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67 commenti

Debutto come editore di me stesso

C'è ancora bisogno delle case editrici?


Oggi ho completato un esperimento durato parecchi mesi: scrivere e pubblicare un libro senza ricorrere a una casa editrice. Non che io abbia qualcosa contro le case editrici in quanto tali, per carità. Hanno un ruolo fondamentale nel distribuire i libri e far conoscere i loro autori.

Però mi hanno sfiancato i loro tempi tecnici lunghissimi, le sofferte reimpaginazioni malfatte, le revisioni arbitrarie (non dimenticherò mai la mia citazione di Neuromancer che divenne New Romancer, manco avessi scritto un libro sulla musica anni 80) e le modifiche scriteriate dettate dall'ufficio marketing. E' (anche) per questo che non pubblico più libri da tempo.

Così ho cercato una soluzione che mi permettesse di riprendere il controllo completo del processo di produzione, dall'impaginazione (fattibile anche con OpenOffice.org) alla grafica alla tiratura alla scelta del formato, e di evitare che altri mettessero mano al mio testo senza chiedermelo. Non che io sia infallibile, ma visto che il nome in copertina è il mio, se ci devono essere errori, che siano almeno colpa mia. Ho cercato anche una soluzione rapida, adatta ai tempi di oggi, del tipo "io ti mando il PDF e tu entro una settimana mi mandi il libro stampato".

Dopo aver esaminato vari siti di editoria istantanea o self-publishing, fra cui il popolare Lulu.com, ho scelto Ilmiolibro.it, presso il quale ho messo in vendita (a prezzo di costo, 9,30 euro) Zerobubbole Pocket, il libro che ho scritto con il Gruppo Undicisettembre per segnalare gli oltre 110 errori del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi: quello che sostiene una contraddittoria miscela di teorie di complotto intorno agli attentati dell'11 settembre 2001.

Mi serviva un testo pronto, non troppo lungo, con un po' d'immagini e di formattazione complessa, e avevo pronto quello, così l'ho reimpaginato per il formato pocket, ho generato il PDF, e in un battibaleno ho ottenuto il libro: un oggetto tangibile, a colori e in un pratico formato tascabile, che si può ordinare online e arriva per posta comodamente a casa. Dopo tanti PDF e blog, la sensazione tattile di vedersi fra le mani il frutto delle proprie fatiche letterarie diventa straordinariamente appagante. O forse sono io che sono feticista.

Il testo del libro è comunque disponibile in formato PDF gratuito, con licenza Creative Commons, per chi preferisce risparmiare e rinunciare alla comodità e al piacere di sfogliare la carta o vuole effettuare ricerche nel testo, ed è sfogliabile direttamente qui sotto grazie a Scribd.

Se l'esperimento piacerà a voi quanto è piaciuto a me, riprenderò a scrivere e pubblicare libri sui vari argomenti che ho seguito in questi anni: dai diritti digitali all'obsolescenza dei formati alle nuove tecniche di giornalismo online alle bufale grandi e piccole. I prossimi progetti, già in cantiere, riguardano lo sbarco sulla Luna e le famigerate "scie chimiche". Fatemi sapere.



Di Zerobubbole Pocket esiste anche una traduzione francese, Zéro Pointé, liberamente scaricabile e realizzata dai colleghi Jérôme Quirant e Rudy Reichstadt dei siti francesi di debunking Conspiracywatch.info e Bastison.net, dato che il video di Chiesa e Fracassi è stato presentato anche in Francia.


Self-publishing all'atto pratico


Iscriversi a Ilmiolibro.it è gratuito. Si crea un account e si caricano i propri testi (come PDF, se volete il controllo totale dell'impaginazione, o in altri formati, compreso Word). La copertina va caricata separatamente come immagine grafica, se ne volete una personalizzata; altrimenti potete scegliere dai modelli predefiniti offerti dal sito. Si possono scegliere vari formati, immagini a colori o in bianco e nero, e copertine rigide o morbide. Soprattutto, trattandosi di un servizio di stampa, non c'è alcuna cessione di diritti: quello che scrivete resta vostro, e vi limitate a dare a Ilmiolibro.it il permesso di stampare e vendere il vostro testo.

