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66 commenti

L’UFO di Curiosity è un fake

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sono di fretta, ma spero di arginare il dilagare dell'ennesima falsa pista ufologica, subito ripresa da Ilvostro e Attualissimo. Un imbecille ha fabbricato un video che sembra mostrare un oggetto luminoso che attraversa il cielo di Marte, visto da Curiosity.

Piccolo problema: Curiosity non è attrezzato per realizzare video così fluidi. L'inquadratura indica che si tratta della ripresa di una Hazcam, una delle telecamerine di manovra, che non può realizzare video.

Dettagli a breve.

Aggiornamento: i dettagli sono già stati pubblicati egregiamente da Luca Boschini su Queryonline. Non occorre che io aggiunga nulla.
50 commenti

Riuscite a recuperare questa foto di Neil Armstrong sulla Luna?

Negli archivi della NASA c'è la collezione completa delle foto scattate dagli astronauti dell'Apollo 11, compresi gli scatti riusciti male, come questo:


Si tratta della foto AS11-40-5894, che è fortemente sottoesposta come parecchie altre, però ha una particolarità: nell'angolo in basso a sinistra contiene la sagoma di un astronauta. Dall'esame delle registrazioni video e audio dell'escursione lunare risulta che si tratta di Neil Armstrong.

Se fosse possibile, con i mezzi digitali di oggi, elaborare l'immagine per correggerne la sottoesposizione, avremmo finalmente una foto decente di Neil Armstrong all'esterno sulla Luna. Questo è il massimo che i lettori del mio libro sui complotti lunari sono riusciti a estrarre finora: sapete fare di meglio? Se volete cimentarvi, scaricate la foto a media risoluzione da questo link. Quella che mostro qui sopra è un'altra scansione, a maggiore risoluzione ma ottenibile solo dalla NASA con una procedura un po' complicata. Potete cliccarvi sopra per ingrandirla e poi scaricarla.

Neil Armstrong sulla Luna.


Primi risultati


Paolofuture mi ha mandato questa, che è notevole:


So che da un paio d'anni è in corso un progetto di nuova scansione di tutte le foto lunari, ma non sono riuscito ad avere informazioni recenti.
80 commenti

Neil Armstrong: miniguida per evitare errori nei media

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/09/05.

La morte di Neil Armstrong sta scatenando una pioggia di articoli contenenti castronerie. Spiccano quella della NBC, che aveva inizialmente annunciato la morte di Neil Young, quella di People, che ha pubblicato in grande una foto di John Young; e quella di Repubblica, che è ben più di una castroneria: ha spudoratamente copiato da Wikipedia e poi ci ha anche appiccicato sopra la dicitura “Riproduzione riservata” in un articolo spettacolarmente infarcito di errori. Uno per tutti: la doppia “più alta onorificenza civile”. No, dilettanti copioni di Repubblica, non vi farò il favore di dire quali sono gli altri errori. Arrangiatevi, oppure fate una donazione all'Astronaut Scholarship Foundation e ne riparliamo. Grazie, intanto, a @cattivascienza per le segnalazioni.

Segnalo brevemente qui gli errori più ricorrenti, così i giornalisti seri possono evitare di commetterli e i lettori possono evitare di farsi imbrogliare dagli incompetenti. Tutte le foto citate sono tratte da Apollo Archive.


La foto dell'impronta non mostra il primo passo e non ritrae Armstrong


Quella foto, numero di catalogo AS11-40-5877 (mostrata qui accanto), insieme alla sua gemella AS11-40-5878 e a quella con il piede dell'astronauta AS11-40-5880, fu scattata decine di minuti dopo il primo passo e mostra in realtà un'impronta di prova pianificata. Inoltre non fu prodotta da Armstrong ma dal suo compagno di escursione lunare Buzz Aldrin.

Esiste anche la ripresa a colori del momento in cui Aldrin produce quest'impronta. L'evento è documentato in dettaglio nell'Apollo Lunar Surface Journal. Ma La Stampa l'ha attribuita ad Armstrong.


Nessuna delle foto celebri dell'escursione lunare dell'Apollo 11 raffigura Neil Armstrong; si vede solo Aldrin


I due astronauti avevano una sola fotocamera, che si passarono per scattare foto secondo una scaletta predefinita molto precisa che definiva Armstrong come fotografo principale. Aldrin aveva il compito di scattare foto di natura tecnica. Inoltre la telefonata inattesa del presidente Nixon scombussolò in parte la scaletta. Nella concitazione si finì per non scattare foto intenzionali di Armstrong, che compare solo parzialmente in alcuni scatti.

Questo è Aldrin, non Armstrong. Foto AS11-40-5874.

Anche questo è Aldrin, non Armstrong. Foto AS11-40-5903.

L'unica foto decente di Armstrong durante l'escursione lunare. Dettaglio della foto AS11-40-5886.

Ci sono anche i fotogrammi della ripresa automatica fatta dalla cinepresa 16mm situata dentro l'abitacolo, ma sono piuttosto sgranati: qui ce ne sono un paio da un riversamento HD, quello di Footagevault, decisamente migliore di quelli che stanno circolando in queste ore.

Neil Armstrong sulla Luna. Dettaglio di fotogramma dalla ripresa automatica in 16mm.

Neil Armstrong sulla Luna. Dettaglio di fotogramma dalla ripresa automatica in 16mm.
Neil Armstrong sulla Luna. Fotogramma integrale tratto dalla ripresa automatica in 16mm.


Se vi serve una foto di Armstrong sulla Luna che abbia una buona risoluzione, usate questa, scattata mentre il modulo lunare era ancora sulla Luna, dopo l'escursione all'esterno:

Neil Armstrong nel modulo lunare Eagle, ancora posato sulla Luna, dopo aver compiuto insieme a Buzz Aldrin l'escursione lunare. Foto AS11-37-5528.

