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121 commenti

Antibufala: il discorso del primo ministro australiano

Primo ministro australiano: musulmani, andate via. Sul serio? No, è una bufala


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "pierangelo.min****" e "antonio.mi****" e grazie alle segnalazioni di Brain_Use. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ci sarebbe molto da riflettere sui motivi che spingono a far circolare una mail che afferma di riportare un discorso particolarmente tagliente del primo ministro australiano John Howard sul tema dell'integrazione. Ecco il testo che gira:

DISCORSO DEL PRIMO MINISTRO AUSTRALIANO....LEGGETE!!!

Il Primo Ministro di Australia: John Howard
Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l'Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici.
Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando:

"GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI!
Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l'INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l'arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d'influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E' quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un'altre [sic] parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un'altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che VI ha accettati."

Il messaggio in circolazione è una bufala su vari livelli. Secondo l'indagine di Hoax-Slayer.com e quella di Snopes.com, non è certo riferito a discorsi recenti: la mail circola almeno dal 2005. Inoltre cita John Howard come primo ministro, mentre l'attuale primo ministro australiano è Kevin Rudd. Howard è stato primo ministro dal 1996 al 2007.

Ma c'è un errore molto più importante: le parole attribuite a John Howard provengono in realtà da un articolo pubblicato in un giornale locale americano, il Bartow Trader, e scritto non da un politico o da un giornalista ma da un semplice cittadino degli Stati Uniti, Barry Loudermilk, veterano dell'aviazione militare, nei giorni successivi agli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle a New York e al Pentagono a Washington e riferito ai sentimenti che circolavano negli Stati Uniti in quei giorni.

La versione australiana ripercorre il testo di Loudermilk quasi parola per parola, cambiando soltanto i riferimenti agli Stati Uniti per adattarli all'Australia. Esiste anche una versione attribuita a un cittadino britannico e che (secondo una variante dell'appello in circolazione) sarebbe stata pubblicata da "un tabloid britannico". Breakthechain.org ricostruisce tutta la vicenda.

È comunque vero che alcune dichiarazioni di passati esponenti politici australiani, come quelle dell'allora ministro del tesoro Peter Costello o dell'allora ministro per l'educazione Brendan Nelson nel programma televisivo australiano Lateline del 23 agosto 2005, avevano contenuti molto simili a quelli dell'appello che circola attualmente; ma si tratta di posizioni non condivise dall'attuale governo australiano. Come dice giustamente Hoax-slayer.com, è improbabile che diffondere informazioni inaffidabili di questo genere possa essere utile; anzi, può contribuire ad esasperare le divisioni culturali e le incomprensioni che appestano il nostro mondo.

Brain_Use mi segnala inoltre che la rubrica delle lettere di Panorama n.6 ha riportato quest'appello e che sul n.8 è stata pubblicata nella stessa rubrica la rettifica dell'ambasciatore australiano. Le vedete qui sotto grazie a Brain_Use stesso ed Elena.


Dalla rubrica delle lettere di Panorama n. 6/2010, 4 febbraio 2010, pagina 148.


Dalla rubrica delle lettere di Panorama n. 8/2010.
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Commenti
Commenti (121)
Voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di ammettere di comprare (e leggere) Panorama... :-D
@Paolo:
Veramente la scansione della rettifica era allegata alla segnalazione.

@Gian Piero:
Abbonato.
Come quotidiano, invece, leggo Repubblica.

Bisogna sempre esaminare tutte le versioni.
Poi, come per i complottisti, si screma. ;)
@Gian Piero Biancoli:
Leggere non è mai peccato.
Poi se permetti, se l'alternativa è guardare Voyager, Panorama lo leggo volentieri.
Vi prego, ditemi che la cinepresa (o quel che è) è stata inserita a posteriori col fotoritocco! :D

ROTFL, ma dove le trovi!! XD
Grazie Brain,

non avevo visto l'allegato. Ho corretto subito.
Io a Panorama ci ho lavorato per anni e ancora ci scrivo. Francamente, non mi vergogno neanche un po'.
La faccenda della lettera non la sapevo. Chiederò lumi ai colleghi che se ne occupano.
intanto, ho trovato su Internet la scansione della pagina delle lettere:
http://tinyurl.com/yhcl4mo
Tenete conto che non si tratta di un articolo firmato da un giornalista, ma dell'opinione di un lettore, pubblicata non come "verità" ma come punto di vista che poteva innescare succesive discussioni e altri commenti da parte della gente.
Certo, con il senno di poi, sarebbe stato meglio verificare che le parole attribuite al primo ministro australiano fossero state effettivamente pronunciate...
[OT]
@Elena:
non mi vergogno neanche un po'.

Ci mancherebbe.
Al di là dell'(evidente) schieramento politico, Panorama è sempre stato una testata di primo piano nel "panorama" giornalistico italiano.

Quanto allo schieramento, personalmente sono sempre più convinto che sia tempo di mandare a casa tutti quanti i politici italiOTI, ma è lecito e legittimo scegliere la fazione politica che più aggrada: si chiama democrazia.
[fine OT]

Tornando IT, è chiaro che una "lettera dei lettori" non è espressione del pensiero e della linea editoriale del periodico, ma ci sarà pure qualcuno che sceglie cosa pubblicare e cosa no, ti pare? ;)
A parte che sarebbe da chiedersi gli australiani quanto abbiano applicato il cristianesimo quando si è trattato di far sloggiare gli aborigeni (i veri primi abitanti dell'isola/continente), ma in tutti i casi il testo riportato mi pare non fare molta distinzione fra "foresti", per cui pur nella bufala era pure forzata la direzione verso i musulmani
USAFREE, quella è una macchina fotografica ;-)
In effetti anche al sottoscritto capita di leggere Panorama, non foss'altro perché ormai ne regalano l'abbonamento trimestrale in qualsiasi occasione.

In generale devo però ammettere che la rubrica delle lettere dei lettori (o se parliamo di trasmissioni tv, le telefonate da casa) sono spesso fonte di ilarità o di sconforto per verificare il livello infimo della "ggente". E spero sempre che li scelga lo faccia di proposito...
Bufala o no, ho trovato lo scritto molto ben esposto. Certo che affibiarlo agli australiani, così come agli americani, che ai tempi che furono non si comportarono proprio bene con i nativi, fa un po' ridere.
@ brain_use
sì, c'è una persona che si legge le centinaia di lettere che arrivano ogni settimana, su ogni argomento dello scibile umano.
Evidentemente questa volta ha commesso una svista, dato che la lettera contiene un errore di fatto. Capita. è stata anche sfortuna: quando c'ero io le lettere toccavano a un caporedattore degli esteri che probabilmente sa chi governa in Australia e avrebbe notato subito l'errore.
Nessuno riesce a lavorare, soprattutto su un'infinità di argomenti diversi, senza sbagliare mai. Quando capita, si fa l'unica cosa che si può fare: si pubblica la rettifica, come è successo in questo caso.
Sarà pure una bufala e un tantino estremista, ma non mi pare così sbagliata nel principio. Intanto, imparare almeno le basi della lingua locale è proprio il minimo. Inoltre, non so voi, ma io quando vado a casa d'altri non pretendo che ci si comporti come piace a me, mi adatto.
@Elena:
Il mio non è un attacco a Panorama, periodico che stimo sotto molti punti di vista.
E men che meno un attacco personale a chi si occupa di dover selezionare le lettere da pubblicare.

Dalle mie parti si dice che solo chi non fa nulla non sbaglia. E rettificare gli errori è doveroso, ma non sempre pratica applicata. Il pensiero in questo senso corre facilmente a certuni ben noti giornalisti complottisti nostrani.

Concederei anche al selezionatore l'abitudine alle sparate di una certa parte dei nostri politicanti che non troverebbero per nulla fuori luogo uscirsene con affermazioni di questo tenore. Anzi, ne hanno fatte di peggio.

Ma, ripeto, non vorrei buttarla in politica anche perché, personalmente ho toccato quasi tutti i protagonisti del nostro schieramento prima di giungere alla conclusione che i nostri 900 e passa parlamentari, semplicemente, non mi rappresentano.

Detto ciò ritengo quantomeno utile anche segnalare gli svarioni dei nostri media che, consentimelo, sono in un trend crescente da anni e a volte toccano vette davvero esilaranti.
sarebbe stato bello se al giornale Usa fosse arrivata una risposta di questo tenore:
"Gli Stati Uniti sono un paese a maggioranza cristiana e anglofona solo perchè voi bianchi siete arrivati pochi secoli fa nelle nostre terre, dove stavamo da millenni, le avete invase con la violenza, ci avete decimati, avete portato qui, sempre con la violenza, degli africani che se ne stavano in pace a casa loro, e avete imposto a tutti la vostra religione, la vostra lingua, i vostri valori e il vostro modello di vita e di sfruttamento della Madre Terra."
Firmato: un nativo americano.
@Brain_Use
sì. segnalare gli errori è sempre utile. Quando un lettore o una persona citata nell'articolo mi avvisa che ho sbagliato, ringrazio sempre e rettifico.
Sono profondamente contrario ad ogni forma di razzismo, per motivi di lavoro ho a che fare con persone appartenenti ad etnie diverse e non pratico né approvo alcuna forma di discriminazione, ci mancherebbe. Però di fronte a sparate come questa bufala, invece di deriderne semplicemente i contenuti qualche volta bisognerebbe riflettere. In questo blog tutti sembrano contrari ai luoghi comuni, ai dogmi non dimostrati, agli atteggiamenti non scientifici ... siamo sicuri che la convivenza pacifica tra diverse etnie non richieda un minimo di rispetto delle regole, da parte di tutti? O aboliamo il concetto stesso di stato (è un'opzione) o ammettiamo che l'acquisizione del diritto di vivere in uno stato diverso dal proprio comporta anche dei doveri.
Infine - e mi scuso se il mio intervento è fuori tema - qualche volta mi nasce in testa un pensiero cattivo: non è un po' troppo facile assumere un atteggiamento di snobistico disprezzo nei confronti di chiunque accenni anche una minima posizione critica riguardo agli imponenti e sostanzialmente ingovernati fenomeni di immigrazione di questi anni? Sono gli italiani di posizione più modesta, quelli poveri e che abitano nei quartieri peggiori, senza lavoro o con occupazioni precarie e mal retribuite, scarsamente acculturati e trascurati dalle istituzioni quelli più esposti ai risvolti negativi dell'immigrazione. Insomma, perdonatemi la parafrasi, ma qualche volta cerchiamo di non fare gli antirazzisti con ... la vita degli altri!
Grazie Elena, aggiungo subito!
@Marco
Guarda, io abito all'Ortica, estrema periferia di Milano. Sopra di me c'è una soffitta di proprietà di un ivoriano, con regolare permesso di soggiorno e posto fisso, che gli ha consentito di ottenere un mutuo. Costui non paga le spese di condominio e affitta il tugurio a dei poveracci. Siccome le tubature sono fatiscenti, il mio appartamento continua a subire danni. Inoltre, le spese che lui e tre altri bastardi (uno egiziano, due italioti) non pagano ricadono su noi altri condomini. Dato che sono precaria la situazione non mi riempie di gioia. Quando lo incontro per strada, tutto vestito bene, con due telefonini, il dialogo tipo è il seguente:
Io: "Bob, quando le paghi le spese?!"
Lui: "razzista!"
Io: "Ma vaff...!"
I condomini più sprovveduti sostengono che "non dovevano farlo venire". Difficile, dato che è arrivato grazie a un regolare "decreto flussi" con tutti i crismi della legge.
Io dico, invece, che i tribunali dovrebbero rapidamente mettere all'asta le proprietà immobiliari in questa situazione e in ogni caso requisirle immediatamente al proprietario, mettendoci i sigilli, invece di lasciarle in suo possesso per anni e anni. Ma questo è difficile e sarebbe scomodo anche per tanti italiani che si comportano nella stessa maniera. Garantire la convivenza civile con regole severe e farle rispettare, come in Svizzera, che ha molti stranieri ma fa rigare tutti dritto, è difficle, scomodo e costoso. E' molto, molto, più facile gridare "No all'immigrazione!" e lasciare che interi condomini vadano in malora.
Come vedi, non faccio l'antirazzista sulla pelle degli altri. La pelle è anche la mia. La società multirazziale è un casino, ma ci tocca. Perché il mondo è sempre più piccolo, le merci girano dappertutto e, invitabilemnte, pure le persone. Chi dice che fermerà l'immigrazione prende solo in giro la povera gente ignorante.
Per Marco

Però di fronte a sparate come questa bufala, invece di deriderne semplicemente i contenuti qualche volta bisognerebbe riflettere. In questo blog tutti sembrano contrari ai luoghi comuni, ai dogmi non dimostrati, agli atteggiamenti non scientifici ...