Vendere, appunto: bisogna quindi dare le coordinate bancarie del conto sul quale si vogliono ricevere i guadagni delle (eventuali) vendite. Potete scegliere un prezzo a piacere, purché sia pari o superiore al prezzo minimo di produzione definito dal sito. Un libro pocket di 88 pagine con illustrazioni a colori, come ho scelto io, viene a costare appunto 9,26 euro (che ho portato a 9,30 per far cifra tonda) oppure circa 5 euro in bianco e nero. Ilmiolibro.it offre un pratico servizio di preventivazione online automatico.

Tutto molto bello, ma i problemi ci sono. La formula d'acquisto è un po' disincentivante, perché per comperare bisogna creare un account: lo fanno molti siti, ma è ridicolo. E' come se andassi in libreria e mi chiedessero la carta d'identità per comperare un libro.

Poi c'è il costo di spedizione. Si va a peso, per cui si pagano 5,95 euro più IVA per le spedizioni fino a un chilo. Questo significa che una singola copia di un libro come Zerobubbole Pocket, spedita a casa, passa da 9,30 a circa 15 euro. E' vero che il costo di spedizione può essere spalmato su più libri, come si fa per gli acquisti presso Amazon e simili, e c'è la comodità di non dover uscire a cercare nelle librerie, ma è comunque un discreto ostacolo. Per un aspirante editore di se stesso conviene forse farsi spedire a casa un certo numero di copie e poi venderle in occasione di apparizioni pubbliche.

L'interfaccia di Ilmiolibro.it è un po' complessa e inflessibile: soprattutto non consente ripensamenti una volta che si è cliccato su "visto si stampi" (etichetta ingannevole, dato che in realtà non viene stampato nulla ma semplicemente si fissa il contenuto del libro). A differenza di Scribd, Ilmiolibro.it non consente di caricare una versione aggiornata o corretta del testo: occorre creare da capo una nuova edizione. Questo può falsare le classifiche di vendita.

Un altro aspetto curioso è che quando qualcuno effettua un acquisto, i suoi dati (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale) vengono comunicati all'autore. Non capisco quale sia l'utilità di questa misura piuttosto invadente.

Funzionerà il self-publishing, o è solo un esercizio di vanità? Non lo so: molti servizi online sono nati come sfoghi di vanità personali e poi sono maturati diventando qualcosa di diverso. E' anche per questo che sto facendo l'esperimento. E' sicuramente un canale di comunicazione in più, che permette di raggiungere chi è refrattario ai lettori digitali di libri e in generale alla lettura online. Un libro di carta si porta in spiaggia senza problemi, un Kindle meno. E' un servizio molto comodo per piccole tirature di manualistica da realizzare in tempi stretti.

Di certo, però, non risolve il problema fondamentale di ogni autore: farsi conoscere. Ed è questo, probabilmente, il ruolo che avranno in futuro gli editori, non più consumatori di carta, ma selezionatori e promotori di talenti. A patto di sapersi adeguare ai tempi che cambiano.
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Commenti
Commenti (67)
Posso chiederti se c'è un motivo preciso per cui scelto Ilmiolibro anziché Lulù?
Io ho usato quest'ultimo e mi son trovato bene.
Comunque, l'attività di editing delle case editrici non è solo negativa, specialmente in abito narrativo.
Auguri! Spero proprio che funzioni e che diventi ricco come tutti gli svizzeri ;-)
Marco-che-non-sei-quell'altro,

Lulu.com mi risultava più costoso per la spedizione in Italia.

Senz'altro ci sono editing fatti bene, ma le mie esperienze non sono state tutte piacevoli, anzi: quelle piacevoli le posso contare sulle dita di una mano. Di Eta Beta.
Juhan,

lo spero anch'io, anche se non è quello il mio scopo. Sfaterei il mito della ricchezza di tutti gli svizzeri. Anche qui c'è gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
Paolo speravo che si capisse l'intento umoristico, non volevo essere né razzista né urtare la sensibilità di nessuno. È stato un tentativo mal riuscito di farti gli auguri (credimi sinceri) in modo "umoristico".
Di certo, però, non risolve il problema fondamentale di ogni autore: farsi conoscere.

Mi sembra infatti che la tua soluzione sia l'ideale per chi, come te, si è già fatto un nome e ha modo di pubblicizzare il suo libro tramite il blog. Altrimenti non può che restare un esercizio di vanità.

E comunque non sparerei sull'editing (anche perché è il mio mestiere). Senz'altro dà fastidio quando si ha un adeguato controllo dei propri mezzi espressivi, ma ti assicuro che questa è l'eccezione. Lavoro perlopiù su testi universitari, e di solito la forma è tutta da rivedere (quando non il contenuto).
"Anche qui c'è gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese."

