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Antibufala: la colletta di WhatsApp per la neonata cieca

Mi sono arrivate parecchie segnalazioni di un appello che sta girando su Whatsapp sotto forma di una foto di una neonata (mostrata qui accanto) accompagnata da un messaggio vocale in italiano, che trascrivo:

Ragazzi, buonasera a tutti. Allora, questa bimba è cieca, e il proprietario di Whatsapp, non so come [perdindirindina] si chiama, l’ha presa in carico per fare l’operazione a spese sue. Costa sui 200.000 euro. Non chiede i soldi a nessuno, chiede solo che si gira questo messaggio, perché su ogni messaggio mandato lui sborsa 50 centesimi. Non dovete dare né soldi né niente, solo mandarlo a amici e conoscenti, ecco. Va bene? Grazie.

L’appello è falso: se fosse vero, sarebbe presente anche sul sito di Whatsapp, ma non lo è. E non si capisce perché il “proprietario di WhatsApp”, che presumibilmente sarebbe Mark Zuckerberg (visto che WhatsApp è di proprietà di Facebook), che è miliardario, dovrebbe giocare con la vita e la salute di una neonata: se il messaggio non girasse a sufficienza, la lascerebbe cieca?

L’appello è insomma una totale perdita di tempo: una variante moderna degli appelli in stile George Arlington che circolano da almeno quindici anni su Internet. L’unica differenza rispetto alle catene di Sant’Antonio diffuse via mail è che questa, viaggiando su WhatsApp e quindi all’interno di un sistema gestito in blocco da una singola azienda, sarebbe in effetti tracciabile, a differenza delle catene via mail. Un altro sintomo della differenza fra l’Internet aperta, senza proprietari unici, e i giardinetti cintati privati che vanno di moda adesso.

Bufale un tanto al chilo segnala che l’appello esiste anche in versione inglese, ma accompagnato dalla foto di un’altra bambina, e che la neonata mostrata nella foto attuale è prelevata da una notizia di cronaca avvenuta in Marocco. La vicenda, insomma, è stata costruita a tavolino per far leva sui buoni sentimenti delle persone.
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Commenti (4)
"viaggiando su WhatsApp e quindi all’interno di un sistema gestito in blocco da una singola azienda, sarebbe in effetti tracciabile"

Tecnicamente, WhatsApp utilizza crittografia end-to-end, e quindi sarebbe di fatto impossibile tracciare chi manda quel preciso messaggio, pure per l'azienda stessa.
Lord of Chaos,

forse non hai considerato i medatati, che WhatsApp (Facebook) raccoglie a piene mani.

Certo, WhatsApp non può leggere il contenuto dei messaggi, ma sa che tu hai mandato un messaggio a Mario e Mario ne ha mandato uno a Piera, sa a che ora l'hai fatto e ha una stima ragionevole delle dimensioni del messaggio (testo/foto).

Info qui. In particolare, cito questo passaggio: "To improve performance and deliver media messages more efficiently, such as when many people are sharing a popular photo or video, we may retain that content on our servers for a longer period of time".

Come fanno a sapere che tante persone stanno condividendo una certa foto, se non leggono i messaggi? :-)
Paolo, il paragrafo che hai citato si riferisce all'uso non crittato (ed è possibile che sia comunque a Facebook Messenger). Il paragrafo appena successivo esplicita: "We also offer end-to-end encryption for our Services, which is on by default, when you and the people with whom you message use a version of our app released after April 2, 2016. End-to-end encryption means that your messages are encrypted to protect against us and third parties from reading them.".
Inoltre, leggendo il PDF con le spiegazioni tecniche (https://www.whatsapp.com/security/), spiegano che le immagini vengono inviate separatamente e sono identificabili solo attraverso un hash e chiave (crittati) contenuti nel messaggio di testo. Senza contare che con in una crittazione fatta con un minimo di senso (e quella di whatsapp lo ha), è impossibile stabile la lunghezza di un messaggio.

Certo, WhatsApp potrebbe sapere chi ha scritto chi, ma da lì ad arrivare alla conclusione che si siano passati una catena di Sant'Antonio ce ne passa.
"Come fanno a sapere che tante persone stanno condividendo una certa foto, se non leggono i messaggi? :-)"

leggere e guardare sono due cose diverse. Forse Whatsapp sfrutta questa distinzione linguistica per criptare il testo, ma lasciare immagini e video non criptati. Il che significa che la volta che mandi la foto porno al tuo/alla tua ragazza/o Whatsapp la vede eccome. Per esempio...