Proprio tutti no :-) Potrei fare esempi di commenti di segno contrario, per articoli dei più disparati argomenti. Diciamo che i cultori dell'irrazionale e dell'indimostrato sono in minoranza, e vengono presi subito di petto. Ma, temo, solo su qui...

siamo sicuri che la convivenza pacifica tra diverse etnie non richieda un minimo di rispetto delle regole, da parte di tutti?

Tutti chi? Intendi i cittadini italiani per nascita? Quelli da sette generazioni? Non è che siano un esempio edificante di rispetto delle regole, ma bisogna accontentarsi...

O aboliamo il concetto stesso di stato (è un'opzione) o ammettiamo che l'acquisizione del diritto di vivere in uno stato diverso dal proprio comporta anche dei doveri.

Molti stati per l'acquisizione della cittadinanza impongono test, con tanto di dichiarazione giurata finale con la quale si accettano le regole e le leggi vigenti nel Paese senza riserve e senza discrezionalità.
Se la cosa funzioni non lo so, credo sia presto per dirlo.
Sarebbe materialmente impossibile, oltre che non in linea con le convenzioni internazionali, imporre la stessa cosa a chi arriva in uno Stato per la prima volta e nemmeno sa se vi rimarrà, o se si trasferirà in un altro Paese, o se tornerà a casa propria, volontariamente o per espulsione.

Infine - e mi scuso se il mio intervento è fuori tema - qualche volta mi nasce in testa un pensiero cattivo: non è un po' troppo facile assumere un atteggiamento di snobistico disprezzo nei confronti di chiunque accenni anche una minima posizione critica riguardo agli imponenti e sostanzialmente ingovernati fenomeni di immigrazione di questi anni?

Qui sento l'eco di una demagogia che ha attraversato molti esponenti politici, non solo del partito anti immigrati per antonomasia, e molti sedicenti intellettuali: che l'immigrazione sia un fenomeno pilotabile dallo Stato, e che qualcuno, in un certo periodo storico, abbia richiesto immigrati in Italia. Sono due sciocchezze entrambe. Basare un ragionamento su questi due dati falsi, per quanto ben argomentato, porta solo a sbagli, perché sbagliate sono le premesse.
Per l'Accademia dei Pedanti
"Tutti chi? Intendi i cittadini italiani per nascita? Quelli da sette generazioni? Non è che siano un esempio edificante di rispetto delle regole, ma bisogna accontentarsi..."

Beh, mai detto che il rispetto delle regole non sia un obbligo di tutti ... italiani per primi, i quali dovrebbero dare il buon esempio ...

"Sarebbe materialmente impossibile, oltre che non in linea con le convenzioni internazionali, imporre la stessa cosa a chi arriva in uno Stato per la prima volta e nemmeno sa se vi rimarrà, o se si trasferirà in un altro Paese, o se tornerà a casa propria, volontariamente o per espulsione."

Parlavo di rispetto delle regole e di doveri, non di un esame di ammissione.. Nel senso: se sto in Italia rispetto la legge italiana, tutti mi devono rispettare, mi comporto educatamente come chiunque deve fare quando è ospite, per poco o molto tempo, in casa d'altri. Sì, queste non mi sembrano imposizioni assurde, ma elementare buon senso.

"Qui sento l'eco di una demagogia che ha attraversato molti esponenti politici, non solo del partito anti immigrati per antonomasia, e molti sedicenti intellettuali"

Chiarimento. Non faccio parte di alcun partito anti immigrati, per antonomasia o meno. Ho paura che a forza di accusare di demagogia chiunque cerchi di analizzare i fenomeni immigratori si ottenga solo il risultato di peggiorare le condizioni di vita di italiani e stranieri. Mai visto che negare un problema porti ad una soluzione. Ma in Italia va così: o si assumono atteggiamenti assurdamente razzisti o si gioca a fare i progressisti che si scandalizzano appena si prova a toccare il tema in questione. Intanto i problemi restano tutti lì, al loro posto.
Per marco

Non è che siano un esempio edificante di rispetto delle regole, ma bisogna accontentarsi..."

Beh, mai detto che il rispetto delle regole non sia un obbligo di tutti ... italiani per primi, i quali dovrebbero dare il buon esempio ...


Hai scritto bene: dovrebbero. Sai anche tu che la realtà è un'altra. Si parlasse della Svizzera, forse, con alcune riserve, il discorso filerebbe. Ma gli italiani non sono gli svizzeri.

"Sarebbe materialmente impossibile, oltre che non in linea con le convenzioni internazionali, imporre la stessa cosa a chi arriva in uno Stato per la prima volta e nemmeno sa se vi rimarrà, o se si trasferirà in un altro Paese, o se tornerà a casa propria, volontariamente o per espulsione."

Parlavo di rispetto delle regole e di doveri, non di un esame di ammissione.. Nel senso: se sto in Italia rispetto la legge italiana, tutti mi devono rispettare, mi comporto educatamente come chiunque deve fare quando è ospite, per poco o molto tempo, in casa d'altri. Sì, queste non mi sembrano imposizioni assurde, ma elementare buon senso.


Si può chiedere verbalmente un impegno al rispetto a chi si presenta alla frontiera, se è questo che intendi. Ammesso che l'immigrato capisca l'italiano, o altra lingua veicolare, una volta promesso che rispetterà le regole, cosa cambia? Una volta riscontrato senza ombra di dubbio che non ha mantenuto la promessa, che si fa?

Chiarimento. Non faccio parte di alcun partito anti immigrati, per antonomasia o meno. Ho paura che a forza di accusare di demagogia chiunque cerchi di analizzare i fenomeni immigratori si ottenga solo il risultato di peggiorare le condizioni di vita di italiani e stranieri.

Peggioreranno sempre di più, non ci sono dubbi, ma non per colpa di quelli che si oppongono all'analisi. Semplicemente, c'è poco da analizzare: una volta analizzata la frequenza e la quantità di precipitazioni sul territorio italiano, si possono cambiare? Evidentemente no, se non su piccole aree e spendendo molto. Però c'è gente convinta che gli Stati mete di flussi di immigrazione abbiano un qualche controllo sugli immigrati già presenti.

Mai visto che negare un problema porti ad una soluzione. Ma in Italia va così: o si assumono atteggiamenti assurdamente razzisti o si gioca a fare i progressisti che si scandalizzano appena si prova a toccare il tema in questione. Intanto i problemi restano tutti lì, al loro posto.

Mah, per negare, nessuno lo nega, oggi. Semplicemente, quando si comprendono esattamente i termini della questione, si smette di parlarne così spesso: forse in matematica no, ma nelle scienze sociali esistono problemi senza soluzione, almeno nel breve periodo...
@Nico
Correggo anche io, quella è LA macchina fotografica :)
Elena, che tristezza leggere di situazioni del genere. Dovrebbero fare come qui in UK - se non paghi la Council Tax sono dolori, e sono dolori subito - i soldi vengono rimossi dai tuoi benefit, o se non li hai dal tuo stipendio, o se non lo hai l'ufficiale giudiziario puo' venire a casa a pignorarti oggetti, e/o la casa stessa.

E quel disgraziato ha anche il coraggio di darti del razzista! La parola "razzista" meriterebbe una scusa pubblica per come viene distorta da certa gente - perche' viene svalutata ad usarla in questo modo, a danno di tutti coloro che subiscono effettivamente ingiustizie per il colore della loro pelle o per il posto in cui sono nati.

Chi ha il privilegio di venire da noi non puo' pensare di essere a carico della societa' e/o di causarle ulteriori problemi con la sua presenza.
Episodi del genere andrebbero riportati a chi decidera' o meno se rinnovare il p.d.s. a questo cialtrone - avete parlato con la polizia?
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Emanuele Ciriachi:
Chi ha il privilegio di venire da noi

Spero che con questo "da noi" tu ti riferisca allo UK :-)
Chiarisco il mio pensiero: avevo commentato non tanto il contenuto della mail bufala (se non per il fatto che si usi il termine di cristianesimo da parte di chi discende da gente che con i veri nativi australiani non l'ha di certo praticato), quanto il fatto che le lettura delle lettere ai giornali sia sconfortante. Facile ipotizzare che al lettore sia arrivata la mail bufala e dato che "gli faceva comodo" l'abbia girata a Panorama che l'ha pubblicato senza manco controllarla (d'altronde credo che sia pratica comune, e non solo per Panorama. Ricordo altre lettere contenenti marchiani errori facilmente rilevabili ma pubblicate ugualmente).

Quanto al contenuto del messaggio credo che Elena abbia messo in luce una delle due facce del problema. Da una parte chi nasconde le proprie malefatte accusando di razzismo chi gliele rinfaccia. Dall'altra chi nasconde il proprio razzismo dietro la richiesta di legalità.
@Emanuele
Non pagare le spese condominiali non è mica reato. Non si toglie il permesso di soggiorno a una persona solo perché ha una causa civile in corso.
Grazie della solidarietà.
@Rado Il Figo
La richiesta di legalità, se fatta a tutti, è sacrosanta. Il minimo sindacale per un paese civile è che tutti rispettino le leggi, cittadini, stranieri residenti e anche viaggiatori di passaggio e che vengano puniti equamente se non lo fanno.
Quella che non sopporto è la pretesa che gli immigratio si adeguino alle nostre "usanze", cioè, per esempio, si vestano come noi, si mettano la vernice di cristianesimo che ha la maggioranza degli italiani ecc. Se lo straniero si comporta oggettivamente male è stronzo lui. Se l'italiano non accetta la diversità è ignorante lui e va aiutato a capire.
Secondo me, invece, un tale atteggiamento di disprezzo nei confronti della collettivita' e dei propri doveri dovrebbe essere tenuto in considerazione - esistono sicuramente molte persone piu' degne di questo cialtrone di vivere in Italia e di beneficiare dei soldi delle nostre tasse (e di non beneficiare di tante altre cose, ma questa e' un'altra storia...).
@Emanuele
Anche secondo me. Ma la Bossi_Fini mica l'ho scritta io. Peraltro, a questo punto, spedirlo in Costa D'Avorio non servirebbe a risolvere il mio problema, anche se sarebbe un miglioramento per la società italiana: finché la casa non va all'asta, può continuare a incassare i soldi dell'affitto e farseli accreditare laggiù.
@Emanuele Ciriachi:
esistono sicuramente molte persone piu' degne di questo cialtrone di vivere in Italia e di beneficiare dei soldi delle nostre tasse (e di non beneficiare di tante altre cose, ma questa e' un'altra storia...).