Sì certo, e poi magari ci sono anche neri che non sanno ballare, francesi umili, irlandesi sobri e italiani quieti... ma x favore!!
Un libro pocket di 88 pagine con illustrazioni a colori, come ho scelto io, viene a costare appunto 9,26 euro (che ho portato a 9,30 per far cifra tonda)

Quindi, giusto per essere chiari sulla tua futura ricchezza, tu (o meglio il gruppo Undicisettembre) intaschi ben 4 centesimi per ogni copia venduta?
Paolo, perché non hai usato boopen? A me sembrava molto vantaggioso e volevo appoggiarmi a quello per la pubblicazione di un mio testo.
Juhan,

non temere, era chiaro il tuo intento sincero. Grazie degli auguri, crepi il lupo!
John Wayne,

dimmi che stai scherzando :-)
Axlman,

intaschi ben 4 centesimi per ogni copia venduta?

Sai com'è, in qualche modo devo pur pagare gli stipendi a tutti i membri del Nuovo Ordine Mondiale :-)
Sono contrario a ilmiolibro.it
Non potrei mai comprare un libro da loro, se non in rarissimi casi.
Le case editrici svolgono un fondamentale ruolo di selezione dei testi. Se io compro un testo edito da Adelphi, è perchè mi fido del team di esperti di altissimo livello di Adelphi e so che quel libro è stato scelto fra moltissimi: e di norma infatti il testo acquistato è di mio gradimento, o se non altro mi rendo conto che ha uno standard oggettivo elevato.
Ovviamente ho fatto l'esempio di adelphi, ma vale il discorso anche per tutti quegli altri grandi editori che conosco e in cui ripongo fiducia.
Senza gli editori, pescare in un mare magnum dove chiunque pubblica senza alcun filtro, abbassa infinitamente la qualità media di ciò che andrò a leggere.

Sull'editing: conosco molti autori di libri e posso assicurare che di norma un autore preferisce affidare ad un team di professionisti molto più precisi di lui la parte grafica.
Mike,

non conoscevo Boopen.it, ma un'occhiata ai preventivi lo indicano come più costoso. E non mi sembra che offra il formato pocket.

Comunque grazie della segnalazione.
Daniele,

sono d'accordo con la tua evidenziazione del ruolo di selezione prezioso delle case editrici. L'ho sottolineato nell'articolo.

Però se tu conoscessi l'autore per esperienze editoriali precedenti, magari ti fideresti. E il grosso bonus del self-publishing è che i margini per l'autore sono decisamente più alti. Con una casa editrice tradizionale, prendere il 10% sul prezzo di copertina, dopo un anno dalla pubblicazione, è un traguardo ambito, da quel che ne so.

Sull'editing: anch'io preferirei affidare a professionisti. Il problema è che nel campo dell'editoria informatica (nel quale ho esperienza) i tempi sono dannatamente stretti, l'obsolescenza è quasi immediata e i margini di profitto sono esigui o inesistenti, per cui i professionisti di grafica li vedi soltanto in fotografia :-)
A mio avviso il problema di questi servizi è che non ti forniscono alcun tipo di promozione. Hai il tuo libro in vendita ,ok, ma chi lo comprerà se nessuno lo conosce ? Solo coloro che ne vengono a conoscenza dal tuo blog o per il passaparola, cioè non molti.
Inoltre quelli che frequentano il tuo blog sanno che si può scaricarlo gratuitamente percui comprarlo equivarrebbe semplicemente a farti una domazione...e dubito siano molti quelli interessati a fartela, nonostante l'ottimo lavoro che svolgi.

Un caso diverso era l'acchiappavirus, che era anch'esso scaricabile, ma era anche esposto in bella mostra in tutte le librerie più importanti (mi è capitato più volte di vederlo)