Il ritratto frontale viene spesso diffuso in versione ritoccata


Attenzione al rispetto delle norme sul ritocco giornalistico: l'originale (mostrato qui sotto, foto AS11-40-5903) è inquadrato male, tanto da troncare l'antenna radio sopra lo zaino di Aldrin.

Foto AS11-40-5903 integrale.
Ma spesso viene aggiunta una fetta di cielo falsa per bilanciare esteticamente la foto, come nel caso mostrato qui sotto:

Questa versione è falsa (cielo aggiunto).

Un peccadillo estetico, certo, ma resta il fatto la foto con la fetta di cielo aggiunta non è una rappresentazione fedele della foto originale, e i giornalisti che ancora si ricordano che cos'è la deontologia professionale e quindi hanno regole di trasparenza che proibiscono l'uso non dichiarato del fotoritocco farebbero meglio a segnalare che il cielo nero sopra Aldrin è falso.


Il video del primo passo non è quello in cui si vede Neil saltare giù dalla scaletta


Molto spesso viene presentata una sequenza televisiva in bianco e nero in cui si vede un astronauta saltare giù dalla scaletta del modulo lunare, ma non è quello il momento in cui Armstrong fece il vero primo passo e pronunciò la famosa frase “Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità”. Il primo passo è quasi invisibile nelle registrazioni della diretta TV e fu compiuto dopo che Armstrong si era soffermato ai piedi della scaletta, con i propri piedi sull'ampia zampa circolare del modulo lunare. Armstrong poggiò cautamente il proprio piede sinistro sulla superficie lunare, tenendosi alla scaletta, e pronunciò la storica frase.

Di questo momento esiste anche una ripresa a colori: qui vedete un fotogramma delle due riprese, tratto dal mio documentario liberamente scaricabile Moonscape, che copre l'intera escursione lunare dell'Apollo 11.

Dal documentario libero e gratuito Moonscape.


Dichiarazione doganale surreale


Un altro documento che sta circolando parecchio mostra quella che sembra essere una dichiarazione doganale quasi assurda che sarebbe stata compilata dagli astronauti dell'Apollo 11 dopo il loro rientro, per sdoganare le rocce lunari e soddisfare i requisiti dell'inflessibile servizio d'immigrazione degli Stati Uniti.

Molti lo stanno usando come spunto per lamentarsi delle burocrazie ottuse o lo considerano un falso, ma in realtà si tratta di un documento autentico, vale a dire di un vero modulo di sdoganamento realmente compilato e firmato da Armstrong, Aldrin e Collins. Ma lo compilarono per scherzo durante la quarantena post-volo. I dettagli sono su Space.com e The Economist, e non è l'unico documento scherzoso che riguarda le missioni Apollo.


La foto di Armstrong scelta come Image of the Day dalla NASA è fasulla


La Image of the Day odierna scelta dalla NASA è un fotomontaggio ottenuto componendo tre foto originali:


Le tre foto utilizzate sono la AS11-40-5885, 5886, e 5887, ma poi il fotomontaggio viene troncato, per cui si torna quasi alla 5886 originale, ma nel frattempo sono state introdotte quelle frange multicolore che non c'erano nell'inquadratura originale (provengono dalla foto 5887) e interferiscono con l'immagine di Armstrong. Ecco le tre foto in questione:

Foto AS11-40-5885, 5886 e 5887.


Per onorare Neil


Concludo con l'invito pubblicato dai familiari di Neil Armstrong: “Per coloro che potrebbero chiedere cosa possono fare per onorare Neil, abbiamo una richiesta semplice. Onorate il suo esempio di servizio, successo e modestia, e la prossima volta che passeggiate all'aperto in una notte limpida e vedete la Luna che vi sorride, pensate a Neil Armstrong e fategli una strizzatina d'occhio.”
84 commenti

Neil Armstrong, 1930-2012

Neil Armstrong, stanco ma felice, nel modulo lunare Eagle, dopo aver compiuto i primi passi dell'umanità sulla Luna insieme a Buzz Aldrin, il 21 luglio 1969.

“A tutti noi piace essere riconosciuti non per un breve fuoco d'artificio,
ma per il bilancio del nostro lavoro quotidiano”
Neil Armstrong, CBS News, 2005
27 commenti

Occhio alla truffa degli amici in vacanza che usa nomi di amici reali

Mi sta arrivando una raffica di segnalazioni di mail contenenti questo testo:

Mi auguro di poterci trovare questa volta, Io ho fatto un viaggio a Aberdeen,Scozia UK e mi hanno rubato la mia borsa con il passaporto e gli affetti personali. L'ambasciata mi ha solo rilasciato un passaporto temporaneo ma Io devo pagare il biglietto e saldare le fatture alberghiere. Io ho fatto contattare la noia banca ma mi ci vorrebbero 5 giorni lavorativi per accedere ai fondi nel conto da Londra.

Western Union transfer è la migliore opzione per inviarmi denaro. Fammi sapere se hai bisogno dei miei dati (nome completo/località) per fare il trasferimento. Puoi raggiungermi via email o telefono Hotel +447024030611.

Fammi sapere se puoi essere d'aiuto.

Alcune varianti indicano altre località di viaggio e indicano il nome dell'hotel, ma il numero è sempre lo stesso.

Si tratta ovviamente di una truffa (gli errori di ortografia dovrebbero renderlo chiaro), ma quello che mi ha colpito è che i messaggi arrivano ai bersagli da indirizzi di mail molto simili a quelli di persone che effettivamente si conoscono (e questo ne aumenta molto la credibilità) e sono tutti di Yahoo. Ipotizzo che il legame d'amicizia sia stato scoperto tramite le amicizie rese pubbliche su Facebook o altri social network.

State in guardia.
41 commenti

Curiosity ha fatto il primo giro di prova

Arrivate fresche fresche da Marte:




Ne trovate una versione 3D su Planetary.org.