È la stessa cosa che ho pensato io subito dopo la scorsa puntata di Boyager.
:-D
Elena: attenzione. Chiaro che la richiesta di osservare la legalità è una cosa "positiva" e il razzismo una "negativa", ma il mio senso era che questi due concetti sono spesso abusati per coprire l'altro (il razzismo nel primo caso, il non voler seguire alcuna legalità nel secondo).

Così come tu non sei razzista coll'ivoriano che citi, così non sono amanti della legalità quelli che fanno raid punitivi "perché tanto sono tutti della stessa razza".
Visto che il dibattito si è spostato dalla "critica della fonti", come diceva il mio professore di Storia Economica all ' immigrazione in sè, vorrei citare un discorso del presidente americano Roosvelt:

Theodore Roosevelt on Immigrants and being an AMERICAN

"In the first place we should insist that if the immigrant who comes here in good faith becomes an American and assimilates himself to us, he shall be treated on an exact equality with everyone else, for it is an outrage to discriminate against any such man because of creed, or birthplace, or origin.
But this is predicated upon the man's becoming in very fact an American, and nothing but an American...
There can be no divided allegiance here.
Any man who says he is an American, but something else also, isn't an American at all.
We have room for but one flag, the American flag, (...) We have room for but one language here, and that is the English language...and we have room for but one sole loyalty and that is a loyalty to the American people."

Theodore Roosevelt 1907
Roosvelt proponeva il modello "anglo conformity", uno dei possibili modelli per organizzare una società multirazziale che però è fallito, perché manteneva gli immigrati non Wasp nell'emerginazione. Negli Usa, attualmente, il modello più in voga à la new ethnicity, il che vuol dire che va benissimo che uno si senta italian american, greek american, chinese american o quel che è, purchè impari l'inglese e viva secondo i principi della costituzione. Non funziona al 100 per cento, perché la società multirazziale è comunque un casino efinora non c'è una ricetta risolutiva, ma ha migliorato la situazione di molti gruppi.
Sono d'accordo sul fatto di imparare la lingua locale: secondo me uno che va in un paese e non cerca in tutti i modi di apprenderne la lingua è un caprone fatto e finito. Il che non vuol dire che deve dimenticare la propria lingua e le proprie tradizioni, il bilinguismo è una fortuna e una ricchezza.
Però questo discorso ha il pregio di essere estremamente chiaro e credo che fornisca una indicazione su cosa richiedere a gruppi con una cultura particolarmente "problematica", ancora oggi.

Quando leggo "There can be no divided allegiance here", non posso fare a meno di pensare a quanti islamici, al contrario, vorrebbero la supremazia della loro religione ed anzi la sottomissione (significato della parola "islam") sulla società civile.

O si è fedeli alle leggi dello stato dove vivi ed allore sei un cittadino al pari degli altri o segui quello che ti dicono i tuoi principi religiosi circa la sharia, ma allora non puoi fare parte di questa comunità.
Nessuno pretende che "si vestano come noi", il problema è quando iniziano a pretendere che noi ci vestiamo come loro perché il nostro modo di vestire li offende. In tal caso li rimanderei all'origine a calci, e scusate tanto.
E mi pareva strano che non passasse di qua il classico sbruffone che lui sì che sa come si affronta la questione degli immigrati. Entra anche nel merito del mezzo: la pedata.
Grazie per l'intervento intellettuale, Lohengrin.
Grazie Paolo, grazie veramente. È un mese che una mia conoscente continua a inoltrare ai suoi amici e parenti, per email, questa informazione, convintissima che si debba tutti fare così e mandare via tutti i musulmani dal nostro paese, "beduini" (parole sue) che "rubano il lavoro ai nostri figli" (che poi sono in casa fino a 35 anni a giocare alla playstation...) o che "rubano i soldi all'assistenza" (deciditi, rubano il lavoro o si fanno mantenere dallo stato?). Ho inoltrato questa tua spiegazione e un mio commento, a lei, pregandola di verificare le fonti e di inoltrare questa rettifica a tutte le sue conoscenze. Speriamo che lo faccia. Grazie per il tuo ottimo lavoro. Una connazionale ticinese,
Per Elyswiss

L'opera di ricerca delle fonti di simili appelli inviati via e-mail va lodata senz'altro, sempre e comunque. Non credo tuttavia che lo sbufalamento sposti di un millimetro le convinzioni di chi ragiona in questo modo. Il "si fanno mantenere dallo Stato" come il "rubano il lavoro" sono frasi fatte usate in precedenza coi meridionali residenti nel Norditalia, non saprei dire da quanto, ma probabilmente fin dai primi anni Cinquanta.

Chi ha bisogno di dare colpa a qualcuno per i suoi insuccessi nella vita o per la generosità di uno Stato percepita come ingiusta, qualche capo di Stato poco politicamente corretto lo trova sempre: senza andare in Australia, già l'attuale presidente francese Nicolas Sarkozy divenne famoso quando era ministro dell'interno per aver detto davanti alle telecamere «Vous en avez assez de cette bande de racailles? Eh bien, on va vous en débarrasser!» (non credo sia necessario tradurre).
Stupefacente. Mi appare del tutto impossibile capire se la ha inventata e lanciata uno sceicco jihadista, uno sbandato del PRC, un sionista arancione impazzito, un rapper bosniaco, un nostalgico del ventennio, un clone del quarto reich, un terrorista filippino...
Visto che di Australia si parla, per propria cultura personale sarebbe meglio andare a leggersi qualcosa sui fatti di Cronulla Beach del 2005, anche perchè all' epoca (chissà perchè) la cosa da noi passò quasi sotto silenzio.

Fatevi la vostra personale opinione a riguardo, ma teniamo a mente un fatto indiscutibile: in Australia, PRIMA di quei fatti, pur con tutta l' immigrazione da ogni parte del mondo non si era mai andati oltre a semplici scazzottate ...quello che successe allora fu un qualcosa di totalmente nuovo.
Vogliamo interrogarci sul perchè o non è "politicamente corretto" ?
Per Andrea B.

Visto che di Australia si parla, per propria cultura personale sarebbe meglio andare a leggersi qualcosa sui fatti di Cronulla Beach del 2005, anche perchè all' epoca (chissà perchè) la cosa da noi passò quasi sotto silenzio.

Io mi ricordo che sui giornali ho letto resoconti. Certo, se fosse un obbligo parlare di tutte le rivolte (e le guerre) a sfondo più o meno razziale in giro per il mondo, ogni giorno i quotidiani dovrebbero avere una decina di pagine in più.

Vogliamo interrogarci sul perchè o non è "politicamente corretto" ?

A parlare troppo di questi problemi si fa peggio. Si istiga all'emulazione dei comportamenti, si costruiscono ghetti ideologici. È uno dei casi in cui la soluzione non è parlare, ma fare, e più silenziosamente possibile.
Per l'Accademia dei Pedanti

Giusto, non parliamone troppo ... peccato che però il non parlare spesso significhi anche "non fare"... come suggeriva la polizia francese, non arrestiamo nessun islamico, a meno che non sia strettamente necessario, durante il ramadan, sennò si rischiano disordini.
Se si arresta un cinese durante i festeggiamenti del loro Capodanno o per la festa della Luna Piena non mi sembra che si abbiano particolari problemi, men che meno sommosse ...
Per Andrea B.

Giusto, non parliamone troppo ... peccato che però il non parlare spesso significhi anche "non fare"... come suggeriva la polizia francese, non arrestiamo nessun islamico, a meno che non sia strettamente necessario, durante il ramadan, sennò si rischiano disordini.

Ci mancava questa notizia priva di qualsiasi riferimento e di qualsiasi inquadratura nel contesto come commento a una bufala attribuita al primo ministro australiano. Come dire: sì, l'australiana è una bufala, ma quella francese è vera! Come no.

In generale non è illegittimo che la polizia eviti di perseguire piccoli crimini in zone e in periodi in cui questo innescherebbe reazioni peggiori dei reati per cui si procede. Nulla impedisce di differire l'arresto a tempi e con modalità che fanno meno rumore. Le polizie dei paesi democratici non sono la Securitate, hanno coscienza dei propri limiti, anche di organico. Poi, se uno vuole per forza vederci una sorta di protezione degli islamici da parte dello Francia, libero di farlo.
Protezione no ... ci vedo solo una disparità di trattamento con altri gruppi della popolazione ( autoctoni o meno).
Con buona pace dell' uguaglianza di tutti di fronte alla legge e per motivazioni che, ad un cultore dello stato laico come me, danno sinceramente molto fastidio.

Tu dici che fanno bene... personalmente penso che se siamo veramente impauriti da qualche eventuale sommossa al punto di voler rinunciare a difendere principi come ugualianza e laicità dei nostri stati moderni... beh se non siamo alla frutta ci stiamo avvicinando.

Il "giratevi dall' altra parte durante il ramadan" della polizia francese è una bufala ?
Benissimo, sarei veramente contento !
Non sai quanto ...
Accademia dei pedanti dixit

"hanno coscienza dei propri limiti, anche di organico."

Dunque non parla di problematiche morali, ma di problematiche tecniche.

Infatti quando un immigrato viene linciato da autoctoni, mai e poi mai si invita ad esaminare le motivazioni degli autoctoni, mentre se accade viceversa, si invita a mettersi nei loro panni.

Ció é oltremodo razzista, perché si attribuisce agli autoctoni la facoltá di superare le proprie pulsioni bestiali, e si implica che gli immigrati non siano capaci di farlo.

Bisogna sforbiciare e manipolare parecchio le statistiche per far apparire questo concetto meno che vero... tuttavia la facoltá di superare le proprie pulsioni bestiali é quantomeno richiesta a tutti.

O almeno dovrebbe esserlo.

Accademia dei pedanti, te da che parte asserisci di stare?
Un destronso, nell´improbabile caso sappia leggere, se legge i tuoi scritti gli vien voglia di far saltare uno scuolabus di maomettani o di bruciare un accampamento* rom (un esempio di pulsione bestiale)

*la parola "accampamento" non dovrebbe indicare qualcosa di provvisorio, fra l´altro?
Puffolotti dixit:
Quando un immigrato viene linciato da autoctoni mai e poi mai si invita a mettersi nei loro panni

Mi sembra giusto in quanto, se l'immigrato è stato linciato in quanto immigrato, gli autoctoni sono razzisti e i razzisti hanno sempre torto. Invece se l'immigrato viene linciato per qualche motivo plausibile, per esempio, in quanto stupratore, in genere la stampa e l'opinione pubblica manifestano comprensione per i sentimenti dei linciatori (che comunque sbagliano, in un paese civile non si lincia nessuno).
Elena, dimmi una percentuale:

Su 10000 aggressioni da parte di italiani ai danni di immigrati, secondo te quante avvengono in quanto vengono individuati per tali, e quante avvengono perché son stati beccati a far qualcosa?