Percui va bene il self-publishing ma se si punta a raggiungere un pubblico vasto le vecchie case editrici servono ancora. Il problema è che su 1000 aspiranti scrittori è già tanto se 1 riesce a pubblicare qualcosa, e non significa necessariamente che i lavori degli altri 999 siano di qualità inferiore. E anche se hai culo (o una spintarella) e riesci a pubblicare il tuo capolavoro nella maggior parte dei casi venderai 4 copie. Addirittura ricordo di aver letto una statistica secondo la quale il 75% dei libri pubblicati in italia vende ZERO (e sottolineo ZERO) copie : assurdo vero ? in sostanza neanche l'autore si compra una copia del suo stesso libro. Ogni giorno ci sono tonnellate di libri invenduti che vanno al macero, nonostante magari siano di buona qualità... ma senza un'adeguata promozione non si va da nessuna parte.
Purtroppo è questa la triste realtà dell'editoria italiana e non penso che il self-publishing possa essere un'alternativa credibile :(
Io sono ancora indeciso tra "ilmiolibro" e "Tutti Autori" di Lampi di Stampa.
Effettivamente su "ilmiolibro" mi sembra possibile una maggiore personalizzazione e nessun vincolo per un numero minimo di copie, ma TuttiAutori dà l'ISBN...
Mi prenoto per il prossimo libro sullo sbarco sulla Luna, è un tema che non smette mai d'interessarmi.

Spero solo che tu abbia il coraggio di inserire come incipit:"Spazio, ultima frontiera..."

:-)))
Ti auguro, innanzitutto, che questa tua iniziativa abbia successo, anche se in me fa sorgere due reazioni contrastanti:
1-sono un feticista dei libri anch'io, tentativi di leggere su supporti non cartacei ne ho fatti, con risultati imbarazzanti, quindi capisco perfettamente la voglia di vedere il libro concreto in mano, e non su meri supporti elettronici(senza offesa ai supporti elettronici, ti appoggio in pieno in questo.
2-d'altro canto non appoggiandoti su case editrici il tuo libro si deve basare su una diffusione più alternativa che a volte porta a risultati ottimi, ma troppo spesso a flop poco lusinghieri. Io poi ho una vera idiosincrasia per l'acquisto online, per me solo librerie in cui passare ore a scavare fra gli scaffali. Tutto ciò che non passa per le case editrici non lo vedo...anche se fosse di un autore che apprezzo. Per questo, pollice verso.
Spero solo che tu abbia il coraggio di inserire come incipit:"Spazio, ultima frontiera..."

"...dell'ottusità umana: il lunacomplottismo" :-)

Grazie per lo splendido suggerimento, ne approfitto subito!
Solo come nota storica, a proposito di Neuromancer, Gibson stesso scelse il titolo giocando sul duplice significato che la pronuncia inglese offre. La trascrizione infatti può essere sia "Neuromancer" che "New Romancer"; con questo Gibson voleva alludere a se stesso come capostipite consapevole della nuova corrente letteraria che stava per invadere il mondo sci-fi, il cyberpunk.
Fortuna che esiste gente come Paolo Attivissimo, me ne rendo conto quando parlo con dei mei amici che credono a scie chimiche e complotti e idiozie varie, anche se non ti sanno dare il perchè, che tristezza
Suggerisco l'acuta,ferocemente ironica analisi dell'editoria italiana (ma forse anche di altre nazioni)descritta ne "Il pendolo di Foucauld" di Umberto Eco.
Pag 24
Paragrafo 29
Titolo: ripetizione di "infatti"
(hai uno stuolo di correttori di bozze

he he he

Bello davvero
Grazie Stasera,

ho corretto l'orrido refuso (dannazione, quante volte ho letto il testo e non l'ho visto). Aspetto altre segnalazioni e poi ripubblico.

Questo è il bello della condivisione e del self-publishing, non devo mandare nessuna copia al macero :-)
@Tommy David

Io sto finendo di scrivere un libro e sto valutando se pubblicare su ilmiolibro o lampidistampa. Lampidistampa mi sembra meno costoso, ma ho letto il contratto che devi sottoscrivere e mi ha fatto un po' accapponare la pelle...

x Paolo...
In bocca al lupo ed in c$lo alla balena!!!
"Solo come nota storica, a proposito di Neuromancer, Gibson stesso scelse il titolo giocando sul duplice significato che la pronuncia inglese offre. La trascrizione infatti può essere sia "Neuromancer" che "New Romancer";"
Già, ma come si diceva sopra dell'editing, se io scrivo una cosa in un modo è perchè la voglio scritta in quel modo. Certo so benissimo per esperienza diretta che esistono persone che a trent'anni suonati non hanno ancora ben chiaro come funzionano gli apostrofi o l'acca del verbo avere, ma nel caso di Paolo diciamo che mi fido del suo italiano... pensate se a qualcuno venisse la bella pensata di editare in fase di pubblicazione un testo di un funambolo della lingua scritta come Stefano Benni! Io lo fucilerei all'istante.

