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75 commenti

Ci vediamo il 28 a Trieste?

Complotti lunari aggiornati a Trieste


Sono appena arrivato a Trieste, dove domani sarò ospite, insieme ad Andrea Bernagozzi, del festival della fantascienza Science+Fiction per parlare di complottismo lunare, con le ultime immagini restaurate e delle sonde lunari, all'auditorium del Museo Revoltella, via Diaz 27. L'ingresso è libero, ma attenzione: l'orario è stato anticipato alle 17.
12 commenti

iPhone, primo worm ostile

Rick Astley, fatti da parte: arrivano i professionisti dei virus


Sono passate solo un paio di settimane dall'annuncio del primo worm per iPhone, una burla sostanzialmente innocua che faceva comparire Rick Astley come sfondo del telefonino, ed è già arrivato il primo worm ostile che sfrutta la medesima tecnica per replicarsi e infettare il cellulare di Apple.

Il provider olandese XS4ALL ha infatti scoperto che alcuni suoi clienti dotati di iPhone sono infettati da un programma che tenta attivamente di intrufolarsi negli iPhone altrui, saccheggiando i loro archivi di SMS alla ricerca di messaggini usati per autenticare le transazioni bancarie.

L'attacco funziona soltanto sugli iPhone che sono stati sbloccati dagli utenti usando i vari sistemi di jailbreaking disponibili in Rete per potervi installare software (in particolare SSH) senza dover passare dalle autorizzazioni (e dalle casse) di Apple, e soltanto se l'utente è stato così malaccorto da non cambiare la password di root standard del telefonino.

Le vittime si trovano il cellulare comandato da ordini che arrivano dalla Lituania: il worm provvede inoltre a cambiare la password di root dell'iPhone, in modo che il legittimo proprietario non possa riprenderne facilmente il controllo, e assegna un identificativo unico a ciascun iPhone infetto.

Il rimedio consigliato, in caso d'infezione, è un reset del telefonino usando l'apposita funzione di iTunes, che naturalmente annulla anche lo sblocco effettuato intenzionalmente dall'utente. Maggiori dettagli sul worm sono disponibili presso Sophos.com e F-secure.

E intanto, ironia della sorte, il creatore del primo worm per iPhone, il ventunenne Ashley Towns, trova impiego: è stato assunto da una società australiana che sviluppa software per il cellulare con il logo della mela morsicata.

12 commenti

Il Padrino dello spam va in carcere

Finalmente dietro le sbarre lo spammer Alan Ralsky


Si era autoproclamato "il Padrino dello spam", the godfather of spam, ma l'FBI l'ha preso e messo in cella lo stesso. Il sessantaquattrenne Alan Ralsky è stato condannato dal tribunale federale di Detroit a più di quattro anni di carcere, insieme al genero Scott Bradley e ad altri due complici. Dovrà inoltre risarcire 250.000 dollari alle autorità federali.

Ralsky è noto agli internettiani come uno degli spammer più prolifici della Rete: mandava decine di milioni di e-mail pubblicitarie indesiderate ogni giorno. Era noto anche perché, a differenza dei suoi colleghi, non faceva mistero della propria attività pestifera, tanto che si fece intervistare dal Detroit News nel dicembre del 2002.

La punizione della Rete non tardò ad arrivare: gli utenti riuscirono in pochissimo tempo a scoprire l'indirizzo di casa di Ralsky e lo pubblicarono su Slashdot.org, col risultato che Ralsky si trovò iscritto a una quantità colossale di cataloghi e riviste cartacee gratuite. La sua abitazione fu intasata di posta-spazzatura, esattamente come lui intasava le caselle di mail altrui. Eppure ebbe il coraggio di dichiarare "Queste persone sono pazze, mi stanno molestando" al Detroit Free Press, senza dunque capire l'antifona.

La fine ingloriosa di Ralsky servirà da monito agli altri spammer che intasano Internet? Improbabile. La condanna, infatti, non è tanto per la sua attività di spammer, quanto per una frode sul mercato azionario perpetrata attraverso mail-spazzatura.

Fra il gennaio 2004 e il settembre del 2005, Ralsky e i suoi complici crearono una truffa "pump and dump": comprarono a basso costo azioni di società in crisi e poi inviarono a destinatari presi a caso un enorme numero di mail pubblicitarie che consigliavano l'acquisto delle azioni di queste società. Fra i destinatari c'era sempre qualcuno che abboccava, attratto dall'idea di facili guadagni in borsa, e quindi il valore delle azioni saliva artificiosamente: a quel punto Ralsky e soci vendevano le proprie azioni con un lauto guadagno, lasciando gli altri investitori con un pugno di mosche.

L'attività rendeva bene: uno dei suoi complici, How Wai John Hu, ha dovuto versare alle autorità mezzo milione di dollari derivante da queste speculazioni illegali.

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“Mistero” abbocca a una parodia del 1977

Scoperta la fonte dell'audio lunare "intercettato"


La trasmissione Mistero ha recentemente presentato quello che a suo dire sarebbe un brano delle comunicazioni degli astronauti dell'Apollo 11 sulla Luna, nel 1969, che fu censurato dalla NASA, perché rivelava un incontro con gli extraterrestri sulla superficie del nostro satellite, ma fu abilmente intercettato da imprecisati radioamatori.

Che si tratti di una bufala lo si capisce ascoltando la differenza enorme fra il presunto brano censurato e le vere comunicazioni degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, come raccontato in questo articolo. Qui potete scaricare un file audio che contiene l'audio "censurato" e due campioni delle voci autentiche e fare il confronto.

Ma da dove proviene quell'audio fasullo? Grazie alla sagacia dei lettori e ascoltatori del Disinformatico e del blog Complotti Lunari, lo sappiamo: è uno spezzone tratto da un documentario-parodia inglese del 1977, intitolato Alternative Three. Come spiegato in dettaglio nell'articolo di approfondimento di Complotti Lunari, questa parodia, citata anche su Wikipedia, è disponibile anche su Youtube: ecco lo spezzone che contiene il brano degli "astronauti" (a 5:45 circa).


Complimenti a Papageno e Tukler per aver snidato la fonte, sfuggita invece a Mistero.
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Google, nuova interfaccia (semi)nascosta

Vi sentite fortunati? Provate la nuova interfaccia "segreta" di Google


Da alcuni giorni Google sta sperimentando un restyling della propria schermata principale presso un numero ristretto di utenti. Il nuovo aspetto dovrebbe entrare in funzione per tutti gli utenti all'inizio dell'anno prossimo: è più vivace, pulito e organizzato.

Le opzioni di ricerca sono in una colonna a sinistra e l'area "Tutti i risultati" che serviva per commutare fra i vari tipi di ricerca (per immagini, per notizie, per mappe eccetera) viene accorpata in una serie di schede. Le opzioni di ricerca disponibili cambiano inoltre in base al tipo di ricerca (nei video si possono selezionare i risultati in base alla durata o alla qualità, per esempio). C'è una sezione See also (vedi anche) che suggerisce altri termini di ricerca correlati, e molte altre novità, tutte mirate a sfruttare meglio lo schermo e a fornire risultati sempre più mirati e utili.

Se volete provare anche voi in anteprima l'interfaccia sperimentale di Google, ecco come fare.

  • Assicuratevi di sapere come raggiungere la gestione dei cookie nel vostro browser, altrimenti non potrete tornare indietro all'interfaccia standard.
  • Nel vostro browser (uno qualsiasi dovrebbe andar bene; io ho provato con Safari, Camino e con Firefox su Mac), andate a http://www.google.com/ncr: questo vi porta a Google americano.
  • La porzione "/ncr" dell'indirizzo sparisce: va bene così.
  • Copiate e incollate (su una singola riga) quanto segue nella casella dell'indirizzo del browser, senza anteporre http:// o altro:
    javascript:void(document.cookie="PREF=ID=20b6e4c2f44943bb:
    U=4bf292d46faad806:TM=1249677602:LM=1257919388:
    S=odm0Ys-53ZueXfZG;path=/;domain=.google.com");
  • Premete Invio e ricaricate la pagina (il comando varia a seconda del browser).
  • Andate di nuovo a http://www.google.com/ncr. Ta-da!

Questa è l'interfaccia standard di Google in inglese USA:


E questo è quello che dovreste avere sullo schermo dopo aver eseguito le istruzioni:


Le differenze diventano vistose e soprattutto utili se cercate qualcosa: la nuova interfaccia ha una barra laterale che mostra subito le opzioni di affinamento della ricerca (disponibili invece in quella corrente soltanto cliccando sul pulsante apposito, e meno interattive) e la testata è stata ridotta in altezza per dare più spazio ai risultati. La serie di cambiamenti è più facile da provare che da descrivere.



Prima che mi chiediate quali cose strane vado a cercare, scoprite anche voi la storia straordinaria di Aimee Mullins e di come ha saputo gestire quello che per altri sarebbe un handicap micidiale e l'ha trasformato in un vantaggio. Non credo che ve ne pentirete.

