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20 commenti

Stampa di poster con Mac OS X

Stampare poster su fogli A4 con Mac OS X? Si può usare Tiler


R0022484In questi giorni mi sono trovato a dover stampare una mappa lunare piuttosto grande. Invece di ricorrere a un servizio di stampa su fogli di grande formato, con conseguenti costi e tempi, ho usato Tiler, un programma per Mac OS X (5 dollari), per stampare la mappa su fogli A4, che poi ho assemblato.

Tiler stampa qualunque file in formato PDF e permette di scegliere la scala esatta di stampa: basta usare l'accorgimento di definire per prima cosa un numero di pagine sufficienti ad accogliere l'immagine nella scala desiderata.

Per esempio, per stampare questa mappa in scala esatta con il mio modello del modulo lunare Apollo ho calcolato che la scala di stampa era pari al 120%. Così ho impostato la stampa su 4x6 fogli, poi sono andato nelle impostazioni di pagina di Tiler (File > Page Setup) e ho immesso 120%. Tiler ha accettato questo valore, a conferma che il numero di fogli scelto era sufficiente (altrimenti avrebbe dato una scala inferiore). Il programma tiene conto anche dei margini non stampabili dalla stampante. Il risultato è nella foto qui sopra: una mappa in scala 1:72 del luogo dell'allunaggio dell'Apollo 11. Fatta in casa, senza plotter.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “andrea.bar*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
54 commenti

Quiz: immagine vera o fake?

Esame della vista per smanettoni diventa gaffe televisiva?


Vi va di giocare? Allora vediamo quanti nanosecondi ci mettete a determinare se questa immagine è autentica o no, usando la logica e gli strumenti della Rete. Buon divertimento.



2012/01/01: La soluzione


La risposta al quiz è qui.
41 commenti

Quando i fotoni giocano a flipper

Luna illuminata. Dalla Terra


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

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Ieri sera ho scattato questa foto della luce cinerea: nella falce al primo quarto, illuminata direttamente dal Sole, si scorge la zona della Luna che in quel momento è in ombra rispetto al Sole. Come mai? È rischiarata dalla luce della nostra Terra, che a sua volta riceve la propria luce dal Sole. E noi vediamo la zona in ombra perché la sua superficie riflette verso di noi la luce che il nostro pianeta le ha mandato.

Confusi? La luce parte dal Sole, colpisce la Terra, che la riflette verso la Luna, che la riflette verso la Terra, dove colpisce l'occhio dell'osservatore. Un rimbalzo ripetuto di fotoni che è visibile anche a occhio nudo in condizioni favorevoli, ma viene esaltato qui dalla sensibilità della fotocamera.

Per i curiosi, i dati EXIF sono qui; aggiungo che ho usato un obiettivo manuale zoom 650-1300 f/8-16 impostato a 1000 mm f/12.3, prestatomi da Andrea Tedeschi.
118 commenti

Caraffe filtranti che trasmutano gli elementi?

Caraffe filtranti “trasformano calcio e magnesio in sodio e potassio”. Piombo in oro no?


Secondo Daniela Lanni su La Stampa, le caraffe filtranti trasmuterebbero gli elementi. Il suo articolo dice che “trasformano calcio e magnesio in sodio e potassio, soprattutto nei primi litri di acqua erogata dopo l'installazione del nuovo filtro”.

Ho il sospetto che ci sia qualche leggera imprecisione. Chimici che mi leggete, questo è pane per i vostri denti.
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Il fallimento dell’astrologia, edizione 2011

Le pulci alle previsioni degli astrologi per il 2011. Ancora una volta, fallimento totale di questi cialtroni


IMG_1980L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ogni anno il CICAP fa quello che ogni credente nell'astrologia o in qualunque arte divinatoria dovrebbe fare: prendere le previsioni fatte da questi sedicenti profeti per l'anno che si sta concludendo e vedere chi ci ha azzeccato e chi no.

La faccio breve: è un fallimento totale. Prendo qualche esempio dal comunicato stampa del CICAP che mi è arrivato stamattina e che trovate qui sul sito del CICAP.

"Segnali di ripresa rispetto al 2011", "la ripresa economica si intravede... da giugno a dicembre", "annata di tendenziale espansione per USA, Cina e India nel primo semestre, e per Germania ed Europa in generale nel secondo semestre", "a partire dalla primavera l'economia conoscerà un netto miglioramento" (Astra e Almanacco di Barbanera).

L’astrologo Antonio Alessi ha addirittura "inviato una lettera al governo per avvisare di un grosso sisma sottomarino, con conseguente devastante tsunami, per il 10 giugno". Il sisma e lo tsunami non ci sono stati.

"Secondo l’interprete di Nostradamus Manfed Dimde, citato in un libro di Carlo Patrian del 1995, il 2011 avrebbe visto lo scoppio della terza guerra mondiale". La terza guerra mondiale non s'è vista.

