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Incidente mortale in Tesla in Svizzera: analisi sul posto

NOTE: An English version of this article is available here.

Un conducente tedesco di 48 anni è morto nello schianto della sua Tesla Model S sull’autostrada A2/E35 in Canton Ticino il 10 maggio scorso. I soccorritori non hanno potuto estrarlo dall’auto, che è andata completamente distrutta nel violento incendio scoppiato dopo l’incidente. Lo schianto ha attirato una notevole attenzione da parte dei media locali e ha suscitato nell’opinione pubblica preoccupazioni sulla sicurezza delle auto elettriche in generale e delle Tesla in particolare.

Condivido queste preoccupazioni molto personalmente, perché sono proprietario di un’auto elettrica (non una Tesla, ma una ben più modesta Peugeot iOn) e, cosa più importante, vivo vicino al luogo dell’incidente e percorro spesso proprio quel tratto di autostrada.


I fatti di base


L’incidente è avvenuto a queste coordinate sull’autostrada A2/E35 vicino al Monte Ceneri, sulla carreggiata diretta verso nord, intorno alle 15.30 locali del 10 maggio. Non risultano coinvolte altre auto.

Questa è una schermata annotata di Google Maps che mostra la zona: il nord è in alto e la carreggiata diretta verso nord è la parte inferiore dell’autostrada; il traffico diretto a nord scorre da sinistra verso destra. La strada a due corsie con due sensi di marcia nella porzione inferiore della schermata è la strada cantonale (che non è coinvolta).

Tunnel exit indica l’uscita del tunnel dal quale proveniva l’auto; Accident occurred on this lane indica la corsia nella quale è avvenuto l’incidente. Scusatemi se le scritte sono in inglese, ma non ho avuto tempo di preparare una versione italiana.



L’incidente è avvenuto poco dopo l’uscita da una galleria (quella indicata in basso a sinistra nella schermata qui sopra), su un tratto di autostrada sul quale sono in corso dei lavori e quindi il traffico diretto verso nord viene diviso in due corsie da uno spartitraffico: la corsia di sinistra è sulla carreggiata diretta a sud, mentre quella di destra rimane sulla carreggiata diretta a nord.

Oggi pomeriggio mi sono recato sul posto e ho percorso in auto esattamente la stessa strada e la stessa corsia del conducente della Tesla, andando costantemente a 78 km/h (21.6 m/s) grazie al cruise control. Il limite locale è di 80 km/h. La telecamera era fissata al mio parabrezza e non l’ho azionata mentre guidavo (l’ho fatta partire prima). La segnaletica e la posizione delle barriere possono essere state alterate rispetto al giorno dell’incidente. Non ho notato grandi segni d’impatto sui guard-rail e ho visto pochissimi segni di frenata.


Questa è una cronologia sommaria del mio video, con i calcoli di distanza:

  • 0:08 Primo cartello stradale (sulla destra) che avvisa del cambio di corsia imminente.
  • 0:30 Secondo cartello stradale (sulla destra) che avvisa del cambio di corsia; indicazione del limite di velocità di 80 km/h (in alto), a ripetizione del limite già indicato all’ingresso della galleria. Notate quanti conducenti non stanno rispettando il limite di velocità.
  • 0:41 Doppio cartello stradale indicante il limite di velocità (a destra e a sinistra).
  • 0:51 Cartello stradale indicante il limite di velocità all’uscita dalla galleria.
  • 0:57 La strada si biforca con una chicane. Si notano i segni a V gialli messi dagli agenti di polizia che hanno effettuato i rilievi dopo l’incidente. La distanza dall’uscita della galleria è di circa 150 metri (6 secondi a 78 km/h).
  • 1:01 La strada si raddrizza.
  • 1:04 L’asfalto nuovo, le righe bianche diagonali sulla corsia di destra e l’assenza di alcuni pannelli verdi sul guard-rail di destra indicano che è questo il punto in cui l’auto si è fermata ed è bruciata. Il luogo è a circa 160 metri dalla biforcazione della strada.
  • 1:35 Segno di bruciatura diagonale sulla corsia, forse non correlato all’incidente visto che si trova a ben 820 metri dall’uscita della galleria (38 secondi a 78 km/h). Può darsi che l’auto sia stata spostata qui successivamente.