Attenzione, ho detto: "da parte di italiani"

9000 e 1000 ?
8999 e 1001 ?

Non credo le cifre reali siano cosí rincuoranti. Mi sa che parli dello starnuto di un cammello nella tempesta di sabbia.
x Elena e Puffolotti

Credo che addentrarsi in statistiche e disamine varie delle motivazioni delle aggressioni e violenze interetniche non permette di mettere a fuoco un punto che invece ritengo molto più grave.

E' che sembra, ripeto sembra, che alle comunità islamiche sia stato riconosciuto un certo "diritto" o che comunque venga giustificata la sua "overreaction" di fronte a certe offese (o presunte tali) e che, addirittura, in previsione di eventuali problemi che potrebbero sorgere si preferisce lasciar perdere, anche di fronte ad eventuali reati, per non sollecitare ulteriormente gli animi.

Se così fosse, ripeto, saremmo già di fronte ad una rottura del principio che siamo TUTTI uguali di fronte alle legge.
Cosí é giá da tempo, Andrea B.

E al di lá delle ipocrisie penso che nessuno pensi qualcosa di diverso, anche se si cerca di dare ai bianchi cattivacci e razzisti colpe che di certo non hanno.

Gli immigrati sono stati accolti relativamente bene, la maggior parte delle loro denuncie di discriminazione nei propri confronti sono cazzate anche sentendole dalla loro voce.

Robe tipo:
"Ooooh, credi che con un assegno di 152 euro mensili posso starmene a casa senza lavorare?"

Il problema, di cui si lamentano gli immigrati realmente desiderosi di integrarsi, é che appena l´immigrato grida al razzismo tutti corrono a soffiargli il naso e consolarlo, ed é quasi comprensibile che gli sfaccendati ci marcino su.

Il ché non puó, come detto sopra che danneggiare coloro che vogliono integrarsi.

Non so, Elena...
A te il comune di milano ti da 152 euro al mese perché gli ultimi 5 caratteri del tuo codice fiscale sono carini?

No.

Gli inquilini del tuo palazzo pagano tutti le spese condominiali?

No.

Comunque non capisco di cosa ti lamenti.

Se un bianco spacca la testa a un "negraccio" ha commesso lo stesso identico reato che se la avesse spaccata a un "sofficie maiale".

Non vedo un motivo al mondo per cui il primo debba essere indagato piú accuratamente.

Se ti fermi a pensarci sú, chi pensa qualcosa di anche minimamente diverso... si merita il condomino che non paga le sue spese.
Qualcuno diceva che l'immigrazione è come la pioggia: mica puoi fermarla, la prendi e basta, tutto il resto è utopia. Io la penso diversamente. Penso che "il nord del mondo" debba fare ogni sforzo per aiutare i Paesi poveri (per guerre, carestie, arretratezze varie, danni prodotti dallo stesso "uomo bianco") a superare la propria condizione, rendendo così l'emigrazione una scelta e non una dolorosa necessità.
Penso anche che non è razzismo (ma perché, poi!) chiedere a tutti il rispetto delle regole di civile convivenza, che comprendono diritti e doveri, lo ripeto, per tutti. Penso che sia pericoloso voler a tutti i costi far accettare agli italiani un'immigrazione sproporzionata alle nostre capacità ricettive; interi quartieri delle nostre città (non certo i quartieri alti dai quali si scandalizzano i perbenisti "antirazzisti") costituiscono piccole "repubbliche a parte, dove regole religiose e d'altro tipo sostituiscono i nostri Codici. Non è razzista fregarsene altamente degli italiani che devono subire trasformazioni spesso pesanti delle proprie abitudini, delle proprie città, della cultura in cui sono cresciuti? So benissimo che molta parte dell'immigrazione non ha nulla a che vedere con fenomeni di delinquenza e trasgressione, ma pensate all'anziano che trova una moschea dove fino a poco prima sorgeva tutt'altro, alla famiglia di basso ceto che vede trasformato il proprio condominio in una realtà "aliena", a chi deve confrontarsi ogni giorno sotto casa con realtà criminali di ogni colore ...Ecco il rischio: a forza di negare, sempre e comunque, queste ovvietà, stiamo costruendo, di riflesso, una società realmente razzista, che per reazione ed ignoranza sviluppa per chiunque "venga da fuori" pregiudizi ed aggressività. Esistono scuole in Italia nelle quali oltre il 90% degli studenti sono stranieri. In sè la cosa non è negativa, ma il 10% di frequentanti italiani è possibile che viva un po' di disagio. Siamo quasi all'italiano come lingua straniera ... Non capiremo che tra immigrazione ed occupazione ci dovrebbe essere una certa differenza fino a quando non sarà troppo tardi. Sia chiaro: la colpa non è degli immigrati, ma nostra. E adesso cominciate pure a dire che sono razzista: so di non esserlo, ma so anche che per molti è impossibile cercare di riflettere su questi temi in modo razionale...
Rispondo in ritardo perché sono stato assente una settimana.

Per Andrea B.

Con buona pace dell' uguaglianza di tutti di fronte alla legge e per motivazioni che, ad un cultore dello stato laico come me, danno sinceramente molto fastidio.

Strano che non sia intervenuto Turz, lo aveva fatto brillantemente per un commento ad una notizia d'altro genere che sfiorava l'argomento "laicità".
Lo adatto qui: sta' tranquillo, i cultori dello Stato laico non devono provare alcun fastidio, né piccolo, né medio, né grande, per nessun motivo: lo Stato laico in Italia non c'è, almeno dal 1929.

Il "giratevi dall' altra parte durante il ramadan" della polizia francese è una bufala ?

Descritta in questi termini e accostata a tali circostanze, assolutamente sì. Una bufala sicuramente non disinteressata da parte di chi l'ha diffusa per primo. Come non è disinteressata la bufala di una lettera pubblicata su un giornale che diventa il discorso ufficiale di un primo ministro. Guarda caso, l'argomento di questo articolo...
Per puffolottiaccident

"hanno coscienza dei propri limiti, anche di organico."

Dunque non parla di problematiche morali, ma di problematiche tecniche.


Quando si parla di forze dell'ordine, invocare la morale equivale a raccontare una barzelletta. Secondo te la polizia o i carabinieri rifiutano di entrano nell'Istituto biblico di Roma in piazza Pilotta per timore di dio? Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere!!! Sono zone extraterritoriali sul suolo italico, come le ambasciate, e le forze dell'ordine non hanno giurisdizione diretta.

Accademia dei pedanti, te da che parte asserisci di stare?

Per quanto poco interessante possa essere per i lettori, a domanda rispondo: sto dalla parte della realtà, e quando si parla di argomenti simili non è poco. Gli Stati attuali hanno la facoltà di rendere difficile l'ingresso a cittadini stranieri e di espellere coloro che si sono clandestinamente introdotti sul territorio, ove individuati; facoltà peraltro limitata dall'assenza sulle coste dell'Unione Europea e lungo i confini terrestri di una barriera continua di filo spinato elettrificata.
Sul resto gli Stati democratici non hanno, né hanno mai avuto, né mai avranno la facoltà di controllare gli stranieri che già risiedono sul territorio e hanno un permesso di soggiorno permanente, o addirittura sono naturalizzati cittadini.
Cerebroleso è chiunque voti un partito che promette di influire su religione, costumi e attitudine alla legalità della minoranza straniera legalmente residente. Pure cerebroleso è il politico che queste promesse le fa sul serio, e non per gettare fumo negli occhi — il mestiere del politico è gettare fumo negli occhi, altrimenti chi lo elegge? — ma credendo davvero di condizionare una realtà che non conosce una volta al governo.

Un destronso, nell´improbabile caso sappia leggere, se legge i tuoi scritti gli vien voglia di far saltare uno scuolabus di maomettani o di bruciare un accampamento* rom (un esempio di pulsione bestiale)

Cos'è un "destronso"? Un incrocio fra un enantiomero del glucosio, una scrittura che non è né araba né ebraica né siriaca, un cavallo e... un escremento sodo?

Non so, Elena... [....]

Gli inquilini del tuo palazzo pagano tutti le spese condominiali?

No.


Nel merito risponderà Elena. Io chiedo solo: che accidenti ne sai dei condomini di Elena, eccezion fatta per l'unico di cui ha scritto? Qui davvero mantieni fede al tuo nome: "Noi puffi siam così/noi siamo puffi blu/puffiamo su per giù..." (Cristina D'Avena).

Se ti fermi a pensarci sú, chi pensa qualcosa di anche minimamente diverso...

Che sia avverbio o preposizione, "su" non vuole l'accento.
Per marco

Qualcuno diceva che l'immigrazione è come la pioggia: mica puoi fermarla, la prendi e basta, tutto il resto è utopia. Io la penso diversamente.

Crescerai anche tu, un giorno. E avrai gli occhi per vedere.

...Ecco il rischio: a forza di negare, sempre e comunque, queste ovvietà, stiamo costruendo, di riflesso, una società realmente razzista, che per reazione ed ignoranza sviluppa per chiunque "venga da fuori" pregiudizi ed aggressività.

Invece a parlarne tutti i giorni 24 ore su 24 pregiudizi e aggressività vengono prevenuti. Come no.
Tra l'altro questo silenzio e questa negazione del problema non lo vedo oggi, e non lo vedevo agli inizi degli anni Ottanta, quando l'immigrazione ha preso realmente piede in Italia. Forse a leggere solo la Gazzetta dello sport e Il Sole 24 ore certi argomenti non si trovano, ma la colpa non è della Gazzetta dello sport né del Sole 24 ore!

Sia chiaro: la colpa non è degli immigrati, ma nostra. E adesso cominciate pure a dire che sono razzista: so di non esserlo, ma so anche che per molti è impossibile cercare di riflettere su questi temi in modo razionale...

E mi sa che fra i molti ci sei pure tu...
@Accademia dei pedanti:
Cos'è un "destronso"? Un incrocio fra un enantiomero del glucosio, una scrittura che non è né araba né ebraica né siriaca, un cavallo e... un escremento sodo?

Ti vedo carente nello studio della lingua puffolottese :-)
In genere parla di "sinistronsi" (che a quanto so è sinonimo di "sensabrettelle"). Il termine definisce un sostenitore di quella specifica ala parlamentare (destra o sinistra) che sia anche (politicamente) un pezzo di lort.

Strano che non sia intervenuto Turz, lo aveva fatto brillantemente per un commento ad una notizia d'altro genere che sfiorava l'argomento "laicità".

Sono impegnato su altre questioni, in particolare una celebre indagine anti... ehm, diciamo pure bufala :-)

Comunque sei intervenuto anche più brillantemente di quanto avrei potuto fare io.

@marco:
Qualcuno diceva che l'immigrazione è come la pioggia: mica puoi fermarla, la prendi e basta, tutto il resto è utopia. Io la penso diversamente. Penso che "il nord del mondo" debba fare ogni sforzo per aiutare i Paesi poveri (per guerre, carestie, arretratezze varie, danni prodotti dallo stesso "uomo bianco") a superare la propria condizione, rendendo così l'emigrazione una scelta e non una dolorosa necessità.