Idem per gli extraterrestri: il CICAP segnala che "Brezsny, il celebrato astrologo dell’Internazionale, intervistato da Riccardo Staglianò sul Venerdì di Repubblica prevedeva «novità sul fronte delle intelligenze extraterrestri». A meno che non siano state insabbiate dai Men in Black, non ce ne sono state."

Teodora Stefanova (Canale 5), che a quanto pare si fa mandare le soffiate da un alieno di nome Unilsan, aveva previsto che il 2011 sarebbe stato "l’anno della rinascita di Berlusconi, grazie all’alleanza con Casini e Rutelli a maggio. Il PdL avrebbe cambiato nome, Saviano e Montezemolo sarebbero entrati in politica, sarebbe iniziata la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sarebbero stati risolti tutti i problemi a L’Aquila e la “monnezza” sarebbe sparita entro gennaio 2011 dalle strade di Napoli." Come no.

Certo, qualcuno ha anche azzeccato qualche vaga previsione, ma il trucchetto è semplice: basta farne tante e prima o poi qualcuna, per casualità, coincide con la realtà. È il Principio dello Scoiattolo Cieco: a furia di cercare, prima o poi persino uno scoiattolo cieco troverà una ghianda.

La mia domanda è sempre la stessa: di fronte a questi ripetuti fallimenti, ha senso che i giornali e la TV incoraggino queste corbellerie? Ha senso che si paghino profumatamente dei cialtroni per apparire in televisione e spaventare la gente con annunci catastrofici? Secondo me, ha senso solo se si vuole rincoglionire il paese per rendere più facile fregarlo.

Mah. Ridiamoci sopra e cogliamo l'occasione per capire meglio come funziona il nostro cervello, in modo da evitare queste trappole: il CICAP ha pubblicato uno speciale online sull'astrologia e ha usato la scienza per realizzare l'unico oroscopo che funziona davvero. Provare per credere. Più seriamente, su Queryonline trovate un magnifico articolo di Stefano Bagnasco che spiega come si dimostra sperimentalmente l'inefficacia dell'astrologia e come non incappare in errori quando si fa demistificazione sull'argomento.
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Splendida sintesi del pensiero complottista

Stefano Disegni prende in giro il complottismo e i complottisti: specialmente quelli che credono di aver capito tutto e che trattano gli altri come deficienti ottusi che non hanno visto la luce della Oscura Verità. Ce n'è per tutti: 2012, sbarco sulla Luna, 11 settembre... e Giulietto Chiesa.

È stata pubblicata dal Fatto Quotidiano. Dove scrive Giulietto Chiesa. Boh.

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Lasseter a Milano: scampolo di conferenza stampa

John Lasseter a Milano, la conferenza stampa



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Auguri da un gatto speciale

Saetta vi augura buone feste


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Grazie a Marina e Giovanni per il permesso di pubblicare la foto. Auguri a tutti!
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Video di una cometa? Di un UFO? No, rientro di missile

Spettacolare video del rientro di un missile


Grazie a Phil Plait di Bad Astronomy per la segnalazione.


Aggiornamento: non so se l'autenticità di questo specifico video è stata confermata o meno, ma sta di fatto che ci sono numerose immagini analoghe provenienti da varie fonti. La traiettoria e l'orario coincidono con il rientro di una parte di un missile russo che ha portato una capsula Soyuz alla Stazione Spaziale Internazionale il 21 dicembre ed è rientrato la sera della vigilia di Natale. Maggiori dettagli, con foto, sono su Bad Astronomy.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/12/23

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

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I primi minuti di “Moonscape”. E c’è anche “Contact Light” in italiano

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/12/23.

Ecco il montaggio preliminare del primo quarto d'ora del mio documentario Moonscape: dedicato al primo sbarco sulla Luna. Questa parte copre la discesa di Neil Armstrong, con la sua fatidica frase “un piccolo passo per (un) uomo, un grande passo per l'umanità”, vista da due angolazioni: la ripresa su pellicola a colori, fatta dalla cinepresa di bordo, e la diretta televisiva restaurata.

Mancano i titoli di testa e la voce narrante, e uno spezzone è ancora preliminare (il riversamento definitivo è in viaggio [aggiornamento: è arrivato]), ma dovrebbe già darvi un'idea di come sarà Moonscape in versione finale. Il documentario sarà disponibile anche in versione tradotta in italiano e sarà accompagnato da un libro che spiega ogni singola fase e le chicche nascoste delle immagini.


Mi schianto a dormire qualche ora e poi proseguo.