Secondo il rapporto iniziale della polizia pubblicato nei media locali (Tio.ch), la Tesla si sarebbe rovesciata e sarebbe stata diretta a sud. Ma le foto dell’auto in fiamme mostrano chiaramente che il suo B-pillar, ossia il suo montante centrale (quello fra le portiere), era ancora verticale e indicano che l’incidente si è verificato in una corsia diretta a nord.

Ho ricevuto in via riservata altre foto che mostrano chiaramente che l‘auto non era capovolta durante le fasi iniziali dell’incendio e che la coda dell’auto era rivolta nel senso di marcia. Sembra quindi che il rapporto iniziale di polizia sia sbagliato in merito al cappottamento e alla direzione di viaggio.

Una persona testimone oculare degli eventi ha riferito in via riservata che l’auto procedeva ben al di sopra del limite di velocità locale, ha colpito lo spartitraffico fra le due corsie ed ha iniziato a carambolare, girando su se stessa e spezzandosi nella parte frontale.

Credit: Tio.ch/Rescue Media. La direzione di marcia è verso destra.
Credit: Lettore Tio.ch. La direzione di marcia è verso destra.



La Tesla aveva attivo l’Autopilot?


Al momento non si sa se la funzione di guida assistita dell’auto denominata Autopilot fosse attiva o no.

A prima vista, le circostanze dello schianto (lavori in corso, con segnaletica orizzontale potenzialmente ingannevole, ottima visibilità e tempo meteorologico perfetto) farebbero pensare a un incidente causato da un eccesso di fiducia nelle funzioni di mantenimento di corsia dell’Autopilot. Tuttavia quando ho percorso la chicane con la mia auto (ben più piccola di una Tesla Model S) a poco meno del limite massimo di velocità locale ho notato che la manovra richiedeva molta attenzione, come potete vedere nel mio video, nonostante il fatto che la chicane sia stata ammorbidita dopo l’incidente, e quindi lo schianto potrebbe anche essere stato causato semplicemente dalla velocità eccessiva alla quale la Tesla (ben più larga della mia auto) veniva a quanto pare condotta.

Credo sia quindi imprudente, per ora, incolpare l’Autopilot o il conducente. Considerato che una persona ha perso la vita, a mio avviso la questione va trattata con cautela e rispetto.

Va sottolineato che il conducente è tenuto ad essere vigile in ogni momento durante l’uso dell’Autopilot, come ribadito più volte nel manuale dell’auto e sul suo display ogni volta che viene abilitato l’Autopilot.


Perché un incendio così violento?


L’attenzione dei media si è concentrata sull’intensità inconsueta del rogo. Secondo quanto riportato da Ticinonews, i Pompieri di Bellinzona hanno dichiarato che “l’urto violento delle batterie agli ioni di litio ha verosimilmente causato un fenomeno denominato thermal runaway, ovvero un rapido e inarrestabile aumento della temperatura”.

Si tratta di una caratteristica ben nota di tutte le auto elettriche: per esempio, durante le riprese di The Grand Tour, il noto incidente di Richard Hammond a bordo di una Rimac Concept One ha innescato un incendio catastrofico.

Ovviamente questo fenomeno causa preoccupazione in qualunque proprietario di auto elettrica, me compreso. Ma va considerato che anche le auto a benzina possono bruciare in modo molto drammatico: dopotutto trasportano una quantità non trascurabile di carburante altamente infiammabile dentro un serbatoio. Alcune case costruttrici di auto a benzina sono state costrette a richiamare i propri veicoli a causa del pericolo d’incendio (è successo per esempio a Lamborghini). Ecco qualche esempio di incendio automobilistico non elettrico.

Non è un’auto elettrica (Lamborghini).

Neanche questa è elettrica (McLaren).

Auto a benzina.

Altra auto a benzina.