Giocate un po' con le nuove modalità offerte dall'interfaccia sperimentale di Google: se volete tornare all'aspetto standard, non dovete fare altro che andare nella sezione di gestione dei cookie del vostro browser e cancellare il cookie di Google che contiene PREF ID=20b6e4c2f44943bb. Non occorre riavviare il browser: basta ricaricare la pagina di Google.

36 commenti

Donna perde sussidio per foto su Facebook

Depressa perde i sussidi di malattia perché ha foto allegre su Facebook


La ventinovenne canadese Nathalie Blanchard, in permesso per malattia da diciotto mesi dal proprio posto di lavoro all'IBM in Quebec per una diagnosi di grave depressione, dice che la sua compagnia assicurativa le ha sospeso i sussidi perché ha trovato nella sua pagina di Facebook delle foto che la mostravano allegra.

Le immagini pubblicate dalla Blanchard la ritraevano in vacanza (foto qui accanto), alla propria festa di compleanno e a un'esibizione degli spogliarellisti Chippendales.

La Blanchard dice in un'intervista (video) che le motivazioni della compagnia assicurativa, la Manulife, le sono state spiegate soltanto per telefono e che il suo medico le aveva consigliato di svagarsi come terapia contro la depressione. Stando a quanto dichiara la Blanchard, la compagnia ha detto che le sue foto allegre dimostravano che non era più depressa ed era in grado di lavorare.

La Manulife finora non ha commentato il caso specifico, ma ha dichiarato genericamente che non è sua prassi negare o sospendere indennizzi soltanto sulla base di informazioni pubblicate su siti come Facebook.

La vicenda è insomma raccontata soltanto da una delle parti, senza conferme indipendenti, per cui va presa con un pizzico di cautela: il caso verrà dibattuto in tribunale l'8 dicembre prossimo, e questo dovrebbe permettere di fare chiarezza. Ma una cosa è certa: pubblicare le proprie foto su Facebook o su qualunque altro sito Internet dove siano associate al proprio nome e cognome può avere conseguenze spiacevoli e inattese, e molti utenti fanno fatica ad immaginare chi altro, oltre ai loro amici, potrebbe sfogliare con occhi non amichevoli le informazioni personali pubblicate.

Facebook è forse più rischioso degli altri social network perché gli utenti tendono ad iscriversi con il proprio nome e cognome e quindi sono facilmente reperibili. Prudenza, dunque.

120 commenti

MAMAAAAAAAAA

Muppet cantano Bohemian Rhapsody. Bonus: Animal. Doppio bonus: su Youtube in HD a 1080p


Non occorre dire altro, vero? Cliccate su questo link e regolate le impostazioni per godervi lo splendore dello streaming in HD.

239 commenti (ultimi)

Lavori in corso: portate pazienza e dite la vostra

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con l'enorme aiuto di axlman, sto migrando questo blog dal vecchio modello ai layout offerti ora da Blogger. A lungo termine, questo mi consentirà maggiore flessibilità e facilità nell'aggiornarlo (per esempio, adesso posso introdurre in pochi secondi un sondaggio) e nel tenere in riga i molestatori. A breve termine, comporta dei rallentamenti intanto che affiniamo l'ottimizzazione del template.

Questo mini-post serve per radunare in un unico posto, ossia nei commenti qui sotto, le vostre osservazioni, lamentele e critiche. Ditemi cosa funziona e cosa no; cosa trovate utile e cosa è invece sacrificabile. Grazie!


Aggiornamento


Aggiungo alcuni chiarimenti suggeriti dai commenti qui sotto:
  • I commenti sono in fondo agli articoli, anziché su una pagina a parte, perché questo mi consente di bloccare automaticamente i rompiscatole (troll, spammer, provocatori e individui petulanti in genere). Se li riporto su una pagina a parte perdo questa funzione, quindi devo spendere molto più tempo a rincorrere i molestatori ma soprattutto mi tocca introdurre la moderazione preventiva (e così bloccare i commenti a tutto il blog) quando arriva uno dei suddetti simpaticoni.
  • Non proponete migrazioni a Wordpress o altre piattaforme: significherebbe cambiare indirizzo, sarebbe un lavoro immane e tutti i link agli articoli finora pubblicati, citati spesso in giro per la Rete, diverrebbero obsoleti. Né mi pare praticabile o elegante tenere gli articoli attuali qui e quelli nuovi altrove.
  • Il testo degli articoli NON si può rendere giustificato, perché manca la sillabazione e quando ci sono immagini e/o colonne strette creerebbe orribili buchi fra le parole.


Aggiornamento (2009/11/25)


Si è fatto vivo il primo dei rompiscatole ed è stato subito bloccato nei suoi deliri di complotto dalle nuove funzioni di ban.

Intanto il sondaggio informale su come preferite aggiungere i commenti si è chiuso con questi risultati:
  • In fondo all'articolo, come ora - 617 (72%)
  • In una pagina a parte - 235 (27%)

Per cui lo spazio per postare commenti rimane dov'è, sulla pagina dell'articolo.
97 commenti

A pranzo col comandante della ISS

Michael Fincke a Lecco, appuntamento ghiotto


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Grazie agli amici del Forum Astronautico, che hanno organizzato l'AstronautiCON con il supporto del Gruppo Astrofili DEEP SPACE, è stato possibile incontrare oggi Michael Fincke, già comandante della Stazione Spaziale Internazionale, astronauta in servizio attivo con un anno di permanenza nello spazio e una missione Shuttle in arrivo, e farsi insieme una mangiata grandiosa.

Fincke si è confermato un ospite instancabile, disponibilissimo ed estasiato dall'accoglienza offerta da Lecco (il Planetario era strapieno, tanto da obbligarlo a ripetere la conferenza pomeridiana per dare a tutti l'occasione di assistervi), firmando autografi a tutti e trovando sempre il tempo per scambiare due parole con ciascuno dei presenti.

Il suo profilo su Wikipedia in inglese è molto ricco: 42 anni, parla russo e giapponese, ha al suo attivo sei passeggiate spaziali (record insieme a Gennady Padalka) e qualifiche accademiche, militari e di pilotaggio come se piovesse, ed è stato attore in Star Trek: Enterprise e nel primo film di fantascienza girato nello spazio, Apogee of Fear, che però non è in circolazione.

Purtroppo il desiderio di lasciarlo in pace mentre gustava l'ottima cucina locale e la ressa di pubblico mi hanno impedito di scambiare con Fincke più di due parole veloci, ma non di tornare a casa con qualche foto, una copia autografata del DVD When We Left Earth, e la grande emozione di sentirsi raccontare come si vive nello spazio da chi ci ha passato un anno intero. Thanks, Mike!
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Video: Terra con anelli

Se la Terra avesse gli anelli come Saturno



Il geek che è dentro di me è tentato di ragionare sulle implicazioni pratiche della presenza di anelli di detriti intorno alla Terra, come li ha Saturno, spaziando dalla comodità di poter determinare istantaneamente la latitudine e di avere notti sempre rischiarate ai problemi di lancio di satelliti o veicoli spaziali, o di chiedersi come sarebbero differenti le religioni e la poesia se ci fosse sempre stata questa magnifica, apparentemente perfetta forma nel cielo. Ma a volte è meglio semplicemente fermarsi a contemplare le immagini.

OK, chi ci sta a far saltare in aria la Luna?

Grazie ad AM per aver trovato la versione 16:9 completa.
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Youtube in 3D

Youtube, video in tre dimensioni su qualunque monitor, anche senza occhialini


Debutta su Youtube il canale 3D dedicato ai video tridimensionali. La chicca particolarmente notevole di questo canale è che Youtube ha aggiunto del nuovo software che elabora il video inviato dall'utente e ne genera automaticamente varie versioni: quelle per i vari tipi di occhialini colorati e anche quelle per chi sa vedere le immagini stereoscopiche incrociando gli occhi o tenendoli paralleli.

La semplicità e fruibilità valgono anche per la produzione dei video: basta realizzarli mettendo le immagini affiancate (quella per l'occhio destro va a sinistra e viceversa). Al resto pensa Youtube. L'importante è specificare nei tag del video il codice yt3d:enable=true e seguire le istruzioni pubblicate da Youtube.
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“Mistero”, ascolti flop

Gli alieni puniscono Mistero


La puntata di venerdì scorso (20 novembre) di Mistero, il programma condotto da Enrico Ruggeri, conferma la tendenza calante degli ascolti: dai 3 milioni e passa della prima puntata del 25 ottobre l'audience è scesa a 1,7 milioni (dati Auditel di Bilink.it). E lo share è stato del 7%, peggio di Rete4 e Raitre.

Posso osare sperare che sia segno che gli italiani si sono stufati di essere presi per i fondelli, a furia di sentirsi raccontare di conigli spacciati per feti alieni e di extraterrestri recuperati sulla Luna da missioni lunari Apollo?

Ringrazio TuttoTV per la segnalazione del flop.
26 commenti

UFO sulla Luna, “Mistero” abbocca al falso

Mistero e la registrazione dell'avvistamento UFO sulla Luna


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "marcello.bu****" e "d.migl****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione Mistero del 25 ottobre scorso ha presentato uno spezzone di una registrazione radio degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna, censurata dalla NASA ma intercettata da imprecisati radioamatori, nella quale vengono scoperti degli alieni sul nostro satellite.