Aggiornamento: La NASA ha annunciato che il team scientifico di Curiosity ha scelto il nome ufficiale del luogo di atterraggio di Curiosity. Si chiamerà Bradbury Landing.
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USA, candidato senatore: se è vero stupro, il corpo della donna blocca la gravidanza

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “fsco_v*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La stupidità terminale tra i politici non conosce frontiere. Dagli Stati Uniti arriva la storia di Todd Akin, candidato senatore del Missouri, che in un'intervista televisiva sul tema dell'aborto dichiara che se una donna viene realmente stuprata, il suo corpo possiede un meccanismo che blocca la gravidanza. In altre parole, se rimane incinta non era vero stupro.

Intanto che raccattate la mascella con una mano e vi reggete la fronte con l'altra, qui c'è il video di questa perla agghiacciante di oscurantismo sessista:


Le parole esatte di Akin sono queste: “From what I understand from doctors that's really rare. If it’s a legitimate rape, the female body has ways to try to shut that whole thing down”. Traduco: “Stando a quello che mi dicono i medici, [una gravidanza indotta da stupro] è veramente rara. Se è uno stupro vero, il corpo femminile ha modi di cercare di bloccare tutta la cosa” (legitimate è usato nell'accezione di “autentico, genuino”, non in quello di “legittimo”).

Vi siete ripresi? Non è finita. Akin è membro del Comitato della Camera dei Rappresentanti per la Scienza, lo Spazio e la Tecnologia degli Stati Uniti (Science.house.gov), che ha giurisdizione sulla NASA e altri enti scientifici fondamentali. Uno che crede che le donne abbiano un utero magico contribuisce a decidere se andare su Marte o no. Uno che non sa come nascono i bambini fa parte del Sottocomitato per l'energia e l'ambiente e di quello per lo spazio e l'aeronautica.

Akin è stato criticato da tutti, compresi i suoi colleghi di partito (è un repubblicano, se ci tenete a saperlo, ma l'antiscienza è equamente distribuita), e s'è visto svanire i finanziamenti alla propria campagna politica, così ha pubblicato un video in cui corregge la propria dichiarazione e... chiede perdono. “L'errore che ho commesso sta nelle parole che ho detto, non nel cuore che ho”.

Uhm, no. L'errore sta nel cervello. L'errore magari si perdona, ma il fatto rimane che un incompetente assoluto resta al proprio posto a decidere di scienza. Scienza concreta, le cui conseguenze ci toccano tutti. Più che chiedere perdono, Akin dovrebbe offrire le proprie dimissioni e iscriversi a un corso di ginecologia for dummies. Come spesso accade, The Onion centra in pieno l'argomento, pubblicando una finta confessione di Akin che gli fa dire quello che avrebbe dovuto realmente dire.

Ci sarebbe poi da discutere di quell'agghiacciante, misogina distinzione fra presunti tipi di stupro. L'insinuazione alla base dell'idea dichiarata da Akin (e condivisa da quanti altri?) è che se ti stuprano e rimani incinta, dai, un po' ti dev'essere piaciuto, altrimenti non avresti concepito. Quindi non è vero stupro. Che alibi perfetto.

Ma da dove viene questa convinzione maschilista, bigotta e medievale propugnata con tanta certezza da Akin (che dice che gliel'hanno detta i medici) ma fatta a pezzi dai terribili fatti? Secondo le ricerche del Guardian, risale almeno al tredicesimo secolo, quando era addirittura codificata nelle leggi inglesi (“se, tuttavia, una donna ha concepito al momento citato nell'istanza, essa decade, perché senza il consenso della donna essa non potrebbe concepire”), ed era ancora inclusa nella giurisprudenza medica britannica nel 1814.  

Aggiornamento: BoingBoing ha trovato una citazione dello stesso principio nella letteratura latina del secondo secolo. Caso mai qualcuno avesse il dubbio che si tratti di un'aberrazione tutta anglosassone. Secondo CNN, i “medici” dai quali Akin ha tratto la sua diceria sono uno solo: specificamente John Willke, che però non ha alcuna credenziale specifica; inoltre gli esperti smentiscono con le cifre le sue tesi.

Akin non è l'unico politico a crederla ancora vera: The Week segnala Leon Holmes, oggi giudice federale in Arkansas, Stephen Freind, rappresentante della Pennsylvania, e Henry Aldridge, rappresentante della North Carolina. Ed è molto popolare fra gli antiabortisti (grazie a @prosopopea per la segnalazione), perché rende irrilevante il dilemma morale di cosa fare in caso di stupro che porti a una gravidanza. Non succede quasi mai! Il problema non si pone! Torniamo a discutere se le donne hanno l'anima o se la Terra è davvero rotonda.

Sia ben chiaro: non intendo entrare qui nella polemica sulla legittimità dell'aborto. Mi interessa solo chiarire come stanno i fatti e segnalare un caso preoccupante di antiscienza asservita all'ideologia e di governanti fermi letteralmente all'Ottocento nella loro comprensione del mondo.
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Nuova infornata di foto, video e dati da Curiosity

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La fotina che vedete qui accanto è arrivata poco fa da Marte (faccio ancora fatica a scriverlo senza un brivido d'incredula meraviglia): è la prima immagine del braccio robotico di Curiosity estratto dalla sua posizione ripiegata di viaggio. Poi ne sono arrivate altre. Ma nei giorni scorsi ci sono state moltissime novità; cerco di segnalare qui tutte quelle più interessanti.

Il sito della NASA che pubblica tutte le immagini grezze man mano che arrivano è stato rinnovato e migliorato per facilitare l'accesso alla quantità crescente di foto. È stata assemblata una bella panoramica quasi completa a colori, esplorabile in Gigapan. Zoomate e stupitevi. Anche questa è notevole; idem questa, pubblicata su Time. Rikyunreal ne ha creata un'altra su Forumastronautico.it. E poi c'è un'altra panoramica a 360° che include il monte Sharp. E c'è anche questa, da 29000 pixel di larghezza.

