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57 commenti

Presentazioni, 25 anni d'incubo: come evitare la Powerpointosi

Ultimo aggiornamento: 2017/11/06 6:00.

PowerPoint, il popolarissimo e al tempo stesso odiatissimo software per presentazioni, compie 25 anni. Nacque infatti il 14 agosto 1984 Presenter (questo il suo nome iniziale), realizzato non da Microsoft, ma dalla californiana Forethought Inc. Come cambiano i tempi: originariamente questo software esisteva solo per Mac.

Nell'agosto del 1987, Microsoft comprò la Forethought per 14 milioni di dollari. Presenter fu ribattezzato PowerPoint e fu sviluppato ulteriormente da Microsoft per Windows e per Mac.

Oggi ha 500 milioni di utenti che mostrano al pubblico o ai dipendenti o ai clienti circa 30 milioni di presentazioni ogni giorno e vende ogni anno per un controvalore di oltre 100 milioni di dollari, detenendo il 95% del mercato del software per presentazioni.

Powerpoint, come tutti i software per presentazioni, viene spesso criticato perché spinge alla powerpointosi: la tendenza a diventare fragile gruccia degli oratori incapaci e a tediare il pubblico che subisce le presentazioni malfatte. E' vero che la struttura stessa di una presentazione tende a schematizzare e incasellare spesso eccessivamente i concetti, ma è anche vero che gran parte della colpa delle tante presentazioni noiose ed inefficaci è di chi le realizza.

Ecco qualche consiglio in proposito, raccolto qua e là dalle mie esperienze, da questo articolo della BBC e soprattutto dall'ottima presentazione-parodia Death By Powerpoint di Alexei Kapterev (PDF). Naturalmente, trattandosi di consigli sulle presentazioni, ve li offro in forma di elenco puntato. Volevo scriverli in lettere gialle su sfondo blu, ma mi sono trattenuto.