A quanto pare, nessuno della redazione si è accorto delle incongruenze macroscopiche di quella registrazione, a partire da un fatto molto semplice: le voci reali di Armstrong e Aldrin sono completamente diverse.

Questo è lo spezzone ufologico con le voci attribuite ad Armstrong e Aldrin, così come lo ha presentato Mistero:



Questa è una serie di spezzoni dell'audio e video NASA originale contenenti esclusivamente la vera voce di Neil Armstrong, con la sua tipica cadenza:



E questa è una serie di spezzoni che presentano soltanto la voce autentica di Buzz Aldrin, molto più profonda:



Niente a che vedere, insomma, con le voci dello spezzone di Mistero.

Complimenti, ancora una volta, alla redazione di Mistero che dimostra sempre una competenza straordinaria nel trovare le bufale e darle in pasto acriticamente al pubblico.

Se vi interessano i dettagli dell'indagine su questo caso, realizzata da Hammer, li trovate su Complotti Lunari.
55 commenti

Prime immagini dell’OS di Google

Google Chrome OS, molto rumore per poco, ma non per nulla


L'articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale.

C'era moltissima attesa per l'annunciata presentazione (o pre-presentazione, webcast qui) di Google Chrome OS, il sistema operativo di Google. Molti hanno pensato che si trattasse di una mossa del colosso delle ricerche in Rete per scalzare il sostanziale monopolio di Microsoft nel settore dei sistemi operativi per personal computer, ma quello che è emerso dal suo debutto è tutt'altro.

Google Chrome OS è open source e basato su Linux (Debian), come previsto, ma non si può installare al posto di Windows, Linux o Mac OS X su qualunque PC: funziona soltanto sugli apparecchi benedetti da Google (o in una macchina virtuale di VMWare, scaricabile come descritto su Lifehacker.com), che per ora non esistono ma saranno sostanzialmente dei netbook e dei telefonini (gira su processori x86 e ARM). Il lancio vero e proprio di Chrome OS avverrà infatti a fine 2010: oggi viene presentata solo un'anteprima (insieme alla versione di sviluppo, chiamata Chromium) per rompere il ghiaccio.

E di ghiaccio da rompere ce n'è parecchio. Chrome OS non supporta i dischi rigidi, per esempio, ma soltanto quelli a stato solido; è Linux, ma non ha applicazioni tradizionali da installare; tutto avviene dentro il browser (che naturalmente è il browser di Google, ossia Chrome); niente dati locali o quasi, perché tutto risiede sulla Rete.

Come racconta molto informalmente il video esplicativo di Google, Chrome OS è un sistema operativo il cui unico scopo è avviarsi il più velocemente possibile per permettere all'utente di fare la cosa che ormai fa più di ogni altra al computer: accedere a Internet: nella demo, il boot e il caricamento del browser richiedono in tutto soltanto sette secondi. Il computer diventa sostanzialmente un terminale con qualche ornamento in più. Le applicazioni risiedono nel browser e usano l'HTML5 per essere più potenti e versatili delle applicazioni via Web attuali. Non c'è un menu Start o un Dock: tutta l'interazione avviene tramite le schede del browser, compresa la configurazione. La mail si consulta tramite Gmail, i documenti si editano tramite Google Docs, e così via.

Google Chrome OS non è dunque la rivoluzione immediata per il PC che molti si aspettavano, ma è comunque una sfida a lungo termine per Microsoft, Apple e il mondo Linux, perché rende sostanzialmente irrilevante il sistema operativo per la maggior parte delle applicazioni che non richiedano la gestione di grandi quantità di dati (editing audio e video, per esempio). Tutto questo ricorda molto la vicenda di Netscape, che doveva rendere irrilevante il sistema operativo alcuni anni fa. Sappiamo com'è andata, e c'è sempre la questione di fondo: ci fidiamo ad affidare tutto, ma proprio tutto, compresi i nostri dati, le nostre foto, le nostre mail, a Google?
72 commenti

Supercomputer emula cervello di gatto?

Il computer che pensa come un gatto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

IBM ha annunciato il cervello artificiale più potente mai costruito. Ha 147.456 processori, oltre 150 terabyte di memoria, richiede seimila tonnellate di impianto di raffreddamento e una potenza elettrica nell'ordine dei megawatt, e occupa circa 4000 metri quadri. Tutto questo produce l'equivalente del cervello di un gatto molto, molto lento. Oltre cento volte più lento del vostro micio prediletto.

Se siete gattofili, potreste essere tentati di dire che questo dimostra quanto è intelligente il vostro adorato batuffolo dalle unghie retrattili, cosa che del resto avete sempre saputo, ma andateci cauti. La supermacchina di IBM è un simulatore di cervello, non una copia, e le simulazioni richiedono sempre molta più potenza di calcolo rispetto alle copie.

È una simulazione davvero notevole. Al centro di ricerca Almaden a San Jose, in California, è stato infatti replicato virtualmente il funzionamento coordinato di 1,6 miliardi di neuroni interconnessi da 9 trilioni di sinapsi (una complessità paragonabile appunto al cervello di un gatto), polverizzando il record precedente di 55 milioni di neuroni, che equivaleva al cervello di un ratto. Un record ottenuto dallo stesso team soltanto due anni fa.

A quando una simulazione del cervello umano? Probabilmente fra non più di vent'anni. La potenza di calcolo necessaria è mille volte superiore a quella del simulatore di gatto, ma ai ritmi di progresso attuali un supercomputer del genere dovrebbe essere disponibile entro il 2019. Giusto in tempo per andare a caccia di Sarah Connor.

Lo scopo di questa ricerca non è creare una razza di Terminator o di gatti robot, ma studiare in condizioni controllate il comportamento e la dinamica del cervello senza fare a fettine nessuno. La vera sfida, infatti, è capire come fa il cervello ad auto-organizzarsi, perché non basta che ci siano miliardi di neuroni: devono anche essere strutturati coerentemente. Un conto è avere una casa, un altro è avere una catasta informe di mattoni che la compongono. L'organizzazione spontanea, generata dall'esperienza e dall'interazione con il mondo, è completamente differente dal modello informatico attuale, in cui tutto viene preimpostato, ed è il motivo per cui simulare l'intelligenza biologica richiede supercomputer tirati per il collo.

Ma i risultati cominciano a vedersi. Una simulazione più modesta, chiamata Darwin e basata su 50.000 neuroni virtuali, pari a un quarto del cervello di un moscerino, è stata installata in un robottino dotato di ruote. Man mano che il robottino interagiva con il mondo circostante, i suoi neuroni virtuali modificavano autonomamente le proprie interconnessioni, producendo un'organizzazione spontanea.

L'altro risultato significativo, che verrà presentato a breve in dettaglio dal ricercatore di Almaden Dharmendra S. Modha, è l'uso dei supercomputer per decifrare in modo non invasivo (senza fare a fettine nessuno, appunto) le interconnessioni del cervello umano analizzando immagini ottenute tramite risonanza magnetica. In pratica è come fare una radiografia a un grosso piatto di spaghetti e riuscire a capire il percorso fatto da ogni spaghetto. Questo lavoro è indispensabile, spiega Modha nel suo blog, per capire come fa ognuno di noi a rappresentare ed elaborare le informazioni.

A che scopo fare tutto questo? Perché è cool, ma soprattutto perché i computer odierni sono stupidi e incapaci di gestire le ambiguità del mondo reale e di analizzare le informazioni in base al contesto, e in un mondo sempre più complesso occorre complementare l'intelligenza naturale con quella artificiale, così come complementiamo la nostra forza muscolare con quella delle macchine. E anche perché, per dirla tutta, l'attuale detentore del record d'intelligenza di questo pianeta sta dimostrando troppo spesso di non essere all'altezza del compito.

Fonti: Gizmodo, Popular Mechanics, The Register.
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Falla SMB in Windows 7, quanto è grave?

Windows 7 paralizzabile da remoto? Facciamo il punto


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Windows 7, il nuovo gioiello di Microsoft, debutta col buco. E che buco, stando al suo scopritore Laurent Gaffié: è possibile paralizzare Windows 7 (e anche alcune versioni di Windows Server 2008) semplicemente inducendo l'utente a cliccare su un link appositamente confezionato, per esempio per visitare un sito Web ostile. Niente schermo blu classico, ma un blocco completo: il computer cessa di rispondere ai comandi. È quindi necessario riavviarlo, con conseguente perdita dei dati non salvati. Imbarazzante.

Microsoft sta già lavorando all'aggiornamento per turare la falla, ma nel frattempo le dimostrazioni dell'estrema facilità con la quale si può sfruttare il difetto cominciano a circolare in Rete.

La prima dimostrazione, naturalmente, è quella dello scopritore, che l'11 novembre ha pubblicato poco responsabilmente tutto il codice Python da usare. Per questo ho aspettato inizialmente a diffondere la notizia (il mio primo accenno pubblico è del 17), ma ora che tutti i dettagli sono disponibili nei principali siti di riferimento per la sicurezza (nella mailing list Full Disclosure, per esempio) è inutile mantenere ulteriormente l'embargo.

