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92 commenti

Voyager 1, 35 anni di odissea nello spazio [UPD 2012/11/11]


Il 5 settembre 1977, trentacinque anni fa, partiva dalla Terra la sonda automatica Voyager 1. Quella sonda è ancora in viaggio e trasmette ancora, fioca ma infaticabile voce dai confini del nostro sistema solare. In trentacinque anni di viaggio è arrivata a quasi diciotto miliardi di chilometri, ben oltre l'orbita del più distante dei pianeti, e si sta affacciando ora all'abisso infinito dello spazio interstellare. È così lontana che il suo debolissimo segnale radio, che manda ancora dati scientifici dopo tre decenni e mezzo di lavoro, ci mette sedici ore ad arrivare sulla Terra.

Nel 1990, tredici anni dopo l'inizio di questa vera odissea nello spazio, l'astronomo Carl Sagan chiese alla sonda Voyager 1 di voltarsi verso casa per un'ultima volta e scattare una foto del nostro mondo dalla distanza di sei miliardi di chilometri. Ne risultò l'immagine che vedete qui sopra: un pallido puntino azzurro sospeso in un riflesso della luce del Sole. Ecco le riflessioni sul significato profondo di quell'immagine, scritte da Sagan stesso.

Da questo lontano punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi.

Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e cercatore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo. Quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino.

Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granello solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, perlomeno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.

Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza che suscita umiltà e forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo.

Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro e di preservare e proteggere l'unica casa che abbiamo mai conosciuto. Questo pallido puntino azzurro.

– Carl Sagan, 1934-1996

2012/10/03


Ho letto quest'articolo, e soprattutto le parole di Sagan, in pubblico presso il centro commerciale di Grancia, vicino a Lugano, nell'ambito della Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione. Oggi è stato pubblicato il video insieme a quello degli altri lettori.




2012/11/01


Per i tanti che mi hanno chiesto l'originale delle parole di Carl Sagan, ce ne sono molte versioni leggermente differenti. Una è nel suo libro Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space del 1994 (disponibile presso Amazon, per esempio), a pagina 6-7. Un'altra è letta da Sagan stesso in questo video. Qui sotto trovate la trascrizione di quest'ultima versione.

From this distant vantage point, the Earth might not seem of any particular interest. But for us, it's different. Consider again at that dot. That's here. That's home. That's us.

On it, everyone you love, everyone you know, everyone you ever heard of, every human being who ever was, lived out their lives. The aggregate of our joy and suffering, thousands of confident religions, ideologies, and economic doctrines, every hunter and forager, every hero and coward, every creator and destroyer of civilization, every king and peasant, every young couple in love, every mother and father, hopeful child, inventor and explorer, every teacher of morals, every corrupt politician, every “superstar,” every “supreme leader,” every saint and sinner in the history of our species lived there – on a mote of dust suspended in a sunbeam. The Earth is a very small stage in a vast cosmic arena.

Think of the rivers of blood spilled by all those generals and emperors so that, in glory and triumph, they could become the momentary masters of a fraction of a dot. Think of the endless cruelties visited by the inhabitants of one corner of this pixel on the scarcely distinguishable inhabitants of some other corner. How frequent their misunderstandings, how eager they are to kill one another, how fervent their hatreds.

Our posturings, our imagined self-importance, the delusion that we have some privileged position in the universe, are challenged by this point of pale light. Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark. In our obscurity – in all this vastness – there is no hint that help will come from elsewhere to save us from ourselves.

The Earth is the only world known, so far, to harbor life. There is nowhere else, at least in the near future, to which our species could migrate. Visit, yes. Settle, not yet.

Like it or not, for the moment, the Earth is where we make our stand. It has been said that astronomy is a humbling and character-building experience. There is perhaps no better demonstration of the folly of human conceits than this distant image of our tiny world.

To me, it underscores our responsibility to deal more kindly with one another and to preserve and cherish the pale blue dot, the only home we've ever known.
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Commenti
Commenti (92)
Splendido...
Molte grazie per aver pubblicato la foto e il commento dell'autore: è emozionante e fa riflettere, soprattutto sulla relatività della scala dei ns. valori in un contesto cosmico.
L'espressione "signori momentanei di una frazione di un puntino" è da incorniciare.
Grazie ancora.
Rafforza la convinzione che l'astronomia sia tra le materie il cui insegnamento dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado.
L'astronomia libera la mente.
Forse ora il puntino non sarebbe neanche distinguibile a 18 miliardi di km di distanza... :-)
Grazie Paolo, ogni tanto fa bene una ridimensionata.
Segnalo anche questo intervento di Stephen Hawking
http://www.youtube.com/watch?v=fLstqc3YCdE
tra l'altro in due battute ha sistemato la questione (f)UFO
Molto toccante, immagino che non le si possa ordinare di nuovo di girarsi. Ma io non rinuncio ad un po' di sano umanesimo. Senza gli esseri umani non ci sarebbe quella foto, né senso dell'universo. Finché poi non si troveranno altri luoghi dove esiste vita, la nostra mente resterà infinita rapportata al nulla cosmico.
Immagine stupenda, che non conoscevo. Grazie Paolo.

Mi stupisce il fatto che il nostro granello di sabbia sia ancora visibile da così lontano.
ciao paolo
ti segnalo il canale con tutte le puntate di cosmos

la citazione dovrebbe essere nell'episodio 6 o 7, ma non ricordo

http://www.youtube.com/user/ironis24/videos
bellissimo, grazie paolo. fa sentire davvero piccoli piccoli, e un pochino inutili..
a mio parere queste riflessioni sullo stato delle cose (Sagan non stava favoleggiando) evidenziano come la convinzione di un dio, il disegno intelligente, sia un limite delle nostre menti.

p.s.
ieri era un/l' anniversario di star trek?
W VOYAGER!!!
Il mio primo pensiero è stato: questo è l'unico "Voyager" in cui vorrei vedere Giacobbo. Ma tornando seri...

(dalla citazione di Sagan)
È stato detto che l'astronomia è un'esperienza che suscita umiltà

Oppure il contrario? Qualsiasi stella è incommensurabilmente più grande dell'uomo, ma l'uomo le può pensare - e anche rappresentarle e animarle e studiarle e rapportarsi a loro e riflettere sulla propria esistenza. Cose che loro, le stelle, non possono fare. "La vita intelligente è il modo in cui l'Universo contempla la propria bellezza."

(sempre dalla citazione di Sagan)
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro

Anche per me! Anche per me! Anzi: no. Sapere di essere un mucchietto di atomi semoventi su un sassolino rotante nello spazio purtroppo non mi impedisce di trattar male i miei simili per motivi futili (sempre che esistano motivi "non futili", ma questa è un'altra storia). Questa foto eccezionale e le parole di Sagan mi hanno oggi ricordato quanto io sia insignificante... certo, e già 30 minuti dopo mi inc@22avo con una persona perché secondo me non mi stava dando l'importanza che meritavo... l'importanza che meritavo?! ma chi mi credo di essere? Fatte le debite proporzioni, non so se questo potrà dissuadere qualcuno dal pestare i piedi (e picchiarsi le cosce come un bambino che non ha ottenuto il centoquarantaquattresimo biscotto) mentre cerca di saltare la fila all'ufficio postale, o dall'uccidere migliaia di persone -- per poter anche lui scrivere "triumphavit" sulla sua biografia reale o metaforica. Carl, Carl, eri troppo ottimista, o sono io troppo pessimista?