  • Non voltate le spalle al pubblico. Il pubblico è lì per ascoltare voi, per sentirvi parlare dal vivo, non per guardare le slide. Trovate la maniera di tenere sotto controllo cosa c'è realmente sullo schermo dietro di voi senza voltarvi e mantenete il più possibile il contatto visivo con il pubblico.
  • Evitate fiumi di testo. Le slide non devono essere come pagine di libro. Se lo sono, la gente farà fatica a leggerle e a seguire contemporaneamente quello che state dicendo. Devono contenere poche parole essenziali: il discorso articolato dovete farlo voi.
  • Non leggete le slide. Chi legge mentalmente va molto più veloce di chi legge ad alta voce, per cui ripetere pari pari il contenuto delle slide è mortalmente noioso.
  • La presentazione non è la scaletta delle cose che dovete dire. Deve essere un complemento arricchente al vostro discorso: non deve essere lo schema del discorso. Quello va messo nelle note su schermo che il pubblico non vede, oppure su un foglio di carta.
  • Evitate scritte microscopiche e grafici troppo intricati. È una presentazione, santo cielo, non un esame della vista. Il pubblico non riuscirà a cogliere tutti i dettagli, se sono minuscoli.
  • Evitate schemi di colore troppo sgargianti, ma anche quelli banali. Il già citato testo giallo su sfondo blu è da evitare il più possibile, come lo sono i colori psichedelici. I modelli predefiniti dei programmi per presentazioni di solito sono un buon compromesso, ma bisogna ricordarsi di usarli e di variarli periodicamente. Tenete presente che le condizioni di luce di una proiezione sono sempre peggiori di quelle nelle quali guardate la presentazione sul vostro monitor.
  • Usate immagini efficaci. Non ricorrete alla clipart insignificante e già vista: ricorrete a foto d'impatto, divertenti o simboliche, che aggiungano contenuto invece di complementare le parole. Se potete esprimere un concetto esclusivamente mediante un'immagine, fatelo.
  • Spezzate le slide prolisse. Troppi concetti in una singola slide non verranno memorizzati. Suddivideteli su più slide.
  • Preparate un'introduzione accattivante e una frase finale memorabile. Non siete lì per fornire a voce quello che potreste distribuire come stampato. Ogni presentazione è, a modo suo, uno spettacolo emozionale. Se non mostrate che quello di cui parlate vi appassiona, non potete pretendere di appassionare il pubblico.
  • Provate, provate, provate. Fate passare e ripassare le slide per assicurarvi che le transizioni avvengano correttamente e che gli elementi di ogni slide appaiano nell'ordine giusto. Esercitatevi a fare la presentazione provandola ad alta voce per controllarne i contenuti e la durata.
  • Controllate l'ortografia. Lasciare strafalcioni è il modo migliore per comunicare al pubblico che siete superficiali e disattenti.
  • Non mostrate al pubblico il contatore del numero delle slide. Questo spinge lo spettatore a fare un conto alla rovescia mentale e a concentrarsi sul "quanto manca ancora" invece che sui contenuti. Non c'è come vedere "1 di 178" per far scappare il pubblico o indurlo a simulare malori.
  • Attenti alla cliccata fantasma. Alcune transizioni richiedono tempo per essere visualizzate. Se cliccate prima che siano finite, credendo che il computer non abbia "preso" la cliccata precedente per andare avanti, finirete nella slide successiva e vi perderete. Tenete d'occhio gli indicatori sul vostro schermo, che segnalano quando ogni transizione è stata completata.
  • Memorizzate i tasti d'emergenza. Se scappa una cliccata fantasma, o volete saltare una slide o tornare indietro, segnate su un Post-it i tasti da usare. Vi servirà nei momenti di panico.
  • Includete solo quello che vi serve per illustrare il concetto. Non rimpinzate la presentazione di dati irrilevanti.
  • Provate le connessioni. Verificate in anticipo che il vostro computer sia compatibile con il videoproiettore e se possibile lasciatelo collegato e impostato. Assicuratevi che l'alimentatore del computer sia inserito e alimenti correttamente il computer, altrimenti la vostra presentazione verrà interrotta tragicamente dallo spegnimento del PC.
  • Spegnete screensaver e risparmio energetico. Se parlate troppo a lungo su una slide, non volete che lo schermo dietro di voi diventi nero o, peggio ancora, faccia scorrere sul megaschermo la vostra collezione di foto porno.
  • Preparate un backup; anzi due. Tenete una copia della presentazione su una penna USB e generatene una versione in formato PDF, da mettere anch'essa sulla penna. Il PDF funzionerà su qualsiasi computer d'emergenza. Stampate una copia della falsariga della vostra presentazione. La carta non crasha.
  • Usate il vostro computer; se necessario, insistete. Specialmente se c'è poca luce in sala, rischiate di non trovare i tasti dove siete abituati a trovarli, e il software e il sistema operativo possono essere differenti e incompatibili. A volte basta una versione leggermente differente di software per rovinare l'impaginazione, ed è facilissimo che il computer altrui non abbia i vostri font prediletti.
  • Non guardate la persona che sta dormendo. C'è sempre, anche se la vostra presentazione tratta di lingerie per pornostar, e se cominciate a fissarla perderete irrimediabilmente entusiasmo e concentrazione.

Fonte logo: Wikipedia.
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Commenti
Commenti (57)
Applausoni ad Alexei
... e se avete un mac usate iWork :D
Marco,

sì, Keynote di iWork è fantastico e mi ha salvato la pelle parecchie volte.
Posso aggiungere anche la mia? Usate dei font senza grazie, si leggono meglio!
Ormai al lavoro mi prendono in giro: sono la donna che fa le presentazioni in power point per tutti. La mia specializzazione è trovare immagini strambe che si colleghino all'argomento trattato (esempio Homer Simpson/Urlo di Munch per un intervento sulla privacy).
ok, era il 96, ma le mie prime slide, per un corso, le ho fatte con il fondo blu e font bianco ma se il concetto era importante, testo giallo.

grrrrr...... mi hai scoperto!!!
:)

per i font, futura o elvetica (non c'e' piaggeria verso il padrone del blog) ma non arial, che e' un'altra cosa.