Aggiornamento 2011/12/23


Lo spezzone che era in viaggio è arrivato, per cui l'ho inserito al volo e ho ripubblicato qui sopra il video, aggiungendo i ritocchi che avete suggerito. Grazie a tutti dell'incoraggiamento: questi primi minuti sono il frutto di un paio d'anni di preparazione, indispensabile per affrontare una materia così tecnica e complessa. Da qui in poi è tutto in discesa e procedo spedito.

Anzi, già che c'ero ho aggiornato anche Contact Light, il mio documentarietto che ricostruisce la discesa verso la Luna della stessa missione usando sempre i filmati originali restaurati e riversati in HD, e l'ho tradotto in italiano. Eccolo nelle due versioni. Buona visione.



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“Luna?” edizione 2012 debutta su Kindle anche in Italia

Finalmente anche Amazon.it offre e-book: festeggio con l'edizione 2012 di “Luna?”


Era ora. Anche la versione italiana del sito di Amazon offre finalmente la possibilità di acquistare un lettore di e-book Kindle. C'è solo la versione base del lettore, ma è già qualcosa. Vedremo se anche gli italofoni troveranno utile la lettura digitale, per consumare più cultura e meno carta e magari ripescare i classici offerti a costo zero.

Per fruire dei libri digitali di Amazon non occorre comperare un Kindle: si può anche scaricare il software gratuito di lettura per computer Windows e Mac, iPhone, iPad, Blackberry e dispositivi Android e Windows Phone 7. Anzi, per molti versi il software è migliore del Kindle hardware, che ha una leggibilità straordinaria e riposante ma ha ancora grossi problemi nella giustificazione del testo ed è in bianco e nero.

Per festeggiare l'arrivo di Kindle in Italia ho pubblicato su Amazon.it l'edizione 2012 di “Luna? Sì, ci siamo andati!”, il mio libro di risposta ai complottisti lunari e di celebrazione del coraggio e dell'ingegno di coloro che lavorarono al progetto Apollo. È disponibile a prezzo simbolico: meno di sei euro (l'importo esatto dipende dall'IVA). Non credo nell'idea dell'e-book come oggetto di lusso o status symbol da vendere a prezzo uguale o maggiore del libro cartaceo. Se siete a corto di idee, potete sfruttarlo come regalo di Natale che potete recapitare digitalmente al destinatario senza buttarvi nel trambusto dello shopping natalizio.

L'edizione Kindle del mio libro non è lucchettata con DRM, ma comunque per non creare dipendenze da una piattaforma specifica ho reso scaricabili gratuitamente le edizioni 2011 di “Luna?” in formato PDF ed EPUB. Resta disponibile anche l'edizione cartacea. Le differenze fra le edizioni sono elencate qui. Buone letture!
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La storia del drone USA “catturato” in Iran

Droni e social engineering


Generale: "Allora, come facciamo a far arrivare Stuxnet 2 in Iran? Le penne USB non basteranno più".

Sergente: "Se facessimo atterrare lì in emergenza un drone infetto?"

Adoro le menti contorte e creative degli esperti di sicurezza informatica. In questo caso, la mente è quella di Mikko Hypponen e il suo tweet originale è questo.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/12/16

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

  • L'industria del videogioco conta più di quella del cinema: “Call of Duty” batte “Avatar” per il minor tempo richiesto per incassare un miliardo di dollari.
  • L''imminente debutto della Timeline di Facebook, che rivoluzionerà l'uso di questo social network, nel bene e nel male, spingendoci a immettervi non solo il nostro presente ma anche il nostro passato; riemergono i vecchi post, con potenziali nuovi imbarazzi.
  • Youhavedownloaded.com permette un facilissimo monitoraggio pubblico dei download P2P effettuati da chiunque: basta conoscerne l'indirizzo IP. Con lo stesso sistema si è arrivati alla presunta scoperta di download illegali effettuati da case cinematografiche, agenzie di riscossione dei diritti d'autore e dalla residenza ufficiale del presidente francese Sarkozy.
  • Chicca: la prima registrazione sonora, datata 1860, recuperata 140 anni dopo con l'aiuto dell'informatica.
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11/9, stasera sono a Bagnaria alle 20.45

Dibattito sull'11 settembre stasera a Bagnaria


Questa sera alle 20.45 sarò al Centro Aggregazione di via Manzoni 2, Frazione Ponte Crenna, Bagnaria (PV), per una conferenza-dibattito sulle tesi alternative intorno agli attentati dell'11 settembre 2001, patrocinata dalla Provincia di Pavia. L'ingresso è libero e i dettagli sono sul sito del Comune.