Pochi giorni fa, l’8 maggio scorso, ha preso fuoco persino un autobus a Roma: un Mercedes Citaro, che è stato divorato dalle fiamme, come mostrano le immagini pubblicate da Repubblica:



In altre parole, qualunque veicolo a motore può incendiarsi. Gli incendi delle batterie tendono a essere più intensi e più difficili da spegnere di quelli innescati dai carburanti, ma comunque il rischio di un incendio violento esiste sempre a prescindere dal propulsore. È per questo che in molti paesi è consigliato o obbligatorio avere a bordo un estintore. È un concetto che dovrebbero tenere sempre presente tutti gli automobilisti, non solo quelli elettrici.


Intrappolato dalle porte automatiche della Tesla?


Questo incidente mortale in Svizzera ha suscitato anche un’altra preoccupazione, che riguarda specificamente le Tesla: la Model S ha portiere con maniglie retrattili e un complesso sistema di apertura elettronica motorizzata. Questo sistema ha forse ostacolato eventuali tentativi di estrarre il conducente? È ipotizzabile lo scenario agghiacciante secondo il quale l’uomo sarebbe stato solo tramortito dallo schianto ma sarebbe rimasto intrappolato dentro l’auto, incapace di uscirne con le proprie forze e senza che i soccorritori potessero aprire le portiere prima che l’abitacolo venisse divorato dalle fiamme?

Tesla dichiara che le maniglie della Model S si estraggono automaticamente e le portiere si sbloccano se un evento innesca l’attivazione di uno degli airbag (Model S Emergency Response Guide, pagina 23: “When an airbag inflates, Model S unlocks all doors, unlocks the trunk, and extends all door handles”).

Una Model S sottoposta a crash test mostra le maniglie estratte.

Tuttavia questo non è sempre vero, perlomeno secondo questi video di crash test (per esempio a 2:30 e 2:54):




Le portiere posteriori hanno inoltre un meccanismo manuale di rilascio tramite un cavo situato sotto la parte anteriore dei sedili posteriori, come descritto nella stessa pagina del manuale. Tutti i conducenti di una Tesla dovrebbero informarsi bene su queste procedure d’emergenza. Ci sono inoltre delle guide specifiche per vigili del fuoco e soccorritori.

Tuttavia questi meccanismi d’emergenza possono funzionare soltanto se le portiere non sono troppo danneggiate o deformate da potersi aprire.

Non è chiaro, al momento, il motivo per cui il conducente coinvolto in questo incidente svizzero non è stato estratto dall’auto.


Adesso che si fa? Strategie mitiganti


Comprensibilmente, molti conducenti di auto elettriche sono scossi da questo incidente. Lo sono anche molte persone che stanno valutando l’idea di passare a un’auto elettrica.

Sembra che ci sia almeno una lezione amara da imparare: andiamo tutti in giro su veicoli altamente infiammabili, non importa se vanno a elettroni o a carburante. Veicoli che nonostante i migliori sforzi dei progettisti addetti alla sicurezza non riusciranno a proteggerci se verranno sottoposti a impatti sufficientemente catastrofici. Questo è un concetto al quale tutti cerchiamo di non pensare.

Dovremmo trattare le nostre automobili con maggiore rispetto per le loro limitazioni, e forse valutare alcune semplici precauzioni per ridurre il rischio di trovarci in una situazione catastrofica: velocità più bassa, maggiore attenzione, apprendimento delle basi della gestione delle emergenze, un estintore e un attrezzo per tagliare le cinture di sicurezza e sfondare i finestrini, nel caso in cui i soccorritori esperti non siano subito a disposizione.

Naturalmente i soccorsi vanno sempre lasciati ai professionisti, ma in emergenza può essere utile conoscere alcune procedure di base, come quelle presentate in questi video. Tenetevi al sicuro.





Fonti: Incendio sul Ceneri: "Ecco perché è stato così violento", Ticinonews; Tesla collabora con la polizia ticinese, Tio.ch; Auto in fiamme sul Ceneri, morto il conducente, Tio.ch; Rogo A2, batterie in causa, Rsi.ch; "Ecco perché ha preso fuoco velocemente", Gdp.ch; Un sorpasso azzardato, poi lo schianto, Tio.ch.