;)
Refuso nel terzo paragrafo: "ogni giorni".
Refuso sistemato, grazie!
Non solo il refuso di cui sopra è ancora al suo posto, ma credo che in questa frase:

Non c'è come vedere "1 di 178" per far scappare il pubblico o indurlo a simulare malori.

manchi un "niente" tra "c'è" e "come". ;)
Posso aggiungerne un paio?

- Procuratevi un "presenter" radio per comandare le transizioni senza essere costretti ogni volta ad avvicinarvi alla tastiera. Aumenta la disinvoltura, e contiene anche il laser per indicare sullo schermo;

- Metete qualche animazione, ogni tanto, per tenere sveglio l'uditorio. Ma senza esagerare.
Soprattutto testare il video proiettore. I miei prof all'università se usano un computer diverso non sanno da che parte cominciare perché non consultano il manuale del video proiettore! E sono tutti docenti che insegnano informatica. ARGH!!!!
Nicola,

il refuso è sistemato, prova a ricaricare la pagina. E la forma che segnali è corretta, non richiede le modifiche che proponi.


Riccardo, aggiungi pure! Lo uso, ma tengo sempre un Piano B in caso di perdita della connessione wireless.
Guida interessantissima ed utile. Grazie.

E' vero, quelli che leggono le slides fanno addormentare 3/4 di platea e dimostrano di non conoscere bene l'argomento.
:)
Mi ricorda tanto le lezioni di "teoria della comunicazione" all'universita'... ;-)

mi ricordo di gente che presentava delle slides con sfondo blu scuro e scritte in nero.... AARRGGHH...
Davvero un'ottima guida, mi sarà senz'altro utile nel caso diventi un tipo da convegli (lo spero)... Cercavo proprio una dritta del genere!
OT:
Paolo, cosa ne pensi a grandi linee del complotto riguardo all'assassinio di JFK? hai intenzione di dedicartici in futuro?
ho trovato pochi siti di debunking a riguardo, che si concentrano più che altro sulla "pallottola magica"...
Gian,

nessuna delle presunte prove di complotto intorno a JFK si regge quando vai a verificarle. Soprattutto la "pallottola magica".

L'hanno già spiegato e dimostrato in tanti, persino Penn & Teller. C'è poco da insistere.

Persino Oliver Stone ha dovuto chiarire che il suo film non è la realtà.
Aggiungo anch'io un punto, anche se non è strettamente collegato a PowerPoint: restate dentro i tempi! Nulla di più detestabile di un oratore che ha mezz'ora di tempo e dopo 35 minuti è ancora lì che parla.
"Stampate una copia della falsariga della vostra presentazione. La carta non crasha."

Presentazione da fare in un giorno di pioggia! La borsa ha protetto il pc che stava nello scomparto più interno, non le presentazioni che stavano nel portadocumenti che è più esterno!!
Quindi niente supporto cartaceo... Così la carta Crashò...
Sull'argomento, mi piace segnalare anche questo bell'articolo del noto professor Giorgio Israel.

Personalmente trovo che sia già una cattiva abitudine (e segno inequivocabile della mancanza di attenzione istituzionalizzata verso il lifelong e distance learning) non seguire strettamente uno o al più due singoli libri di testo in un corso universitario o di alta formazione aziendale.

A fortiori, penso tutto il male possibile di chi rende disponibili unicamente le "slide" di una conferenza, seminario o ciclo di lezioni: nel migliore dei casi, contengono meno del 20% del materiale trattato e dei collegamenti logici tra elementi e definizioni. Nel caso peggiore, sono solo suggestioni visive e scopiazzature di definizioni e tabelle prese da qualche testo.
Gian_Ibanez

Qui trovi praticamente tutto sull'assassinio di JFK:

http://mcadams.posc.mu.edu/
Ottimo articolo :)

Mi sono reso conto che, più o meno, seguo già tutti i consigli indicati :D

Non ho esperienza decennale di presentazioni ma in tutte le occasioni che mi son trovato ad esporle (tesi di laurea, relazione all'uni e tirocinio alla Bosch) mi pare che il pubblico sia rimasto compiaciuto.