A proposito dell'ultima "scoperta" dei complottisti, secondo la quale l'ex vicepresidente Cheney avrebbe "ammesso" di aver fatto abbattere uno dei quattro aerei dirottati, la bufala è spiegata in dettaglio qui su Undicisettembre.info.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/12/09

Pronto il podcast del Disinformatico di oggi


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico (sì, mi sono quasi strozzato durante uno degli interventi; abbiate compassione, ho mal di gola). Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

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Moran Cerf, l’informatico pagato per rapinare le banche

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 9/12/2011 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Un penetration tester, nonostante il nome allusivo, è in realtà un informatico pagato da un ente o da un'azienda per mettere alla prova i suoi sistemi di sicurezza tentando di superarli come farebbe un criminale. Moran Cerf è stato per alcuni anni uno di questi penetration tester e ne ha combinate di cotte e di crude. Una delle sue avventure, in particolare, è diventata famosa in Rete grazie a un video nel quale racconta freneticamente la volta che rapinò una banca con il consenso della banca stessa. Ma non via Internet: andando in banca al grido di "Questa è una rapina!".

Una decina d'anni fa Cerf si guadagnava da vivere, insieme a due assistenti, rubando dalle banche israeliane via Internet da mille a diecimila dollari ogni settimana. Quando glielo chiedevano, violava i loro sistemi e poi restituiva il maltolto e spiegava all'istituto committente come aveva fatto e come si poteva evitare che i ladri veri facessero altrettanto. Ma in un caso le cose andarono un po' diversamente.

Andiamo indietro nel tempo, fino a settembre del 2000. In quel periodo, Cerf e colleghi riescono a violare informaticamente una piccola banca ben prima della scadenza dell'incarico. Avendo così un po' di tempo libero, Tami, la sua collega, nota che il contratto include anche la possibilità di usare mezzi fisici, e così propone a Cerf di fare una vera rapina alla banca in questione.

Tami, racconta Cerf, ha appena lasciato il suo partner ed è un po' instabile e non riesce a togliersi di testa l'idea. Non capita tutti i giorni di trovarsi nella posizione di poter rapinare una banca e di poter dire "tranquilli, me l'ha chiesto la banca” se le cose vanno storte. Lei lo prega e lo supplica, e alla fine Cerf acconsente.

Pianificano il colpo: la banca è piccola e c'è una sola cassiera. Basta andare quando non ci sono clienti e non ci saranno complicazioni. Prenderanno una cassetta di sicurezza specifica e più tardi la restituiranno. Ma la rapina non va come previsto.

Tami annuncia il classico "Questa è una rapina!". Indietro non si torna. Uno deI "rapinatori" chiede alla giovanissima cassiera di portarlo a prendere la cassetta di sicurezza concordata, intanto che i colleghi scattano foto per documentare eventuali altre falle di sicurezza della banca, come per esempio Post-It con password bene in vista. La cassiera non si scompone e li asseconda.

Cerf, che fino a questo punto si è finto cliente, non ha nulla da fare, così aiuta il collega facendogli da scaletta per permettergli di scattare le foto. La cassiera torna con la cassetta ed è molto confusa quando vede un cliente (o quello che lei pensa sia un cliente) aiutare un rapinatore a fare foto. La cassetta di sicurezza viene aperta e nascono i problemi: contiene gioielli di altissimo valore, per cui non la possono portare via perché supera il limite concordato con la banca per il test di sicurezza.

I "rapinatori” cominciano a litigare sul da farsi e la cassiera comincia a ridere. Uno dei colleghi di Cerf, un diciassettenne, attacca bottone con la cassiera e comincia a darle il suo numero di telefono. Cerf gli fa notare che mettersi i passamontagna e poi dare alla cassiera il proprio numero di cellulare non è una gran furbata, ma ormai la "rapina" sta andando a rotoli. Poi entra in banca una signora con un bambino in braccio, e Tami, la “rapinatrice” collega di Cerf, la aiuta reggendole il pupo e cantando una ninnananna.

A quel punto Cerf si rende conto che il piano è un disastro e ordina alla cassiera di rimettere a posto la cassetta di sicurezza. La cassiera, con aplomb straordinario, risponde che se la possono mettere a posto da soli e tira loro le chiavi. Tami scoppia a piangere e gli improvvisatissimi rapinatori scappano dalla banca. L'unico che ride, nell'auto con la quale fuggono in preda all'imbarazzo, è il collega più giovane, che già pregusta l'appuntamento con la cassiera della banca che ha appena rapinato.

Ed è così che Moran Cerf ha potuto combinare la rapina più sgangherata della storia e farla franca. Poi dicono che l'informatica è noiosa.
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Pirateria in Rete: le leggi attuali bastano, secondo il Consiglio Federale

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 9/12/2011 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

La legislazione svizzera in materia di download di film, telefilm, musica e altre opere vincolate dal diritto d'autore è molto differente da quella degli altri paesi: non punisce lo scaricamento puro e semplice (senza condivisione). Solo la condivisione, se avviene al di fuori della cerchia della famiglia, è punibile. Un approccio che per alcuni titolari di diritti d'autore incentiva la pirateria audiovisiva. Ma il Consiglio Federale ha pubblicato un rapporto, disponibile in francese e in tedesco ma non in italiano, secondo il quale le regole attuali sono adeguate e non c'è bisogno di cambiarle.