Ti ha risposto Accademia dei pedanti, ma aggiungo una cosa: più i paesi sviluppati investono in quelli arretrati, più accelerano la disgregazione contadina (comunque necessaria prima o poi) e quindi l'emigrazione. In Cina risolvono (in parte) con le migrazioni interne, in India e in Africa no.
Non ho guardato le statistiche, ma mi aspetterei che la maggior parte dell'immigrazione arrivi dai paesi meno arretrati dell'Africa, cioè quelli in cui l'occidente (e la Cina) hanno investito di più.
Per l'accademia
Non insisto, anche perché temo che proseguire questa sorta di polemica con te non sia di particolare interesse per nessuno. Inoltre, dato che in fin dei conti l'argomento era uno "sbufalamento", direi che ormai ci siamo un po' tutti spinti parecchio fuori tema.
Permettimi però solo un'osservazione. Non trovo molto corretto né educato dare del cerebroleso a chi non condivide il tuo pensiero. Oddio, forse io personalmente dovrei ringraziarti: mi hai solo magnanimamente predetto che un giorno crescerò ed aprirò gli occhi e che attualmente non sono in grado di trattare le cose in modo razionale. Grazie, perché qua e là colgo nei tuoi interventi una specie di ottimistica fiducia nelle mie possibilità di sviluppo mentale. Come dire, al momento sono ancora un po' tardo, ma un domani chissà, potrei persino cominciare a ragionare e passare dalla "parte della realtà", dove se ho ben capito tu sei saldamente arroccato. Mi sfugge invece il senso del riferimento a Gazzetta e Sole 24ore; della prima so che è rosa e si occupa di calcio (vero?) del secondo conosco la radio, che a dir la verità non mi dispiace. Il nesso con il problema immigrazione? Ritieni che mi sia fatto una cultura -carente, ma certo- sull'immigrazione basandomi sull'assidua lettura ed esclusiva dei suddetti quotidiani? Tranquillo, posso contare su ben altre esperienze sul campo.
Piuttosto mi piacerebbe sapere (peccato che non questa non sia la sede adatta) cosa ne pensi di altri grandi temi come, per dire, l'inquinamento ambientale, la malavita organizzata o il problema della fame nel mondo ... aspetta, fammi indovinare, tu che sei dalla parte della realtà ritieni che non ci sia nulla da fare, per cui perché cercare soluzioni?
Un saluto e l'augurio di perdere un po' di supponenza. Esiste la remota possibilità che esistano punti di vista alternativi al tuo, e non per questo necessariamente sbagliati. E scusami se sono stato un po' pedante ...
Per Marco

A costo di autocitarmi, cosa che non sta bene sul web, devo ripetere il mio pensiero:

Semplicemente, quando si comprendono esattamente i termini della questione, si smette di parlarne così spesso: forse in matematica no, ma nelle scienze sociali esistono problemi senza soluzione, almeno nel breve periodo...

Umanamente capisco la tua ansia di presentare il tuo punto di vista e proporre soluzioni, ma chiedi a gente che ha lavorato a lungo sul campo, se non mi credi. Di soluzioni non ce ne sono, possiamo parlarne 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, compreso natale ed epifania. :-) Il punto non è parlarne: gli immigrati in Italia già ci stanno, e in Italia resteranno, perché nessuno può mandarli via o cambiarli, una volta residenti. Da qui non si esce.

Guarda che io non ho dato del cerebroleso a nessuno, almeno non direttamente. Ho risposto a una domanda in tema di puffolottiaccident. Il che non implica che debba rispondere a tutte le domande.
Il sindaco di Adro ad Anno Zero ha appena citato parte di questa lettera pensando che fosse vera... =_=

X-Bye
Stavo per segnalare la cosa, ma vedo che l'ha appena fatto imp.bianco... io ho inviato una segnalazione sul sito di Annozero, ma non confindo che le leggano.

Inutile dire che il sindaco leghista di Adro ha citato quelle parole per farle sue... quando fa ignoranza al quadrato?
Bene ! Stasera ad "Annozero" il perspicacissimo sindaco di Adro ha letto tutto questo papiro per giustificare la sua/loro posizione "non razzista" nei confronti di cittadini extracomunitari. ORA Sì CHE GODO A SAPERE CHE HA LETTO UNA BUFALA, ORGOGLIOSO COME L'AVESSE SCRITTA LUI! :D Firmato "extracomunitaria con permesso di soggiorno e accento emiliano"
@ Tukler
ho inviato una segnalazione sul sito di Annozero, ma non confindo che le leggano.

Veramente quelli di Annozero avrebbero un grandissimo interesse nello sbugiardare un sindaco leghista, quindi penso che ci sia speranza che leggano il messaggio, fosse anche nella puntata successiva.
Non ho visto la puntata di Annozero: ma conoscendo le strategie di Michele Santoro, non mi stupirebbe affatto che qualcuno in redazione sapeva benissimo della falsa citazione, ed è stato ben zitto. Sono trasmissioni-pollaio, inutile aspettarsi informazioni utili o inedite da parte degli ospiti, l'unico scopo è la zuffa e creare polemiche per il giorno dopo.
Beh, ma proprio perchè è una trasmissione pollaio, dire al sindaco leghista "guardi che quella citazione è falsa" sarebbe stato un ottimo modo per aumentare la ciaciara (considerando che dietro di lui c'erano numerosi sostenitori pronti a fischiare il Travaglio o il Santoro di turno).

Insomma, io penso che in quel momento, sbugiardare il sindaco sarebbe stata una mossa vincente da parte di Annozero: sia in termini politici (avrebbero potuto dare contro a un oppositore) sia in termini di audience (avrebbero scatenato l'ennesima telerissa su cui campano certe trasmissioni).

Ma c'è anche un'altra questione:la shit mountain.
Immaginiamo di essere presenti nello studio di Annozero e, sentite del parole del sindaco, ci ricordiamo che quella dichiarazione è una bufala.
Possiamo anche dirglielo: "guardi che il primo ministro australiano non ha mai detto quelle cose"...ma probabilmente, a meno di non ricordarci a memoria l'antibufala (con nomi, cognomi e date) non sapremmo come altro argomentare le nostre parole: avremmo bisogno di recuperare l'articolo, segnarci i nomi...e soprattutto riuscire a spiegare tutto in maniera da rendere il tutto "accattivante" per il pubblico.
Non dimentichiamoci che la teoria della shit mountain si basa su due presupposti:
- dire una stupidaggine non richiede alcuno sforzo. Smentirla richiede un sacco di ricerche e dispendio di tempo.
- lo sbufalamento della stupidaggine è quasi sempre meno "spettacolare" della teoria di partenza, ma anche più difficile da capire. E quando si deve convincere una platea, il debunker (che si trova costretto a dover utilizzare termini tecnici e specifici) deve riuscire a presentare le sue parole in modo che la platea si interessi a ciò che dice. Paradossalmente, il debunker deve essere 'tecnico' senza risultarlo troppo, altrimenti le sue parole verrebbero prese come una supercazzola gigante il cui compito sarebbe quello di confondere il pubblico.

Quindi immaginiamo che nello studio, qualcuno avesse detto che la citazione era fasulla.
Da una parte abbiamo un sindaco, che sta leggendo una dichiarazione scritta (e quindi in modo fluido e senza intoppi).
Dall'altra avremo un contestatore, che però è costretto a parlare basandosi sulla sua memoria, senza alcun dato scritto e che probabilmente è stato colto alla sprovvista dalla lettura di quel foglio.
Il contestatore, in questa situazione, parte svantaggiato.
Ad esempio, molti di voi si sono ricordati di questa antibufala al momento della lettura di quelle parole...ma quanti, al momento, si sarebbero ricordati tutti i passaggi dell'indagine?
Questa non è una bufala australiana
Tanto per la cronaca rifaccio copia ed incolla della lettera di scuse agli aborigeni australiani del I° Ministro australiano

Il 13 febbraio 2008 il neo-primo ministro Kevin Rudd ha mantenuto una sua promessa elettorale presentando le scuse ufficiali alle popolazioni Aborigene per la "Stolen Generation" (la generazione perduta):

«Chiediamo scusa per le leggi e le politiche di successivi parlamenti e governi, che hanno inflitto profondo dolore, sofferenze e perdite a questi nostri fratelli australiani. Chiediamo scusa in modo speciale per la sottrazione di bambini aborigeni e isolani dello stretto di Torres dalle loro famiglie, dalle loro comunità e le loro terre. Per il dolore, le sofferenze e le ferite di queste generazioni rubate, per i loro discendenti e per le famiglie lasciate indietro, chiediamo scusa. Alle madri e ai padri, fratelli e sorelle, per la distruzione di famiglie e di comunità chiediamo scusa. E per le sofferenze e le umiliazioni così inflitte su un popolo orgoglioso e una cultura orgogliosa chiediamo scusa. Noi parlamento d'Australia rispettosamente chiediamo che queste scuse siano ricevute nello spirito in cui sono offerte come contributo alla guarigione della nazione. Per il futuro ci sentiamo incoraggiati nel decidere che ora può essere scritta questa nuova pagina nella storia del nostro grande continente. Noi oggi compiamo il primo passo nel riconoscere il passato e nel rivendicare un futuro che abbracci tutti gli australiani. Un futuro in cui questo parlamento decide che le ingiustizie del passato non debbano accadere mai, mai più. Un futuro in cui si uniscano la determinazione di tutti gli australiani, indigeni e non indigeni, a chiudere il divario fra di noi in aspettativa di vita, educazione e opportunità economiche. Un futuro in cui abbracciamo la possibilità di nuove soluzioni per problemi duraturi, dove i vecchi approcci hanno fallito. Un futuro basato su mutuo rispetto, comune determinazione e responsabilità. Un futuro in cui tutti gli australiani, di qualsiasi origine, siano partner veramente alla pari, con pari opportunità e con un pari ruolo nel dare forma al prossimo capitolo nella storia di questo grande paese, l'Australia».
A prescindere da chi abbia detto cosa, il contenuto di questa mail si attaglia perfettamente a tutti i Paesi ove il fenomeno immigrazione è fortemente presente mentre la legge è fortemente assente, vedi l'Italia.
Le divisioni culturali e le incomprensioni che appestano il nostro mondo non sono dovute alle differenze culturali e religiose "di per loro" ma alla pretesa (neanche tanto celata) di vivere sempre e comunque a proprio modo senza accettare leggi ed usanze diverse dalle proprie.
Si potrà obiettare che questo è valido sia nel senso "immigrato vs. autoctono" e sia nel verso opposto ma PURTROPPO, finché non si troverà la panacea per risolvere questo secolare problema, rimarrà sempre intatto il nocciolo di fondo: chi dei due deve chinare la testa?
A questo punto la risposta mi pare ovvia: di certo non i padroni di casa.
[quote-"Mirella"-"/2010/02/antibufala-il-discorso-del-primo.html#c2560033874613217278"]
A questo punto la risposta mi pare ovvia: di certo non i padroni di casa.
[/quote]

Nessuno dei due deve chinare la testa ma parlarsi.

L'immigrato deve rispettare le leggi e i costumi del paese ospitante e gli indigeni accettare gli usi e i costumi di altre culture; sempre ammesso che queste non violino le leggi vigenti.

