla quale era caricato all'indietro il camion, senza però notare il dettaglio rivelatore dell'ombra.

Altri si sono lanciati in soluzioni decisamente tecnologiche: c'è chi ha pensato al filmato visualizzato al contrario (quindi con la signora che veniva inseguita dal camion, ripreso attraverso il lunotto, ed era consapevole del trucco, tanto da aggiungere la propria voce in seguito) e addirittura al camion-burla sul retro del quale era stata dipinta l'immagine di una motrice vista di fronte, per il gusto di spaventare i conducenti. Molto originali, ma occorre ricordare il Rasoio di Occam: di norma la spiegazione più semplice è quella giusta.

Il vero mistero, difficilmente risolvibile, è in realtà un altro: la signora ci fa o ci è? Il tono della sua voce è molto realistico, sembra proprio indignata che ci sia un camionista sconsiderato che corre in retromarcia. E non sembra passarle per la mente che la retromarcia di un camion non consente di raggiungere i 120 km/h e che guidare in retromarcia con quella precisione è semplicemente impossibile.

Grazie per aver giocato: spero vi siate divertiti.

Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.
109 commenti

Attenti alla Clausola del Gatto Sitwoy

Il Corriere segnala la protesta di un deputato italiano, Matteo Salvini, che "da ormai due settimane, non riesce più ad aggiornare il suo profilo, né ad interagire con i suoi circa 2000 contatti sparsi sulla Rete."

Dice il deputato: «ho depositato una interrogazione al ministero delle telecomunicazioni per conoscere più da vicino alcuni numeri di questa realtà. Chiedo quanti italiani risultano iscritti a Facebook, se e quale tipo di controllo risulti al ministero essere effettuato e da parte di chi, dove risultino le sedi operative del social network in questione e chi ne siano i legali rappresentanti, se e quanti siano i casi segnalati di censura e di eliminazione di iscritti, gruppi o altro in rete».

Evidentemente nel corso d'informatica per deputati manca una lezione che spieghi la cosiddetta Clausola Cat Sitwoy, valida anche al di fuori del mondo politico e largamente ignorata dai più:

Se usi come supporto vitale della tua attività un servizio:
– che non hai la più pallida idea di come funziona,
– che non sai dov'è localizzato geograficamente,
– di cui non sai come contattare i responsabili, perché parlano una lingua a te sconosciuta,
– che non hai pagato perché gratuito e supportato dalla pubblicità,
– che non fornisce alcuna garanzia formale di qualità del servizio;

il giorno che non funziona, non rompere l'anima a chi non c'entra nulla e ha di meglio da fare: sono ... Cat Sitwoy.
60 commenti

Pericoli di Internet e Jessica Alba

Incontro a Bellinzona, con contorno di modelle false e falsi modelli


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

No, non ho incontrato Jessica Alba a Bellinzona: oggi sono stato ospite del Centro Professionale Commerciale della città per parlare con studenti e docenti dei pericoli e dei pregi di Internet, sia a livello tecnico, sia in termini sociali. Uno dei pericoli, specialmente fra i giovani, è quello di considerare reali le immagini perfette di attori, attrici e modelle presentate dai media ed aspirare a quei modelli irreali.

Con un processo per certi versi analogo, la pornografia online crea spesso pretese che la realtà delude, mentre i meccanismi di Internet offrono varie trappole molto reali ma poco intuitive per i naviganti.

Questi sono alcuni dei temi che abbiamo toccato, insieme a bufale, cospirazionismi, "pirateria" musicale e sicurezza online. La presentazione di supporto alla chiacchierata è consultabile qui sotto e scaricabile presso Slideshare (se siete utenti registrati del sito).



Per chi volesse andare subito al sodo (se mi passate il gioco di parole), ecco le immagini di Jessica Alba così come appare nella campagna pubblicitaria fotografata da Mario Testino (a sinistra) e come risulta in un altro scatto molto simile, tratto dagli originali dello stesso servizio fotografico (a destra), stando al Daily Mail. Notate, in particolare, quanto le sono stati ridotti drasticamente i fianchi.



2008/12/10


L'affaire Alba si amplia: è emersa almeno un'altra immagine del "prima e dopo" della campagna pubblicitaria citata qui sopra. Questa è citata persino da Alternet.