Sulla base di studi precedenti risulta che “in Svizzera fino a un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi” e che “nonostante il grande interesse dei media e le numerose campagne di sensibilizzazione, la maggioranza degli utenti di Internet continui a non distinguere le operazioni lecite e illecite”.

A conti fatti, dice il rapporto, la cifra spesa per l'intrattenimento è rimasta invariata: “invece di acquistare supporti audio e video, i consumatori investono la parte risparmiata in concerti, visite al cinema e prodotti di merchandising”. Il suggerimento per le case di produzione, quindi, è “adeguarsi ai nuovi comportamenti dei consumatori”.

Ogni volta che nasce una nuova tecnologia nei media c'è chi ne abusa, e questo è il prezzo del progresso, dice il rapporto, aggiungendo che i vincitori saranno coloro che sapranno usare a proprio vantaggio queste tecnologie e i perdenti saranno coloro che continueranno a usare modelli commerciali vecchi. Chi scarica frequenta maggiormente i concerti e compra più giochi di chi non scarica. Anche le piccole band, secondo il rapporto, traggono beneficio dal fatto che gli utenti possono scaricare per assaggiare i loro brani prima di decidere sull'acquisto invece di dover andare a scatola chiusa.

Il rapporto esamina anche le norme antipirateria di altri paesi, come per esempio l'HADOPI francese, giudicata troppo costosa (12 milioni di spesa) e di dubbia legalità. Anche filtraggio o blocchi a monte sarebbero inopportuni, perché ostacolerebbero la libertà d'espressione e la privacy e comunque sarebbero aggirabili.

Inoltre, nota il rapporto del Consiglio Federale, è praticamente impossibile per le società svizzere dare la caccia ai piccoli condivisori, perché non è permesso archiviare in massa gli indirizzi IP di chi usa i circuiti di file sharing, come è necessario fare per cogliere in flagrante chi condivide illecitamente, e quindi manca un elemento di prova fondamentale.

Fonti aggiuntive: Torrentfreak.
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“Scie chimiche”, dibattito oggi pomeriggio a Genova

Docente di meteorologia e sostenitore delle “scie chimiche” a confronto stasera a Genova


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/12/08 12:20.

Finalmente a confronto un esperto di meteorologia, Andrea Corigliano (docente di meteorologia presso l'Istituto Tecnico Aeronautico di Genova), e un sostenitore della tesi delle “scie chimiche”, Rosario Marcianò. L'incontro si terrà oggi alle 17:30 presso il Berio Café a Genova e verrà trasmesso in diretta in streaming.

C'è chi afferma che le recenti inondazioni che hanno colpito Genova siano eventi artificiali causati attraverso l'uso delle “scie chimiche”: un'accusa gravissima, che implicherebbe enormi complicità da parte di piloti, controllori di volo, governi, autorità militari e meteorologi. Sarà un confronto interessante fra fatti scientifici e deliri paranoici.

Tutti i dettagli sono qui su Meteorologica.it, qui su Beriocafe.it e qui su Casissa.it, il sito dell'organizzatore e moderatore dell'incontro.

Aggiornamento: per non intasare il mio canale Twitter solito (@disinformatico), ho attivato un altro ID Twitter per gli eventi dal vivo come questo: @AttivissimoLIVE. Stasera, se lo streaming funziona, commenterò lì in diretta il dibattito. Se la cosa vi interessa, seguitemi quindi su @AttivissimoLIVE.

Questa è la registrazione del dibattito:



Post eventum


Spero che resti disponibile la registrazione della serata, perché se ne sono viste e sentite davvero delle belle. Per esempio, il pubblico che è insorto e non voleva farmi parlare, con una splendida dimostrazione di democrazia e tolleranza. Marcianò e i suoi fan che hanno interrotto due volte Corigliano, che si dev'essere chiesto in che gabbia di matti era finito. Marcianò che mi ha accusato di essere titolare di millemila blog che lo insultano (non lo sono, ovviamente; figuriamoci se perdo tempo con queste bambinate) e che si è lanciato in un epico fuori onda in cui pestava i pugni e strillava che non voleva assolutamente che io intervenissi, dandomi del “delinquente”. Guardate il video e piangete.

Dal punto di vista tecnico, il confronto è stato molto semplice: da un lato c'era un meteorologo esperto che ha spiegato, seppur prolissamente e con molti tecnicismi, che il clima non si può modificare selettivamente, che le frequenze di HAARP non possono scaldare l'atmosfera per semplici ragioni fisiche (HAARP emette onde radio, non radiazioni infrarosse, e le frequenze radio non possono interagire con le molecole dell'atmosfera), che HAARP non devia gli uragani (basta guardare i grafici dei loro spostamenti, sempre uguali); e che le alluvioni di Genova "sono fenomeni assolutamente naturali" dovuti principalmente alla temperatura del Mediterraneo, più alta del normale, e gli aerei non c'entrano niente. In altre parole, le "scie chimiche" sono una bufala. Fine della storia.