Poi chi sono i padroni di casa? Io vivo in una nazione quadri lingua con due religioni dominanti e l'ateismo come terzo incomodo (Cattolica romana 38.8% - Protestanti: 30.9% - Senza religione: 20.1%) e una quota di stranieri del 20% con punte del 40% in certe città.

Appartengo a un gruppo di minoranza ma nessuno dei miei concittadini viene a dirmi che devo abbassare la testa e uniformarmi al pensiero dominante.
E' ancora in giro adesso (2014) su Facebook https://www.facebook.com/301195573381493/photos/a.301195980048119.1073741826.301195573381493/303392923161758/?type=1&fref=nf
e allora perché è così difficile risiedere in Australia?!? ci avete mai provato?!? anche se la cosiddetta ricetta è una bufala i loro principi mi sembrano combaciare e anche giustamente….
sono un'insegnante abbandonata dallo stato e costretta a barcamenarmi in classi per metà zeppe di alunni che non parlano la nostra lingua, senza risorse per una vera integrazione, ma con demagogia a bizzeffe!!! Tra gli altri, ho un'alunna che è nata e cresciuta circa 13 anni fa in Italia, ma non sa utilizzare la lingua. Perché? perché a casa sua nessuno è interessato all'Italiano e si parla solo la lingua d'origine… questa cosa, oltre a dimostrare la grande mancanza di rispetto nei nostri confronti, dimostra anche che l'Italia e gli italiani non hanno alcuna dignità di popolo (del resto l'occupazione del Regno delle due Sicilie da parte dei piemontesi è stata una vera e propria occupazione di tipo "nazista" che sta ancora oggi dando i suoi tetri frutti)! L'aspetto più sconcertante, al quale nessun italiano pensa mai, è capire, per esempio a scuola, chi più di tutti ne fa le spese! Da quel che osservo io, gli alunni che hanno voglia di lavorare!!! questi sono completamente abbandonati a loro stessi e alle loro risorse, mai aiutati in un potenziamento, mai fatti emergere adeguatamente. Il livello si è così tanto spostato verso il basso che non ci rendiamo nemmeno conto che il futuro dell'Italia sarà ancor più penoso di quello a cui stiamo assistendo oggi!!! ps: non date colpe a noi insegnante, siamo l'ultima ruota del carro …sono le leggi di questo Stato, spesso abbondantemente inadeguate...
ps: non date colpe a noi insegnante, siamo l'ultima ruota del carro

Disclaimer: commento incommensurabilmente polemico!

... cioè, fammi capire... tu insegnante non riesci a fare il tuo lavoro perché gli alunni sono in maggioranza asini? Ed asserisci che non è colpa dell'insegnante elevare gli stessi dalla loro condizione asinesca? Ma allora a chi compete tirare fuori dall'asinume dilagante gli alunni? A chi compete insegnare l'italiano a chi non lo sa?

Rimanendo in tema, se un ragazzino non parla l'italiano, è più corretto far marciare il resto della classe a rilento oppure bocciarlo?

Ma allora a chi compete tirare fuori dall'asinume dilagante gli alunni?

Agli insegnanti e agli alunni. Perchè senza una delle due parti non viene fuori niente. Oddio, a bene vedere gli insegnanti non sono neanche poi così indispensabili. La mia passione per certe materie è resistita a insegnanti ben poco validi.

Solo che, Stu, l'insegnante, come tutti, deve essere messo in condizione di poter lavorare. E adesso non lo è. Allo stato attuale delle cose, in molte scuole l'insegnante è un soldato che viene mandato a fare la guerra dei giorni nostri con un modello 91. E con le pallottole contate. E con i nemici nel suo stesso fronte.
E purtroppo è vero quello che dice la signora, che cioè chi ne fa maggiormente le spese sono i ragazzi che vorrebbero imparare.

Rimanendo in tema, se un ragazzino non parla l'italiano, è più corretto far marciare il resto della classe a rilento oppure bocciarlo?

Nè l'uno nè l'altro. Quello che si dovrebbe fare è prima insegnargli l'italiano in una classe dedicata, poi inserirlo nel percorso standard. Soluzione praticata in altri Paesi, suggerita (a noi) da alcuni esponenti politici di nazioni da cui provengono gli immigrati, ma troppo poco demagogica e troppo di buon senso per aver futuro qui da noi.
Bah... che mondo... non pensavo che la sQuola fosse caduta così in basso già dal "poco alto" che era 25 anni fa...
Un contributo su uno solo dei tanti ostacoli sul cammino di chi vuole lavorare:

http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/Le-mie-battaglie-di-maestra-e-di-madre.aspx

@Stupidocane

Solo che, Stu, l'insegnante, come tutti, deve essere messo in condizione di poter lavorare. E adesso non lo è. Allo stato attuale delle cose, in molte scuole l'insegnante è un soldato che viene mandato a fare la guerra dei giorni nostri con un modello 91. E con le pallottole contate. E con i nemici nel suo stesso fronte.
E purtroppo è vero quello che dice la signora, che cioè chi ne fa maggiormente le spese sono i ragazzi che vorrebbero imparare.


Mia sorella insegna alle squole superiori. Qualche tempo fa ha obbligato un ragazzo a lasciare il suo iPad sulla cattedra perché ci giocava durante la lezione.
Suo padre, convocato per il comportamento sempre sopra le righe del suo pargolo, pensate che lo abbia rimproverato?
Proprio per niente, anzi, udite udite, voleva denunciare mia sorella per appropriazione indebita!

In una scuola un po' più autorevole, come era una volta, avrebbero sbattuto fuori a calci il padre e il figlio.
Invece il preside si è limitato a ricordare al padre le conseguenze di una controquerela da parte della scuola, senza nessun provvedimento nei confronti del figlio (salvo la nota disciplinare).

Il fatto più grave è che genitori come questo stanno diventando la maggioranza.
Il fatto più grave è che genitori come questo stanno diventando la maggioranza.

Voto di condotta. Basta quello per bocciare...
Voto di condotta. Basta quello per bocciare...

Oh, sì.
Solo che il voto di condotta viene deciso a maggioranza. E pure la bocciatura. E ogni uomo un voto*. E alcuni per partito preso votano sempre e comunque per la promozione. E in caso di parità vota anche il preside.
Capita l'antifona?

*ne consegue, per esempio, che se in una ipotetica classe di Liceo Classico il professore di Latino, Greco e Italiano è lo stesso, il suo voto vale come quello di (omissis). Idem per Matematica e Fisica in un Liceo Scientifico.
E allora si torna agli insegnanti...
@Giustizia

ho due curiosità.

La prima è "Perchè sei ancora lì ?"

Personalmente se mi dan qualcosa da riparare e mi stan addosso al punto che non posso metterci le mani, pianto tutto e vado altrove, un lavoro a 2k lo trovo dal venerdì al lunedì.
Personalmente mi son fatto un giro con un dentista dell'università di ayn shams... ho sentito nel nervo del 2° premolare sinistro inferiore tutta l'importanza di una istruzione tecnica e selettiva.

A chiedersi che tipo di adulti diverranno i bambini che stan crescendo adesso in Italia, c'è da mettersi a piangere.

Ma come disse quello, butta un bicchiere di vino in un barile di salsa di soya, e avrai salsa di soya, butta un bicchiere di salsa di soya in un barile di vino ed avrai salsa di soya...
@Stupidocane
E allora si torna agli insegnanti...

A quanto mi racconta mia sorella sì e no.

Ogni scuola ha bisogno di iscritti. Se gli iscritti diminuiscono, diminuiscono i fondi a sua disposizione (non ho dei riferimenti precisi su questo fatto ma pare che ogni scuola prenda dallo stato un TOT ad alunno).

Se diminuiscono troppo, la scuola viene assorbita da un'altra e il relativo posto di preside svanisce.
Inoltre, se gli iscritti diminuiscono non si formano le classi.
Se non si formano le classi si creano posti in esubero tra i docenti.
Se un docente è in esubero, lo trasferiscono.

Comincia ad esserti più chiaro il quadro?

Da un lato c'è il preside che fa pressioni di ogni tipo (cazziatoni inclusi) per impedire una bocciatura, anche durante l'anno scolastico (chiede di non dare verifiche troppo difficili, di alzare i voti all'orale, si inc***za se vede un 2 sul registro, ecc...); dall'altro lato c'è il docente ultimo arrivato, magari alla scuola dei suoi sogni, che prega i colleghi a non far scappare alunni altrimnenti diventerà un esubero.

Non dimentichiamo i genitori che vanno a lamentarsi al preside (spesso non vanno neppure dal docente) perché il loro diletto pargoletto angioletto non deve soffrire per un brutto voto "immeritato" solo perché non sapeva le tabelline (in secondo liceo!).

Ecco, quindi, che ci sono presidi pavidi, docenti "insicuri" e genitori arroganti che fanno a gara a chi rovina di più i ragazzi.
@Guastulfo: quadro desolante ma realistico.
Per curiosità, cosa insegna la sorella?
@martinobri
Per curiosità, cosa insegna la sorella?

E' abilitata nella classe 49A (o A49? non ricordo il codice esatto), comunque matematica e fisica, due materie che non danno nessuna possibilità di "nascondere" le nefandezze di certi studenti, soprattutto nelle prove scritte.
Uhm... Non mi stupisci più di tanto se siamo "nel mucchio" come grado di istruzione e del fatto che tanti ragazzi crescano con un senso critico pari a quello di una capra, alimentando il gruppo di ignoranti spocchiosi ma che pensano di sapere tutto comunemente chiamati "complottisti".

Si parla di meritocrazia, ci si indigna per chi ha la volontà e le capacità, ma non si fa nulla per mettere costoro in condizione di emergere. Ovvero nessuno si assume il rischio di perdere il posto di lavoro...

Tipico della nostra " Bell'Italia".

Sia chiaro che non vuole essere un attacco diretto all'insegnante qui sopra o a martinobri o alla sorella di Guastu.

È solo un'amara constatazione di come vanno le cose nel nostro Belpaese e del perché le nostre eccellenze se ne vanno all'estero impoverendo il parco intelligenze sul territorio.

Tutti promossi, tutti felici, tutti asini.
@Stupidocane
ma non si fa nulla per mettere costoro in condizione di emergere.

Semplicemente non si danno gli strumenti.
O, meglio, in apparenza la scuola li ha ma di fatto non li ha.

E' come se ti chiedessero di rivestire in marmo la piramide di Cheope in due ore senza spendere più di 100 Euro, non potendo usare più di 2 aiutanti e 2 zappe ("utilissime" per trasportare e lavorare il marmo).

Quando hai una "classe pollaio", con più di 30 alunni che devono essere interrogati tre volte a quadrimestre (altrimenti ci possono essere problemi con i genitori in primis: il loro pargolo non ha avuto tutte le chance per rimediare alle insufficienze), il tempo per le interrogazioni di dilata e quello per svolgere il programma si restringe (è la legge della relatività scolastica :-) ).
In più hanno ridotto le ore settimanali per materia (almeno, per gli scientifici lo hanno fatto).

Se le interrogazioni devono essere 3 e le ore di lezione diminuiscono indovina a scapito di cosa va il tutto? Della qualità del "prodotto" ovviamente!

Però, poi, si inventano la buona scuola, la bella scuola, la brava scuola, e così via di fantasia. La sostanza, però, non c'è.

Io c'ho il dente avvelenato su questo argomento, più che per mia sorella, perché ho due figlie alunne e sto facendo i salti mortali perché ricevano il minor danno possibile da questa situazione.
E ciò mi sembra assurdo.