Anche qui, riduzione drastica dei fianchi, con l'aggiunta dello snellimento delle braccia. Perché a 27 anni la pelle pendula delle braccia è inammissibile, come lo è il ginocchio troppo rotondo. Che tristezza.
32 commenti

Addio a Forrest Ackerman

Ci lascia a 92 anni il padre del termine "sci-fi"


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "f.grani****" e "comparto****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Immagine tratta da Wikimedia Commons.

Se non sapete chi era Forrest J Ackerman, non siete veri fan della fantascienza, del fantasy e dell'horror. Rimediate subito. Il 4 dicembre scorso si è spento a 92 anni, nella sua casa di Los Angeles, l'uomo che ha ispirato (giusto per fare qualche nome) Stephen King, Joe Dante, John Landis e Steven Spielberg, che leggevano i suoi racconti quando erano bambini.

Aveva conosciuto personalmente Boris Karloff e Bela Lugosi, creato Vampirella, pubblicato nel 1938 il primo racconto di Ray Bradbury e ammassato una collezione di oltre 300.000 cimeli del cinema, dalle orecchie a punta di Spock al "disco volante", fatto con un piatto di carta, usato da Ed Wood in "Plan 9 From Outer Space" (Piano 9 da un altro spazio, nella traduzione non letterale della versione italiana), considerato il più brutto film di tutti i tempi e imperdibile lezione di non-cinema.

Ah, e aveva anche coniato il termine "sci-fi" nel 1954 (anche se alcuni gli contendono questo primato). E se ancora non bastasse, aveva lavorato come agente letterario per l'agenzia che rappresentava qualche autore che forse avrete sentito nominare, come L. Ron Hubbard, Isaac Asimov, A.E. van Vogt, H.L. Gold, Ray Cummings e Hugo Gernsback.

Una chicca: nel video di Thriller di Michael Jackson, il regista John Landis collocò Ackerman a mangiare popcorn dietro Jackson nella scena che si svolge al cinema.


Qualunque appassionato di questi generi, che lo sappia o no, deve molto a Forrest Ackerman. 92 anni spesi bene. Il Los Angeles Times gli dedica uno splendido articolo di ricordo, dal quale ho tratto questo mio piccolo tributo.

So long, Forrie.
30 commenti

Corso per interpretare le istruzioni degli aerei

Che brutte figure


Molti di voi l'avranno già visto, ma non posso fare a meno di proporvi il Corso per interpretare le istruzioni degli aerei di Airtoons.com e LupoUluli.com:



Se vi piace, non perdete il resto su Chebruttefigure.com. Attenzione: parte del materiale è adatto solo a chi non si scandalizza facilmente.
46 commenti

Antibufala: Apple consiglia antivirus

Apple raccomanda antivirus per Mac: fine di un mito? Non proprio


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

Panico generale fra gli utenti Mac. Una pagina del sito Apple raccomanda di usare un antivirus sui luccicanti prodotti contraddistinti dalla mela morsicata. E' la "fine di una leggenda", titola Repubblica. Altri siti rispettati della Rete, come BBC, Network World e The Register, riportano la notizia. Dunque anche il Mac sarebbe vittima dei virus. Ma poi arriva la smentita. Alcuni siti la pubblicano, altri no. Confusione totale.

Cos'è successo? Semplice: Brian Krebs, del Washington Post, ha pubblicato l'1/12/08 una notizia in cui ha scritto che Apple ha inserito senza troppo clamore nel proprio sito una nuova pagina di supporto tecnico che consiglia agli utenti Mac di installare Intego VirusBarrier X5, Symantec Norton Anti-Virus 11 oppure McAfee VirusScan. La notizia è stata ripresa da vari siti senza controllarla e si è disseminata freneticamente.

La segnalazione è stata vista infatti come un clamoroso cambiamento per il mondo Apple, che da sempre gode del mito della sua (supposta) invulnerabilità ai virus. E' appunto un mito: si può eccome creare software ostile per Mac, ma è tecnicamente più difficile e meno remunerativo per via del bacino d'utenza più ristretto rispetto al mondo Windows.

Ma poi è saltato fuori che la pagina di supporto tecnico di Apple in realtà non è affatto nuova: risale al 2007. Sembrava nuova perché riportava il 21 novembre scorso come data di ultimo aggiornamento, ed è stata aggiornata per fare riferimento alle versioni correnti degli antivirus che cita. Gizmodo ha pubblicato i dettagli.