.
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p.s. Ma le bande colorate leggermente oblique cosa sono? scie chimiche?
Grazie per questo articolo, davvero. Anche io, certamente non con parole di tale efficacia, sono sempre stato dell' idea che il nostro mondo sarebbe migliore se tutti, e intendo davvero tutti, ci potessimo rendere conto di quanto siamo minuscoli, e di quanto sciocche siano le nostre diatribe, lotte, conflitti, ansie, prevaricazioni, se ci guardassimo da molto lontano. Grazie.
Bellissime parole e sacrosanti concetti, non c'è che dire. Però varrebbe la pena di ricordare che gli stessi identici concetti erano già stati espressi, senza alcun bisogno di tecnologia e in una forma infinitamente più efficace, già settecento anni fa nel Paradiso di Dante, con il famoso verso "L'aiuola che ci fa tanto feroci". Forse questo post avrebbe potuto essere intitolato proprio così...
Davvero notevole, soprattutto emozionante! Grazie per averlo condiviso
Mmmmhhh... Riccardo (D.O.C.), le parole, pur belle, non hanno la potenza tremenda di questa immagine. Non voglio sminuire Dante, ma a me quelle parole dicono poco, questa immagine fa venire i brividi.
Domanda: ma in 18 miliardi di km non ha mai avuto problemi con asteroidi, sassolini vaganti o altro per strada? E' sempre riuscita a schivare tutto o è stata una questione di culo? Magari è una domanda stupida a cui avete risposto molte volte (quindi mi scuso) ma mi sembra un gran bel lavoro della Nasa se sono riusciti a tenerla lontano da "scontri" accidentali per ben 35 anni e riescono a farlo ancora oggi con un ritardo di ben 16 ore nelle trasmissioni.
Non sono molto d'accordo con le parole di Sagan: non sono le dimensioni a rendere una cosa importante.
Li, in quel puntino, ci sono esseri che riescono a comprendere l'Universo, almeno in qualche suo dettaglio. E' presumibile invece che nel 99.9999999% dell'universo non ci sia nulla del genere.
Certo, in quel puntino ci sono anche tanti esseri di cui l'Universo non sentirebbe sicuramente la mancanza, ma questo è un altro discorso...
Non sono d'accordo: i valori non si misurano nè in metri nè in anni luce...
Van Fanel dixit:
un sacco di cose

Io ormai i commenti li leggo da Feedburner perdendo però così la possibilità di conoscerne i relativi autori ma quando ho letto il tuo ho subito pensato: "Questo l'ha scritto Van Fanel!"
:-)

Approfitto biecamente del blog che ci ospita per un saluto a te ed alla R.A.


http://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto_di_famiglia_%28Voyager%29
Urubù, lo spazio non è come lo fanno vedere nei cartoni animati o nei film di fantascienza scadenti, se sei su un asteroide è molto probabile che non ne vedi nessun altro. Le probabilità di cozzarvi contro sono infinitamente più basse di quelle che ha una persona sulla Terra di beccarsi un meteorite in testa.
@Urubù. In realtà, anche nella cosiddetta "fascia degli asteroidi" la densità di materia è talmente bassa che Voyager 1 sarebbe stata estremamente sfortunata se fosse stata colpita da un qualche sasso vagante di dimensioni adeguate a metterla fuori uso. Certo, piccoli impatti con micrometeoriti ci saranno stati, sarebbe interessante sapere come è ridotta adesso la struttura esterna.
Il titolo della foto è Pale Blue Dot.

Ogni volta che leggo le riflessioni di Sagan mi vengono sempre in mente due citazioni.

La prima, dal film Watchmen del 2009 di Zack Snyder, tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons, quando su Marte Laurie cerca di convincere il Dottor Manhattan a salvare l'umanità dalla guerra.
Laurie: "Ma Jon... La guerra... Devi impedirla! Moriranno tutti...".
Dottor Manhattan: "...e l’universo non se ne accorgerà neppure...".

La seconda, tratta dal film Star Trek: Primo contatto, quando Deanna Troi parla a Zefram Cochrane delle conseguenze che il primo contatto avrà sull'umanità.
Deanna Troi: "La consapevolezza di non essere soli nell'universo unirà gli uomini come nessuno avrebbe mai ritenuto possibile. Povertà, malattie, guerre... Scompariranno nell'arco dei prossimi 50 anni.".

Se da un lato la prima citazione fa riflettere sull'infima parte che l'uomo ha nella storia universale e sull'eccessivo "complesso di superiorità" dal quale sempre siamo pervasi, dall'altro la seconda ricorda l'importanza della continua ricerca che conduce all'automiglioramento (a proposito del perché "sprecare soldi e risorse" nell'esplorazione).
Poco meno di 60000 km/h... va spedita, seppur attempata!
Chissá se la velocitá é tale da consentirle in futuro di sfuggire definitivamente all'attrazione solare?
Grazie della notizia. Molto interessante...
Lello.
chris,

E' presumibile invece che nel 99.9999999% dell'universo non ci sia nulla del genere.

Non me ne volere, ma è proprio questo tipo di arroganza biologica, di presunto primato, di ipotetico privilegio dell'umanità che viene criticato da Sagan.

Come puoi sentenziare sull'esistenza della vita in tutto il resto dell'universo, sulla base delle miserrime esplorazioni che abbiamo condotto finora?

La scienza, al contrario, sta dando sempre più indicazioni del fatto che la vita altrove nell'universo è non solo possibile, ma probabile. E considerate le scale temporali del cosmo, è probabile che quando la incontreremo ci accorgeremo di essere i bambini alla tavola dei nonni.
un collega mi disse tempo fa "L'esobiologia e' l'unica scienza che ha a disposizione un solo punto sperimentale". :)
E' presumibile invece che nel 99.9999999% dell'universo non ci sia nulla del genere.
Non ha detto "E' presumibile invece che in tutto il resto dell'universo non ci sia nulla del genere."

A me sembra che la frase di chrjs sia più che corretta, e che osservi solo la mostruosa sproporzione fra il volume dell'universo e la sua parte abitata, che è in realtà è anche maggiore di quella che lui indica, indipendentemente (questo è il buffo) dal numero di mondi abitati che esistono. In altre parole, per quanti possano essere, gli esseri pensanti sono un nulla rispetto all'immensità dell'universo. Ma questo non li rende meno importanti.
Riccardo,

dissento cordialmente dalla tua interpretazione. Sarà il postatore originale a chiarire, se vorrà, ma se la tua interpretazione è valida, la frase sarebbe banale perché applicabile anche alla Terra stessa, il cui 99.99999% del volume (spannometricamente) è privo di vita.

@Paolo Attivissimo

Non mi risulta che la Scienza stia dando buone indicazioni sulla probabilità di altre forme di vita intelligente nell'universo. Direi piuttosto che stiamo brancolando nel buio. Il problema è che non siamo ancora in grado di valutare, con una certa serietà, quanto è probabile che la vita sbocci su un pianeta che presenta le condizioni giuste. In termini matematici non si sa se il membro fi della formula di Drake sia quasi 0 o quasi 1. (Paradossalmente un valore intermedio sembra molto improbabile). Per chi ne volesse sapere di più consiglio il libro "Uno strano silenzio" di Paul Davies ricercatore del SETI.
@Epsilon
Io ormai i commenti li leggo da Feedburner perdendo però così la possibilità di conoscerne i relativi autori ma quando ho letto il tuo ho subito pensato: "Questo l'ha scritto Van Fanel!"


Gulp, non so se devo considerarlo un insulto o un complimento... forse la prossima volta dovrei solo scrivere "Grazie Paolo per la bella foto"...

Approfitto biecamente del blog che ci ospita per un saluto a te ed alla R.A.

Grazie! Ah, anche la R.A. ricambia, e aggiunge "con affetto"!
Paolofuture,

Non mi risulta che la Scienza stia dando buone indicazioni sulla probabilità di altre forme di vita intelligente nell'universo.

Be', considera che fino al 1995 circa non avevamo nessuna conferma dell'esistenza di pianeti extrasolari. Ora grazie alla scienza ne abbiamo centinaia, di queste conferme, e sappiamo che la formazione di pianeti non è un evento raro ma è anzi assai frequente.

E' uno scoglio in meno. Un dubbio in meno, e non da poco. Se fosse emerso che la formazione di pianeti richiedeva eventi rarissimi, sarebbe stato un colpo duro alla probabilità di vita extraterrestre.