Come funziona la falla? È abbastanza semplice. Il software Microsoft che in Windows 7 gestisce il protocollo SMB (Server Message Block), quello utilizzato normalmente nei computer Windows per la condivisione di file e stampanti, non gestisce adeguatamente eventuali incoerenze nei dati trasmessi nell'ambito di questa condivisione. Specificamente, Windows 7 si blocca completamente (va in loop infinito) se riceve l'header di un pacchetto di dati SMB che dichiara una lunghezza diversa da quella reale. È sufficiente un singolo byte di differenza, secondo i test di PraetorianPrefect.com. Se succede, l'unica cosa che si può fare è premere il pulsante di spegnimento del computer e poi riavviare.

Un malintenzionato non deve fare altro che predisporre un server sul quale gira il codice pubblicato da Gaffié, lasciarlo in ascolto e indurre la vittima, tramite un qualunque espediente psicologico (mail allettante, invito in chat), a visitare una pagina Web contenente un link speciale che rimanda al server ostile. Quando la vittima contatta la pagina Web, si attiva una connessione SMB che manda il pacchetto malformato a Windows 7, che si paralizza. Ci sono anche altri metodi (un comando dir \\indirizzo ip\risorsa condivisa fasulla dalla macchina della vittima), ma questo è probabilmente il più pernicioso.

Microsoft ha pubblicato un advisory in inglese, in cui raccomanda agli utenti Windows 7 di bloccare le porte TCP 139 e 445 al firewall e di bloccare ogni comunicazione SMB da e verso Internet. Di norma dovreste già essere configurati in questo modo (se avete dubbi, chiedete a un esperto fidato di controllare per voi), per cui la falla sarebbe sfruttabile solo dai vostri colleghi dispettosi. Tuttavia secondo alcune fonti esisterebbe un modo per sfruttare Internet Explorer per scavalcare anche un firewall e colpire la vittima da remoto: "includere un file presente su una condivisione nell'HTML di una pagina Web", dice Tyler Reguly di nCircle citato da PCWorld.com.

L'advisory di Microsoft indica che Windows XP e Windows Vista non sono affetti da questa vulnerabilità e sottolinea che per ora non sono noti siti che la sfruttano e non è possibile sfruttarla per eseguire codice o prendere diversamente il controllo del computer della vittima: il peggio che vi può capitare, insomma, è trovarvi con il computer improvvisamente bloccato. Proprio come ai vecchi tempi.

Fonti aggiuntive: CVE; ZDNet, The Inquirer, Slashdot, The Register.
173 commenti

L’UFO di Cagliari

Ufomaniaci gabbati da saliva e carta igienica


Avete presente il video mostrato anche da Studio Aperto ieri e segnalato dall'Unione Sarda come prodigioso avvistamento ufologico? E' una burla. Un falso. I suoi autori (creattivo.com) hanno rivelato lo scherzo e hanno dimostrato quanto sia facile fabbricare un video ufologico e quanto siano creduloni irresponsabili non solo certi ufologi dai facili entusiasmi, ma anche i media che li alimentano.

Hanno dimostrato molto chiaramente che proprio chi fa tanto lo scettico e si ostina a chiedere prove su prove quando ci sono di mezzo "versioni ufficiali" abbocca invece come un pesce, ingoiando esca, amo e galleggiante, quando gli viene proposto un documento che sembra confermare i suoi preconcetti, senza chiedere la benché minima conferma o prova e senza perdere un secondo neanche per la verifica più basilare. E purtroppo fra questa gente ci sono anche i giornalisti ai quali deleghiamo il compito di tenerci informati sulla realtà.

Complimenti agli autori della burla; vergogna per tutti quelli che ci sono cascati. Siete dei polli. Sono bastati un po' di saliva e un velo di carta igienica appiccicato alla finestra per gabbarvi. Imparerete la lezione? Accetto scommesse.

Questo è il video pubblicato inizialmente, il 16 novembre scorso:



E questo è il video che sbufala la faccenda dopo che i media ci sono cascati:



Il servizio di Studio Aperto è qui su Mediaset.it. I dettagli dell'organizzazione della burla, con le attente scelte psicologiche che l'hanno resa efficace, sono sul blog di Creattivo.

La cosa più interessante è che stando agli autori dello scherzo, ben 53 persone li hanno contattati dicendo "di aver visto chi le luci e chi addirittura l'astronave". Ricordatevelo la prossima volta che sentite parlare di testimonianze ufologiche.

Grazie a Replicante Cattivo e Maurizio C. per la segnalazione.


Aggiornamento (16:05)


Ho ricevuto da Creattivo le foto originali e sono in attesa del permesso di pubblicarle. Sono, come dire, molto eloquenti.


Aggiornamento (16:35)


Permesso ricevuto! Pubblicherò le foto nel corso del Disinformatico radiofonico di domattina, in onda a partire dalle 11 sulla Rete Tre della RSI.


2009/11/20: le foto originali


Ecco due dettagli dalle foto originali di Creattivo, che rivelano chiaramente come è stato ottenuto l'effetto UFO:




Speriamo che questo convinca anche gli ufomaniaci che è indispensabile esaminare sempre le foto originali prima di prendere posizione.
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IxT RIP

Ma che fine ha fatto la mia newsletter?


Ho da fare una comunicazione di servizio per tutti quelli che in questi mesi si sono chiesti come mai non ricevevano più la mia newsletter Internet per tutti: la ragione è semplice, non l'ho scritta.

Non ho più tempo di gestire iscrizioni, disiscrizioni, cambi di indirizzo e problemi di spam, e un numero crescente di lettori si trovava la newsletter bloccata da filtri antispam aziendali e altre delizie, per cui è giunto il momento di dire formalmente basta e chiuderla.

Quello che all'epoca aveva senso diffondere via mail ora è diffuso molto più efficacemente tramite questo blog e i suoi feed RSS.

Ringrazio moltissimo gli amici di Peacelink che in questi anni mi hanno ospitato e tutti coloro che in questi anni si sono iscritti per leggere la newsletter e hanno contribuito, con i loro commenti, a farla crescere. Per i nostalgici più morbosi, l'archivio dei miei deliri digitali resta online qui su Attivissimo.net. Abbiate clemenza.
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Christopher Lee a Trieste; comandante ISS a Lecco

Faccia a faccia con Saruman; astronauta a Lecco


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Sir Christopher Lee, Roger Corman e Bruce Sterling sono solo alcuni dei nomi celebri che saranno presenti in carne e ossa al festival Science+Fiction che si terrà a Trieste dal 22 al 28 novembre. Il sito della manifestazione è Scienceplusfiction.org e il programma è scaricabile qui in PDF.

Ci sarò anch'io, sia come fan per inginocchiarmi di fronte a Saruman (o Dracula, Conte Dooku, Zantor o uno dei mille altri personaggi mitici interpretati da Christopher Lee nella sua lunghissima carriera), sia come relatore sui complotti lunari insieme all'astronomo Andrea Bernagozzi (sabato 28 alle 18 all'auditorium del Museo Revoltella, in via Diaz 27).

Questo weekend vi va di incontrare un vero comandante di una stazione spaziale? Michael Fincke, astronauta ed ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, sarà a Lecco a partire da venerdì: terrà una lezione alle 14 presso la sede staccata della facoltà d'ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano, un incontro pubblico alle 17.30 all'Osservatorio di Brera (sede di Merate), e una conferenza in serata alla Sala Civica di Merate. Fincke parteciperà sabato e domenica alla AstronautiCON; sul sito trovate tutti i dettagli delle sue apparizioni insieme al ghiotto programma della manifestazione.
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Antibufala sull’influenza suina, mi date una mano?

Powerpoint sulla suina, serve un'indagine di gruppo


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Sta circolando una presentazione PowerPoint, denominata solitamente L'affare dell'influenza A.pps, che propone una serie interminabile di affermazioni riguardanti l'influenza suina e gli oscuri complotti delle case farmaceutiche per guadagnarci.

Visto appunto il numero di affermazioni, tutte rigorosamente prive di fonti, non posso fare l'intero lavoro di verifica da solo. Mi date una mano? Io comincio a riportarne qui il testo, suddiviso in singole asserzioni, con le prime verifiche che ho fatto.

Il file è una traduzione italiana di un originale spagnolo: lo si nota dalle diciture in alcuni elementi grafici (come quello mostrato qui sopra) e dalla presenza del titolo El negocio de la gripe A nelle proprietà del file. Come indicato nei commenti (grazie Michele), il testo originale circola da tempo con l'attribuzione al "Dr. Carlos Alberto Morales Paità" (o Paitan) del "Children's Hospital" o "Hospital del Niño" di Lima, ma non è chiaro se sia davvero stato scritto da lui. Con quello stesso nome ci sono un account su Slideshare, un blog e un canale Youtube; altri siti hanno pubblicato il suo numero di telefono e altri dati. Altre informazioni su Paitàn sono nel sito del collegio medico peruviano, ma non c'è conferma che sia l'autore del testo citato nella presentazione.

