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11 commenti

John Perry Barlow, 1947-2018

Fonte: Wikipedia.
Il 7 febbraio scorso è morto John Perry Barlow, una delle figure più significative negli anni della crescita di Internet. Aveva 70 anni. Molti lo conoscevano come autore di molti testi dei Grateful Dead, ma per gli internauti era il cofondatore della Electronic Frontier Foundation, un’importante associazione per la difesa dei diritti digitali, nata nel 1990.

Barlow è stato uno dei primi a rendersi conto che Internet avrebbe cambiato il mondo, collegando fra loro le persone, e che sarebbe diventato uno spazio globale sul quale i governi non avrebbero dovuto imporre la propria sovranità. In questo senso fu fondamentale la Dichiarazione d’Indipendenza del Cyberspazio, scritta da Barlow nel 1996 a Davos, in Svizzera. La trovate qui in italiano, tratta dal libro Italian Crackdown.

Le sue parole oggi suonano forse irrealisticamente idealiste, e Barlow stesso lo ammetteva liberamente: “Un buon modo per inventare il futuro è predirlo. Così ho predetto un’utopia, nella speranza di dare alla Libertà una partenza lanciata prima che le leggi di Moore e Metcalfe ci consegnassero quello che ora Ed Snowden definisce correttamente ‘totalitarismo chiavi in mano’”. Questo era lo spirito con il quale nacque Internet.

Dietro la patina dei grandi gruppi commerciali che cercano di trasformare Internet in una gabbia dorata commerciale nella quale siamo schedati, pedinati, sorvegliati e imbavagliati c’è ancora questa fondamentale irriverenza e indipendenza, codificata nella stessa struttura della Rete. Internet non è Facebook, non è Google: è molto di più. Non dimentichiamolo.

E già che ci siamo, proviamo ogni tanto a ripassare i suoi 25 principi di comportamento per adulti, per disintossicarci dalle abitudini aggressive che i social network spesso incentivano. Funzionano molto bene sia online, sia offline.
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Commenti
Commenti (11)
Qualcosa non quadra...
"The best way to predict the future is to invent it" è una frase pronunciata da Alan Kay. Chi ha barato? Barlow, parafrasando Kay, o Kay scippando la frase a Barlow e rigirandola? E quale delle due è più realistica? Quale più visionaria? :-)
>21. Remember that love forgives everything.

Chi ha scritto il ventunesimo principio non era un uomo :-D
No, perché una donna non avrebbe resistito ad aggiungere "ma viene tenuto memoria di tutto"
Ho tradotto i 25 principi di questo grande:
1. Sii paziente. Non importa quanto ci vuole.
2. Assegna la responsabilità, non la colpa.
3. Non dare mai per scontato che i motivi degli altri siano, per loro, meno nobili dei tuoi.
4. Espandi il senso del possibile.
5. Non disturbare te stesso con le cose che veramente non puoi cambiare.
6. Non aspettarti da nessuno più di quello che puoi fare tu stesso.
7. Tollera le ambiguità.
8. Ridi di te stesso frequentemente.
9. Preoccupati di ciò che è giusto e non di chi è giusto.
10. Non dimenticare mai che, per quanto sicuro, potresti sbagliare.
11. Abbandona gli sport di sangue.
12. Ricorda che la tua vita appartiene anche agli altri. Non rischiare per niente.
13. Non mentire mai a nessuno. (Sono talvolta esentate le omissioni).
14. Impara le esigenze di coloro che ti circondano e rispettale.
15. Evita la ricerca della felicità. Cerca di definire la tua missione e perseguila.
16. Riduci l' uso del primo pronome personale (IO...)
17. Loda almeno ogni volta che denigri.
18. Ammetti i tuoi errori liberamente e presto.
19. Diventa meno sospettoso della gioia.
20. Capisci l' umiltà.
21. Ricordati che l' amore perdona tutto.
22. Promuovi la dignità.
23. Vivi memorabilmente.
24. Ama te stesso.
25. Resisti.

Tradotto con www.DeepL.com/Translator
...appena letti i 25 principi ho subito voluto tradurli in italiano...senza leggere i commenti, e scopro ora che Rico li ha già tradotti. ormai l'ho fatta, erano troppo belli. metto qui la mia traduzione non so se sia meglio o peggio della sua, fatene quello che volete (anche correggerla se Paolo ha tempo). Alcune espressioni sono ambigue per me ("blood sports" per es. si riferisce ai litigi fatti per offendere qualcuno? Paolo di sicuro ne sa di piu')

1. Sii paziente. In ogni caso.
2. Non fare pettegolezzi: Attribuisci responsabilità, non colpe. Non dire nulla di un altro che non gli diresti di persona.
3. Non assumere mai che i motivi degli altri siano per loro meno nobili dei tuoi per te.
4. Espandi il tuo senso del possibile.
5. Non angustiarti su questioni che davvero non puoi cambiare.
6. Non aspettarti da nessuno piu' di quanto tu stesso possa offrire.
7. Tollera l'ambiguità.
8. Ridi spesso di te stesso.
9. Preoccupati di ciò che è giusto e non di chi ha ragione.
10. Non dimenticare mai che, per quanto tu sia sicuro, potresti aver torto.
11. Rinuncia agli sport di sangue.
12. Ricorda che la tua vita appartiene anche agli altri. Non rischiarla inutilmente.
13. Non mentire a nessuno per nessun motivo. (Le omissioni sono a volte esenti da questa regola.)
14. Impara i bisogni di coloro che ti circondano e rispettali.
15. Evita la ricerca della felicità. Cerca di definire la tua missione e perseguila.
16. Riduci l'uso del primo pronome personale.
17. Loda almeno quanto spesso disprezzi.
18. Ammetti i tuoi errori liberamente e presto.
19. Diventa meno sospettoso della gioia.
20. Comprendi l'umiltà.
21. Ricorda che l'amore perdona tutto.
22. Promuovi la dignità.
23. Vivi in modo memorabile.
24. Ama te stesso.
25. Sopporta.
il punto 3. è tradotto meglio da Rico con "dare per scontato" (assume) anzichè la mia traduzione "assumere" nel senso di "dedurre".
e il punto 2) "non parlare male alle spalle di qualcuno" (badmouth). pettegolezzi non rende l'idea.
@PaoloAttivissimo: "Internet non è Facebook, non è Google: è molto di più. Non dimentichiamolo."

Il problema è che non siamo noi (intendo noi geek/nerd. Mi ci metto anche io. :P ) a dovercelo ricordare, ma insegnarlo (il grassetto è voluto) al resto della gente.
Mi sono dato alla lettura, per puro diletto personale, di Computer networks e Structured computer organization di Tanenbaum.
Se la gente avesse anche solo una miliardesima parte di idea della complessità che sta dietro a ciò che la maggior parte di loro (ab)usa per delle cose assolutamente inutili (quando non addirittura deleterie), il mondo sarebbe, probabilmente, un posto migliore.
"Rinuncia agli sport cruenti" (più che "di sangue") è un'evidente metafora, visto che non credo si riferisse a combattimenti tra galli o corride, e mi sembra molto attuale, dato l'uso che si fa dei social e in generale della comunicazione di questi tempi per diffamare, umiliare ed escludere solo per il gusto di prevalere. Non saprei però trovare una buona traduzione che renda l'idea...
Il punto 13 mi trova in disaccordo. Troppo velleitario e troppo dannoso. Le piccole bugie sono utilissime ed evitano inutili sofferenze. Tutto il resto è eccezionale.
Chi fosse interessato a Italian Crackdown lo trova qui http://www.apogeonline.com/openpress/libri/529/somma.html