Aggiungo che in questi anni non è emerso nulla che indichi che la formazione della vita richieda eventi particolarmente rari. Anche questo aiuta.
@paolofuture

Brancolando nel buio!!!??? :-O
La Scienza è già riuscita ad individuare quasi un migliaio di pianeti extrasolari!!!
Ti pare poco?
Prima erano oggetti semplicemente ipotizzati. Si poteva dire che probabilmente esistevano, ma nessuno li aveva realmente ancora visti.
Ogni mese se ne trovano sempre di più e con caratteristiche nuove. Per esempio si è individuato un pianeta delle dimensioni della Terra, anche se ruota molto vicino alla sua stella.
Questi sono tutti elementi che aiutano a mettere i giusti valori all'interno della formula di Drake.
Dall'altra parte si stanno facendo studi sempre più approfonditi sulla nascita dell'Universo, del Sistema Solare, della Terra, della Vita sulla Terra e del suo sviluppo. E quindi sempre più ci stiamo avvicinado a una stima sempre più attendibile sulla probabilità del sorgere della Vita su un pianeta in base alle sue caratteristiche. E parlo di avere NUMERI ALLA MANO, non di "sensazioni", o asserzioni filosofiche.
Le probabilità per ogni stella dell'Universo sono bassissime, è vero. Ma le stelle sono miliardi di miliardi. E in base a queste congetture ci sono scienziati che la vita su altri pianeti la danno per scontata.
@jotar

forse non hai letto tutto il mio commento. Il mio discorso era imperniato sulla probabilità che su un pianeta idoneo spunti la vita. Questo è di sicuro il problema centrale dell'esistenza di forme di vita intelligenti su altri pianeti. Si, è vero, fino a qualche anno fa non esisteva di fatto una prova sperimentale dell'esistenza di pianeti extra solari. Però esistevano teorie e modelli matematici della formazione dei sistemi planetari molto affidabili e accurati. Nemmeno gli scienziati più scettici dubitavano molto della loro esistenza. Sulla nascita della vita non sappiamo quasi nulla. Non esistono ne esperimenti ne modelli. Soprattutto non sappiamo quanto è probabile. Se questa probabilità è prossima 0...a nulla servono i miliardi di galassie. Persino sulla tanto "adatta" Terra, la vita sembra essere nata una sola volta (tutti le specie conosciute condividono una buona percentuale di codice genetico). Per questo aveva suscitato tanto clamore la "scoperta" dei batteri "all'arsenico"....sarebbe stato la prova (o quasi) di un secondo ceppo....alzando nettamente la stima di fi (vedi post precedente)
un giorno tornerà come "V'ger" a cercare il proprio Creatore...
@paolofuture
Spunta a fagiolo la recente scoperta di materiali simili a carboidrati in orbita presso una stella... Non dimentichiamoci che con buona probabilità la statistica c'azzecca con la legge dei grandi numeri, e se la probabilità è piccola, anche un solo miliardesimo di punto percentuale in più su miliardi di stelle fa la differenza.
@PaoloAttivissimo

Comprendo che intendi e capisco l'obiettivo dello scritto di Sagan, volto a ridimensionare il ruolo dell'Umanità del cosmo.
Però razionalmente la foto del Viking mi pare solo un pretesto senza alcun reale significato: diciamo che la mia voleva essere una valutazione più che altro limitata a questo aspetto.
In ogni caso, è chiaro che non possiamo pretendere di avere un ruolo centrale nell'Universo. Ma per quanto ne sappiamo e per quanto possiamo vedere, che non è così poco, non mi pare neanche corretto buttarsi sul "non contiamo niente": penso che il nostro ruolo è e sarò tanto importante quanto saremo in grado di meritare, e rigirerei la frittata dicendo "siamo solo un puntino e guarda cosa siamo riusciti a fare". Facendo una citazione non troppo letteraria direi che "da grandi poteri deivano grandi responsabilità": vedremo cosa riusciremo a fare.
chris,

razionalmente la foto del Viking mi pare solo un pretesto senza alcun reale significato

Strano. Ieri ho letto questo brano in pubblico per una manifestazione. La reazione del pubblico non mi sembrava quella di chi risponde a un pretesto senza reale significato.


In ogni caso, è chiaro che non possiamo pretendere di avere un ruolo centrale nell'Universo

Siamo d'accordo. Il problema è che troppi non l'hanno ancora capito.


non mi pare neanche corretto buttarsi sul "non contiamo niente"

Non credo che fosse questo lo spirito di Sagan. Anzi, i suoi scritti testimoniano tutt'altro. Credo che il suo intento fosse di invitare a piantarla di ammazzarci fra noi e dare spazio al meraviglioso che c'è in noi.


rigirerei la frittata dicendo "siamo solo un puntino e guarda cosa siamo riusciti a fare"

Giusto. Un concetto che Sagan ha sottolineato tante volte.


Facendo una citazione non troppo letteraria direi che "da grandi poteri deivano grandi responsabilità": vedremo cosa riusciremo a fare.

Al momento i nostri "poteri" sono infimi rispetto alle energie dell'universo. Un rutto del Sole e la nostra tecnologia frigge. Un gamma ray burst da una stella vicina e siamo morti. Non siamo più neanche in grado di raggiungere la nostra Luna. Direi che per ora le responsabilità le abbiamo solo a livello locale. E le stiamo gestendo maluccio :-)
@PaoloAttivissimo

"Al momento i nostri "poteri" sono infimi rispetto alle energie dell'universo. Un rutto del Sole e la nostra tecnologia frigge. Un gamma ray burst da una stella vicina e siamo morti. Non siamo più neanche in grado di raggiungere la nostra Luna. Direi che per ora le responsabilità le abbiamo solo a livello locale. E le stiamo gestendo maluccio :-)"

Riguardo i poteri anche qui non farei una valutazione assoluta. Non ha senso paragonare i poteri dell'Universo ai nostri.
Se esistesse una formica superintelligente non potrei dire che non vale niente solo perchè magari la posso schiacciare senza fatica.

Le responsabilità comunque le intendo nei confronti delle nostre capacità: siamo esseri intelligenti su un raro pianeta con caratteristiche particolari e dobbiamo essere degni di questo.
chris,

Se esistesse una formica superintelligente non potrei dire che non vale niente solo perchè magari la posso schiacciare senza fatica.

Infatti Sagan non dice "l'umanità non vale niente". Dice "le ragioni per cui l'umanità litiga sono sciocche".


siamo esseri intelligenti su un raro pianeta con caratteristiche particolari e dobbiamo essere degni di questo.

Avrei dei dubbi sui termini "intelligenti" e "raro" :-)

Ma per il resto sottoscrivo.
Se rapportiamo la visione reale dell'umanità con quella che ci propinava - e continua a propinarci - la religione, certamente urge un ridimensionamento sostanziale. Ma se parliamo tra persone che hanno superato certe "superstizioni medievali" possiamo anche riconoscere che l'umanità vede e studia l'universo, che ha senso solo in quanto noi gliene diamo uno. Insomma, la realtà sicuramente è indipendente da chi la osserva, ma ha senso perché noi esistiamo. Potrebbero anche esistere altre intelligenze, ma non lo sapremo mai, perché i loro messaggi è molto poco probabile che ci raggiungano, e visto che non è bastato nemmeno il famoso segnale "Wow!" a darcene conferma, forse non saremo mai in grado nemmeno di accertare il segnale di una intelligenza nello spazio. Ma anche se succede, sarà sempre l'umanità ad avere i mezzi per accertarne l'esistenza. In questo senso noi siamo di fatto il centro dell'universo, non perché siamo privilegiati, ma perché senza l'umanità sarebbe come se tutto questo non esistesse.

Sicuramente quella foto lascia in mutande un bigotto di una qualsiasi religione, ma non basta a ridurre l'immensità dell'intelletto umano, che consiste anche nel concepire la propria fragilità.
@Paolofuture

>Il mio discorso era imperniato sulla probabilità che su un pianeta idoneo spunti la vita.