Per risolvere la malaria basta una zanzariera


L’affare dell’influenza A

PANDEMIA DEL GUADAGNO

Quali interessi economici si muovono dietro l’influenza suina (influenza A)?

MALARIA

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di persone vittime della malaria che si potrebbe prevenire con una zanzariera.

E i notiziari non dicono nulla di questo.

I dati dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) parlano di "quasi un milione di morti", non due ("Every year, this leads to about 250 million malaria cases and nearly one million deaths."), ma non cavilliamo: sono comunque troppi.

L'appello sbaglia quando fa credere che basti una zanzariera comune per prevenire la malaria: l'OMS sostiene che ci vogliono quelle trattate con insetticidi a lunga durata e che occorre anche l'irrorazione interna delle abitazioni con insetticidi che persistono nel tempo. Quello che dura di più è il DDT. Una scelta di Sophie: morire di malaria o morire di DDT? Questioni che la presentazione, semplicisticamente, non considera.

Diarrea curabile con un siero


DIARREA

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di bambini e bambine di diarrea, che si potrebbe curare con un siero orale da 25 centesimi.

E i notiziari non dicono nulla di questo.

Il numero di morti sembra grosso modo confermato dai dati OMS, che però indicano che la diarrea non si cura semplicemente con un siero orale (la cui natura non viene precisata dalla presentazione), ma anche con interventi ben più complessi: soprattutto la disponibilità di acqua pulita, l'igiene personale e la corretta conservazione degli alimenti.

Dieci milioni di morti l'anno per morbillo e polmonite


Morbillo, polmonite, malattie curabili con vaccini a basso costo, provocano la morte di dieci milioni di persone nel mondo ogni anno.

E i notiziari non ne danno notizia …

Questi dati OMS riferiti al 2007 parlano di 197.000 morti per morbillo in tutto il mondo. Questi altri dati OMS indicano 1,8 milioni di bambini morti per polmonite ogni anno. Non ho trovato per ora dati che includano gli adulti.

L'aviaria ha fatto solo 250 morti in 10 anni


Però anni fa, quando è apparsa la famosa influenza aviaria…

… i notiziari mondiali sono stati inondati di notizie… fiumi di inchiostro, segnali di allarme…

Una epidemia, la più pericolosa di tutte!... Una pandemia!

Si parlava solo della terrificante malattia dei polli.

E comunque, l’influenza aviaria ha provocato solo la morte di 250 persone in tutto il mondo. 250 morti in 10 anni, che fa una media di 25 vittime all’anno. La comune influenza uccide mezzo milione di persone ogni anno nel mondo.

Mezzo milione contro 25.

Secondo i dati OMS, i casi confermati da esami di laboratorio di decesso per influenza A/H5N1 segnalati all'OMS dal 2003 al 24 settembre 2009 sono 262.

Inoltre l'agitazione intorno all'aviaria non era dovuta al numero di morti, ma alla sua letalità (262 morti su 442 malati, quasi 6 su 10, secondo gli stessi dati OMS) e al rischio che diventasse trasmissibile da persona a persona, senza l'intermediario animale.

Aviaria, scalpore per far arricchire la Roche


Un momento, un momento !!!
Allora, perché suscitò tanto scalpore l’influenza dei polli?

Perché dietro quei polli c’è un “gallo”, un gallo con un grande sperone.

La ditta farmaceutica internazionale Roche col suo famoso Tamiflú ha venduto milioni di dosi ai paesi asiatici.

Benché il Tamiflú fosse di dubbia efficacia, il governo britannico compró 14 milioni di dosi per la prevenzione della sua popolazione.

Con l’influenza dei polli, Roche e Relenza, le due grandi case farmaceutiche che vendono gli antivirali, ottennero migliaia di milioni di dollari di guadagno.

Tutti questi dati sono da verificare, ma già emerge un errore molto grossolano: Relenza non è una casa farmaceutica, né grande né piccola. È il nome commerciale di un farmaco, lo zanamavir, venduto dalla GlaxoSmithKline.


Dichiarazioni di un "esecutivo" della Roche


Prima con i polli e adesso con i maiali.

Sí!!!!, ora è cominciata la psicosi de
L’influenza suina (influenza A).

E tutte le notizie del mondo
parlano solo di questo…
Però non si dice niente della crisi economica né dei disoccupati nel mondo, né dei conflitti armati…

… solo l’influenza suina, l’influenza dei maiali…

E mi domando: se dietro i polli c’era un “gallo”… dietro i maiali… non ci sarà un “gran maiale”?


Guardiamo quello che dice un esecutivo
dei laboratori Roche…

ROCHE –R-: A noi preoccupa molto questa epidemia, tanto dolore… perciò, mettiamo in vendita il miracoloso Tamiflú.

GIORNALISTA –P-: E a quanto venderete il “miracoloso ” Tamiflú?

–R-: Bene, vediamo… 50 dollari la scatola.

–P-: 50 dollari una scatola di pasticche?

–R-: Capisce, signora, che… i miracoli si
pagano cari.

–P-: Quello che capisco è che queste
imprese avranno una buon incasso dal
dolore altrui…

Non vengono indicati nomi o fonti. Chi è questo "esecutivo"? Chi è il giornalista? Niente.


Roche rifiuta di concedere la produzione ad altri, subisce supermulte


Benché Roche riconosce di non avere la capacità per soddisfare la domanda mondiale di questa medicina, rifiuta di permettere che le ditte specializzate nel generico producano il farmaco. I guadagni per Roche promettono di essere astronomici.

Ancora una volta, affermazioni prive di qualunque fonte, che andrebbero verificate.

Questa ditta ha una storia nera in materia di responsabilità sociale. Fin dagli anni sessanta è stata coinvolta in scandali di superfatturazione, manipolazione dei prezzi e concorrenza sleale. Sette anni fa gli Stati Uniti e l’Unione Europea le imposero una multa di 500 milioni di dollari. Più recentemente Roche ha bloccato gli sforzi del Sudafrica per produrre una versione a basso costo dei suoi farmaci anti-HIV, minacciando di far causa a quel governo se avesse invaso la sua licenza.

La multa da 500 milioni di dollari, a cui si aggiunge quella della Commissione Europea di 462 milioni di euro, è documentata (Quackwatch.org cita la dichiarazione dell'Attorney General Joel Kline, del Dipartimento di Giustizia statunitense). La presentazione non dice che la multa si riferisce alla formazione di un cartello insieme ad altre ditte (BASF, per esempio) per alzare i prezzi delle vitamine vendute in pillole o aggiunte agli alimenti. La multa UE, che parla di collusione di ben 13 società farmaceutiche, è documentata da The Observer (Blowing the Final Whistle, 25 novembre 2001).

Lo stesso articolo dell'Observer cita qualche dato sugli scandali degli anni Sessanta: Stanley Adams passò documenti alla CEE (l'UE di allora) che mostravano lo stesso cartello dei prezzi e per questo fu arrestato come spia industriale dalle autorità svizzere. Fu detenuto per sei mesi e l'episodio spinse al suicidio la moglie.

Rumsfeld principale azionista della Gilead, che ha brevettato il Tamiflu


La ditta nordamericana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflú. Il principale azionista di questa ditta è niente di meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa del tanto male considerato George Bush, artefice della guerra contro l’Irak…

La Gilead Sciences è effettivamente titolare del brevetto sul Tamiflu (oseltamivir), il numero 5763483, che scade nel 2016 (fonte: WIPO, World Intellectual Property Organization). Nel 1996 la Gilead ha concesso alla Roche i diritti esclusivi sul brevetto.

Donald Rumsfeld non è il principale azionista della Gilead: non risulta neppure fra i primi venti, secondo dati di MorningStar.com. È stato membro del suo consiglio d'amministrazione dal 1988 fino al 1997, quando è stato nominato presidente (fonte: comunicato stampa Gilead), e si è dimesso da questa carica nel 2001 quando è stato nominato Segretario della Difesa nel primo governo Bush. Detiene quote azionarie della Gilead stimate fra i 5 e i 25 milioni di dollari (CNN, 2005).

Il Tamiflu non è approvato e ha ucciso 14 bambini, è vietato in Giappone


Gli azionisti delle case farmaceutiche Roche e Relenza stanno fregandosi le mani, sono felici per le loro vendite nuovamente milionarie con il dubbio Tamiflú. La vera pandemia è il lucro, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute.
Perché dubbio?

Serie indagini fanno notare che il TAMIFLU (farmaco che dicono curi l’influenza) comunque non ha ricevuto l’approvazione del miglior laboratorio di indagini dell’EEUU perché ha effetti collaterali e seri disturbi, specialmente nei bambini (provoca: convulsioni, delirio o allucinazioni, problemi neuropsichiatrici e infezioni cerebrali). In Giappone provocò la morte di 14 bambini e fu proibito.

Non viene indicata alcuna fonte di queste "serie indagini" e non viene indicato quale sia il "miglior laboratorio dell'EEUU" (sigla che forse sta per "Estados Unidos", ossia "Stati Uniti", visto che l'originale era in spagnolo e la traduzione italiana è dilettantesca).