Mi duole invece dire che "La cospirazione impossibile" e "L'acchiappavirus" li ho visti in libreria solo una volta ciascuno.
@stasera: hai uno stuolo di correttori di bozze


Io non ho mai visto in un blog complottista (gruppo facebook di rebus compreso) la segnalazione di un errore o di un refuso da parte dei suoi lettori.
Sono quindi giunto alla conclusione che quei post non li legge proprio nessuno, a parte qualche debunker masochista.
Ciao,
bella iniziativa, anche io sto impaginando i testi del mio blog per il suo primo anniversario...
Consigli di prendere un po' di copie e venderle personalmente, si può fare? Era un mio dubbio...
Anche io mi associo al commento di Marco, quali sono i motivi che ti hanno spinto a non scegliere lulu.com.

Ciao e auguri per il libro.
@Dan:

Certo so benissimo per esperienza diretta che esistono persone che a trent'anni suonati non hanno ancora ben chiaro come funzionano gli apostrofi o l'acca del verbo avere, ma nel caso di Paolo diciamo che mi fido del suo italiano...

Beh, ma io ho detto una cosa profondamente diversa, non stavo affatto cercando di giustificare l'inopinato operare degli editori dalla correzione facile (all'errore). Ho colto solo la coincidenza di un errore che, senza volerlo, ha messo in chiaro un intento velato di un autore dotato di fantasia. Tutto qui.
A proposito di refusi tipografici (o di pura ignoranza) di siti complottisti: date un'occhiata qua http://tinyurl.com/kkbcah

Per Paolo:
Non ho capito un dettaglio del meccanismo di vendita su ilmiolibro.
Quando tu mandi in stampa il tuo libro, ne devi far stampare un quantitativo minimo a spese tue che poi vengono rimborsate se qualcuno le compra, oppure il libro viene stampato "uno alla volta" solo se qualcuno lo compra?
Mattia,

ho visto il refuso: lasciamoli vivere nella loro beata, saccente ignoranza :-)

Su Ilmiolibro devi ordinare per te stesso o vendere qualche copia stampata entro un tot di tempo, altrimenti il libro viene eliminato.

Non c'è rimborso e non c'è quantitativo minimo da stampare obbligatoriamente, da quel che ho visto: sembra proprio un "print on demand" della singola copia.

Io non ho anticipato nulla per una tiratura minima o simili.
Bravo Paolo! Congratulazioni per il "nuovo bimbo" e grazie per la spiegazione.
Secondo me potresti "caricare" 1 o 2 euro per guadagnarci qualcosa (tu e i collaboratori naturalmente).
Anche 3.....

ciao!
Fabio,

in questo caso no, abbiamo scelto di non esporci all'accusa di lucrare sulla tragedia dell'11/9.

Per gli altri libri, invece, credo sarà ragionevole chiedere un piccolo riconoscimento per la fatica fatta, che possa essere investito in nuove ricerche.
Salve Paolo, innanzituto ti faccio i miei complimenti per il tuo blog, che leggo da parecchio tempo, anche se questo è il mio primo commento.

Anch'io sto pensando, da diverso tempo, di pubblicare qualcosa e, pensando al self publishing, ho dato un'occhiata sia a Lulu che a Ilmiolibro. Oltre ai problemi già evidenziati negli altri commenti, ci sono anche alcune difficoltà di natura legale e fiscale, sulle quali, da tempo, sto facendo delle riflessioni, che vorrei condividere con coi.

Ilmiolibro sarebbe un'ottima soluzione, se non fosse per le contorte leggi italiane, quindi penso che alla fine opterò per Lulu.

Innanzitutto, nelle condizioni di utilizzo si dice chiaramente che Ilmiolibro mette a disposizione dell'autore solo uno spazio (virtuale) per effettuare delle vendite: queste ultime, quindi, non sono effettuate da Ilmiolibro, ma direttamente dall'autore. Questo crea diversi problemi dal punto di vista fiscale, almeno in Italia (non conosco le leggi svizzere): i proventi, infatti, non potrebbero essere considerati derivati da sfruttamento di diritto d'autore, ma da attività di vendita che, se non svolta in modo occasionale, richiede apertura di partita IVA, con dei costi non indifferenti.