Beh, permettimi di dire che questi discorsi, con le attuali conoscenze che abbiamo, sono del tutto campati in aria. Noi non abbiamo NESSUN elemento per valutare quante siano le probabilità che su un pianeta si sviluppi la vita, certo forse non sono moltissime, ma finché conosciamo unicamente il nostro sistema solare non possiamo azzardare alcuna ipotesi possibile. Sappiamo solo che nel NOSTRO sistema solare è possibile la vita SOLO sulla Terra. Ma degli altri sistemi sappiamo pochissimo. In alcuni casi sappiamo solo vagamente che ci sono dei pianeti, ma in realtà non sappiamo affatto se quelli che abbiamo scoperto sono gli unici di quei sistemi, poiché un pianeta delle dimensioni della Terra o di Mercurio allo stato delle cose è impossibile da rilevare.
@paolofuture,

tu vedi il bicchiere mezzo vuoto, io mezzo pieno. Per esempio penso che per capire come è nata la vita di passi avanti ne sono stati fatti tantissimi. Ci mancano ancora diversi pezzi, alcuni cruciali, ma la scoperta dell'evoluzionismo e tutto lo studio che se ne fa ancora oggi non è cosa da poco, ci ha già dato tantissime risposte. La tettonica delle placche indirettamente ha anch'essa risposto a tante domande. La genetica, che è una scienza recentissima, continua a dare risposte sempre più raffinate e ci dobbiamo aspettare sempre nuove e interessanti scoperte. Conoscere sempre meglio il DNA e l'RNA ci permetterà di capire sempre meglio come si è potuta sviluppare la vita.
Anche l'informatica ci permetterà di avere dei programmi di simulazione che potrebbero avvicinarci sempre più alle risposte che vogliamo.
Ti pare poco? A me no.
Mi piace pensare che in ogni caso lo 0,0000001 dell'Universo è tanto, tanto grande :)
Ciao, se posso dire la mia non credo sia discutibile l'importanza dell'uomo nell'universo. Solo misurando tutto l'universo avremmo modo di confrontarci; nell'attesa possiamo avere solo opinioni.
Potrei essere tentato di ritenermi superiore a un sasso perché sono in grado di distinguere il bene dal male, ma anche queste sono cose che grossomodo non sappiamo misurare.
L'unico confronto possibile è con se stessi, ovvero un'immagine riflessa negli altri.
La vera domanda quindi è: qualcuno può gentilmente fornirmi un link dell'immagine ad alta risoluzione?
@Grezzo
Io personalmente non credo affatto che siano discorsi campati in aria. E non è vero che non abbiamo NESSUN elemento per valutare l'insorgenza spontanea della vita. Il fatto di non poter verificare sperimentalmente l'esistenza di pianeti abitati è marginale. Si possono fare e si fanno esperimenti in tal senso anche qui sulla terra. Celeberrimo è l'esperimento di Miller anche se, nonostante l'entusiasmo iniziale, non ha portato a risposte concrete. Per non parlare del programma SETI che si dedica alla ricerca di segni evidenti di vita intelligente. Non siamo ancora arrivati ad una risposta, questo si.

@Jotar
io non ho espresso un'opinione. Quando si parla di scienza, le opinioni, che siano mie o del più grande scienziato del pianeta, sono irrilevanti. Tutti i progressi di cui hai parlato sono veri ed entusiasmanti. Anche io sono convinto che presto o tardi si arriverà ad una risposta. Per inciso non ho detto nemmeno che la probabilità di insorgenza della vita è molto bassa: ho detto che o è molto bassa o è molto alta. Gli scienziati sono arrivati ad escludere con ragionevole certezza tutto ciò che sta nel mezzo. La mia personale opinione, se ti interessa, è che la vita sia molto diffusa nell'universo. Ma si tratta solo di un'intuizione o di una speranza. Per chiudere il discorso, anche se la terra dovesse essere l'unico pianeta abitato dell'universo, non ci vedrei l'opera di un Dio creatore.

Fabio,

non c'è una versione a maggiore risoluzione. Quella che vedi è la risoluzione originale.
non c'è una versione a maggiore risoluzione

Peccato; mi sarebbe piaciuto stampala in grande e appenderla. Vorrà dire che aspetterò il prossimo passaggio di sonda. Con molta pazienza...
Grazie comunque!
@cPaolofuture, certo che possiamo fare esperimenti qua sulla Terra, ma sono esperimenti comunque limitati. Ora, per quanto riguarda il Progetto SETI, la questione è ancora più complessa. Per esempio se ci fossero forme di vita non tecnologiche non lo sapremmo mai. Se ci fossero forme di vita dotate di tecnologia pari alla nostra sarebbe ben difficile scoprirlo, soprattutto se le distanze sono enormi. La Voyager è a "soli" 18 miliardi di km da noi e già è difficilissimo captarne il segnale, e solo grazie al fatto che sappiamo esattamente dove si trova, e tra qualche decennio smetterà anche di essere captato pure quello. Se paragoni la distanza della Voyager a quella della stella più vicina non è altro che uno sputo, captare quindi casualmente un segnale proveniente da una fonte ben precisa da distanze superiori all'anno luce, senza neppure sapere esattamente dove puntare l'antenna ricevente, è molto, molto improbabile. Se pensi ad esempio al segnale WOW ipotizzando che si possa davvero trattare del segnale di un'altra civiltà è probabile che sia stato un caso fortuito come vincere al superenalotto. Hawking per esempio dice che è impossibile che nel raggio di 100 anni luce vi sia contemporaneamente alla nostra una civiltà pari o superiore alla nostra, poiché ne avremmo già captato le onde radio, dimentichiamo però che l'uomo conosce la trasmissione radio da poco più di un secolo, lo stesso potrebbe valere anche per una ipotetica civiltà che si trovi a cento anni luce.
Paolo Attivissimo wrote:
"chris,

E' presumibile invece che nel 99.9999999% dell'universo non ci sia nulla del genere.

Non me ne volere, ma è proprio questo tipo di arroganza biologica, di presunto primato, di ipotetico privilegio dell'umanità che viene criticato da Sagan."

Non me ne volere Paolo, ma non vedo alcuna arroganza nel posizionarsi pessimisticamente nell' equazione di Drake.
Perchè se è vero che la stima di Chris è un milione di volte più pessimistica di quella di Sagan ed Asimov (circa 99,9%), è altrettanto vero che è circa diecimila volte più ottimistica rispetto alle stime più pessimistiche(circa 99,99999999999%).

Giovanni Pili:"...In questo senso noi siamo di fatto il centro dell'universo, non perché siamo privilegiati, ma perché senza l'umanità sarebbe come se tutto questo non esistesse."
Non capisco il senso. Sarebbe come se l' universo non esistesse? Per chi?

Per noi?
Ma eravamo partiti dal presupposto della non esistenza dell' umanità: parliamo di ziribbi verdi al posto di uomini e di ziribbiade verde al posto di umanità...
Se gli ziribbi verdi non esistono è come se l' universo non esistesse per i ziribbi verdi.

Per chi il segnale lo ha inviato?
E perchè mai per loro l' universo dovrebbe perdere di senso solo perchè su Sol3 nessuno ha raccolto un segnale?

Per le altre speci che non hanno inviato nessun segnale a Sol3?

L' universo ha lo stesso senso con o senza di voi.
Ovviamente senza di me ne avrebbe molto meno. :)

Ciao

Carson
Lo studio condotto dalla (bella) Dott.ssa Morag Scrimgeour per l'International Centre for Radio Astronomy Research e pubblicato su "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society", sembrerebbe confermare il "Principio Cosmologico" secondo cui l'universo è omogeneo ed isotropico.

Allargando il discorso sull'omogeneità e l'isotropia, cosa impedisce di pensare che valga anche per le condizioni buone per la vita? Al momento non abbiamo nessuna prova fattuale che sia vero, ma gli indizi finora raccolti lasciano intuire che la vita biologica non solo è stata possibile qui (esiste sul nostro pianeta dove c'è una specie che ne disquisisce pure) ma è possibile ovunque nell'universo, purché insistano le condizioni affinché essa nasca. Di vita intelligente? E perché no? Dopotutto la nostra stella è una giovinotta e ne ha per altri 5 miliardi di anni, mese più, mese meno. Nei 14 miliardi di anni di vita dell'universo, chissà quante altre civiltà saranno già scomparse assieme alle loro stelle morenti. E chissà quante altre stanno vivendo la loro maturità. O la loro alba... Si stima (al ribasso) che ci siano diecimila miliardi di miliardi di stelle nel cosmo. Anche solo per il calcolo delle probabilità pari allo 0,00001%, non possiamo essere soli.

A ben pensarci bene, che ci vuole? Stella della giusta dimensione, pianeta nella giusta posizione, acqua e qualche miliarduccio di anni... ;P

Non siamo soli. Sarebbe un dannato spreco di Spazio... :)

Viva Voyager e chi l'ha fatto voltare.
Beh, non è detto che la distanza debba essere per forza "giusta", se Marte ad esempio avesse un atmosfera come quella terrestre le sue temperature sarebbero accettabilissime, ovviamente dovrebbe avere anche una pressione atmosferica sufficiente a far esistere l'acqua allo stato liquido in superficie.
chris,

Non me ne volere Paolo, ma non vedo alcuna arroganza nel posizionarsi pessimisticamente nell' equazione di Drake.