Brian Lynch ha assemblato un video usando le immagini della discesa di Curiosity e sincronizzandole con la cronologia e l'audio del Controllo Missione:


C'è anche un'animazione delle foto scattate durante la discesa, che includono anche lo sbuffo dell'impatto dello scudo termico. Anche questa versione è notevole. La versione migliore che ho trovato finora è questa:


Intanto il laser di bordo (realizzato in collaborazione con l'agenzia spaziale francese) ha già sparato un milione di watt per cinque miliardesimi di secondo: questa roccia, chiamata Coronation e grande come una mano, è stata il suo primo bersaglio di prova. Un'immagine del risultato è qui.


E dall'orbita intorno a Marte il Mars Reconnaissance Orbiter ha mandato questa foto in falso colore del sito di atterraggio:


Curiosity è il puntino al centro; si vedono le tracce dei getti dei motori della gru volante. I colori sono esaltati rispetto alla realtà, ma la foto mette in evidenza un fatto curioso: Marte è rosso solo perché è coperto di polvere ricca di ossido di ferro, ma in realtà sotto la polvere è blu-grigio come la roccia basaltica che ne costituisce la maggior parte della superficie. Il vento (o in questo caso, i potenti getti dei razzi) ogni tanto portano alla luce il vero colore di Marte.

Poi c'è quest'immagine, segnalata da Phil Plait, che mostra (sempre in colori esaltati) un cratere d'impatto recentissimo: grazie al fatto che abbiamo sonde orbitanti intorno a Marte da anni, possiamo vedere le differenze e l'evoluzione della superficie del pianeta e scoprire chicche come il fatto che il cratere fino al 2009 non c'era.

Wired ha raccolto una bella serie di foto e di info poco conosciute su Curiosity: le dimensioni davvero notevoli delle ruote, che scrivono "JPL" in codice Morse nella sabbia marziana, i codici per la realtà aumentata, il chip con oltre un milione e duecentomila nomi di persone che hanno aderito all'idea di portare su Marte il proprio nome, e la meridiana di bordo (che è in realtà principalmente un riferimento per la taratura di colore delle fotocamere, come descritto qui; grazie a Skure per la correzione). C'è anche una moneta da un centesimo di dollaro del 1909, usata come riferimento dimensionale intuitivo.

La NASA ha una spiegazione dettagliata delle ragioni della scelta di un sistema di atterraggio così complesso e una foto che mostra il confronto delle dimensioni di Curiosity rispetto ai rover precedenti:


Intanto, su un fronte molto più frivolo, segnalo che il modello in Lego di Curiosity ora ha anche la gru volante e ha raggiunto l'obiettivo dei 10.000 sostenitori. E che in onore del primo uso di un laser distruttivo su un altro pianeta, c'è già la T-shirt Curiosity ha sparato per prima.


19:00


Emily Lakdawalla segnala questo fantastico video nel quale l'inquadratura resta centrata sullo scudo termico in caduta. Sbaglio o alla fine si vede la nuvoletta alla Vil Coyote dell'impatto dello scudo?


È stato pubblicato il primo grafico delle condizioni meteo al sito di atterraggio (le situazioni meteo aggiornate saranno pubblicate qui) ed è stata provata la funzionalità dello sterzo delle ruote. Tutto è pronto per il primo spostamento di prova, previsto per domani. Maggiori info e immagini sono qui.


2012/08/22


Il team di atterraggio di Curiosity è andato sul set di Big Bang Theory, per cui mi sa che li vedremo prossimamente in una puntata (foto).
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Disinformatico radio, podcast di oggi: il caso Mat Honan

Stamattina ho dedicato la prima puntata del Disinformatico radiofonico dopo la mini-pausa estiva all'“hackeraggio epico” subìto da Mat Honan, giornalista di Wired, ai primi del mese. Se ne è parlato tanto in Rete, ma io ho la fortuna di occuparmene a distanza di due settimane e di poter quindi fare un sunto di come è realmente andata la vicenda, senza le false piste dei primi giorni.

Nella violazione degli account di Honan ci sono lezioni per tutti e un potente promemoria del fatto che il cloud e la cancellazione a distanza sono armi a doppio taglio. Il giornalista si è trovato con il computer, il tablet e lo smartphone completamente azzerati e ha perso un anno di dati e foto personali. E questo è solo l'inizio.

Se vi interessa, trovate il mio racconto della disavventura di Mat Honan sul sito della Rete Tre della RSI sotto forma di serie di articoli e come podcast.
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Pronti da scaricare i primi cinque capitoli di “Moon Hoax: Debunked!”

Sto traducendo e adattando in inglese il mio libro “Luna? Sì, ci siamo andati!” dedicato alle tesi di complotto lunare. Finora ho completato i primi cinque capitoli (circa metà del testo) e li ho messi a disposizione come file EPUB qui. Dato che include i capitoli sullo svolgimento di una missione lunare Apollo e sulle prove migliori del fatto che siamo andati sulla Luna, potete già usarlo per replicare ai dubbiosi anglofoni, se vi càpitano a tiro.

Se vi va di rivederlo e controllarlo, sia per eventuali refusi, sia per eventuali link interni ed esterni sbagliati, è tutto vostro: siate spietati. Il file EPUB scaricabile contiene anche i capitoli italiani corrispondenti ancora da tradurre. Segnalerò qui man mano la disponibilità degli aggiornamenti e della traduzione dei capitoli rimanenti. Buona lettura.
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Tante novità da Curiosity

Credit: Henry Payne.
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “giocat65” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nuova infornata di immagini da Marte. Man mano che arrivano, vengono pubblicate qui presso il sito del Mars Science Laboratory.

Nella concitazione dell'atterraggio è stato perso un po' di vista il primo risultato scientifico della missione: la misurazione delle radiazioni interplanetarie, che oggi sono uno degli ostacoli pratici più impegnativi per una missione umana su Marte e sono quasi impossibili da simulare in laboratorio. Nel corso dei mesi di viaggio dalla Terra verso Marte, la sonda ha misurato queste radiazioni, e in particolare la loro penetrazione dentro il guscio protettivo del veicolo, come se ci fosse stato dentro un astronauta. I primi risultati sono abbastanza confortanti, anche se i cinque eventi solari che hanno superato le protezioni fanno pensare.