C'è poi il problema del deposito legale, previsto dalla legge n. 106 del 2004, di cui pure dovrebbe occuparsi direttamente l'autore.

Nel caso di Lulu, invece, la vendita è effettuata direttamente da quest'ultima: l'autore, in questo caso, può dichiarare i proventi come provenienti da sfruttamento di opere dell'ingegno, senza particolari adempimenti. Essendo poi Lulu un soggetto estero, i libri sono stampati all'estero, quindi non dovrebbe essere necessario il deposito legale (anche se la legge non è del tutto chiara).

Penso proprio che, prima o poi, mi trasferirò in Svizzera :-)

A presto e in bocca al lupo per il tuo progetto.

Paolo Caramanica
Paolo (Caramanica),

grazie degli spunti. In effetti io, abitando in Svizzera, non mi sono posto questi problemi. Sarebbe interessante sentire se se li sono posti gli altri autori.

Il deposito legale, poi, mi sembra una prassi medievale in un mondo in cui ognuno può essere tipografo ed editore: ma non si accontentano di un PDF? :-)
steaming web non è male.. se vi piace la cottura al vapore :-)
I testi di Benni, che di solito lavora per case editrici piuttosto importanti, passano sicuramente al vaglio delle redazioni. Ciò non significa che vengano fatte modifiche arbitrarie senza che l'autore ne venga a conoscenza. Di solito vengono fatti due o tre giri di bozze, ma anche di più, e alla fine l'autore dà l'approvazione definitiva.
Ovviamente, però, questo richiede molto tempo e denaro.

Vorrei far notare, inoltre, come ad esempio i libri di J.K. Rowling siano istantaneamente peggiorati, oltre che allungati a dismisura, nel momento in cui lei ha acquistato abbastanza potere da dettare le regole, presumubilmente, in completa autonomia.
AHAH, New Romancer. Consolati Paolo, che è proprio quel libro lì a essere sfigato: io ho avuto la sfortuna di comprare l'edizione tradotta da Nord tanti anni fa, e ricordo ancora le chicce: Fractal Landscapes che diventa "paesaggio fratturato". Ultralight Plane che diventa "aereo ultraluce".... brrrr. L'ho dovuto ricomprare in inglese.

Pape
Vorrei far notare, inoltre, come ad esempio i libri di J.K. Rowling siano istantaneamente peggiorati, oltre che allungati a dismisura, nel momento in cui lei ha acquistato abbastanza potere da dettare le regole, presumubilmente, in completa autonomia.

No, dai. Se uno ha bisogno del revisore che interviene sullo stile (oltre che sugli errori) allora è meglio che non faccia lo scrittore. IMHO, lo scrittore dovrebbe essere in grado di scrivere perfettamente da solo. La scrittura è un'arte: avete mai visto un museo dove il direttore impone delle pennellate in più prima di esporre?
Per quanto concerne le correzioni delle edizioni, suppongo dipenda molto dall'editore, ma anche dallo scrittore e soprattutto dal budget a disposizione. è ovvio che nomi noti vengano contattati e ricontattati per ogni minima modifica alle loro bozze, mentre nel caso di firme sconosciute, ci si concede qualche libertà in più, anche per accelerare tempi che - mediamente - sono lunghissimi, pari a ere geologiche.

Come al solito, è una questione di budget: un libro che stampi in 4000 copie è oggetto di X attenzioni. Uno che ne vende 400.000 di X^N attenzioni :-P

Pape
Mattia, il fatto è che i revisori aiutano non tanto a dare stile allo scrittore, ma a uniformarlo.
I revisori fanno un lavoro tanto importante quanto difficile: fare controlli di coerenza (e quando hai sageh di 4/5 libri, come nel caso di Harry Potter, diventa un'impresa) sui contenuti, controllare i refusi, e soprattutto uniformare lo stile, i tempi verbali e tante altre cose che scappano anche ad autori bravissimi.