Se è questo che intendevi, ritiro quello che ho scritto. Non l'avevo capito. Pensavo tu intendessi dire che a parte noi non c'era sicuramente nessuno. Come non detto.
@Paolo Attivissimo

Ok! Io credevo che tu non fossi convinto della percentuale che indicavo, e che la supponessi "arrogante".
Del resto è sempre possibile che, da qualche parte, ci sia una regione di spazio dove la vita pulluli invece in ogni anfratto, invalidando le osservazioni che possiamo fare noi. Tuttavia la linea più razionale è sempre quella di non considerarci parte di una regione particolare o privilegiata (o meno privilegiata in questo caso) dell'Universo.
Potrei essere tentato di ritenermi superiore a un sasso perché sono in grado di distinguere il bene dal male, ma anche queste sono cose che grossomodo non sappiamo misurare.

Una opinione simile (già postata, ma fa niente):
"L'uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c'è bisogno che tutto l'universo s'armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell'universo su di lui; l'universo invece non ne sa niente."
(Blaise Pascal, Pensieri)
Comunque della vita nell'universo ne sappiamo troppo poco non dico per tirare un bilancio ma anche solo per fare delle ipotesi.
Sappiamo pochissimo delle condizioni che permettono la vita; conosciamo a malapena qualcosa dei fattori più ovvi, più vicini a noi (temperatura, struttura carboniosa delle biomolecole), poco di fattori meno studiati ma forse altrettanto importanti (la gravità del pianeta entro che limiti deve essere compresa? E' possibile avere organismi in un campo gravitazionale molto più forte di quello terrestre, o avremmo delle strutture che per non collassare dovrebbero essere così grosse da non potersi muovere? Problema poco approfondito), e NULLA di tutti i fattori ignoti ma che sono importanti lo stesso. Ad esempio, chi avrebbe mai detto che questo è importante? Eppure porta via intere galassie.
Per conto mio, io sono più vicino all'idea di Stephen Webb (pessimista), ma, per l'appunto, con l'estrema carenza di dati che abbiamo, ogni presa di posizione è meno che un'ipotesi: è un volo pindarico.
Anche se non comprendo appieno il ragionamento che ho visto sotteso a qualche commento: il rapporto volume dell'universo su volume del nostro pianeta è elevatissimo, ergo non esiste un creatore.
Mi sfugge qualcosa. :-)

La scoperta della nostra insignificanza volumetrica o temporale è una delle esperienze formative della persona, certo, ma non vedo perchè si dovrebbe dire che questo mostra che non c'è un creatore. Casomai lo suggerisce, ma qui siamo, come sempre in questi casi, ad un livello di riflessione filosofica che può andare in più di una direzione.
Ciao Paolo

vorrei precisare due cose.

1. i gamma ray burst, almeno quelli di cui si parla in astronomia (in inglese, proprio come hai scritto, non nel senso generico di "impulso di raggi gamma") non sono generati da stelle vicine ma da galassie lontane. Tra l'altro sono un fenomeno tra in piu' intere

2. onestamente penso che la posizione di paolofuture sia la piu' equilibrata qui espressa sull'argomento. Se ho capito bene (non ho letto proprio tutti i commenti...) lui dice che non abbiamo elementi per dire che, date condizioni "favorevoli" alla vita, questa ha una certa probabilita' di svilupparsi. Guarda, se ne parla spesso tra astronomi. Ricordo una discussione furibonda a pranzo alcuni mesi fa ad ALMA su questo, 2 contro 3. E' stata una baraonda con un collega che ha pubblicato parecchio sull'argomento. Le posizioni, come sempre quando ci sono ampie incertezze :), sono molto radicali, ma pochi tra coloro che si intendono di queste cose ritiene opportuno sbilanciarsi. A meno che non sia per una ricerca di fondi :) nel qual caso diventa la cosa piu' ovvia del pianeta...

Il problema e' che effettivamente non abbiamo neanche un'idea precisa di cosa sia la vita. Come dice sempre un altro mio collega (vedi mio commento sopra) "abbiamo un solo punto sperimentale". Un po' poco per sbilanciarsi. Se vogliamo rimanere sul piano delle evidenze scientifiche - e mi pare che non sia corretto fare altrimenti, soprattutto qui - potrebbe essere che tutti i pianeti che possono anche lontanamente ospitare la vita (e non e' detto che sia quello che ci aspettiamo) la ospiti. Oppure che siamo un fenomeno unico nell'universo. La barra di errore e', PER ADESSO, pari al 100%. Si stanno facendo sforzi per uno studio probabilistico della fisico-chimica alla base del fenomeno, considerando la vita come la capacita' di riprodursi (per esempio, ma non e' detto, potremmo anche immaginare un essere che invece di morire comincia ad evolvere mantenendo la sua identita'). Ma per adesso e' verissimo, brancoliamo nel buio piu' assoluto. Chiedere se c'e' vita su altri pianeti e' equivalente a chiedere se crediamo agli UFO...

un saluto
temo di non avere concluso il punto 1 nel mio messaggio precedente prima di cliccare su "pubblica"...

Volevo solo dire che sono fenomeni che hanno origine - secondo tutti i modelli accettati - in galassie lontane. Le stelle vicine non hanno nulla a che fare con i GRB, anche se, ovviamente, esplosioni di supernova di stelle vicine potrebbero emettere dosi di raggi gamma nefasti per la Terra. Ma si tratta di un fenomeno completamente diverso da quello all'origine dei cosiddetti "gamma ray bursts".

arisaludos
"Anche solo per il calcolo delle probabilità pari allo 0,00001%, non possiamo essere soli.

A ben pensarci bene, che ci vuole? Stella della giusta dimensione, pianeta nella giusta posizione, acqua e qualche miliarduccio di anni... ;P"

Ecco, il punto e' espresso bene proprio da Stupidocane. Tu stai dando per scontato che bastino le condizioni perche' succeda e... succede. In realta' hai un solo caso conosciuto per dirlo, un solo punto sperimentale. Per non parlare di alcune delle possibili risposte al buon vecchio paradosso di Fermi.

pgc e martinobri, credo che siamo tutti d'accordo che basare il pensiero di vita in ogni dove senza dati oggettivi sia solo una speculazione (per non dire una speranza che sfocia nella fede). Un volo pindarico, come già detto dal buon martinobri è la definizione più corretta.

Ad oggi non abbiamo nessun riscontro delle probabilità che la vita esista oltre che sulla Terra e sebbene esistesse non ne abbiamo ancora i mezzi per intercettarla. Aggiungo che forse non li avremo nemmeno mai, date le insormontabili distanze in campo.

Il mio riferimento alla fascia abitabile degli esosistemi planetari ha naturalmente come punto di partenza il nostro sistema planetario, essendo in buona compagnia di planetologi ed esobiologi che basano le loro congetture solo su questo. E vorrei ben vedere. Non abbiamo altri metri di paragone se non noi stessi ed il nostro ambiente! Un luogo dove troviamo le condizioni in cui una galassia di medie dimensioni ha un corretto dimensionamento ed attività del proprio buco nero al proprio centro (grazie martinobri, questa non la sapevo), con una delle sue stelle in una tranquilla parte esterna di uno dei bracci della stessa, con un pianeta roccioso ad una distanza "corretta" dalla piccola stella di media età, dove il pianeta ha una massa tale da permettere una certa gravità che consenta un certo spessore atmosferico, che a sua volta permette all'abbondante acqua di origine (a quanto pare) interna al sistema solare di trovarsi contemporaneamente in tre stati molecolari differenti, che assieme ad una determinata inclinazione del pianeta sull'eclittica ed ad un satellite di massa notevole in rapporto al pianeta stesso contribuiscono a creare sia un clima temperato buono per lo sviluppo di catene molecolari sia un ricambio d'acqua costante attraverso maree e correnti portando elementi chimici in ogni dove ed aumentando le probabilità di concatenazione, con una tettonica a placche che permetta in tempi geologici il verificarsi di ambienti caldi adatti all'aggregazione molecolare degli elementi in molecole più complesse come gli amminoacidi, con l'alta probabilità che la teoria dell'evoluzione delle specie, in base sempre alla nostra esperienza (ma potrebbe essere davvero una legge universale), sia fondata ci dice che in condizioni ottimali qualcosa evolve quasi inesorabilmente in qualcos'altro, che quel qualcos'altro diventi poi una specie in grado di riflettere su sé stessa e su ciò che la circonda, il tutto in un lasso di tempo ideale dove non accadano eventi catastrofici in grado di mutare TUTTE le condizioni suddette e che...