Non ho trovato indicazioni di un divieto totale in Giappone, ma solo di un divieto all'uso nei pazienti fra 10 e 17 anni perché uno studio indica che è possibile che induca comportamenti deliranti nei giovani (fonte: UPI).

Non ho trovato conferme dei 14 bambini morti per aver preso il Tamiflu. L'unica notizia vagamente simile reperita finora è questa della Reuters del 2007, secondo la quale 15 giovani sono stati feriti o sono morti in incidenti correlati all'assunzione di Tamiflu, che potrebbe aver causato sintomi psichiatrici, per cui il Ministero della Salute giapponese ha ordinato all'importatore di sconsigliare ai medici la somministrazione agli adolescenti (non ai bambini). Ma l'accumulo di dosi per 25 milioni di pazienti non è stato fermato.

Un lettore, Marco, mi segnala che la vicenda "è sufficientemente nota in Giappone (anche se i casi sembrano essere 12 e non 14) ed è saltata fuori intorno al 2005 amplificata dal clamore provocato da una serie di suicidi che avevano coinvolto adolescenti sotto l'effetto del Tamiflù, che sui ragazzi giapponesi sembra sortire lo effetti simili all'LSD" (articolo in giapponese; comunicato della Chugai, società produttrice e distributrice del Tamiflu in Giappone; comunicato del ministero della salute giapponese.


Sperimentazione troppo corta del vaccino, distribuire gratis il Tamiflu


In estate sono stati elencati i primi vaccini contro l’influenza A per essere testati... Hey! Non era che lo sviluppo di un vaccino adeguato richiedeva anni di sperimentazione e prove cliniche?
Non sará che l’influenza suina non è più di un’influenza e che non è pericolosa? Non sará che ...? Continuate voi.

Esisteranno sempre minacce di pandemie di influenza, reali o create, e ci saranno sempre vaccini potenzialmente tossici che sono venduti come soluzione.
Comunque, il fatto è che la normale influenza in questo momento è molto più pericolosa dell’influenza suina e, vi siete occupati da vicino della comune influenza prima che i media cominciassero a parlare dell’influenza A?

Ma è quello che il marketing dell’influenza suina fa distrugge tutto.

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L’influenza si cura entro due settimane, idratazione, paracetamolo e riposo (una zuppa calda o un té al limone anche aiutano).

Le persone morte per l’influenza A, come quelle per l’influenza comune, hanno altri fattori di rischio e debilitazione che aggravano il loro stato e ne causano la morte.

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Non neghiamo le necessarie misure di precauzione che stanno prendendo gli Stati.

Ma se l’influenza suina è una pandemia così terribile come annunciano i mezzi di comunicazione, se alla OMS preoccupa tanto questa malattia, perché non dichiara che è un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione del farmaco generico per combatterla?

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L’effetto PANICO. Le foto nelle prime pagine dei giprnali, i marchi di organismi di salute e la pubblicità occulta nelle strade = Paura = Strumenti del marketing per vendere vaccini / antivirali = AFFARE.

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Ignorare il brevetto di Roche e Relenza e distribuire il farmaco generico gratuitamente a tutti i paesi, specialmente quelli poveri.

Questa sarebbe la migliore soluzione.

Ma questo non è un AFFARE.

Viene ripetuto l'errore di citare Relenza come se fosse una casa farmaceutica (è invece il nome di un farmaco). Non ha molto senso l'obiezione che "lo sviluppo di un vaccino adeguato richiedeva anni di sperimentazione e prove cliniche", perché i ceppi influenzali mutano stagionalmente e quindi qualunque vaccino antinfluenzale che attendesse anni sarebbe inutile e arriverebbe troppo tardi.

C'è una certa contraddizione nell'affermare che il Tamiflu ha gravi effetti collaterali, tanto da causare la morte di alcuni ragazzi, ma poi proporre di "distribuire il farmaco generico gratuitamente a tutti i paesi, specialmente quelli poveri". Anzi, questa addirittura "sarebbe la migliore soluzione".


Paranoia


Dopo aver detto tutto più chiaramente, ho una riflessione alla quale mi piacerebbe che si aggiungessero più persone:

Alle autorità chiedo per favore che…

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Non mi contagiate con la vostra paranoia, furbastri.

L'influenza comune uccide mezzo milione di persone ogni anno nel mondo e nessuno si preoccupa.

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MANDA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI, COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO AFFINCHÈ TUTTI CONOSCANO LA REALTA’ DI QUESTA “PANDEMIA”.

A dire il vero, la paranoia sembra provenire più da questo messaggio e dai media sensazionalisti che dalle autorità.

Come antidoto a questa pioggia di affermazioni sbagliate o prive di conferme, provenienti da un autore ignoto, suggerisco un giro sul sito di Medbunker e su Dillinger.it, dove i medici italiani hanno accumulato un congruo dossier su tutte le storie e le dicerie che girano intorno all'influenza suina.
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Le cose che non colsi - 2009/11/17

Il bello della scienza e altre chicche. Ah, e Windows 7 si può crashare da remoto



La bella biglia blu. Questi qui sopra siamo noi, tutti noi, visti dalla sonda automatica europea Rosetta, mentre passa di nuovo vicino alla Terra per accelerare verso l'incontro con una cometa nel 2014. È un'immagine che possiamo vedere soltanto grazie alle missioni spaziali. La versione ad alta risoluzione è scaricabile qui sul sito dell'ESA.

Tutta una missione lunare in sei DVD. Ho acquistato il cofanetto della missione Apollo 16: sei DVD, materiale inedito a badilate, ventidue ore in tutto, per 85 dollari. Region-free e senza anticopia: si vede che è fatto da un fan per i fan. La recensione dettagliata è su Complotti Lunari.

Acqua sulla Luna, e anche tanta. L'impatto della sonda LCROSS del 9 ottobre scorso nel cratere lunare Cabeus ha trovato una quantità "significativa" d'acqua. SpaceFlightNow riferisce che nel materiale sollevato dall'impatto, che ha prodotto un cratere largo circa 20 metri, sono scaturiti circa 94 litri d'acqua. Il sospetto è che non si tratti di acqua assorbita nel terreno, ma di vere e proprie masse di ghiaccio, accumulatesi nelle zone perennemente in ombra in fondo ad alcuni crateri presso i poli lunari. Altre info sono su CNN.

Poltrone nello spazio (o quasi). Un bell'esempio di marketing virale: una sedia e una telecamera HD vengono lanciati con un pallone sonda e raggiungono i 98.000 piedi (29.800 metri). Già fatto, direte voi: ma l'aggiunta surreale della poltroncina (fatta in balsa per restare nei limiti di peso delle norme FAA) offre un termine di riferimento percettivo che conferisce profondità alle immagini.



Shuttle di nuovo in orbita, riprese spettacolari. Ieri è partita la navetta Atlantis. Segnalo questo video che riprende un decollo precedente anche da un'angolazione rara: quella dei booster. Vedere la navetta che si sgancia dai booster è una scena che sembra presa di peso da un film di fantascienza. Ma è la realtà, e lì dentro c'è della gente. Peccato che questi siano gli ultimi voli dello Shuttle e non ci sia in vista nessun rimpiazzo.

Star Trek inedito. Rispunta una versione alternativa del secondo pilot della serie classica di Star Trek, con sigla, titoli e dialoghi d'apertura differenti. Sarebbe, a quanto pare, la versione che fu presentata alla NBC e che spinse l'emittente a produrre la serie, ma fu modificata prima della messa in onda. Se ne sapeva già qualcosa (video di alcune scene differenti), ma secondo un comunicato citato da Avmaniacs.com, un collezionista tedesco che ne aveva una copia su pellicola 35mm è riuscito ad attirare l'attenzione della CBS e della Paramount in tempo per restaurarla e includerla nell'edizione Blu-Ray della serie.

Frattali 3D. L'immagine qui sotto non mostra il virus dell'influenza suina o un nanomungo da sciachimista visto al microscopio elettronico: è un frattale tridimensionale. Altre immagini di rara bellezza, generate dalla matematica, sono insieme a questa su Skytopia, che spiega come si è arrivati alla scoperta di queste forme che si pensava fossero soltanto bidimensionali.


Grattacieli crollano per cedimento di un singolo piano come l'11/9. I complottisti undicisettembrini dicono che le Torri Gemelle non potevano crollare fino a terra per il cedimento di un solo piano: la struttura avrebbe frenato e fermato il crollo. Dalla Francia arriva un crollo doppio che li sbufala. I dettagli e il video sono su Undicisettembre.info.

Baco Mac ammazza-account risolto. Ricordate il difetto di Mac OS X Snow Leopard che cancellava i dati dell'account principale se si faceva login come Guest? Figuraccia cosmica. Ora l'aggiornamento alla versione 10.6.2 risolve il problema insieme a una quarantina di altri bachi.

Megafalla in Windows 7. Ne scrivo appena ho tempo, ma comincio a segnalarvi un po' di fonti: lo spiegone dello scopritore, il test, l'articolo di ZDNet, l'advisory di Microsoft. Chiudete le porte TCP da 135 a 139 e la 445, dicono gli esperti citati da The Inquirer.