Uso le slides principalmente come supporto al discorso per esporre quello che è impossibile fare a voce (come grafici e tabelle) oppure per chiarire un concetto tramite animazioni. Per esempio come si muovono elettroni e lacune all'interno di una cella solare o il processo produttivo dei circuiti integrati.

Poche parole e molte immagini, le slides devono essere viste, non lette. IMHO.
Non mi ricordo se l'avevo trovata qui. Nel caso mi scuso del doppione.

Come Power Point puo' rendere così pallosa una presentazione sui problemi delle tiles refrattarie dello Shuttle che nessuno si accorge che c'è un problema. E cosi' lo shuttle esplose.
Sara'... ma io da persona che segue corsi su corsi di aggiornamento ormai sempre e solo con PP (sono medico) devo dire che oratori che si attengono a questi saggissimi consigli se ne trovano pochissimi, anzi, direi quasi nessuno!
E sta diventando tutto un incubo... o meglio un soporifero incubo.
Eloquio piatto, interrotto da pause alla ricerca della slide saltata, slide commentate con" passiamo oltre, questa non interessa, questa e' un doppione, questa l'ha gia' fatta vedere l'oratore prima di me, questa la fara' vedere il relatore dopo di me, " Ma insomma sei tu che fai la relazione o e' la prima volta che vedi sto cavolo di PP!!!
E se poi c'e' un malfunzionamento 999 volte su 1000 la conferenza si ferma!
C'e' una generale incapacita' di parlare in modo interessante, di comunicare, di riuscire ad esprimere concetti in modo chiaro e comprensibile.
Il PP e' stata la morte civile dei conferenzieri: tutti pensano di poter fare relazioni o conferenze solo perche' hanno la loro brava presentazione in PowerPoint (che spesso non hanno nemmeno fatto loro!) ma non e' assolutamente cosi'.
Quasi quasi sono meglio i vecchi "lucidi" o le diapositive priettate.
Io li vieterei ! ;-)))
Quasi quasi sono meglio i vecchi "lucidi" o le diapositive priettate.
Io li vieterei ! ;-)))


Dipende sempre dal tema trattato e dall'oratore.

Se l'oratore e bravo (e il tema trattato lo permette) una lavagna luminosa e un pennarello nero sono più che sufficenti.

Il problema è che nessuno segue più le regole pedagogiche di base: utilizzare sempre il supporto adeguato e alternare i vari supporti (ma non utilizzare più di 3 supporti) per tener viva l'attenzione del pubblico.

Aggiungerei una correzione ai consigli di Paolo:

Preparate un'introduzione accattivante e una frase finale memorabile.

Fatene una anche a metà conferenza, o, se siete bravi, nel momento opportuno per ravvivare l'attenzione; può essere semplicemente una battuta o un informazione curiosa legata al tema che state trattando, l'importante e che la platea s'interessi ancora a quello che state dicendo e non si addormenti ;)
Le presentazioni in PP...Ah,ah,ah,ah ho tre ricordi divertenti in proposito: primo tra tutti la "parabola del ranocchio" (cercate su Internet) con cui apro tutte le mie presentazioni e in cui fa bella mostra un primo piano di un Keroro vincitore.
Il secondo è legato alla volta in cui ebbi la "bella idea" di propinare al pubblico non UNA ma ben DUE presentazioni vicine all'ora di pranzo con il risultato di vedere la gente che a momenti mi linciava.
Il terzo ricordo accadde al Mugello quando una bravissima psicoterapeuta presentò un lunghissimo PP sulla comunicazione tra genitori e disagiati mentali e non appena il programma si piantò partirono gli applausi e tutti si alzarono in piedi a farsi i cacchi suoi mentre la poveretta non era arrivata nemmeno alla metà.
Ricordo la faccia che fece, indescrivibile!
@Paolo Attivissimo


il refuso è sistemato, prova a ricaricare la pagina. E la forma che segnali è corretta, non richiede le modifiche che proponi.