... si potrebbe continuare per ore, complicando sempre di più la pletora di condizioni fino a rendere la vita biologica impossibile in ogni altro posto. Sappiamo che le condizioni apparentemente eccezionali in cui ci troviamo e prosperiamo (pure troppo) hanno tutte un ruolo fondamentale nella nostra esistenza e più in generale sull'esistenza della vita. Almeno per quanto ne sappiamo della vita biologica basata sul carbonio di cui abbiamo esperienza diretta. Dopotutto parliamo di ciò che conosciamo e le informazioni in nostro possesso sembrerebbero tendere, per la complicazione, ad una probabilità più prossima allo zero che ad uno in altri luoghi. Ma...
ARI SEGUE
Ciò che ci frega, e frega anche i possibili "altri", sono i limiti fisici, sia in termini strettamente biologici di durata del nostro (loro?) ciclo vitale, che vere e proprie leggi di natura molto restrittive. Le distanze innanzitutto sono un limite quasi invalicabile, un muro non solo spesso, ma che s'ispessisce sempre più con l'aumentare della distanza d'osservazione, rendendo al momento impossibile qualsivoglia tentativo di trovare una risposta certa al quesito, l'agognata certezza di una speranza. C'è anche il fattore tempo collegato a filo doppio con le distanze. Occorreranno generazioni di uomini sia per trovare le tecnologie adatte allo scopo che all'attesa dei responsi dei vari esperimenti di ricerca ed eventuale "contatto" che verranno tentati. Non parliamo poi di viaggi intergalattici o anche solo interstellari che mi vien tristezza al solo pensiero. Anche partissimo noi tutti all'istante, arriverebbero a destinazione i nostri pro(elevato alla n)nipoti.
Il tentativo della scimmia pensante di trovare altre scimmie (o topi) pensanti non deve pertanto esaurirsi in sterili confutazioni del fatto che "non abbiamo prove". Deve essere di stimolo al trovare una risposta a questa domanda. Siamo sì scimmie pensanti. Ma anche sognanti. A volte pure in grado di realizzare i propri sogni. C'è molto di più di quello che sappiamo, là fuori. Magari anche una realtà che supera i nostri "voli pindarici".

Birretta a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto sto malloppo. :D

Giovanni Pili:"...In questo senso noi siamo di fatto il centro dell'universo, non perché siamo privilegiati, ma perché senza l'umanità sarebbe come se tutto questo non esistesse."
Non capisco il senso. Sarebbe come se l' universo non esistesse? Per chi?

Per noi?
Ma eravamo partiti dal presupposto della non esistenza dell' umanità


Altri esseri intelligenti avranno altri modi per rappresentare la realtà, non è detto nemmeno che essere intelligenti implichi la stessa identica scala di valori e di interessi per tutti, eccetera. Sì, io parto dal nostro presupposto, se noi non esistessimo è come se non esistesse nulla. Un sasso non può riflettere attorno ad una frase di Sagan.
martinobri dixit:
<"L'uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c'è bisogno che tutto l'universo s'armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell'universo su di lui; l'universo invece non ne sa niente."
(Blaise Pascal, Pensieri)>

E da chi ha copiato?
Indovina?!?
SIIIIIII, GIUSTOOOOO!!!!

L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io,
fattura umana.
Tutto mi turba,
un soffio sol m'abbatte,
il tempo, che mi crea,
quel mi combatte.

IL TEMPO
Salvo è niente
dal mio dente.
Ei rode,
ei gode.
Non fuggite, o mortali,
ché, se ben zoppo, ho l'ali.

L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io,
fattura umana,
senza periglio
in van ricerco loco,
ché frale vita
è di Fortuna un gioco.

LA FORTUNA
Mia vita son voglie,
le gioie, le doglie.
Son cieca, son sorda
non vedo, non odo.
Ricchezze, grandezze
dispenso a mio modo.

L'UMANA FRAGILITÀ
Mortal cosa son io,
fattura umana.
Al Tiranno d'Amor
serva sen giace
la mia fiorita età,
verde e fugace.

AMORE
Dio de' Dèi feritor,
mi dice il mondo Amor.
Cieco saettator, alato, ignudo,
contro il mio stral non val difesa o scudo.

L'UMANA FRAGILITÀ
Misera, son ben io,
fattura umana,
creder a ciechi e zoppi
è cosa vana.

Claudio Monteverdi: "Il ritorno di Ulisse in patria"
:-)

Dovrebbe averlo anticipato di qualche anno essendo l'opera del 1641
Solo una notarella folkloristica che nulla toglie al fascino dell'avventura di Voyager:
qualche giorno fa (purtroppo non ricordo dove), lessi la "notiziona" che Voyager sarebbe stata la "prima sonda umana a lasciare il Sistema Solare".
Presumo il giornalista non avesse mai avuto sentore dell'esistenza dei due Pioneer.
@Stu:
Siamo sì scimmie pensanti. Ma anche sognanti.

Lo incornicio


Birretta a chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto sto malloppo.


Aggiunta alla lista.

@Epsilon:
beh, e il Monteverdi l'avrà presa dai lirici greci. :-)
E loro da Davide (salmo 8). E lui dal primo Homo che ha sviluppato la coscienza tanto da sapere di non essere immortale.

Mannaggia... manca la parte centrale del mio discorso... Pensavate fosse così facile ottenere birrette a sbafo???

Da inserire tra la prima parte ed ARISEGUE. In caso di doppio post dovuto alla coda di moderazione, cancellerò:

SEGUE
A prescindere dal fatto che probabilisticamente non è detto che nell'immensità dell'universo non possano esistere le medesime condizioni appena elencate, ciò non toglie, come già accennato da altri, che seppur nel rispetto del principio cosmologico di omogeneità ed isotropia dell'universo, possano verificarsi altre condizioni adatte ad altre forme di vita basate sul silicio o sull'arsenico (??? questa l'avevo sentita ma mai approfondita).

Ora non è che voglia a tutti i costi far intendere di essere certo che esista vita oltre che sulla Terra, quasi in ogni dove. Rimango con i piedi per terra (o su Terra) e baso le mie considerazioni anche sul fatto che non abbiamo, appunto, nessun riscontro di vita oltre a quella terrestre. Ma è più che altro il "sospetto" che sia davvero possibile che esista vita altrove. Che la vita si sia sviluppata davvero in molte forme e con una distribuzione molto superiore a quella basata sulle nostre più basse stime. Non abbiamo la prova provata ma abbiamo abbastanza elemnti per sbilanciarci per un sì. O perlomeno un nì.
Non vorrei nemmeno però, che passasse il concetto scientifico della prova rigorosa come una sorta di "eh vabbè, però se non abbiamo niente in mano di concreto, al momento siamo costretti a pensare che non possa essere diversamente". E' vero dal punto di vista scientifico, ma la scienza va oltre queste affermazioni quasi "fideistiche" o "agnostiche" a voi piacendo.
Questo è un concetto molto potente, soprattutto sul lungo periodo. La nostra stessa, limitata esperienza ci dice che dovranno passare ancora molti anni prima di avere un qualche possibile riscontro in questo senso. Come dice Paolo, siamo andati sì sulla Luna, ma non ci siamo più tornati da quarant'anni a questa parte. Politica, motivazione, denaro, stimolo. Cose a cui si riferisce indirettamente Sagan e direttamente deGrasseTyson nei suoi accorati interventi in pubblico.
Parliamo di sogni che possiamo realizzare (per gli scienziati precisini "di progetti molto o troppo avveniristici alla soluzione dei quali ci possiamo comunque avvicinare con ragionevole approssimazione" :D) non solo contando sulla nostra intelligenza superiore, ma frenati dal fatto che finché non avremo la reale consapevolezza del tutto che ci circonda, che ci compenetra e costituisce e che è in realtà ciò che ha permesso e permette la nostra esistenza, è anche ciò che costituisce la nostra intelligenza. Il progetto di cercare (e trovare) vita extraterrestre, a mio avviso, deve diventare un imperativo della condizione umana essenzialmente per due motivi, assolutamente miei ed arbitrari: il primo è perché se da un lato può essere vero che l'uomo è il mezzo che l'universo per di contemplare sé stesso, dall'altro è probabile che non sia l'unica freccia al suo arco. E sarei curioso di sapere quanto può essere fondato un pensiero simile. Il secondo per mere ragioni contingenti. Cominciamo ad essere troppi e la Terra non ha risorse infinite.
@Stupidocane: ti riferisci forse a questo:

http://www.lescienze.it/news/2012/07/12/news/batterio_arsenico_fosfoto_dna_smentita_vita_all_arsenico_halomonas-1142770/
martinobri dixit:
"E lui dal primo Homo che ha sviluppato la coscienza tanto da sapere di non essere immortale."