Tutti questi dati arrivano da Marte via radio, e Curiosity è parzialmente comandata via radio dalla Terra. E se qualcuno decidesse di sabotarla? Quanto sarebbe difficile? Molto per dei vandali, poco per una potenza straniera, e ci sono vari modi per riuscirci. Ammesso che non sia già stato fatto con altri veicoli spaziali. I dettagli sono su PCMag.

È arrivata la prima panoramica a colori dell'area intorno a Curiosity:

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS
L'immagine copre 360 gradi ed è stata realizzata assemblando 130 foto a bassa risoluzione (144x144 pixel). Le chiazze grigie sono prodotte dallo scarico dei razzi di discesa e rivelano il vero colore del suolo marziano, che è principalmente roccia basaltica grigia; la colorazione rossiccia deriva dalla polvere di ossido di ferro che ricopre buona parte del pianeta. La versione a massima risoluzione è scaricabile qui. Un'altra bella panoramica, composta amatorialmente e a maggiore risoluzione (4476x1629), è qui su Martian Vistas, che ha anche delle panoramiche 3D.

Phil Plait di Bad Astronomy ha notato che in questa foto si nota il cosiddetto heiligenschein: una sorta di alone chiaro o aureola intorno all'ombra della fotocamera al centro dell'immagine. È un fenomeno particolarmente vistoso nelle fotografie scattate sulla Luna quando il fotografo ha il sole esattamente alle spalle ed è dovuto al fatto che in quella zona la fotocamera vede soltanto le facce illuminate dei granelli di sabbia, mentre nelle altre zone vede anche le facce in ombra, che contribuiscono a scurire la zona. Succede anche sulla Terra, ma è meno frequente.

Intanto Curiosity tira fuori gli strumenti e si autoispeziona. Questo è un collage di 20 foto ad alta risoluzione scattate dalla fotocamera Navcam di sinistra della “testa” del robot. La versione a massima risoluzione è qui.

NASA / JPL / James Sorenson

Lo sporco che si è accumulato su Curiosity nonostante la scelta della gru volante (che doveva ridurre l'impolveramento) è ben visibile in quest'altro scatto:

NASA / JPL / Emily Lakdawalla

Non dimentichiamoci che queste sono foto che arrivano da un altro pianeta. Fra l'altro, è arrivata infatti questa bella immagine ad alta risoluzione dello scudo termico appena sganciato. C'è chi ha osservato che gli alieni, su Marte, siamo noi: arriviamo dentro un disco volante dal quale facciamo scendere un robot atomico.

NASA / JPL
Ci sono link a molti altri fotogrammi ad alta risoluzione scattati durante la discesa in questo articolo di Emily Lakdawalla. La NASA ha preparato un video che anima questa sequenza di scatti:


Ma questa, preparata da Rikyunreal, è decisamente più fluida:


Per avere un confronto fra le dimensioni di Curiosity e quelle di altri veicoli semoventi che abbiamo mandato sulla Luna o su Marte, HistoricSpacecraft ha creato questo bel grafico:


Segnalo anche questo rimontaggio dei “sette minuti di terrore” integrati con le immagini reali corrispondenti:


Durante la conferenza stampa di stasera, inoltre, gli esperti del JPL che gestiscono Curiosity hanno dichiarato che quasi sicuramente l'immagine qui sotto a sinistra mostra la nube di polvere sollevata dall'impatto della gru volante (quella di destra è scattata dalla stessa fotocamera sucessivamente).

NASA / JPL-Caltech / University of Arizona

Ecco l'inevitabile, irresistibile Curiosity funzionante, fatto con Lego Mindstorms (dettagli):


C'è anche questo bell'accostamento fatto da Rob Sheridan:



E per finire c'è la foto-bufala che mostra la Terra, Venere e Giove nel cielo marziano che sta circolando in Rete: l'ha smontata Phil Plait qui.
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Lacrime di San Lorenzo in cielo? Sono i giornalisti che fanno piangere

Titolo dell'articolo di ADNKronos: “San Lorenzo, aspettando la notte delle stelle cadenti tra oroscopi e scienza”. Seguono interviste ad astronomi e astrofisici, che spiegano cosa sono le stelle cadenti, e poi... l'oroscopo, segno per segno.

A questo punto mi aspetto che nei prossimi articoli sulla maternità venga dato pari spazio anche alle cicogne e ai cavoli. Bah.
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Promemoria: Cena con John Billingsley (“Star Trek”) e Bonita Friedericy (“Chuck”) il 19/9, prenotatevi

Come anticipato un paio di mesi fa, ho la possibilità di avere a Lugano per una cena fra amici gli attori John Billingsley (il dottor Phlox di Star Trek: Enterprise) e Bonita Friedericy (il generale Beckman di Chuck) il prossimo 19 settembre.

È un raduno amatoriale: miriamo solo a raccogliere abbastanza partecipanti da coprire le spese (biglietto di viaggio, cena e albergo per John e Bonita), per cui i posti sono limitati e costano 83 franchi (69 euro) compresi cena e autografo personale. Se vi interessa, prenotatevi subito con Paypal, perché a nostra volta dobbiamo prenotare John e Bonita!

Le foto qui sotto, scattate da Rodri Van Click, vi danno un'idea di quel che può succedere quando ci sono in giro questi due matti. Altre foto sono su Flickr qui.

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I cioccolatini che John e Bonita offrivano in cambio di domande. Lanciandoli.

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Cialde praghesi offerte da John e consorte.