Dall'altro c'era Rosario Marcianò. Una persona che non ha nessuna qualifica di meteorologia ma pretende di saperne di più di Corigliano e teorizza un colossale complotto, inanellando una serie spettacolare di castronerie scientifiche. Dice che tutti i pianeti si stanno riscaldando (vuol dire che ci sono gli aerei chimici anche lì? Su Marte o Venere?). Dice che non si capisce da dove verrebbe l'acqua delle scie quando l'umidità atmosferica è zero (risposta: gli aerei bruciano idrocarburi e un motore d'aereo espelle circa un chilo d'acqua al secondo, basta chiedere ai tecnici). Dice che il supercomplotto segretissimo fa atterrare gli aerei segretissimi negli aeroporti civili. Accusa le università italiana di essere omertose per “obblighi di mestiere” e afferma che il riscaldamento globale è una bufala. Prima dice che le “scie chimiche” servono per distruggere le nubi, poi dice che servono per far piovere a comando (si decida, una buona volta).

Secondo Marcianò, la Puglia avrebbe finanziato un progetto per il controllo del clima (accusa anche Vendola, quindi?). Le “scie chimiche” servirebbero ai militari per seccare l'aria, altrimenti i loro impianti radio non funzionano. Nelle “scie chimiche” ci sarebbe l'Escherichia coli, che poi si ritroverebbe nella neve. E la neve mischiata con l'E. coli si riconoscerebbe perché fa essiccare la pelle. Giuro, ha detto proprio queste cose.

In altre parole, da un lato c'era un esperto qualificato e dall'altro c'era un dilettante improvvisato. L'esperto ha serenamente e scientificamente fatto a pezzi le tesi strampalate di Marcianò. Il confronto, a rigor di logica, in un mondo normale, doveva concludersi con la resa incondizionata e le scuse del dilettante. Macché. Marcianò, subito dopo essere stato smentito da un docente di meteorologia, ha ribadito imperterrito che le “scie chimiche” esistono e che il controllo artificiale del clima è una realtà ed è una enorme congiura. E il pubblico lo ha applaudito.

Io sono intervenuto via Skype sopportando un ritardo di parecchi secondi (circa 15) fra quando qualcuno in sala parlava e quando io lo sentivo (via streaming, perché l'audio di sala non arrivava via Skype), per cui le mie osservazioni sono state un po' sfasate (da 2h37) e questo mi ha fatto dilungare. Comunque nonostante il rumoreggiare del pubblico ho fatto in tempo a chiedere a Marcianò se se la sentiva di accusare l'ENAV, i piloti italiani, i controllori di volo italiani e i militari italiani di questo omertosissimo complotto e di aver causato le alluvioni di Genova. La sua risposta è stata affermativa: la potete sentire da 2h44 in poi. Membri dell'ENAV, piloti dell'Alitalia, controllori di volo, italiani in divisa: siete stati accusati pubblicamente di disastro da Rosario Marcianò. Volete lasciar correre?

Ma il mio intervento non è stato significativo per quello che ho detto. È stata molto più importante la reazione del pubblico. Sembrava di assistere ai Due Minuti D'Odio di 1984. Strilli e insulti davvero molto, molto eloquenti (“basta linguate nel culo ad Attivissimo”, “testa di cazzo”, eccetera, a 2h40 circa). Fantastico autogol: gli sciachimisti si sono resi patetici da soli. Ogni volta che parleranno, gli si ricorderà questa scenetta patetica.

E a Marcianò si ricorderà ogni volta la sua spettacolare sbroccata fuori onda all'idea di lasciarmi parlare: è da 2h05 in poi, con il suo memorabile “Io Attivissimo non lo voglio sentire”, vero monumento alla tolleranza e al dialogo, e il suo “porca puttana” con pugno sul tavolo al solo ricordo della storia della vendita in beneficenza del cappellino CIA.

Il video è già stato visto da quasi 3500 persone e seppellisce definitivamente ogni sua pretesa di serietà. Se qualcuno riesce ad estrarre lo spezzone e trascriverne l'audio della sbroccata, è da incorniciare e pubblicare su Youtube.

Questi sono i sostenitori delle “scie chimiche”. Questo è il prezzo che si paga per aver permesso all'antiscienza di diffondersi grazie a trasmissioni idiote che danno spazio ai deliri di chiunque e a una scuola dove conta più saper recitare Carducci che sapere cos'è la fisica.