Eeeee questa è per martinobri da Epsilon con taaaaanta amiciiiiziaaaaaa
:-)

Sempre è cieco il mortale
ma all'or si dée più cieco
chi'l precetto divin devoto osserva:
io ti seguo Minerva.
MR, mi riferivo ad un accenno letto tra i commenti precedenti. Ho memoria del binomio "arsenico-vita" come in un déjà-vu ma non ho mai approfondito il discorso.

Ne approfitto per un mio refuso che m'infastidisce:

"il primo è perché se da un lato può essere vero che l'uomo è il mezzo che l'universo haper contemplare sé stesso,"

@canemicapoicosìstupido: trovo le implicazioni dell'ipotesi P/As molto interessanti, anche ora che quella più esotica è stata smentita dalle ricerche. Spero che il link sia di tuo interesse.
MR, grazie per il link. Sarebbe stato senz'altro interessante, anche per aggiungere svariate speculazioni sui titoloni di giornali del tipo "Vita extraterrestre?". Già, perchè sarebbe stata una cosa ben strana, a mio modo di vedere. Non so molto di chimica né di biologia, ma a naso posso sbilanciarmi ad affermare che la vita sulla Terra, intesa proprio come l'interezza della biomassa esistente, estinta e futura, abbiano in comune una matrice.

Data per verosimile la teoria darwiniana, credo che tutti gli esseri viventi abbiano una struttura del DNA strettamente legata al "ceppo" dal quale si è potuta originare la vita che conosciamo. Se gli elementi che servono per vivere su questo pianeta sono uguali per tutti gli esseri viventi, difficilmente vedrei possibile una mutazione tale da modificare un DNA tanto radicalmente da generare un'entità che ne sostituisca uno. Diventerebbe forse più plausibile una teoria alternativa che spiegherebbe la vita del microbo come (adesso sparo una vaccata enormissima) un'entità aliena arrivata su di una cometa mi"G"lioni di anni fa. Mettiamo il caso che un ceppo di questi microbi avesse avuto la (per loro) fortuna di mutare e di poter utilizzare l'arsenico al posto del fosforo e che fosse stato scoperto già bello che funzionante ad arsenico. Sarebbe stato un bel rompicapo se non ci fosse questo studio a confutarne i processi biologici. Ecco allora i titoloni sui giornali, sugli UFO, sulla vita, sulla panspermia e chi più ne ha più ne metta. Invece era solo una diretta dimostrazione della correttezza della Teoria dell'evoluzione delle Specie.

Sempre a naso, nulla vieta che ciò possa accadere. Oh, se elementi chimici sparsi a caso si sono potuti aggregare in molecole sempre più assurdamente complicate, magari in un futuro remoto un estremofilo come GFAJ-1 con un individuo "nato strano" potrebbe avere la chance di poter sfruttare appieno un lago zeppo di arsenico. Anche se farebbe a pugni con quanto si sa di biologia e dei processi vitali, credo che Darwin sarebbe solo che contento. :)

P.S. Fantastico il refuso nel mio tentativo di correggere un refuso...
Mamma mia,
ero piccolo, avevo appena 6 anni quando la Voyager 1 inizio' il suo lungo ed infinito viaggio, ed avevo gia' 'il germe' dell'astrofilo nel sangue. Ricordo che all'epoca possedevo solo un piccolo cannocchialino giocattolo, con il quale pero' fantasticavo sbirciando i crateri Lunari. Anni dopo il primo telescopio, le prime osservazioni serie, Giove, Marte, gli ammassi stellari e qualche debole e diafana galassia. Oggi , a 35 anni di distanza da quella partenza, ogni tanto mi ritrovo a pensare a dove e in che condizioni sia quella vecchia, arrugginita sonda, che nonostante l'eta', riesce ancora a stupirci...
Post bellissimo, adoro Sagan e tutta la sua opera (specialmente Cosmo, sia il libro che la serie di documentari, che PURTROPPO nessuna emittente tv ai giorni nostri ha pensato di riproporre, ricordo solo che li vidi da bambino, trasmessi all'interno di Quark ... ).
Molte persone, soprattutto scienziati, dovrebbero tenerlo come modello di vita, di integrita' scientifica e morale !!
@Grezzo: "Sappiamo solo che nel NOSTRO sistema solare è possibile la vita SOLO sulla Terra. "

Sono d'accordo sul resto di quello che scrivi, ma questo non e' del tutto corretto.

Il concetto di vita e' molto generico. Noi ne conosciamo una soluzione, ma "vita" e' un sistema in grado di ridurre localmente l'entropia (il disordine) di un sistema. Per ridurre l'entropia c'e' bisogno di energia. Quindi ci vuole una stella! diranno i nostri piu' attenti bipedi lettori. Non e' detto. Potrebbe essere che altrove (e magari anche sulla Terra) le cose siano andate in maniera diversa, e che la vita sia nata grazie a quella rilasciata dal vulcanismo e quindi, in ultima analisi, dal decadimento radioattivo. Altrove potrebbero essere magari gli effetti mareali causati dalla presenza vicina di un grande pianeta. In effetti alcuni satelliti di Giove e Saturno, come Io e Titano, sembrano disporre di grandi masse d'acqua e altri "liquidi" sotto la superficie. Potrebbe essere una situazione piu' stabile e comune di quella che ci si aspetta. Ci potrebbero anche essere bocche vulcaniche che eruttano materiali organici necessari alla "vita" (Carbonio, Ossigeno, etc.), almeno a quella che conosciamo noi (che btw e' un'ipotesi alternativa sulla nascita della vita sulla Terra stessa). Nulla lascia escludere quindi che i laghi sotterranei di Titano, Io etc. siano "abitabili". Un essere intelligente che si dovesse sviluppare in queste condizioni potrebbe essere portato per qualche motivo a forare un giorno la superficie di "ghiaccio" intorno a se e scoprire casualmente il cielo, le stelle, la presenza di un Universo buio, freddo e pauroso sopra di se'. Una simile scoperta sarebbe enormemente piu' rivoluzionaria di quella dell'America o della sfericita' della Terra. Non abbiamo motivo di escludere che qualcosa del genere non venga riservato in futuro anche a noi pur rimanendo perfettamente compatibile con quello che sappiamo. Oggi.

D'altra parte esistono parecchie teorie "alternative" anche sull'origine della vita sulla Terra. Organismi complessi sono stati individuati a 1 km di profondita' nella crosta terrestre, dove questo tipo di vita era considerato "impossibile". Fino al giorno prima. La presenza di DNA in tutti gli organismi viventi lascia ricondurre la vita sulla terra ad un'origine comune. Ma potrebbe essere che questo sistema abbia "vinto" su altri, o sia solo uno dei tanti, come e' estremamente - almeno per mancanza di prove contrarie - possibile. Alcuni ipotizzano per esempio che il DNA abbia vinto su un mondo in cui gli organismi erano a base di RNA (se non altro perche' il DNA ha bisogno di proteine, ma le proteine hanno bisogno di DNA, mentre l'RNA non ne ha bisogno). Chissa' che qualche altro "competitor" non sia stato vinto e dimenticato nel frattempo...

Spesso mi capita di guardare le nuvole. Fenomeno ovvio. Per noi. Ma immaginiamo di esserci evoluti in una caverna (o in un lago sotterraneo...) di non averne mai viste e di dovere dimostrare che si tratta di un fenomeno non solo possibile, ma comune in tutto il pianeta. E' come per i vulcani di ghiaccio di Enceladus e Tritone, in grado di "sparare" cristalli a centinaia di km di altezza. Fino a quando non sono stati osservati per la prima volta (gia'... proprio da Voyager 2!) sarebbero stati buoni per un film di fantascienza di serie B.