Pape
n libro che stampi in 4000 copie è oggetto di X attenzioni. Uno che ne vende 400.000 di X^N attenzioni :-P

Del tipo del Codice da Vinci, nel quale (correggetemi se sbaglio) il Big Bang divenne Big Ben? :-)
Eh va beh... poi qualcuno la fa sempre fuori dalla tazza, per quanti controlli puoi fare ^_^

Pape
fatemi capire una cosa:

io ho un libro diciamo di 200 pagine in formato A4 in pdf. gli mando il pdf e loro stampano il libro.
a questo punto quanto gli devo dare? mettiamo che loro vendano 20 copie di questo libro quanto ci guadagnerei e quanto si prendono loro?
Io ho pubblicato un libro con Lulu e mi sono trovato benissimo, anche se è vero che le spedizioni costano di più. Peraltro non avevo neanche velleità di vendita (lo scopo primario era un altro) e la mia promozione è quasi nulla, ma due o tre copie le ho vendute lo stesso.
Ricordo che all'epoca avevo vagliato anche ilmiolibro ma c'erano diverse cose che non mi convincevano (solo che dopo un anno non ricordo assolutamente quali fossero... ^__^;;;)

Per inciso, forse esistono scrittori che non hanno bisogno di un editor, ma non ne conosco nessuno che non abbia bisogno almeno di un correttore di bozze. Per quanto mi riguarda penso che l'autopubblicazione sia una gran cosa, ma che comunque un autore dovrebbe premunirsi in qualche modo dei servizi di editing e correzione che in teoria (ma spesso non in pratica) una casa editrice effettiva dovrebbe fornire.
"scrivere è umano, fare editing è divino"

Stephen King
Ragazzi, ma 5,95 euro più IVA per la spedizione è tantissimo. Ma quanto pesa un libro di 100 pagine? 200 grammi? Io ho ricevuto oggetti dal peso simile comprati su ebay, dall'altra parte del mondo, con spese di spedizione molto minori...

E poi, correggetermi se sbaglio, ma c'è anche il margine per sito, infatti il libro di paolo viene messo in vendita a 11,52 euro.

Se le spese di spedizione fossero davvero 5.95+iva significa costo totale di 18.60 euro. Davvero troppo.

E poi ti chiedono il codice fiscale per registrarti... brrrr
Mattia,

E poi, correggetermi se sbaglio, ma c'è anche il margine per sito, infatti il libro di paolo viene messo in vendita a 11,52 euro.

Attenzione, quella è la prima edizione di prova, in formato A4. Ora ho pubblicato la seconda edizione, che è in formato pocket e costa 9,30 euro.

Adesso ritiro la prima edizione per evitare equivoci.

Concordo con te che le spese di spedizione sono altissime. Questo è un problema d'infrastruttura italiana, che impone l'uso di un corriere perché la posta ordinaria non ce la fa.
In che senso la posta italiana non ce la fa? ?__?
In realtà la cosa in sé ha un po' del ridicolo, nel senso che farmi spedire una copia del mio libro da Lulu costa circa 10 euro, spedirla io a qualcuno mi costa 1,30 (come piego di libri) ed è anche abbastanza rapida la consegna (almeno finora).
Nel caso di Lulu c'è un minimo di giustificazione nel fatto che non spedisce dall'Italia.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CMT, tu non conosci il mio postino: butta i pacchi per terra e fugge. In un condominio di 8 unita', il primo che passa si prende il pacco. Se poi quel giorno il postino non ha voglia di lavorare, scrive sul pacco "indirizzo sbagliato" e gli fa fare il giro dell'oca prima di riportartelo.

Paolo, non ricevendo piu' la tua newsletter non ti seguivo da tempo ma... complimenti per l'articolo, stavo proprio pensando di lanciarmi nell'editoria fai-da-te e non avevo minimamente pensato ai problemi di spedizione.
@Maurizio Grillini: no, per carità, il mio è anche peggio... mi porta la posta di una mia zia (che ha il mio stesso cognome ma abita altrove) di un mio cugino (che oltre ad abitare altrove ha il mio stesso NOME ma non COGNOME!!!), ma di portarmi la mia non se ne parla, e i pacchi li abbandona dove capita, tanto che ormai me li faccio spedire direttamente in ufficio perché restano all'ufficio postale e li ritiriamo di lì, ma il punto era "la posta non ce la fa" non "i postini sono un disastro" ^__^
Pensate voi che c'è un postino che una volta all'anno mi recapita la posta di una signora colla quale ho in comune... solo il numero civico della via (e la città).

Per intenderci
Se io sono
Rossi Mario, via Verdi 21 - Roma
mi arriva la posta di
Bianchi Anna, via Garibaldi 21 - Roma
Ho problemi nello stampare il libro. Di ogni pagina mi viene stampata solo la parte sinistra.

Per esempio, della pagina di copertina riesco a stampare "Zerobub" e "Pocke"

Come mai?
Aggiornamento sui miei problemi di stampa.