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Ho riso così tanto che non mi ricordo esattamente perché John ha dovuto fare una dimostrazione delle proprie gambe. Ma so che era molto importante.
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L’insostenibile leggerezza di Google Plus

Poco fa ho ricevuto questa notifica in una delle mie caselle di mail:


Faccio veramente fatica a capire cosa possa spingere una persona (che non conosco) a voler condividere con me un'informazione così inutile. Pensa davvero che mi possa far piacere sapere che ha “giocato a calcio #GoogleDoodle”? Non gli viene il dubbio che scocciare la gente con notifiche irrilevanti sia un modo perfetto per qualificarsi come spammer e quindi finire dritto nel cestino? E Google pensa davvero di essere apprezzata dagli utenti quando attiva notifiche come questa?

Ho disattivato le notifiche e aggiunto un altro motivo alla mia lista di ragioni per non iscrivermi a Google+. Se questo genere di spam “rispecchia la vita reale” secondo Google, allora Google ha bisogno di rifarsi una vita.


Aggiornamento


2012/08/11 - Questo doveva essere un mini-post, una semplice considerazione di passaggio, ma ha scatenato una notevole quantità di commenti arrabbiati. Forse non sono stato chiaro nell'esprimermi: la mia critica è principalmente all'utente che ha pensato fosse una buona idea mandarmi un'informazione sicuramente e assolutamente inutile. Critico anche Google+ per aver incluso questa funzione, ma è l'utente che sceglie di usarla. E non sto facendo classifiche di cosa è peggio fra Google+ e Facebook. Sto solo commentando sulla mancanza di buon senso di chi spamma: che usi Facebook, Google+ o la mail cambia poco. È sempre spam. È sempre mancanza di riguardo.
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Secolo XIX, record di cretinate su Curiosity

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Perché c'è così tanto disinteresse per la scienza in Italia? Perché ci sono redazioni di giornali, come quella del Secolo XIX, che danno carta bianca a personaggi astiosi e incompetenti come Marco Ventura, che firma questo articolo sul Secolo. Pieno di bile e di infantile antiamericanismo, ignorante del fatto che a Curiosity hanno collaborato molti paesi (Europa compresa) oltre agli Stati Uniti, e soprattutto stracolmo di errori. Se Marco Ventura voleva vincere le olimpiadi della cazzata, si è appena aggiudicato la medaglia d'oro. Anche se il bronzo (nel senso di faccia) sarebbe molto più calzante.

Sono di buonumore, perché la scienza che sta arrivando da Marte e dalle altre esplorazioni spaziali è troppo bella per arrabbiarsi con chi vuole rigurgitare letame su cose di cui non capisce un ciuffolo. Però mi voglio divertire a fare cordialmente a brandelli quest'articolo del Secolo, perché è una nuova dimostrazione della pochezza delle testate giornalistiche italiane e del giornalismo spazzatura che sta contribuendo a rimbecillire l'opinione pubblica. E tiro in ballo la redazione intera, perché il signor Ventura avrà le sue colpe d'incompetenza, ma è ancora più grave la colpa di chi, al Secolo XIX, gli offre spazio e lo lascia fare.

Vediamo un po'.

“gli americani tornano su Marte con la sonda-laboratorio a sei ruote Curiosity, e l’impresa diventa nuova, la memoria è corta e non ci ricordavamo più l’emozione dei primi atterraggi sul Pianeta Rosso, 36 anni fa.” Ce la ricordiamo benissimo, signor Ventura, l'impresa delle due sonde Viking nel 1976, che è quella a cui si riferisce citando i 36 anni trascorsi. Peccato che il primo veicolo ad atterrare intero su Marte sia stato russo: il Mars 3, nel 1971. Quarantuno anni fa, non trentasei. Ma questo fatto sbugiarderebbe il tema bilioso degli “eterni bambinoni americani... alla conquista di Marte”, e allora non si racconta. O non si va a cercarlo almeno su Wikipedia. Fatterello interessante: la prima bandiera su Marte è quella sovietica. E comunque gli scopi delle Viking erano completamente diversi da quelli odierni di Curiosity. Aiutino: Viking non aveva le ruote, Curiosity sì. Cosa vorrà mai dire?

“pianeta più simile alla Terra, un decimo più piccolo e con un diametro che è la metà”. Come fa Marte a essere un decimo più piccolo della Terra (cioè grande i nove decimi del nostro pianeta) avendo la metà del suo diametro? Questa è geometria di base. In realtà il volume di Marte è circa un settimo di quello terrestre; non è “un decimo più piccolo”.

Due miliardi e mezzo i dollari spesi: tanto vale la speranza di scavare su Marte la pepita d’oro del Duemila, l’elemento mai visto che ci cambierà la vita nei prossimi millenni e il cui brevetto sarà targato Pasadena, che dia agli Stati Uniti d’America il senso di aver unito la gioia di essere i primi al mondo con l’utilità della scoperta scientifica e del ritorno economico.” Forse il signor Ventura ha confuso Curiosity con Avatar. La sonda non è su Marte alla ricerca di qualche minerale da sfruttare economicamente come l'unobtainium del film di James Cameron. Non sta cercando elementi mai visti, pepite d'oro o pepite di pollo, e non è a caccia di nessun ritorno economico. Sta facendo scienza, i cui risultati vengono condivisi in tempo reale con il mondo, non messi sotto brevetto dal Rockerduck di turno che esiste solo nella fantastiosa creatività del giornalista del Secolo XIX.

“sottotraccia ma neanche troppo c’è la tempestività singolare della missione su Marte rispetto alle presidenziali in autunno”. Qualcuno se la sente di spiegare al signor Ventura che le sonde spaziali interplanetarie vengono lanciate quando c'è la posizione ottimale dei pianeti interessati, che è decisa dalla meccanica celeste e non dal calendario politico americano, e che quindi le elezioni presidenziali non c'entrano nulla?

“C’è però Barack Obama che mette il cappello sull’ammaraggio”. Eh? Ammaraggio? Mi sono perso le foto di Curiosity che galleggia negli oceani marziani, oppure il correttore ortografico si è giustamente rifiutato di scrivere l'orrendo ammartaggio ma Ventura non se n'è accorto?