A volte mi viene il dubbio se esista un complotto per rendere tutti ignoranti.
Ma forse c'è davvero visto che non c'è un complottista che abbia gridato al complotto della scuola.
@Guastulfo

Troppi cani sullo stesso osso, (Se stupidocane mi perdona la scelta del paragone XD) che cercano di dividersi quella poca ciccia rimasta.

Quello che mi domando è, ma uno che ha fatto le magistrali, non è buono per far nessun altro mestiere? a sentire i discorsi degli insegnanti frustrati e a non sentire mai discorsi di pizzaboys o lavapiatti che dicono: "ero un insegnante, ma mi son stufato di quel casino" mi vien da pensare che un insegnante sia come un cavallo zoppo.

Quando mi viene da pensare questo mi chiedo quanto abbia un cavallo zoppo da dire ai bambini su come ci si faccia onore nel mondo del lavoro.
Quando hai una "classe pollaio", con più di 30 alunni che devono essere interrogati tre volte a quadrimestre

E fosse solo quello.
Te ne racconto una, che putroppo è solo uno dei tanti esempi di mala direzione dai vertici nazionali.

Quattro o cinque anni fa arriva una circolare, partorita da qualche cervellone del Ministero, che dice che tutte le materie devono avere voti sia scritti che orali. Tutte, anche quelle, come la mia (scienze), che hanno sempre avuto un voto solo. E all'epoca avevo solo due ore a settimana. Immagina poi quelli che insegnano disegno, che hanno anche loro due ore alla settimana ma con due materie, disegno e storia dell'arte. Questi avrebbero dovuto fare almeno quattro compiti in classe al quadrimestre (due per materia), più quattro interrogazioni a quadrimestre (due per materia) per alunno. Con due ore alla settimana.

Ma c'è di peggio.

Quando secondo voi è arrivata questa comunicazione? A giugno per l'anno dopo? No. A settembre prima che iniziassero le lezioni, idiozia ma almeno si poteva correggere la programmazione prima di cominciare? No.
A metà ottobre. Con il programma dell'anno già avviato, con i primi compiti in classe già fatti. Io ho dovuto cambiare il programma da un giorno all'altro, abbandonando a metà certi argomenti, altrimenti non avevo materiale per fare delle prove scritte. Perchè, volendo lavorare non per desfesciare* le cose (concetto che ai capoccia del ministero suonerà esotico), una prova per essere per un voto scritto richiede che sia di esercizio: non può essere una interrogazione scritta, se no è un voto per l'orale.

Ma c'è di peggio.

L'anno dopo, dopo che avevamno reimpostato tutto quanto per questo nuovo modo di lavorare, arriva un'altra circolare: d'ora in poi tutte le materie devono avere un voto solo, nè scritto nè orale. Tutte, anche quelle come matematica o italiano, che hanno sempre avuto voto scritto e voto orale.
Il contrario dell'anno prima. E, come l'anno prima, senza uno straccio di giustificazione pedagogica al di fuori dei soliti fumosi preamboli.

Ma c'è di peggio.

Quando secondo voi è arrivata questa comunicazione? A giugno per l'anno dopo? No. A settembre prima che iniziassero le lezioni, idiozia ma almeno si poteva correggere la programmazione prima di cominciare? No.
A metà ottobre. Con il programma dell'anno già avviato, con i primi compiti in classe già fatti.

OCES (ogni commento è superfluo).
* Desfesciare: lombardismo col significato di "sbrigare più in fretta possibile un'incombenza con l'unico scopo di levarsela dai piedi".
Comincio a temere di aver confuso un Phantom Mc Donnell-Douglas con un Phantom Malagutti. Eppure lo sanno anche i bambini delle elementari che il secondo fa più casino del primo. Anche se non vedo dove, ci deve essere della giustizia in questo.
Fosse anche una bufale, il messaggio dovrebbe essere chiaro a chiunque crede di imporre la propria idea e peggio religione in paesi dove è ospite.
C.A.M., evidentemente non hai chiaro cos'è una bufalA.

Se è una minchiata inventata, come è possibile che il messaggio diventi "chiaro"?

È chiaro che è una bufala e quindi il tuo ragionamento xenofobo non sta in piedi.
Fosse anche una bufale, il messaggio dovrebbe essere chiaro a chiunque crede di imporre la propria idea e peggio religione in paesi dove è ospite.

Tralasciando la punteggiatura creativa, la tua frase poteva fermarsi alla parola "religione" e sarebbe risultata sensata: nessuno può imporre a qualcun'altro un' idea, così come una religione, ma anche pensiero politico, un'ideologia, i gusti musicali e cinematografici, ecc....

Ma nel momento in cui specifichi che il ragionamento è rivolto agli ospiti (dando quindi per scontato che esistano dei "padroni di casa") crolla tutto e si dimostra il classico messaggio che di solito inizia con "io non sono razzista ma...."
Non è che se uno è "arrivato prima" le sue idee, la sua religione e la sua cultura sono migliori. E di sicuro, non ha più diritto di altri a tentare di imporle.
Scusa Elena,
è verissimo che australiani, americani ed altri occidentali sono arrivati in terre altrui impadronendosene con la violenza, ma anche se manca la controprova, personalmente ritengo assai improbabile che senza la "tracotanza" liberista il mondo oggi starebbe meglio. A parte ciò, forse non hai mai pensato che tutta la storia dell'umanità è fatta di migrazioni e di conquiste violente. Anche noi italiani non avremmo né ius soli né diritto di parola, se sono veri l'arrivo di Enea nel Lazio, il dominio di Roma su Etruria, Gallia Cisalpina e Magna Grecia, le calate di Longobardi, Goti, Visigoti, Bizantini e compagni sulla penisola, etc.etc. Ma soprattutto, per quanti millenni ancora gli occidentali dovranno vergognarsi e stare zitti e penitenti per le loro colpe originali, e giustificare come logica e motivata conseguenza del loro colonialismo qualsiasi barbarie di Stati che pure si scelgono ormai da decenni governanti che sempre da decenni tradiscono i loro popoli come forse neanche il colonialismo più becero ? Ed infine, non potremmo allora anche noi occidentali imputare i nostri pur numerosi errori a quei bastardi di Adamo, Eva e Caino ?
che se poi vogliamo essere precisi e' l'uomo bianco ad essere l'estraneo in australia, quindi se e' vero che chi entra in un paese deve adattarsi alla cultura locale bisognerebbe che tutti iniziassero a vivere come gli aborigeni...
Segnalo che attualmente il messaggio gira su WhatsApp in seguito ai fatti di Parigi.
Bufala o non bufala quanto è scritto esprime esattamente un concetto che tutti dovremmo condividere. Inoltre è inaccettabile che coloro che pretendono trattamenti, in un paese straniero, adeguati alle loro necessita religiose, usanze e costumi, IMPONGANO nei loro paesi l'adeguamento ai loro costumi a chi in quei paesi si trovi per qualsivoglia motivo. Ogni Stato ha diritto alla propria sovranità lasciando a tutti coloro che ne facciano parte (anche immigrati) di esprimere il loro culto, le loro usanze e costumi ma nel rispetto incondizionato della libertà reciproca. E' impensabile togliere il Crocefisso dalle aule scolastiche solo perché nella stessa aula è presente un individuo di religione diversa da quella Cattolica. Il nostro Paese ha una sua religione fondamentale, nel rispetto del culto altrui, ma non può e non deve permettere lo stravolgimento delle radici da cui è nato e su cui poggia.

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
ART. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento
giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con
le relative rappresentanze.
anche se è una bufala australiana, dovrebbe circolare anche in Italia.Chissà che vada nel comprendonio dei nostri politici.che fanno di tutto per vuotare le nostre tasche e riempire le loro. ramona
anche se è una bufala australiana, dovrebbe circolare anche in Italia.Chissà che vada nel comprendonio dei nostri politici.che fanno di tutto per vuotare le nostre tasche e riempire le loro. ramona
Ramona,

Nel caso non te fossi accorta, il testo del "discorso" È in italiano e GIRAVA in Italia già nel 2010.

A parte la politica spiccia e pantofolaia, rimane comunque una bufala, un falso e se lo prendi per buono, pur con le migliori intenzioni di "farlo entrare nel comprendonio dei nostri politici" è comunque falso.

In altre parole, come disse uno più saggio e più nobile di me, il fine non giustifica i mezzi. Ammesso e non concesso che il fine rimanga il "comprendonio".

Nel caso del messaggio "Australiano" bisogna scuotere il polso a nostri connazionali, personalmente nella mia triste esperienza lavorativa con una persona Senegalese ho subito prepotenza ed arroganza e solo Dio sa quanta fatica ho fatto per uscirne fuori.
Le lamentele per come si vive qui, citando la migliore condizione di altri stati europei, nessuno ti ci ha costretto a verire qui e nessuno ti trattiene, sei libero di andartene, oppure se solo osi contraddirli ti dicono che sei uno schiavista
Cerchiamo di stare bene attenti io ho sempre cercato un rapporto alla pari, ma ora essendo più numerosi ci costringeranno a far loro da servi o peggio
Ranieri-G

Esagerato...
iup, difficile far la guerra con 3'000'000'000 di persone che fan una fatica che Dio solo sa ad uscire da una situazione appena un pochino buffa e poi dicono: "qualcun'altro degli altri 2'999'999'999 dovrebbe svegliarsi."
Ranieri certo esagera, ma c'è anche del vero in quel che dice. Non dimentichiamo mai che i nostri immigrati, la cui vita da noi è senza dubbio ben difficile, e vuoi per questo vuoi per costume hanno un senso molto forte della comunità, si scambiano immediatamente ogni utile informazione, sanno benissimo quel che possono reclamare perché parte del nostro sistema largamente riconosciuto, a quali uffici ed istituzioni rivolgersi per aiuto, quali gruppi, partiti e centri sociali sono sensibili alle loro aspirazioni e si oppongono a quelle di segno contrario, a chi rivolgersi per un alloggio o qualche lavoretto "comodo", quali limiti di tolleranza hanno polizia e giudici, etc. Soprattutto, per loro è naturale convincersi (talora non senza rabbia, come insegna Parigi in questi giorni) che stranieri o no, abbiamo tutti diritto alle stesse cose; e se qualcuno ha la fortuna di avere di più, questo di più in linea di principio non gli spetta e va spartito. Ok, pur non essendo comunista, in parte posso essere anche d'accordo, ma ovviamente fino ad un certo punto, finché ogni mio bene a me non è calato dal cielo ma con anni di lavoro e fatica. E comunque sia, io ho convissuto a lungo con decine di nigeriani: i loro diritti sono sempre sacrosanti, e pazienza se urtano con i tuoi; al contrario, per loro non esiste alcun dovere, se non per forza maggiore, perché la loro condizione di indigenza li giustifica sempre in tutto.
È una bufala?
Che peccato, pensavo che al mondo ci fosse rimasto ancora qualcuno, con le palle!
Il folle dello Zen,

Fisicamente le hanno circa la metà della popolazione terrestre, metaforicamente molti di più.

Gente che tira su figli con stipendi da fame, gente che guarisce dal cancro, gente che combatte contro invalidità permanenti ma va avanti lo stesso...