Stampando al 75% delle dimensioni originali, riesco a vedere tutte le pagine.
Tranne l'ultima pagina di copertina che viene ancora tagliata (per esempio alla frase "può sembrare un po' ossessivo dedicare così")

Ho anche provato a stampare su Pdf ma senza usare la riduzione al 75% la stampa mi viene comunque troncata. Riducendo al 75% viene tutto bene tranne la pagina finale di copertina.

Preciso, non so se potrebbe cambiare le cose, che uso IE8
Paolo, in bocca al lupo per la tua iniziativa editoriale !

Se posso permettermi, ho scritto due righe in merito, e trovo corretto segnalartelo qui. :)
Michele,

ho avuto anch'io problemi simili con la stampa tramite Scribd. Conviene scaricare il PDF e stampare quello.
Ho letto il pocket book complimenti, ottimo lavoro svolto...cmq c'è gente che pur di guadagnare se ne inventa di cose...ma che schifo.

Ciao, trovo il tuo blog davvero eccezionale.
Grillini e CMT: consiglio sonora protesta all'ufficio postale, noi lo facciamo quando il postino fa un po' troppo lo sfaticato (ci porta la posta della via accanto o lascia le lettere di tutta la scala al portone). Figuriamoci nei casi come il vostro di pacchi maltrattati o mal consegnati!
Non so se sia il vostro caso, ma un conoscente ex-postino mi ha detto che dalle nostre parti i disservizi sono dovuti più che altro al fatto che invece di assumere nuova gente, prendono molti ragazzi a tempo determinato, due/tre mesi e poi via, che gli costano meno. Se poi uno viene confermato due/tre volte, è possibile che riesca a prendere un contratto a tempo indeterminato... ma capirete bene che a un temporaneo, che cambia zona ogni pochi giorni, importa poco della qualità del servizio e neanche ne impara le peculiarità (tipo la gente che vive senza numero civico o nome sul campanello...)
Io ho protestato fino alla nausea ma è stato inutile, e sì, dipende soprattutto da quello, i postini cambiano di continuo. Però io non pretendo che conoscano vita morte e miracoli della zona, mi basterebbe che la posta indirizzata al mio indirizzo arrivasse al mio indirizzo, e quella del palazzo accanto al palazzo accanto, non è così complicata come cosa...
Paolo, ho visto che hai marchiato il libro con la (c) di copyright.
Tu come ti comporti per questo problema? Registri l'opera come un normale copyright a tuo nome (prendendoti tutti i diritti) e poi usi una licenza common creative, per rilasciarne qualcuno libero?
Hai mai usato il servizio www.copyright.gov? Mi sto informando sulla faccenda: questo ufficio copyright degli USA mi sembra ottimo. Mandi il file e registry il copyright (mi sembra con 45 dollari) e paghi con carta di credito. E, correggimi, per la convenzione di Berna, il copyright è garantito per tutti gli stati che aderiscono alla convenzione. Quindi se vuoi fare un copyright di un tuo libro lo fai negli stati uniti con quel servizio online e mandi la SIAE a dar via il...
Conosci servizi analoghi di altri stati? Qual è la tua esperienza in merito?
Mattia,

il copyright è un diritto automatico che vale senza alcuna registrazione dell'opera.

I servizi che citi servono più che altro come depositari che possono autenticare una data di pubblicazione in caso di controversie legali.

Nel mio caso voglio far circolare l'opera il più possibile senza restrizioni, per cui non mi pongo troppo il problema di registrarmi o garantire in qualche modo la paternità. L'importante è che circoli il contenuto.
Io preferisco ormai il formato digitale.
Come quasi tutti quelli che conosco che leggono con i vari lettori sono disposto a pagare per i libri in digitale... anche se sono ancora pochissimi.
Scaricherò e leggerò con gran piacere il tuo libro Paolo.
Il dubbio che mi viene sul formato digitale è... perché (la maggioranza di) quei pochi eBook che ci sono costano in pratica quanto i libri cartacei?
Ciao, Paolo.
Complimenti per il libro.
Anch'io abito in Svizzera e vorrei chiederti: è possibile acquistare il libro e farmelo arrivare a Zurigo?
Spiros,

è possibile per te acquistarlo direttamente dall'editore, ma le spese di spedizione saranno alte.

Mandami una mail e ci mettiamo d'accordo per mandarti una delle copie che ho qui.