“In quel momento, a 570 milioni di chilometri si poteva forse vedere la Terra e in particolare quella parte di emisfero che brilla di stelle e strisce”. No. Marte, in questo momento, è a 251 milioni di chilometri dalla Terra (WolframAlpha). I 570 milioni di chilometri sono la distanza complessiva percorsa, riportata nei press kit della NASA.

“il presidente Obama può raccontare al suo popolo che l’America è ancora in vetta al Mondo e si prepara a scalare il più alto vulcano del sistema solare, 27 chilometri di arrampicata fino in cima al Monte Olimpo (su Marte, non in Grecia)”. No. Curiosity non è ai piedi del Monte Olimpo marziano, ma a quelli dell'Aeolis Mons (detto anche Mount Sharp), che è da tutt'altra parte su Marte. E comunque né Curiosity né altre sonde si preparano a scalare questa o altre montagne marziane.

“E per una sera, quei 2 miliardi e mezzo di dollari gettati nell’ennesima “nuova” missione su Marte potranno far credere ai “maledetti Yankee” di avere ancora tutti i requisiti per essere i più amati (e odiati) non della Terra, ma dell’intero sistema solare”. Per una sera, invece, qualcuno penserà che scrivere un travaso di bile costellato di scempiaggini potrà far credere ai poveri lettori che questo sia giornalismo.


2012/08/10


Ho ricevuto una mail di replica apparentemente proveniente da Marco Ventura (è inviata da un indirizzo di mail del Secolo XIX, ma non intestato a lui). Essendo una comunicazione personale, non ritengo corretto pubblicarla senza il consenso del mittente. Dico solo che è illuminante.


2012/08/11


Ieri sera ho ricevuto il consenso di Marco Ventura alla pubblicazione della sua mail di replica, che è stata autenticata da Ventura stesso. Eccola integralmente.

Caro Attivissimo,

agli insulti (astioso e incompetente, medaglia d’oro delle cazzate, faccia di bronzo, giornalismo spazzatura che rimbecillisce) non replico. M’interessa piuttosto segnalarle la differenza tra un articolo scientifico e uno ironico e di costume. Ho solo preso spunto dai fotomontaggi satirici sulla missione Curiosity diffusi sul web per fare dell’ironia anch’io.

Al di là di un refuso e un’imprecisione di linguaggio (Marte è un decimo della Terra, non un decimo più piccolo), l’unico errore sembra essere la distanza tra i due pianeti, diventata 570 milioni di chilometri perché questa era la distanza percorsa dalla sonda. Ma per correggere la mia “ignoranza”, lei ha commesso l’errore di confondere miglia con chilometri pur essendo (leggo nella sua presentazione) un giornalista specializzato in astronomia già collaboratore della NASA. L’hanno corretta gli internauti.

Tutto il resto, dalla scalata del Monte Olimpo alla petulanza del ricordo dei russi che per primi “arrivarono” a Marte (ma io parlavo degli americani), sono correzioni fuori tema, come se io le contestassi l’accusa di aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi della cazzata, obiettandole che non c’è questa specialità nei Giochi Olimpici.

Quanto all’anti-americanismo, per sua informazione sono tutto tranne che anti-americano.

Bello il suo blog: estremo, iperbolico, avvelenato, meravigliosamente fuori centro.

Grazie e alla prossima!

Marco Ventura

La mia risposta:

Egregio signor Ventura,


|| per correggere la mia “ignoranza”, lei ha commesso l’errore di confondere miglia con chilometri

Vero. La differenza è che io ho ammesso pubblicamente l'errore. E l'ho corretto, ringraziando. Lei no.

|| Al di là di un refuso e un’imprecisione di linguaggio (Marte è un decimo della Terra, non un decimo più piccolo), l’unico errore sembra essere la distanza tra i due pianeti

No. Ce ne sono molti altri. Alcuni li ho elencati nel mio articolo (pepita, ammaraggio, ecc). Altri li lascio a lei da trovare.

|| Quanto all’anti-americanismo, per sua informazione sono tutto tranne che anti-americano.

Ha un modo molto singolare di manifestarlo.


Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

C'è stato un ulteriore scambio, che però non ho il permesso di pubblicare. L'articolo di Ventura è ancora lì, senza correzioni. Quod erat demonstrandum.


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Neil Armstrong ricoverato per bypass cardiaco

Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna nel 1969 insieme a Buzz Aldrin, è convalescente dopo un intervento di bypass cardiaco avvenuto ieri. La notizia è stata diffusa alcune ore fa (UniverseToday; NBCNews; NASA). L'operazione ha aggirato quattro occlusioni nelle coronarie. I medici non si attendono complicanze. I pochi dettagli per ora disponibili sono su Complotti Lunari.
39 commenti

Chi usa Facebook avvelena anche te. Digli di smettere


Niente di personale, F., e grazie per i complimenti, ma se usi un'applicazione che mi obbliga ad abbassare le mie difese e permettere agli altri di farsi i fatti miei per poterti rispondere, non ti risponderò.

Seriamente? C'è un'applicazione per Facebook che ti permette di rispondere a chi la usa soltanto se cambi le tue impostazioni in modo da consentire agli amici (quali? Tutti?) che usano le applicazioni (quali? Tutte?) di vederti online? E che mi chiede serenamente “Vuoi consentire agli amici che usano altre applicazioni di vederti online?” e magari pretende che io risponda con un disinvolto clic su Consenti?

Dov'è il pulsante Mavaff in Facebook?


Aggiornamento (2012/08/09 00:10) - La persona che mi ha inviato il messaggio in chat su Facebook mi ha contattato via mail  mi ha spiegato che ha inviato il messaggio “attraverso Skype che si collega all'account facebook”. Se usate quest'applicazione, tenete presente quali sono le sue conseguenze per chi riceve i vostri messaggi.
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Curiosity, le foto di oggi

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “bondoni.g”.