GPS in kit con precisione di 1 centimetro. Su una beagle board, nientemeno. Tutte le istruzioni sono consultabili qui.

Esoscheletro motorizzato funzionante. Si chiama HULC, e non a caso: permette di camminare senza fare fatica e di portare pesi normalmente insostenibili a lungo. Impara ad assecondare i movimenti dell'utente e poi ne moltiplica la forza. Prova pratica con video.

2012 bufala, nuova FAQ della NASA. La trovate qui per contrastare i deliri che circolano su Internet grazie anche all'uscita del film 2012. Ehi, gente, è un film. Datevi una calmata.
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OpenOffice.org a quota 100 milioni

Italofoni in testa nell'uso di OpenOffice.org


Un bel traguardo: cento milioni di download soltanto per la versione 3 della suite gratuita OpenOffice.org per scrivere testi, creare presentazioni e gestire fogli di calcolo e database usando software libero e formati aperti. Il PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) segnala in particolare che l'Italia è il paese dove OOo, come lo chiamano per brevità i suoi utenti affezionati, è più diffuso: i download superano addirittura il numero di PC venduti, con otto milioni di copie scaricate, di cui 855.000 soltanto a settembre 2009.

È un dato notevole, superiore al 10 per cento degli italofoni, significativo anche perché lingue molto più diffuse a livello internazionale, come il francese e il tedesco, si attestano intorno all'8 per cento. Secondo dati del PLIO, sommando le installazioni in ambito MacOS e Linux, la quota di mercato mondiale di OpenOffice.org nel settore delle suite supera il 15%, e l'Europa è parecchio più avanti rispetto agli USA nell'adozione di questo software.

Le ragioni che spingono questi utenti privati, aziendali e istituzionali (il Comune di Bologna è un notevole esempio) a scegliere OpenOffice.org rispetto alle suite concorrenti sembrano essere principalmente due: il costo, sia diretto (non c'è nulla da acquistare, si scarica e basta) sia indiretto (non ci sono problemi di bollini per la gestione delle licenze e non ci sono controlli antipirateria), e il formato aperto (XML e standard ISO), che permette di garantire la leggibilità a lunghissimo termine e su qualunque sistema operativo dei file generati da OOo e di non imporre a clienti e utenti l'acquisto di un software per leggere i documenti generati dall'azienda o dalla pubblica amministrazione.

OpenOffice.org non è sempre la soluzione ideale; l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha tentato la migrazione, ma non c'è riuscita per la resistenza degli utenti e per le particolari esigenze di sicurezza dell'agenzia. Ma per molti utenti che non custodiscono segreti nucleari è un'opzione da considerare, e provarla non costa nulla: date un'occhiata alle FAQ in italiano e alla pagina di download italiana per Mac, Windows e Linux. Se siete utenti Mac, provate anche NeoOffice, che si basa su OpenOffice.org e che per certi versi risulta maggiormente integrata nell'ambiente Mac OS X.

Cento milioni. Se penso alla mezza schifezza dalla quale è nato, ossia StarOffice 5.2, OpenOffice.org è decisamente il brutto anatroccolo che comincia a diventare cigno.
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Murdoch minaccia il ritiro da Google

Murdoch: Google deve smettere di citare i miei articoli. Google: RTFM, nonno


È strano vedere quali notizie informatiche “bucano” la barriera d'attenzione dei media generalisti e ne vengono pubblicati e quali no: mostrano due visioni totalmente differenti del mondo digitale.

Per esempio, tutte le principali testate generaliste hanno annunciato la notizia che Rupert Murdoch ha protestato perché Google pubblica nei risultati delle proprie ricerche anche i brani pertinenti degli articoli del Sun, del Wall Street Journal, del Times e dei tanti altri giornali di proprietà della società News Corporation di Murdoch. Il magnate dei media australiano dice di voler quindi trovare la maniera di vietare a Google di farlo, e poi rendere accessibili soltanto a pagamento le proprie testate online.

Le dichiarazioni di Murdoch provengono da un'intervista per Sky News Australia, disponibile in video su Youtube (che, ironicamente, è di proprietà di Google).

Ma mentre i media che non si occupano in modo specialistico di Internet strillano la notizia (BBC, Repubblica, Corriere), da quelli informatici si leva uno sbadiglio collettivo. A parte il suicidio mediatico di una scelta come quella minacciata da Murdoch (oggi non essere su Google è come non esistere) e la domanda spontanea su quanti siano realmente disposti a pagare per le notizie online quando ci sono altre testate che le offrono gratis, c'è infatti un fatterello tecnico che si chiama robots.txt.

Se Murdoch non vuole che Google indicizzi i suoi siti, non deve far altro che impostare sul server un file robots.txt di due righe, come spiegato per esempio su Robotstxt.org. Una tecnica utile per chiunque voglia creare un sito che deve restare nell'ombra per qualunque ragione.

Infatti Google ha prontamente risposto con un educatissimo equivalente dell'RTFM (“read the f***ing manual”, ossia “leggiti il f****to manuale”): esistono dei “semplici standard tecnici” da usare. “Gli editori mettono i propri contenuti sul Web perché vogliono che vengano trovati, per cui sono pochi quelli che scelgono di non includere il proprio materiale in Google News e nelle ricerche nel Web. Ma se ci dicono di non includerlo, non lo includiamo... Se gli editori vogliono che i loro contenuti siano rimossi specificamente da Google News, devono soltanto dircelo”.

Sembrano esserci solo due spiegazioni al gesto di Murdoch: o è completamente sconnesso dalla realtà delle dinamiche della Rete e pensa ancora di poter fare il bello e il cattivo tempo, oppure è tutto un bluff per farsi pubblicità o per chiedere soldi a Google accusandola di rubare contenuti. Google ha risposto al bluff invitando Murdoch a passare all'azione, se fa sul serio. Media vecchi contro media nuovi: adesso sì che la notizia diventa interessante.
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Worm per iPhone (solo se jailbroken)

Rick Astley invade gli iPhone sbloccati


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Finalmente un virus anche per iPhone. Perché lasciare agli altri tutto il divertimento di avere uno sconosciuto che ti entra nel telefono e gli fa fare quello che gli pare? Ora anche gli utenti del cellulare feticcio di Apple (che è un buon telefonino, ma non tanto da venerarlo come fanno alcuni, specialmente chi non ce l'ha) possono vedere soddisfatta questa lacuna.

Arriva infatti dall'Australia un vero e proprio worm autopropagante: ogni iPhone infetto cerca altri iPhone attraverso la rete telefonica e si installa in quelli che trova. Ma il titolo di Apple in borsa non è precipitato e non c'è alcuna pandemia cellulare, perché il worm ha i denti limati.

Infatti funziona soltanto sugli iPhone ai quali è stato applicato un jailbreak, letteralmente una “fuga dal carcere”, ossia ai quali è stata rimossa la protezione messa da Apple per bloccarne alcune funzionalità e vietare all'utente di installare software non approvato dalla società della mela morsicata. E fra gli iPhone con jailbreak, colpisce soltanto quelli ai quali è stato installato il programma SSH e non è stata cambiata la password di amministratore supersegreta, ossia alpine. State cominciando a sbadigliare?

Ma Graham Cluley di Sophos procede inesorabile nella descrizione di quello che si candida ad essere il worm più fiacco della storia: vale la pena parlarne lo stesso, perché oltre a essere un proof of concept (una dimostrazione di fattibilità) mi offre lo spunto per raccontare un po' di folklore internettiano.

L'unico danno che fa questo programma autoreplicante, infatti, è cambiare lo sfondo dell'iPhone infettato, mettendovi una foto del cantante Rick Astley e la dicitura “ikee is never going to give you up”. Un chiaro riferimento a una delle canzoni di maggior successo di Astley, Never Gonna Give You Up, annata 1987, ma un chiarissimo messaggio per i conoscitori del folklore di Internet: il worm è un rickroll, ossia una presa in giro, secondo una tradizione scoppiata nel 2007.

Il rickroll consiste nel fornire, durante una conversazione online, un link che sembra portare a qualcosa di altamente desiderato o provocatorio (per esempio il celebre video in cui Carla Bruni si sfila le mutandine e le porge maliziosamente a Sarkozy durante una funzione pubblica, credendo di non essere ripresa) ma che in realtà porta al video della canzone di Rick Astley. L'arte del rickroll sta nel creare una descrizione del link che contiene un vago indizio della sua natura burlesca, che verrà ignorato a causa della concitazione e del desiderio evocati dalla descrizione stessa. Il divertimento sta nel vedere quanta gente ci casca. Tanta, a quanto pare: il video di Astley su YouTube usato solitamente per i rickroll ha superato quota 21 milioni di visioni.

Ma torniamo alla parte tecnica del worm. Non ci sono per ora segnalazioni di infezioni al di fuori dell'Australia; non funziona sugli iPhone e iPod touch non sbloccati (senza jailbreak); richiede che sia installato SSH e che non sia stata cambiata la password di default. Se riesce a installarsi, cerca altri iPhone nelle stesse condizioni e li infetta. L'analisi di Sophos indica che si tratta di un worm dimostrativo sostanzialmente innocuo, ma nulla vieta di usarne il canovaccio per creare versioni più aggressive.