Sì, in effetti pochi minuti dopo il refuso è sparito, anche se è passato un po' tra la sua sparizione ed il tuo commento in cui dicevi di averlo eliminato :)
Ma non credo di aver mai sentito un'espressione come quella che ti ho segnalato... o_O Forse ho frainteso il significato? Mi suona come se mancasse il soggetto. Cosa intendevi dire?
Ma soprattutto... se la presentazione è in italiano evitate di dire slide quando si può dire diapositiva (idem per altri termini). Nulla di più irritante di manager che fanno i fighi con termini inglesi pronunciati alla maccheronica.

Comunque... ottima lista: sarebbe da consegnare a ogni laureando prima della discussione della tesi.

Solo una cosa:
"La presentazione non è la scaletta delle cose che dovete dire"

Non condivido: se, come nelle conferenze, hai 12 minuti e un contatore sotto gli occhi con il moderatore (non il "chairman") che ti tronca a 11:59.... serve usare la presentazione come scaletta.
Mattia,

"slide" in italiano ha un significato differente da "diapositiva". La diapositiva è un'immagine su pellicola. La slide è un'immagine di una presentazione digitale. L'uso di "slide" non è un vezzo, è un termine tecnico preciso.

Sull'uso della presentazione come scaletta: no, il testo della presentazione non deve essere la scaletta. Si evita di sforare grazie al fatto che la durata è già stata testata durante le prove prima di andare in pubblico, non perché si sbircia il testo della presentazione per vedere "quanto manca".
@mattia,
ah ecco perché non mi tornava tanto il commento di Mattia su di un altro articolo... (Per tua fortuna) Non siete la stessa persona! :P
Se parlate troppo a lungo su una slide, non volete che lo schermo dietro di voi diventi nero o, peggio ancora, faccia scorrere sul megaschermo la vostra collezione di foto porno.

E così abbiamo appena scoperto qual è lo screensaver di Paolo. :)

Ma probabilmente per 'foto porno' potrebbe intendere immagini di pc smontati e schede madri in bella vista, oppure le foto tratte dal set dei primi film di Star Trek :)
(su dai, si scherza...sappi che per me sfogliare un catalogo di bassi della Yamaha è molto più eccitante che leggere un numero di Playboy)
sappi che per me sfogliare un catalogo di bassi della Yamaha è molto più eccitante che leggere un numero di Playboy

Beh, è normale. La parte più interessante di Playboy non si "legge", si guarda e basta.

:p
Aggiungo la mia:
portatevi dietro un cavo video LUNGO (10 metri), delle spine multiple (anche Schuco)e una prolunga.
Io a volte ho anche una piccola lampada per vedere la tastiera al buio.
E se potete, fate anche vedere qualcosa di materiale, non solo slides.
"slide" in italiano ha un significato differente da "diapositiva". La diapositiva è un'immagine su pellicola. La slide è un'immagine di una presentazione digitale. L'uso di "slide" non è un vezzo, è un termine tecnico preciso.


Mi sentirei di dissentire.
Slide in inglese vuol dire proprio diapositiva (film for colour slides è scritto su tutti i rullini di pellicola che non siano for colour prints).

L'etimlogia del termine è questa: quando, nella notte dei tempi, io ho cominciato ad andare ai congressi, l'unico mezzo di presentazione ammesso erano diapositive 24x36mm. Prima, forse, c'erano state anche le 6x6cm, ma ai miei tempi (sto parlando degli ultimi anni '70) non erano più in uso. Allora, per fare una presentazione, si scrivevano formule, parole, disegni ecc. su normali fogli di carta bianca (spesso usando i trasferibili), e poi li si fotografava usando una speciale pellicola che riproduceva le scritte in bianco su fondo blu scuro. Ecco da dove deriva il fondo blu ora giustamente aborrito, ma che allora andava benissimo per renderle più leggibili e meno soggette alla sporcizia. In genere a quei tempi il proiettore era manovrato da un tecnico, per cui l'oratore doveva ogni tanto interrompersi e dire la famosa frase "Next slide, please". Il tentativo di dire frasi del tipo "In the next slide we may see..." in genere falliva, perché l'operatore, a cui non fregava nulla della relazione, tendeva ad assopirsi e non seguiva il discorso.
I proiettori erano quasi sempre dei Kodak Carousel, e nessuno sapeva come andassero inserite le diapositive in quei caricatori tondi a focaccia. Nei congressi seri c'era anche la "slide room", dove gli oratori potevano verificare se le slide erano nell'ordine e nella posizione giusta.