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Commenti
Commenti (87)
Quando durante i lavori autostradali si dividono le corsie
smistando il traffico a sinistra e a destra del guardrail principale,
ovvero spostando una corsia sul lato opposto contromano,
ci si trova sempre nell' indecisione di quale strada scegliere.
Probabilmente anche l'autopilot non ha saputo reagire a questi imprevisti.
Eppoi bisogna considerare che i sistemi automatici inducono i conducenti
ad abbassare l'attenzione durante la guida o a distrarsi.
E in questa particolare fase politica di euro-traffico selvaggio
la questione e' ancora piu' pericolosa.
Oramai non e' infrequente vedere auto con il frigorifero sul tetto
sfrecciare a tutta velocita' verso la Germania senza che nessuno
intervenga minimamente.
Beh, vedendo quanto successo alle batterie dei samsung note 7, qualche pensierino mi viene.
la questione delle portiere con comando di apertura elettrico non è solo un problema della tesla. Nella mia toyota yaris benzina MY 2013 la leva delle maniglie non è collegata all'apertura, ma un sensore manda l'azionamento della maniglia alla centralina, la quale aziona l'apertura delle portiere.

L'ho scoperto perché se io conducende chiudo le portiere dell'auto, le portiere posteriori non si aprono neanche dall'interno (con la sicura bambini non abilitata ovviamente)!!

Quando l'ho fatto presente all'officina mi hanno detto che è così, la centralina comanda tutto. Alle mie perplessità il capo officina ha risposto che toyota non è l'unica, lui conosce con certezza una casa tedesca e una francese che hanno lo stesso meccanismo.

La mia perplessità è la stessa: in caso di incidente in cui i cavi vengano recisi o un corto circuito (causato ad esempio da un incendio) impedisca alla centralina di comunicare, come faccio ad uscire dalla macchina? Il capo officina non mi ha dato risposte in merito.

Paolo, sai se c'è qualche ufficio UE al quale rivolgersi? Questi sono dei problemi di sicurezza gravi. Le case promuovono i fari led e altre amenità (importanti ma non indispensabili) ma poi in caso di emergenza siamo prigionieri impotenti nelle nostre auto.
Elettrica o meno, per me l'automobile è come una pistola carica: da portare con molta cautela.
Il problema principale imho è la difficoltà di estrazione di un infortunato in caso di mancato sblocco delle portiere, sarebbe utile predisporre un sistema di apertura di emergenza pure verso l'esterno, magari con un sistema di sblocco raggiungibile solo da chi è in possesso di uno specifico arnese, magari codificato quindi difficilmente riproducibile clandestinamente....
E aumentare i setti di separazione tra le celle, pur riducendo un minimo la capacità della batteria,in maniera tale da uniformare la velocità di ignizione dell'auto al pari di quelle a combustibile, almeno fino a quando le varie compagnie di vigili del fuoco non saranno formate a dovere, o quando non verrà installato un sistema ad halon o simile nell'area del batterypack...
Credo che una vignetta di XKCD di qualche giorno fa aiuti a mettere tutto nella giusta prospettiva: https://xkcd.com/1990/
@paolo dici giustamente che i sistemi di apertura automatici funzionano se le portiere non sono deformate e sono in grado di aprirsi. Infatti le portiere dovrebbero essere costruite in modo da non deformarsi in caso di urto... o meglio la struttura dell'abitacolo dovrebbe essere sufficientemente rigida da non farlo. Chiaramente dipende dalla violenza dell'urto, ma in teoria dovrebbero comunque aprirsi. Se la porta è apribile perché non incastrata dovrebbe essere sempre possibile sbloccarla con la maniglia interna.

Molte auto oggi hanno le serrature delle porte apribili elettricamente ma che io sappia dovrebbero avere un sistema meccanico di riserva facilmente usabile (un cavo sotto i sedili non mi pare che lo sia). Per esempio le porte della mia Punto si aprono dall'interno in qualsiasi condizione. Non credo però che in caso di urto si sblocchino automaticamente le maniglie esterne.
Le "Guide specifiche per soccorritori" trovo che siano una cosa assolutamente DEMENTE.