Per chi volesse capire come stanno realmente le cose, c'è sempre il blog La bufala delle scie chimiche, con i link a tutti i documenti e alle spiegazioni degli esperti. Quelli veri, compreso Andrea Corigliano, che ha scritto un bel documento di chiarimento.


Aggiornamenti


2011/12/07. Ho riscritto l'articolo per includere qualche dettaglio aggiuntivo. Inoltre il video del dibattito è stato reso privato. Non conosco il motivo.

2011/12/08 11:15. Il video è tornato disponibile. Adriano Casissa, l'organizzatore del dibattito, mi ha chiarito privatamente via mail (con permesso di pubblicazione) che aveva “temporaneamente sospeso la visualizzazione” del video perché gli è stato “segnalato che lo stesso sarà probabilmente oggetto di analisi da parte della magistratura per eventuali querele” in merito “alle affermazioni relative alle accuse di responsabilità dell'Aeronautica nell'alluvione ligure”. La sospensione era dettata dal timore di un possibile coinvolgimento del BerioCafè nella vicenda, ma questo timore è stato risolto e ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Il video ha già avuto 4251 visualizzazioni.

2011/12/08 12:20. La mia domanda a Marcianò (2h43): “Chiedo al signor Marcianò se se la sente di affermare che le alluvioni di Genova sono state causate dagli interventi di aerei chimici, perché in questo caso bisogna accusare l'ENAV, i piloti, i controllori di volo, i militari italiani – non stiamo parlando di potenze straniere, stiamo parlando dei nostri piloti, delle nostre compagnie aeree. Tutti sono omertosi? Io vorrei sapere dal signor Marcianò se se la sente di fare queste accuse. Sono molto gravi. Le faccia pubblicamente e sporga denuncia. Grazie.”

La risposta di Marcianò (2h45m40s): “Be', io non dovrei rispondere alle domande di un cacciatore di bufale, in quanto dovrebbe occuparsi di bufale e non di attività chimiche di aerosol clandestine o di geoingegneria clandestina. Si sa che le attività di aerosol sono presenti, sono un dato di fatto, e quindi è chiaro che eventuali incidenti di percorso possono anche avvenire. Qui non si sta dicendo che un'alluvione è stata indotta in maniera scientifica voluta. Si sta dicendo che in campo generale, lavorando nell'ambito della geoingegneria a livello italiano, quindi anche a livello globale, gli incidenti di percorso ovvero le alluvioni come in Thailandia, laddove la modificazione climatica è legale e palese con tanto di cartoni animati, gli incidenti sono cosa facile e verificabile. Tant'è, ripeto, che noi abbiamo previsto quello che si sarebbe verificato. Punto. Non c'è altro da dire. E ho risposto anche a un cacciatore di bufale, che [voce dal pubblico: “No, non hai risposto. Sporgerà denuncia o no? Se la sente?”] di bufale dovrebbe occuparsi”.

Mia osservazione: “Mi scusi, lei sta eludendo la domanda. Le ho chiesto, sono colpevoli o no quelli dell'ENAV che non hanno denunciato il fatto?”

Risposta di Marcianò: “Allora, io direi che la Protezione Civile avrebbe dovuto occuparsene. L'ENAV, che è coinvolta in reati di vario tipo, non può essere da esempio per questa sala [applausi] in quanto ci sono diversi milioni di euro che sono stati versati in tangenti per dare alle compagnie di volo le autorizzazioni. Quindi l'ENAV, che per conto suo potrebbe e dovrebbe essere un ente affidabile, non lo è più, signor Attivissimo.”

Mia domanda: “E i piloti di linea dell'Alitalia, delle compagnie aeree di tutto il mondo, anche loro sono colpevoli?”

Marcianò: “Noi abbiamo delle testimonianze, che manderemo a tempo debito, che dimostrano che le compagnie low-cost e anche altre compagnie sono coinvolte a pieno titolo, come d'altronde ebbe già ad indicare Edward Teller nel 1997 ad una conferenza verificatasi proprio qui in Italia, signor Attivissimo [applausi]. E le denunce ci sono, solo che la magistratura non ha mai dato seguito.”

Mia domanda: “Quindi la Ryanair è colpevole di irrorare con le scie chimiche? [pausa] Allora anche i magistrati sono omertosi?”

Nessuna risposta. Lascio a ciascuna delle organizzazioni e delle categorie accusate pubblicamente da Marcianò di corruzione e di concorso in disastro valutare se e come procedere in sede legale.

Se qualcun altro trova e trascrive altre dichiarazioni interessanti di Marcianò, me le mandi via mail o le segnali nei commenti, indicando il minutaggio.
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Come barano i medium: Rosemary Altea

La “medium” Rosemary Altea colta a barare: che squallore approfittarsi di chi ha perso una persona cara


Massimo Polidoro ha pubblicato una chiara presa di posizione del CICAP sulla sedicente medium Rosemary Altea e ha incluso nell'articolo un video che mostra i trucchi usati dalla donna per sembrare credibile.