Anni dopo, la tecnologia delle lavagne luminose è migliorata, e hanno cominciato ad essere usate anche nei congressi (in sale non troppo grandi, però) magari integrate da impianti video a circuito chiuso che riproducevano la lavagna su schermi TV posti a metà sala a beneficio degli ascoltatori più lontani. I fogli di acetato che si usavano con le lavagne luminose si chiamavano "transparencies". Qualcuno in italiano le chiama "trasparenze", termine orrendo che però ogni tanto sfugge anche a me.
Le trasparenze (!) possono essere scritte a mano, col calcolatore (direttamente o fotocopiando fogli normali) e possono essere in nero o a colori.
Un particolare curioso: in quel tempo era diventato comune usare editor grafici e/o di testo per produrre il materiale. Ma alcuni congressi accettavano ancora soltanto slide. Allora la Polaroid ha messo in vendita un infernale marchigegno che si collegava al calcolatore e che, in tempi biblici, impressionava una pellicola per diapositive, che andava poi sviluppata per scoprire che si era sbagliato qualcosa e che bisognava rifare tutto da capo. Ricordo situazioni da incubo quando il congresso era imminente e le slide non erano pronte.
Poi hanno comincato ad apparire i videoproiettori, e il resto è noto.
Quindi il termine slide, che adesso indica una "pagina" di PP, voleva proprio dire, in origine, diapositiva. E la parola italiana non mi sembra sbagliata o, almeno, lo è tanto quanto quella inglese).
Riccardo,

Mi sentirei di dissentire.
Slide in inglese vuol dire proprio diapositiva (film for colour slides è scritto su tutti i rullini di pellicola che non siano for colour prints).


Lo so bene. Sono madrelingua inglese con l'aggravante di aver lavorato con le pellicole per un bel po' di anni.

Ma forse non hai considerato che un termine straniero spesso viene importato in un'altra lingua e assume un significato differente o più specifico che nella lingua originale.

Esempio: stream. In inglese vuol dire "flusso di qualsiasi cosa" o "ruscello". In italiano vuol dire "flusso di dati".

Altro esempio: spreadsheet. In inglese indica sia il foglio di calcolo cartaceo vecchio stile, sia il software corrispondente. In italiano indica soltanto il software.

Altro esempio: scotch. In inglese "give me some scotch" significa chiedere del whisky, non del nastro adesivo.

Per non parlare di "body", termine inglese usato per anni soltanto in italiano per indicare il capo di biancheria femminile (ora è stato timidamente reimportato in UK).

Quindi difendo l'uso di "slide" in italiano come termine tecnico per indicare specificamente l'immagine digitale generata da un programma per presentazioni.
Il tuo ragionamento non farebbe una grinza, ma ricordo bene che a quei tempi si diceva "hai fatto le slide?", "hai preso le slide?" e cose simili quando si doveva andare a un congresso. Il termine era già usato in italiano prima che nascesse PP. Sul fatto che adesso sia usato solo per indicare pagine elettroniche sono daccordo, ma solo perché le slide di pellicola non si usano più.

Peraltro, la questione non è molto importante. Era solo un modo per rievocare i tempi eroici.
Altri due suggerimenti:

-per il problema della portabilità dei font, esiste l'opzione "salva con font" da qualche parte nella finestra di dialogo di salvataggio.

-poi, per i casi dove una domanda dalla platea è attesa o prevedibile (classico durante la difesa della tesi), si possono fare delle slide extra, alle quali si accede tramite tasti mimetizzati: se la domanda non arriva, si va oltre, con la presentazione in modalità "leggera", se invece la domanda arriva, con un click si fa la figura di quello pronto ad ogni evenienza.

