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2013/05/24

Il papà delle immagini GIF dice che si pronunciano “JIF”

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 24/05/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Avete presente quelle micro-animazioni cicliche, composte da pochi fotogrammi, che si ripetono all’infinito e che sono onnipresenti su Internet? Sono realizzate usando uno degli standard grafici più antichi dell’informatica: il cosiddetto Graphics Interchange Format, ossia “formato per l’interscambio di grafica”.

È un formato che risale al 1987 (ben 26 anni fa), quando i dati venivano trasmessi lentamente usando le normali linee telefoniche e quindi occorreva ridurre il più possibile le dimensioni dei file, specialmente per le immagini. Riducendo il numero di colori disponibili e usando la compressione, il formato GIF permetteva risultati notevoli (almeno per gli standard dell’epoca) e, a partire dalla versione rilasciata nel 1989, addirittura le trasparenze e delle piccole animazioni cicliche, utilissime per esempio per includere in un programma o un documento elettronico un mappamondo che gira, una foto in cui il soggetto sbatte le palpebre, l’omino stilizzato che lavora negli avvisi “sito in costruzione”, una serie di immagini delle previsioni meteo o altri piccoli elementi di richiamo in movimento ripetitivo. Il formato risolveva inoltre le incompatibilità fra computer di marche differenti.

Pochi giorni fa l’inventore di questo formato, Stephen Wilhite, ha ricevuto il premio Webby alla carriera per questo suo contributo grafico, che sta avendo una seconda giovinezza come forma di commento molto trendy (la sigla è stata scelta come parola dell’anno per il 2012 dai prestigiosi Oxford Dictionaries).

Ma Wilhite ha sollevato un polverone che ha gettato nel panico moltissimi informatici: ha dichiarato che contrariamente all’abitudine diffusa e a quanto riportato dai dizionari più autorevoli, la sigla GIF si pronuncia esclusivamente con la G di “gioco”, non con la G di “ghianda”. Si pronuncia, insomma, “gif”, mentre la maggior parte degli utenti usa la pronuncia “ghif”.

Come padre dello standard, in teoria è lui a decidere qual è la pronuncia corretta, e oltretutto la pronuncia “jif” era già specificata nel manuale di CompuShow, uno dei primissimi programmi per visualizzare le immagini GIF, e nelle FAQ di grafica. Ma alcuni linguisti sono dell’avviso che è l’uso comune, e non la regola astratta, a decidere la pronuncia dei vocaboli e degli acronimi, per cui il papà delle GIF non avrebbe l’ultima parola, per così dire.

Una cosa è certa: potrete tormentare i vostri amici informatici sottoponendo loro la domanda “Ma si pronuncia “gif” o “ghif”?”. Il pandemonio è garantito.

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