Leoni da tastiera? Non pervenuti.
@Mauro

Hai circa colto il punto:

"sanno benissimo quel che possono reclamare perché parte del nostro sistema largamente riconosciuto"

Largamente riconosciuto, certo... ma c'è un piccolo dettagliuccio... piiiiccolo piccolo piccolo: non è stato fatto. Solo riconosciuto, il chè significa che è rimasto allo stadio: "sarebbe bello se..."

Come spiegarlo a chi non lo ha capito mentre succedeva?

Immagina un uomo di un quintale, che vorrebbe usare un ascensore, ma la corda tiene 80 kg... chiede all'amministratore di risolvere il suo problema.

l'amministratore dice: "mettiamo una corda più grossa, costerebbe tot euri"
Il formidabile risponde: "non voglio spendere soldi, l'ascensore dovrebbe essere un mio diritto, tantopiù che ho i ginocchi fragili"
L'amministratore dice: "mangia meno bomboloni al mattino"
il formidabile, indignato dice: "abbiamo dichiarato dei diritti, non vedo perchè dovrei rinunciare ai bomboloni."
l'amministratore pensa e ripensa, e dice: "ho trovato, DE-CRE-TIA-MO che da oggi in poi, l'accelerazione gravitazionale sulle persone e solo su di esse non è più 9,8 m/(s*s)" ma 7 m/s*s, così adesso pesi 70 kg e puoi usare l'ascensore tranquillamente.

e l'italiota dice: "Yayyyyyyyy!!! Ho vinto! Gli ho fatto paura!"

@Stupidocane...

Buh, io non capisco l'immane fatica di cui parla Ranieri, a dire il vero.
Quando mi son ritrovato ad avere un nonno di Tokyo per assistente, ed ho capito che nessuna vedova a Gaza e nessun orfano in Malaysia mi odia quanto lui, quando ho realizzato che il potere del [nonno di tokyo] è assoluto ed insindacabile, allora son andato dai "cinesi" ed ho detto: "Da maggio torno a lavorare qui", e il "cinese" ha detto: "questa è un'ottima notizia."
Sì , sarà anche taroccato in alcuni punti , ma i principi laici che esprimono quelle affermazioni sono largamente condivise in quei paesi civili . Magari avessimo politici Europei così ! ( a caso , ma mica tanto..Francesi e soprattutto italiani!)
@puffolottiaccident

mi spiace, non capisco cosa vuoi dire. Puoi chiarire ?

(PS: Vedo che vivi in Germania. Per lavoro ho avuto a che farci per 30 anni: beh, lì è facile parlare di legalità, rispetto all'Italia è un altro mondo)
ciro vallone,

Se è taroccato, come fa ad essere condivisibile?

Se reputi condivisibile una cosa falsa, è molto probabile che sia falsa anche la percezione di condivisibiltà o che venga recepita come tale.

In altre parole, se una cosa la si reputa condivisibile partendo dai propri preconcetti, la sua condivisione potrà essere accettata solo tra chi avrà gli stessi preconcetti, ergo non necessariamente corrispondenti alla realtà e non necessariamente condivisibili in sé.

Mauro,

Purtroppo non esiste un dizionario puffolottese-italiano, italiano-puffolottese.

Ci vogliono anni per cominciare ad intravedere un filo logico nei suoi scritti criptici e comunque anche riuscendoci, arrivare a capirlo fino in fondo è fuori della portata di noi comuni esseri umani.

Parla il linguaggio degli dei. Noi possiamo solo ascoltarlo.

:)
Se riesco traduco:

C'è chi si approfitta dei propri diritti e chi cerca di far quadrare il "bilancio dei diritti" facendo in modo che siano uguali per tutti. Può succedere che, nella smania di non calpestare i diritti di nessuno, si facciano delle leggi assurde e contro logica o che, molto più plausibilmente, la coperta dei diritti sia troppo corta e tirandola da un lato con regole che si credono avvedute, si accorcia comunque dall'altro.
@Mauro

Più o meno è come dice Stupidocane.

Posso farti mille esempi, ma il mio discorso è lo stesso che hai fatto tu: "Perchè dovrei lavorare più di quello che mi serve perchè altri si godano i frutti del mio lavoro?"

Trovo sbagliato che persone intelligenti, colte e previdenti si ritrovino senza le risorse per generare ed educare una prole perchè si vedono DERUBATI di tali risorse da pezzenti che li han battuti in velocità tralasciando l'edificazione di un ambiente sano per crescere i figli.

Ma non è questo il punto, si parlava degli immigrati che studiano, si informano ed usano queste leggi populiste a proprio vantaggio.

Leggi che gli italiani han voluto per tutelare e promuovere l'idiocrazia.

Il [senegalese] fra parentesi quadre ne approfitta? non potrebbe farlo se al momento giusto gli italiani avessero un attimo riflettuto sul fatto che le risorse REALI devono essere prodotte o raccolte da qualche parte.

Gli italiani non vogliono che la polizia guardi troppo sotto i sellini delle biciclette, i [senegalesi] lo imparano in fretta.
Perchè chi spende 7 euri per un paio di pantaloni, 3 per 2 t-shirts e 15 per una giacchetta è spesso intelligente anche se la modestia dello stilista lo fa apparire stupido agli occhi degli stupidi.
@Stupidocane

Quasi...

Non è tanto la smania di non calpestare i diritti di nessuno...

Più corretto è dire: la smania di inventarsi diritti che non hanno senso, dal nulla, e che comunque il cittadino aveva già.

Tu hai il diritto di andare su Saturno in bicicletta, per esempio. Lo hai sempre avuto, e ti sfido a trovarmi un articolo del codice civile, del codice penale, del codice marittimo che te lo vieta o ti nega il diritto.

Per andare su Saturno in bicicletta ti serve una rampa di legno duro, diciamo 40 o 50 metri di rampa, probabilmente una tuta da palombaro e certamente una bicicletta.

Queste son robe che il cittadino dovrebbe provvedersi da solo oppure rinunciare al diritto in questione e lasciare l'opportunità a chi può farlo fruttare in modo più proficuo, con maggior beneficio per il progresso materiale e spirituale della società.

Il [senegalese] ha fregato [ranieri] usando gli strumenti che [ranieri] ha chiesto ed ottenuto quando aveva in mente di fregare [me].
Non ne sono lieto, non ho mosso un dito affinchè succedesse, è solo la fisica newtoniana in azione.
Ammetto la mia ignoranza ho ricevuto il post e lo girato pari pari.
Questo però non toglie che è quello che pensano tante persone come mè non serve fare i buonisti con chi cerca di approfittare delle pieghe del nostro sistema e ci si infila senza problema alcuno .
Io sono pienamente d'accordo sulla libera circolazioni di tutti senza distinzione alcuna , ma sono anche d'accordo sul fatto che dove vado mi devo adeguare al sistema che trovo e comunque cerco di fare le mie cose senza dover offendere nessuno o obbligare qualcuno che si adatti a me .
In oltre se è vero che chiunque e libero di fare nel vero senso della parola quello che vuole noi possiamo fare altrettanto a casa di altri.
Se io vado casa di un mussulmano (premetto che rispetto qualsiasi religone) mi lascia mettere un crocefisso o nasconde le sue immagini sacre per paura di offendermi?
Questo non succede perchè già non avviene a casa mia di conseguenza io mi adatto al sistema altrui.
Prima di pretendere bisogna darlo i rispetto .
Quindi se non ti piace il nostro sistema te ne puoi sempre andare sei tu che sei venuto qui non sono io che sono venuto a cercarti.
E non nascondiamoci dietro il discorso profughi percè le brave e rispettose persone non hanno bisogno di essere difese dagli ipocriti.
@Unknown

Tu hai ragione. Queste persone hanno ragione.

Però...
C'è il fatto che stiam parlando di un problema che non si risolve giocando con le parole o mugugnando per dietro.

Il fatto è questo: se non puoi sconfiggere qualcuno in "raccolta pomodori", è impensabile muovergli guerra.

Per raccogliere pomodori uno deve alzarsi alle 5, per far guerra uno deve alzarsi alle 4;

L'italiota deve vincere lì, per vincere questa "guerra". Se il sioux dice:"Si ma il cowboy lavora 13 ore e se ne fa pagare 5" allora il sioux dovrà lavorarne 14 e farsene pagare 4, se vuole vincere.
Bufala o no,che importanza ha ? E' evidente che si tratta dell'opinione di una persona che esprime le sue idee sll'argomento ,e come tale è perfettamente rispettabile ..Non mi pare corretto ricorrere al trucco di descriverla come bufala per mistificarne il significato.Di solito si definiscono Bufale ..quelle cose che non hanno nessun fondamento ,che sono inventate di sana pianta con diversi scopi,nessuno dei quali però prevede una corretta informazione. In questo caso invece si tratta di una opinione .Ma forse l'opinione di una persona non ha valore solo perche non si tratta di un politico ? Certo il politico ha anche la facolta di legiferare nel suo paese e quindi promuovere leggi che assecondano il suo punto di vista.Ma cio non toglie valore alle affermazioni .Io vorrei fare mia l'ultima frase di questa bufala e rivolgendomi agli islamici vorrei dire :Rispettate il Paese che vi ha accettati e i suoi abitanti e indirizzate ogni vostro comportamento a questo credo .Se non lo fate è indubbio che non meritate di essere accolti e dovreste essere messi nella condizione di lasciare davvero il Paese. Rispettare le leggi del Paese che vi ha accolti non è una opzione ,ma una regola :di ladri ,stupratori ed assassini ne abbiamo a iosa tra i nostri compaesani purtroppo,non sentiamo il bisogno di aggiungerne altri
Misterfranko,
Il fatto che sia attribuita al Primo Ministro Australiano che invece non le ha mai pronunciate è più che sufficiente per classificarla come bufala!! Se attribuisci al Papa una dichiarazione a favore dell’aborto, del divorzio, dell’eutanasia o del sacerdozio femminile e invece è una assolutamente legittima dichiarazione di qualsiasi altra persona, non è forse una bufala? Qui non si entra nel merito di quanto detto, ma del chi NON ha detto. Mi sembra più che evidente….
Misterfranko,

Se fosse un'opinione, l'avrebbe firmata con nome e cognome. Usare un personaggio famoso come paravento fa scadere sia l'opinione (che non è così importante da metterci la firma) e l'opinionista (si c**a in mano a dire certe cose di persona).

Detto ciò, decade la "rispettabilità" dell'opinione in quanto non espressa come tale ma come storiella raccontata da "a mio cuGGino".

Non entro nel merito della rispettabilità delle opinioni in generale ma un appunto posso farlo: il rispetto non va dato a prescindere ma meritato. Questo vale anche perle opinioni. Come al mondo ci sono persone rispettabili e non, anche alcune opinioni possono essere rispettabili mentre altre no.

Niente e nessuno merita rispetto a prescindere. Cortesia sì. Rispetto... beh, è da vedere.

Ad esempio, questo qua che spara sta vaccata del primo ministro australiani non ne merita nessuno. Né per il contenuto, né per la forma che ha deciso di usare per esprimere la SUA opinione da becero bigotto con la coda di paglia.
Sarebbe una bufala anche se riflettesse perfettamente il pensiero del personaggio a cui è attribuita, se lui non ha detto esattamente quelle parole.
...e oggi 4 gennaio 2017 l'ho ricevuto un'altra volta. Non morirà mai.