Poi, resta solo l'abilità oratoria di "forzare" quelle particolari domande ;-)
"Non leggete le slide": andrebbe messa al primo posto...
Poi, con mooolta pratica si possono fare presentazioni come questa.

Ciao
Poi, con mooolta pratica si possono fare presentazioni come questa.

*mascella per terra*
E "ricordatevi di portarvi dietro il Teddy" te lo sei scordato?
Altro esempio: scotch. In inglese "give me some scotch" significa chiedere del whisky, non del nastro adesivo.

Mi permetto umilmente di dissentire.
Ho sentito dire scotch inteso come nastro adesivo da americani.
Oh, certo... poi tu che sei madrelingua scozzese considererai gli americani degli assassini dell'inglese :P

ad ogni modo... al di là del concetto di slide... io volevo solo dire che mi irrita quando sento il dirigente d'azienda che fa una presentazione in italiano e deve per forza buttare dentro termini inglesi per acquisire credibilità.
Perché pensa che se usi qualche termine inglese la tua presentazione sia più bella.
A me sembra solo più pacchiana.
Io apprezzo molto di più chi fa una presentazione in italiano sforzandosi di scegliere termini italiani, quando sono disponibili e non sono uno scimmiottamento autarchico. E' molto più elegante parlare un italiano pulito che un italiano pieno di parolacce inglesi.
@ mattia: non dirmi che non ti piace problem solving applicato al project financing nella view di un deficit spending in alternativa alla restituzione del fiscal drag?

Appena approvato il financial plan è già pronto il plant layout per il senior manager, poi partiremo con la task force per il resource management e valuteremo le critical paths per ottenere il migliore time to market.
@markogts

Esattamente quello che intendevo.
Disgustorama!

Per fortuna lavoro all'estero quindi si parla direttamente in inglese e non quella robaccia.
(quando non si parla direttamente ceco)
Bellissimi consigli.
Concordo su iWork. "La carta non crasha" è bellissimo

...e, Paolo, però lo scherzettino di scrivere SOLO nella prima slide "1 di 980" (per dire) e guardare la reazione del pubblico deve essere una cosa imperdibile. Potresti toglierti sto sfizio :)

ciao notte
Paolo hai dimenticato la Legge Zero dei Powerpoint: "NON usarli per uno scopo diverso da quello per cui sono stati inventati!"
(leggi: NO alle catene di S.Antonio in Powerpoint... anzi, meglio, NO alle catene di S.Antonio in generale!)
@markogts e mattia: non dimenticate che l'effort, il commitment e la compliance sono un must per raggiungere le milestone sulla roadmap rispettando la deadline.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Metete qualche animazione, ogni tanto, per tenere sveglio l'uditorio. Ma senza esagerare

Infatti la chiave è "senza esagerare". Personalmente eviterei le scritte che appaiono "a frenata". Ah, ovviamente io eviterei sempre, sempre e ancora sempre gli effetti sonori (la citata frenata, ma anche rumore di pistola laser, macchina da scrivere e simili...)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Posso aggiungere un altro paio di cose?
Per me la regola zero e': LESS IS MORE.

Fermo restando che "e' l'oratore, non la presentazione", io trovo molto utile fare il punto della presentazione (circa a meta', crea suspance se usato con dovizia - leggi: solo una volta), proiettando un black screen (la maggior parte dei remote controller ha l'opzione "black screen") e parlandoci sopra. Vedi letteralmente l'audience che sposta lo sguardo su di te. Basta non farlo ogni tre minuti.

Poi: evitare di scrivere "grazie dell'attenzione" alla fine della presentazione. Cosi' e' il computer che ringrazia, non l'oratore. Suvvia.

Un commento sulla presentazione linkata da Essse. E' molto divertente, ma secondo me troppo fitta. Un po' esagerata, non credo che l'audience avesse molto tempo di guardare l'oratore negli occhi (che, stando al mio tutor di presentazioni - uomo Apple - e' fondamentale). Ripeto: molto bella, ma un po' soverchiante alla lunga. Less is more.