Insomma, ricordiamoci sempre che solo l'evidenza sperimentale e' in grado di suggerire i limiti della natura (Arthur Clarke a parte naturalmente :) ).
Ma immaginiamo di esserci evoluti in una caverna (o in un lago sotterraneo...) di non averne mai viste e di dovere dimostrare che si tratta di un fenomeno non solo possibile, ma comune in tutto il pianeta.

E qui qualcuno, prendendo a pugnetti la scrivaniuccia nella propria cavernucola terrazzinata, direbbe "Sono senz'altro chimiche! Prima non c'erano! Ora le misuro prendendo come riferimento quella montagna che sarà ad occhio e croce a 2 km, forse 2 km e mezzo di distanza. Vabbè, facciamo 3 e morta lì... due spannDUESPANNE E MEZZA RIPETO DUE SPANNE E MEZZA! Qui c'è sotto qualcosa... mumble mumble... DVD! SUBITO! INVENTATEMI IL DVD CHE DEVO VENDERNE A CENT... decin... due. Forse tre. Antò?! Se faccio un DVD me lo compri uno?"
"Adorato fratello, soggiaccio ben volentieri a cotal richiesta sì garbata et... et... mmmh.... ohibò, che d'è cotesto termine a me avulso che appalesòmmisi nel parlarti? Zr-et??? Che sarà mai, codesto zret???"
"TRE SPANNNE E.. E... GUARDA QUELLA!!! SARA' ALMENO 5 SPANNE, NO SEI! MIODDIO CHE SUCCEDE??? SIAMO TUTTI MORTI!!!"
"Z-r-e-t... mah..."
"OTTO SPANNE!!! E... ODDIO GUARDA QUELLA CHE SEMBRA UNA TESTA D'ASINO!!! E QUELL'ALTRA CHE SEMBRA IL POMOLO DELLA DOCCIA DI ZIA LUISA!!!"
...
...
..

:D
Stu, sei troppo forte! :-)
Stu, ma che te sei maggnato ? :-)
Stampero' la foto, con le parole di Sagan.
La appendero' a casa e la guardero' ogni volta che mi sento depresso.
Finche' nasceranno uomini come Carl abbiamo ancora speranze.
è bello avere certezze nella vita: se è una sega mentale è un commento di Van Fanel, se c'è una citazione di Monteverdi è un commento di Epsilon!

Ma ancora nessuno mi ha spiegato le strisce verticali colorate della fotografia...

(dalla citazione dal film trekker)
La consapevolezza di non essere soli nell'universo unirà gli uomini come nessuno avrebbe mai ritenuto possibile. Povertà, malattie, guerre... Scompariranno nell'arco dei prossimi 50 anni

Sì, certo, se non sostituiremo le guerre tra di noi con quelle contro gli alieni!
perché, dicevo, un ignorante come me si aspetta che lo Spazio sia "nero con i puntini bianchi" come il cielo notturno o come nei film di fantascienza, ma le numerose foto spaziali che Paolo posta spesso mostrano tutt'altro...
Van Fanel,
e' un riflesso del Sole nell'obiettivo. Considera che la foto e' tirata alla massima risoluzione.
Van Fanel dixit:
"è bello avere certezze nella vita: se è una sega mentale è un commento di Van Fanel, se c'è una citazione di Monteverdi è un commento di Epsilon!"

Uffaaaaaa... è colpa mia se ha sempre la frase giusta per tutto?!?
Secondo te "sono i mendici del ciel di Giove amici" (Il ritorno di Ulisse in Patria) non si riferisce forse all'attrazione gravitazionale che attira gli asteroidi verso Giove?!?
a me piacerebbe sapere se chi fa domande, cui io - e altri - si prendono la briga di rispondere, e' veramente interessato alle risposte...

:/
pgc, con chi ce l'hai?
@pgc
e' un riflesso del Sole nell'obiettivo. Considera che la foto e' tirata alla massima risoluzione

Ok! Grazie per la risposta! Quindi anche i diversi colori sono un effetto ottico dovuto alla lente (speravo in... "un qualche evento cosmico! Dovevano mandare un poeta!")

@Epsilon
è colpa mia se ha sempre la frase giusta per tutto?!?

è la stessa cosa che dico sempre a mia moglie per le "Storie di Topolino In Cui".

@martinobri
pgc, con chi ce l'hai?

Non lo so, ma se ce l'ha con me chiedo scusa se ho risposto "Grazie per la risposta" con 6 giorni di ritardo :(

"ma se ce l'ha con me chiedo scusa "

si ce l'avevo proprio con te...

Scherzi a parte :) In realta' quando qualcuno pone una domanda interessante non sono soddisfatto fino a quando non ho trovato la risposta. Che poi chi l'ha posta se ne accorga, mi interessa fino a un certo punto...

Le striature colorate avevano stupito un po' anche me ma la risposta era abbastanza semplice. In realta' la Terra da quella distanza appariva abbastanza vicina al Sole, cosi' che si vedono riflessi attraverso lo schermo protettivo. La "tiratura" della foto ha fatto il resto, creando questo strano effetto.

un saluto
pgc
pgc
a me piacerebbe sapere se chi fa domande, cui io - e altri - si prendono la briga di rispondere, e' veramente interessato alle risposte

Io sì, altrimenti non farei domande.
Sarei contento se arrivassero le risposte.

Abbi pazienza Faber, ma prima di tutto non e' un obbligo rispondere a TUTTE le domande che vengono poste, soprattutto se si considera che alcune volte basta leggere gli interventi precedenti.

Comunque, e' chiaro - a mio modesto avviso, capisco che tu la pensi diversamente - che almeno secondo la morale vigente chiunque ha il diritto di spendere come preferisce le proprie risorse. Se lo fa in cosmetici, pizze napoletane o automobili da corsa uno puo' criticare, ma rimane una sua scelta. Diverso e' se uno spende denaro pubblico in festini pseudoromani, in aperitivi o nello spazio. Io sono convinto (e quindi, almeno da quel che ho capito leggendo quello che hai scritto, sulle conclusioni, siamo d'accordo. Se poi non ho capito ok, sorry about that) che senza un potente investimento pubblico nella Scienza, soprattutto quella pura, l'economia di un paese come l'Italia vada prima o poi a picco.

E lo dico non perche' sia la mia opinione personale, ma perche' la ricchezza di un Paese con una struttura economica come l'Italia, povero di risorse minerarie, dipende in prima istanza dal valore aggiunto ai prodotti importati: importi cellulosa (dal Cile) ed esporti carta (sempre al Cile...); se qualcuno lo fa a un prezzo inferiore sei fregato, quindi o innovi o prima o poi la palla passa a qualcun altro. Allora, se non c'e' continuamente innovazione e la creazione di un know-how proprietario, il Paese va in crisi. Come sta puntualmente accadendo.

Detto questo, c'e' il discorso di come investire quei soldi pubblici, che io, al contrario della stragrande maggioranza oggi, vorrei fossero TANTI, soprattutto derivanti da tasse elevatissime sulle grandi ricchezze (vedi teoria dell'optimal taxation, che prevede un'aliquota massima ottimale dell'80%). E qui il discorso diventa piu' complicato perche' non esistono criteri ovvi per decidere se investire nello spazio, nell'astronomia, nelle particelle elementari, nella biologia o magari nelle scuole o nelle armi. Allora bisogna convincere la gente dell'opportunita' di certe scelte. Ma porre sullo stesso piano la spesa per i cosmetici dei privati e quella per lo spazio del pubblico mi pare azzardato.

un saluto


non ti ho risposto perche' mi pare evidente che
@pgc
Che poi chi l'ha posta se ne accorga, mi interessa fino a un certo punto...

Dai, hai dovuto aspettare solo 6 giorni per saperlo, lo so che nell'era di Internet è un tempo geologico, ma in ufficio da me succede di peggio ;)
Paolo, una domanda: ho sentito il cognome di Sagan sia pronunciato come-è-scritto, sia all'americana, "Seighen". Quale delle due è la pronuncia corretta?
Stupidocane,

in "Cosmos" viene pronunciato "seighen" dalla compagna Ann Druyan.
Che vergogna, ho sempre detto "Sagan" così com'è scritto.
Ho anche appena scoperto che l'inventore di Winnie the Pooh, A.A.Milne, si pronuncia "miln" anche se io avevo sempre detto "mailn"...