Le foto da Marte trasmesse da Curiosity continuano a migliorare. Questa è una panoramica a 1773x1026 pixel, composta unendo due immagini dalle fotocamere montate sulla “testa” del robot.

Credit: NASA / JPL / Michael Howard
C'è anche una versione 3D con un'inquadratura più stretta, se avete gli appositi occhialini con i filtri blu e rossi: i rilievi e le pendenze, praticamente impercettibili nella versione 2D, qui spiccano fortemente e rendono chiare le asperità del terreno e la profondità della scena. Un'altra versione è stata preparata da @rikyUnreal ed è su Astronautinews.it.

Credit: NASA / JPL / Michael Howard
Giusto per ricordare quant'è straordinaria quest'immagine, non solo è stata scattata poche ore fa su Marte (e scusate se è poco), ma quelle montagne, situate a 20 chilometri di distanza, sono in realtà il bordo di un cratere gigantesco. Quello in cui si trova Curiosity: il cratere Gale, che ha un diametro di 154 chilometri. Immaginate quale impatto colossale può aver prodotto un cratere così grande. E al centro di questo cratere c'è una montagna alta oltre cinque chilometri, l'Aeolis Mons. Questa:

Credit: NASA/JPL-Caltech
È proprio lì che andremo con Curiosity. Questa zona di Marte è drasticamente diversa dalle pianure nelle quali sono atterrate le missioni precedenti e che erano state scelte perché non richiedevano una precisione d'atterraggio estrema come quella ottenuta da questa missione.

A proposito di atterraggio, questo è il primo fotogramma ad alta risoluzione scattato durante la discesa dalla fotocamera MARDI installata su Curiosity: si vede lo scudo termico che precipita dopo essere stato sganciato.

Credit: NASA / JPL / MSSS / Emily Lakdawalla
C'è gente che non si emoziona di fronte a queste dimostrazioni dell'ingegno umano e fa sempre le solite critiche: andare nello spazio non serve a niente, costa un sacco di soldi, e bla bla bla (per inciso, Curiosity costa ai cittadini americani meno di otto dollari a testa). Le stesse critiche alle quali rispondeva elegantemente oltre quarant'anni fa Ernst Stuhlinger, all'epoca fra i direttori scientifici della NASA. L'originale è su Letters of Note; Il Post l'ha tradotta in italiano. Leggetela: nonostante siano passati quattro decenni, sembra scritta ieri.
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Avvistati tutti i componenti di Curiosity

È stata pubblicata una nuova immagine della zona d'atterraggio di Curiosity, scattata dall'orbita marziana dalla sonda MRO. Mostra il robot mobile Curiosity, la gru volante che l'ha depositato su Marte e poi è andata intenzionalmente a schiantarsi a 650 metri dal robot, lo scudo aerodinamico superiore (backshell) e il paracadute (a 615 metri da Curiosity) e lo scudo termico, caduto a 1200 metri dal robot. Le distanze sono tratte dalla conferenza stampa NASA di oggi. Ho aggiunto delle didascalie italiane: cliccate sull'immagine se volete ingrandirla.

Credit: NASA/JPL-Caltech

Se volete la versione senza didascalie, è qui; quella con le didascalie NASA è qui. Ci sono anche immagini a maggiore risoluzione dei singoli componenti: scudo termico, paracadute e scudo superiore, gru volante e Curiosity.
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Nuove immagini da Curiosity

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri notte (ora italiana) c'è stata una nuova conferenza stampa per il rilascio di ulteriori immagini da Marte che mostrano le fasi della discesa di Curiosity. Per ora si tratta di versioni a bassa risoluzione perché i sistemi di trasmissione dati da Curiosity non sono ancora stati attivati a pieno regime e quindi la quantità di dati trasmissibile è ridotta. Versioni a risoluzione maggiore arriveranno nei prossimi giorni. Intanto, però, guardate questa foto:


Mostra lo scudo termico di Curiosity, sganciato durante la discesa con paracadute nella tenue atmosfera marziana, visto dalla fotocamera di atterraggio MARDI. Questa fotocamera non è decorativa e la foto non è stata scattata solo perché è cool: lo è, certo, ma ha anche la funzione molto concreta di risolvere il problema della localizzazione precisa di Curiosity sul suolo marziano, indispensabile per decidere da che parte dirigerla quando inizierà a spostarsi e per puntare correttamente le antenne di trasmissione dati verso la Terra.

MARDI infatti ha scattato una serie di immagini ad alta risoluzione durante la discesa, al ritmo di quattro al secondo. Guardandole in sequenza si ottiene una zoomata che viene correlata con le foto preesistenti della zona del cratere Gale dove è atterrata Curiosity, ottenendo una localizzazione precisa a meno di un metro. Senza GPS. Su Marte.

Da questa serie d'immagini traggo anche questa, che mostra la polvere marziana che inizia a essere sollevata dai razzi della gru volante dalla quale è stata poi calata Curiosity:


C'è anche un video preliminare che mostra tutte le immagini in sequenza:


Come se non fosse già così un risultato spettacolare, la sonda MRO, da 340 chilometri di distanza, ha catturato l'immagine non solo di Curiosity che scende sotto il proprio paracadute, ma anche dello scudo termico che sta cadendo:


Bad Astronomy ha un'immagine che mostra entrambi i componenti:


Poche ore dopo che avevo scritto la prima stesura di questo articolo è stata segnalata da Emily Lakdawalla di Planetary.org la prima immagine ad alta risoluzione della fotocamera di discesa MARDI, che mostra lo scudo termico mentre precipita. Cliccatevi sopra per vederla alla sua risoluzione originale.



Fantastico. E il meglio deve ancora arrivare: immagini ad alta risoluzione, analisi delle rocce alluvionali della zona, e chissà cos'altro. Perché l'esperienza spaziale insegna che c'è sempre qualcosa di inatteso da scoprire.