Un ultima cosa: ho visto oratori dotarsi di gadget assurdi come il remote controller della logitech (700 tasti in 10 centimetri quadrati. Un oratore, nel panico, ha fatto chiudere Power Point a meta' presentazione). Come nelle presentazioni, anche nei controller LESS IS MORE. (il migliore e' un Kensington a 4 tasti, il modello e' K33374US). Si trova nel sito della Kensington.
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Ciao, grazie mille per questa utilissima guida. Trovo solo ora il tempo di ringraziarti. Mi è stata molto utile per la preparazione della presentazione per la mia tesi di laurea, che ho esposto alla commissione. Grazie ancora!!!!
Il link alla presentazione-parodia non è più valido. Credo puoi sistemare mettendo il link diretto al sito di Kapterev : http://www.kapterev.com/Media/Death.by.PowerPoint.eng.ppt
Aggiungo ai consigli: non usatelo proprio; usate LibreOffice Writer esportato come PDF.
Gabriele,

ho aggiornato il link, grazie!
Una cosa che si sottovaluta molto nelle varie "ricette" che ho letto, è il perché e il "per chi" si dà la presentazione. Ovvio che una presentazione in ambito accademico di nuovi risultati scientifici di Astronomia - tanto per fare un esempio - è cosa completamente di una presentazione in una classe di studenti di 10 anni, o da una presentazione della propria carriera davanti a un panel che ti deve assumere, o da un TED talk, o da quella di una compagnia che deve presentare un prodotto nuovo. Per questo i vademecum mi lasciano sempre un po' perplesso.

Una presentazione del primo tipo, per esempio, spesso non può fare a meno di una grafica complessa, di formule, di testo. E in questo caso francamente me ne frega assai poco di come sia il ppt, soprattutto se il pdf della presentazione viene poi circolato tra gli utenti interessati avidi di informazioni tecniche, immagini e riferimenti.

Nel secondo caso, le animazioni, o molti colori, possono aiutare.

Nel terzo caso... dipende da quale immagine di se si vuole creare, e francamente chi se ne frega a volte.

Il massimo un "tizio" tanti anni fa, ad una scuola di Fisica in Australia, la cui scelta dei colori in una presentazione in cui annunciava una scoperta abbastanza recente, era talmente atroce che dissi ad una ragazza seduta accanto a me, che ci lavorava insieme: "ma come si fa??? Sembra daltonico.". La sua risposta "*E'* daltonico, non sembra". Ah, il tizio era Brian Schmidt, e con quel lavoro ci vinse il Premio Nobel per la Fisica nel 2011.

Una cosa che aggiungerei: adattare il formato della pagina a quello dello schermo (chiedere prima!). A volte si usano monitor LCD in formato 16:9, mentre le presentazione di powerpoint di default sono in 4:3 (proiettori).

Last but not least: io uso slides di google. Poche opzioni ma quelle che servono. E la chance di collaborare con i colleghi nel preparare le slide.
I miei 5 cents.
Tempo fa preparai una presentazione. 500 slide che parlavano solo di come evitare errori di progettazione software. Per fortuna ebbi chi mi fermò immediatamente.

Allora ho rifatto la presentazione cercando di stare sotto le 30 slide. "Molto meglio", mi ha detto l'unico coach che è rimasto sveglio fino alla fine, "ma perché non fai la presentazione senza slide? Non aggiungono niente al discorso".

Ci ho messo un po', ma mi sono reso conto che aveva ragione: le slide servivano solo a me, perché c'è la scaletta, perché c'è roba da leggere, perché la gente guarda quelle e non me. Ma si addormenta.
Alla fine ho fatto la mia presentazione solo con me e un faro puntato negli occhi, ed è andata benissimo.

Sia chiaro, non sono *contro* PP, ma aggiungerei ai vari pallini questo:
* se possibile, fatene a meno (solo se possibile [ma quasi sempre è possibile])