Nessun cambiamento di politica, insomma, da parte di Apple. Tanti hanno abboccato alla notizia errata perché era appagante: che soddisfazione, poter scrivere che finalmente anche gli utenti Mac con la puzza sotto il naso devono subire la stessa persecuzione virale che affligge il resto dell'utenza informatica (almeno quella Windows).

Purtroppo Apple, così brava a usare i media quando si tratta di lanciare un nuovo prodotto, si chiude sistematicamente a riccio quando si parla di sicurezza. La pagina in questione è stata rimossa completamente e senza spiegazioni (immagine qui accanto). E Apple ci ha messo un bel po' prima di rispondere ai media che chiedevano chiarimenti.

Finalmente Macworld ha pubblicato questa dichiarazione di Bill Evans, portavoce della Mela: "Abbiamo rimosso l'articolo del KnowledgeBase perché era vecchio e impreciso... il Mac è progettato con tecnologie integrate che forniscono protezione contro il software ostile e le minacce alla sicurezza direttamente, appena lo si toglie dall'imballo... dato che nessun sistema può essere immune al 100% a qualunque minaccia, usare software antivirale può fornire protezione supplementare".

Molto rumore per nulla, insomma, e tutto è come prima: un bell'esempio di come il giornalismo può lasciarsi prendere dall'entusiasmo per una notizia che fa scalpore e appaga qualche sentimento (in questo caso, l'invidia per il mondo Mac e il risentimento verso certi utenti Mac che se la tirano un po' troppo).

La vicenda, comunque, è a suo modo utile, perché offre lo spunto per ricordare che l'immunità dei Mac è un mito e che la realtà è ben diversa: il rischio virale di un Mac è indubbiamente di gran lunga inferiore a quello di un PC Windows, ma non è zero. Anzi, un eccesso di fiducia può essere una trappola più pericolosa di una vigilanza continua.


Fonti ulteriori: Slashdot, PcPro, Punto Informatico, Apple Insider
22 commenti

Arriva il suffisso .tel

Debutta .tel, ma non ci saranno siti con questo suffisso


Dal 3 dicembre è disponibile un nuovo suffisso, .tel, che si affianca ai vari suffissi nazionali (per esempio .it o .ch), generici (.com, .biz, .info e altri) e sponsorizzati (per esempio .aero, .asia, .cat, .coop, .edu, .gov eccetera). Ma non aspettatevi di trovare siti Web il cui nome termina in .tel, né ora né mai.

Questo nuovo suffisso (tecnicamente si chiama top level domain) si comporta infatti in modo diverso dalla norma. Invece di essere un identificativo facile da ricordare per raggiungere una serie di pagine Web, un "sito" .tel è uno scarno registro di informazioni su come contattare una persona o un'azienda, consultabile via Web ma anche da altri dispositivi (per esempio i cellulari). Una sorta di rubrica telefonica di Internet. O se preferite, un Facebook senza la chiacchiera, le perdite di tempo e i rischi di privacy regalata involontariamente.

Come potete sperimentare gratuitamente presso Telnic.org, una registrazione .tel produce una paginetta scarna che contiene tutte le coordinate che si sceglie di pubblicare: numeri di telefono, siti Web, indirizzi di e-mail, coordinate geografiche, parole chiave, indirizzi postali, pagine Facebook o Myspace, indirizzo Skype, eccetera. L'obiettivo è fornire un punto unico di riferimento da consultare per sapere come contattare qualcuno.

Il vantaggio, per l'utente .tel, è avere un unico luogo dove aggiornare le proprie coordinate, usando un semplice browser, e far arrivare a tutti l'informazione aggiornata.

Le vendite ufficiali si aprono ai titolari di marchi registrati da subito fino al 3 febbraio 2009 (il prezzo è circa 320 euro, 500 franchi svizzeri). Dal 3 febbraio al 24 marzo 2009 ci sarà un periodo nel quale i domini .tel più desiderabili verranno messi in vendita a prezzi maggiorati. Terminate queste fasi, il prezzo per pubblicare in modo standardizzato e universale le proprie coordinate sarà intorno ai 17 euro (26 franchi).

Se volete dare un'occhiata a come funziona il sistema, trovate il mio dominio temporaneo presso http://paoloattivissimo.vip.tel.