Come fa Altea a sapere che l'uomo con la camicia azzurra ha perso la madre? Glielo ha chiesto prima fuori onda.

E quando la “medium” sbaglia a descrivere la personalità della madre e si accorge che il figlio non conferma la descrizione, la ribalta con la disinvoltura di una vera professionista: “per qualche motivo lei è nervosa... [nessuna reazione del figlio]... e questo proprio non è da lei [reazione positiva del figlio]... lei in realtà è chiacchierona”. Geniale.

C'è di peggio: come mai la medium sa che la coppia ha perso una figlia ed è anche in grado di precisare che si è suicidata? La coppia aveva parlato, prima dello spettacolo, con l'agente di Rosemary Altea, che oltretutto ha piazzato nel pubblico amici e conoscenti. Anche la seconda coppia di genitori era amica dell'agente di Altea.

Con premesse di questo genere è facile essere sensitivi. Non fatevi fregare. Leggete i dettagli nell'articolo di Polidoro, pubblicato anche sul settimanale Oggi.
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Flazioproject è uno spammer: come fargli capire che sbaglia

Gli spammer sono la forma di vita più misera del pianeta. Anche su Twitter


Se c'è una cosa che mi piace di Twitter è la sua concisione obbligatoria. È un ambiente pulito, spiccio, efficiente. Ma c'è sempre qualche anima patetica che pensa di poter sfruttare la Rete per i suoi comodi e viene a sporcare.

Stamattina ho visto questo nella mia coda di Twitter (uso Tweetie):


In realtà non c'è nulla da "segnalare": il link porta semplicemente al sito Flazio.com, che propone servizi informatici per la creazione di siti Web e altro. È spam, insomma.

Vado a vedere gli altri tweet dell'utente @flazioproject e trovo questo:


In pratica @flazioproject ha mandato tweet a persone che hanno un buon numero di follower nella speranza di farsi notare e promuovere il proprio sito Flazio.com per luce riflessa, per così dire. Classica tecnica di spamming.

Stando a Domaintools, Flazio.com è intestato a Flavio Fazio con questi dati pubblici (da verificare):

Registrant:
    Flavio Fazio
    Flavio Fazio        ()
    Via Lungomare 26, 26
    Sant Alessio Siculo
    Sant Alessio Siculo,98030
    IT
    Tel. +39.3335256506

È uno spammer italiano, insomma, non uno dei soliti che arriva da chissà dove. Sta in un paese nel quale c'è una legislazione antispam piuttosto precisa che punisce questi comportamenti. È uno che crede che sia lecito farsi pubblicità a scrocco attraverso lo spamming. È un furbo, nella più triste accezione del termine.

Se è pubblicità che vuole, l'avrà, anche se forse non sarà del genere che sperava. Io ho segnalato @flazioproject come spammer e l'ho bloccato su Twitter, invitando circa 50.000 miei follower a fare altrettanto (si va su https://twitter.com/#!/flazioproject, si clicca sull'icona dell'omino e si sceglie Segnala flazioproject per spam).

Poi ho creato questo articolo che spiega che @flazioproject ha fatto spamming a favore di Flazio.com e linka Flazio.com, in modo che chi cerca informazioni in Google su Flazio.com troverà questo articolo e capirà che tipo di ditta è Flazio.com. Se vi va di linkare questo mio articolo nei vostri siti, blog, twitter, toolbar di Netcraft, c'è una buona probabilità che Flazio.com abbia un ritorno molto educativo dalla propria campagna di spamming. E che magari altri che pensavano di fare la stessa furbata ci pensino due volte prima di abusare di Internet.

Spammer, non fate arrabbiare la Rete. La Rete sa tenersi pulita.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/12/02

Podcast del Disinformatico pronto


Sono preso dal lavoro al documentario Moonscape sul primo sbarco sulla Luna, che conto di distribuire in versione preliminare entro Natale, per cui non vi preoccupate se non scriverò molto in questo blog nei prossimi giorni. Intanto segnalo che trovate temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della puntata del Disinformatico radiofonico di venerdì scorso.

Nella puntata ho raccontato la storia di colui che fece 10 milioni di dollari di danni con sei righe di codice e una nuova tecnica di quantificazione dei ritocchi fotografici (grazie a @sebattiato per la correzione, fra l'altro). Ho anche cercato di fare brevemente il punto sul programma spione CarrierIQ trovato negli smartphone e segnalato una notizia decisamente paradossale: la sigla degli spot antipirateria sarebbe stata piratata. Nel podcast trovate anche una versione un po' speciale di questo spot, con la voce di Angelo, il mio anfitrione radiofonico di venerdì. Ma quella di IT Crowd resta irraggiungibile.