Va detto che cambiare lo sfondo del cellulare è comunque un'intrusione non autorizzata in un dispositivo informatico, ossia un reato punibile in molti paesi, e può avere un costo non banale, sia per ripristinare lo sfondo desiderato, sia per la paura di furto di dati che può evocare. È comunque un forte richiamo a fare attenzione quando si modifica un apparecchio: se non si sa esattamente cosa si sta facendo, c'è il rischio di farsi male esponendosi inconsapevolmente ad attacchi ben più gravi di un video degli anni Ottanta che parte a sorpresa.
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Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Il vero uomo che fissa le capre


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La storia raccontata nel film L'uomo che fissa le capre, sugli schermi dei cinema in questi giorni, è talmente demenziale e assurda che molti penseranno che si tratti di un parto dell'allegra fantasia di George Clooney. Ma in realtà il film si basa su una storia vera, e non c'è di che star tranquilli.

Non tanto per le capre: per carità, quelle non corrono alcun pericolo. Ma per noi, perché la vicenda rivela le follie di certi governanti e militari ai quali sono affidate, che ci piaccia o no, le sorti del mondo.

Prendete per esempio il generale Hopgood, il personaggio che nel film vuole attraversare i muri con il pensiero. Esiste veramente. Si chiama Albert Stubblebine ed è un ex major general dell'esercito degli Stati Uniti. La sua vicenda e le sue credenze a dir poco eccentriche (dalla levitazione alla telepatia alla presenza di macchine aliene su Marte) sono documentate dalla sua frequentissima partecipazione a programmi americani come l'Alex Jones Show, popolato da persone che sostengono per esempio che il governo USA stia cospirando per l'uccisione in massa dei propri cittadini (ci sarebbero campi di sterminio già pronti, costruiti dalla FEMA).

E fin qui pazienza, direte voi. Ha le proprie credenze, frequenta degli svitati, che male fa? Il problema è che Stubblebine intraprese gli esperimenti sull'attraversamento dei muri con l'avallo delle autorità militari. Membri delle forze speciali furono realmente chiamati a fissare capre con l'intento di ucciderle con lo sguardo, perché fra i militari c'era chi pensava che la cosa potesse funzionare ed essere applicata in guerra per far fuori il nemico e attraversare impunemente le sue difese. E Stubblebine, pur avendo queste idee, fu mantenuto a capo dello United States Army Intelligence and Security Command, che si occupava di spionaggio, controspionaggio e intercettazioni.

Lo spezzone che potete vedere qui sotto è tratto dal documentario The Men Who Stare at Goats, di Jon Ronson, e mostra Albert Stubblebine che spiega la sua teoria di come si attraversano i muri: gli atomi sono per lo più spazio vuoto, per cui basta allineare gli spazi vuoti degli atomi del corpo con quelli del muro, e il gioco è fatto. Questo viene detto da un ex militare laureato in ingegneria chimica.



Stubblebine, fra l'altro, è uno degli esperti di Giulietto Chiesa nel video “Zero”, che sostiene varie tesi di complotto intorno agli attentati dell'11 settembre, come raccontato in dettaglio nel blog Undicisettembre.info. Il mondo è piccolo.

L'altra persona nel video è Guy Savelli, che afferma di aver condotto esperimenti militari per uccidere delle capre con il pensiero e mostra una videocassetta di questi test. Poi spiega di aver ucciso recentemente il proprio criceto con lo sguardo, e ne mostra un video.

La realtà, insomma, supera la fantasia ancora una volta. Divertiamoci con l'ultima fatica cinematografica prodotta da Clooney, ma ricordiamoci che chi mette in posti chiave gente che fissa le capre è chi ha in mano il bottone nucleare.

Michael Shermer presenta un bel commento al film su Skepticblog, dando alcune cifre: l'esercito USA spese 20 milioni di dollari nel programma Star Gate per colmare il presunto “divario paranormale” rispetto all'Unione Sovietica. E secondo Wired, le forze armate statunitensi spendono tuttora milioni in Reiki, meditazione trascendentale e “bioenergia”. Il consiglio di Shermer, che condivido, è di non fermarsi alla fantasia del film ma scoprire l'incredibile ma ben documentata realtà del documentario di Jon Ronson. Se non riuscite a procurarvelo, leggete il suo libro, inizialmente presentato in italiano con il titolo Capre di guerra e oggi ripubblicato con lo stesso titolo del film.

Il manuale operativo del First Earth Battalion (chiamato New Earth Army nel film), ossia il gruppo di soldati paranormali propugnato da Stubblebine e colleghi, è scaricabile. Da non perdere. Gli anni Settanta erano l'epoca del mettere i fiori nei cannoni, ma di fronte a certi sprechi sarebbe interessante sapere cosa c'era invece nelle canne.
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Filtri per mail e Web, quali usate?

Filtrare o non filtrare, questo è il problema


Domani alle 13 sarò ospite di Rete Uno della RSI, nel programma La consulenza, per parlare di filtraggio di posta e siti Internet per evitare minacce informatiche, distrazioni, spam e contenuti inopportuni per i minori. Si parlerà di whitelist, graylist, blacklist, software locale e software presso i provider, e tecniche di elusione di queste barriere a volte ossessive ed eccessivamente restrittive.

Quali sono le vostre esperienze in proposito? Ci sono argomenti specifici che vorreste sentire trattati? Aneddoti comici che volete condividere (come il famoso caso dei medici costretti online a parlare di “tumore alle poppe” perché la parola “seno” era in lista nera?) Parliamone nei commenti.

La trasmissione sarà ascoltabile in diretta in streaming sul sito di Rete Uno.
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Valentin Redux; Leonov debunker

Torna Valentin; cosmonauta racconta di Gagarin, sbufala i lunacomplottisti


Sapete il russo? Allora vi chiedo di verificare che in questo video di Russia Today Alexei Leonov, celeberrimo cosmonauta russo, dica davvero quello che gli attribuisce confusamente in inglese l'articolo, ossia dettagli sulla morte di Yuri Gagarin e sul programma N-1 sovietico (quello che doveva battere gli americani nella corsa alla Luna) e le sue opinioni sui lunacomplottisti. Se è giusta la metà di quello che scrive Russia Today, le dichiarazioni di Leonov sono ghiottissime. Purtroppo la testata russa non brilla per serietà, per cui occorre una verifica attenta.

Intanto dalla Russia, puntuale come ogni inverno grazie alle numerose segnalazioni dei lettori, arriva un appello che ricalca molto lo stile del mitico spammer Valentin Mikhaylin, il finto povero che chiede soccorso per il freddo ma in realtà frega soldi alla gente di buon cuore:

Da: Elena [mailto:elengal@yemail.ru]
Inviato: martedì 10 novembre 2009 21.54
A: [omissis]
Oggetto: E-mail from Russia

Hi,

My name is Elena, I have 32 year and I writing you from a province in Russia. I working in city bibliotheca and I can use computer afterwards work if possible. We are having serious problem and I decided to write you this desperate letter.

I have little daughter Anghelina, she is 8 years old, her father abandoned us and we inhabit together with my mother.

As outcome of deep crisis lately my mother miss job (a shop where she used to work has been closed) and our position became dreadful.

Prices for gas and electricity is very high in our region and we can not use it to heat our home anymore.

It is very cold already in our province and temperature becoming colder each day. We very much distressed and we havenot experience what to do.

Now we can use only one way to heat our home - it is to use portable wood-firing oven which supply with heat with burning wood (fire). We have many wood in our province and this oven will be heating our household entire winter for minimal charges.

The problem is that we cannot buy this oven in our local market since it monetary value 8139 ruble (equivalent of 191 Euro) and we cannot afford it.

In case if you possess any old transferable wood-fire oven and if you finished to use it, we will be very happy if you can donate it for us and organize shipping of this oven to our address (200 km from Russian capital). This ovens usually different and weight about 100kg.

I wait for your answer.

Elena with family.
Rusia


Perché sospetto fortemente che sia Valentin? Perché si tratta di una versione modificata dell'appello che circolava a ottobre 2007: la nuova versione mantiene il canovaccio della commovente storia ma omette, guarda caso, i riferimenti alla città di Kaluga e l'indirizzo postale, che erano invece presenti nell'edizione 2007 ed erano gli stessi di Valentin. Li omette, presumibilmente, perché sono parole chiave utili per verificare in Google l'appello o per includerlo nei filtri antispam. E l'indirizzo elengal ricorda molto il nome dell'identità 2007 di Valentin, Elena Galitsina.

Suggerirei quindi di mandare un cordiale saluto a Valentin Mikhaylin presso elengal@yemail.ru, chiamandolo con il suo vero nome, per fargli sapere che non siamo scemi e che la gente che vuole fregare il prossimo non ci va a genio. Mi raccomando: fatelo da un indirizzo sacrificabile o da un mailer come Deadfake.com.