I soccorritori 118 già annualmente si fanno diverse decine di ore di aggiornamento obbligatorio sui protocolli di intervento. I VVF non so quanti aggiornamenti fanno, ma so che devono saper manovrare una quantità di atrezzi sproporzionata alla miseria di stipendio che hanno.

Ci manca solo l'aggiornamento speciale sulle manovre specifiche previste da un produttore.
Finisce che su un indicente il soccorritore non solo si deve ricordare il protocollo per l'intervento sanitario, le procedure di sicurezza e le manovre per l'applcazione dei presidi, ma deve anche ricordarsi le raccomandazioni operative specifiche per quel modello di auto.
Senza contare che l'immobilizzazione su spinale la faccio a turni alterni quindi il protocollo lo ricordo, mentre l'incidente specifico con una Tesla (o anche solo con una 500... e con una Volvo... e con una BMW....) ogni quanto capita? E in quella singola occasione devo ricordarmi quel protocollo e non confondermelo con quello previsto per l'altra auto, molto simile, e non dimentichiamoci quell'altra supersportiva il cui sblocco delle portiere è automatico e si aziona recitando tre volte "klaatu barada niktu" mentre il caposervizio balla il casatshock a bordo carreggiata... demenziale.
La portiera si DEVE aprire tirando la maniglia. STOP. La portiera speciale si apre con un procedimento non comune e per il quale è richiesa una formazione specifica per quella particolare auto? QUELL'AUTO NON E' SICURA.
La mia auto ha il blocco automatico delle portiere quando si sorpassano i 20 km/h, ovvero dall'esterno non si possono più aprire ma solo dall'interno.
Tale funzione è disattivabile ovviamente e (credo io) messa per maggiore sicurezza degli occupanti quando per esempio si è fermi al semaforo in zone non molto sicure... ma in caso di incidente?

Allargando il problema: se scoppia un incendio in casa e magari ho le griglie alle finestre e sono in stato incoscente, quanto ci mettono i soccorsi a salvarmi?

Molte volte crediamo di prendere accorgimenti per essere più al sicuro e non ci si accorge che ci si sta invece mettendo in situazioni più pericolose.
trofarello,

Paolo, sai se c'è qualche ufficio UE al quale rivolgersi?

Sicuramente c'è, ma non te lo so reperire al volo, mi spiace.
Curioso come molti diano già la colpa all'autopilot senza nemmeno sapere se era attivo. Tesla potrebbe saperlo?

Sulle portiere... Un giorno la batteria della mia lupo si scarico' dovetti entrare dal bagagliaio perché le serrature non funzionavano ma dall'interno erano apribili.

Perché la polizia cantonale ha sbagliato palesemente ricostruzione indicando l'auto capovolta?

Grazie Paolo per l'ottima indagine e per aiutare a riportare tutto sotto la corretta luce.

Finché non si saprà con certezza se l'autopilot era attivo, l'incidente va considerato come tutti gli altri incidenti che coinvolgono una qualsiasi altra automobile, di cui è presumibilmente responsabile il conducente (detto naturalmente con il massimo rispetto, visto che ne è rimasto vittima).

Per quanto riguarda l'incendio, va detto che le moderne auto a benzina hanno sistemi molto sofisticati per impedire che vi siano fuoriuscite dal serbatoio, tanto che oggi è molto improbabile che in seguito ad un incidente non troppo distruttivo l'automobile prenda fuoco (per quanto naturalmente talvolta possa ancora accadere).
Sarebbe interessante avere una statistica comparativa, ammesso che il numero di eventi di questo tipo che ha coinvolto un'auto elettrica sia significativo. Probabilmente tra qualche anno, con l'aumento delle auto elettriche in circolazione e (inevitabilmente) con l'aumento degli incidenti che le coinvolgono, si potrà capire meglio se il pericolo di incendio è effettivamente superiore o meno. Immagino comunque che le normative tengano già conto di questo pericolo e impongano certi meccanismi preventivi ai costruttori.
"Credo sia quindi imprudente, per ora, incolpare l’Autopilot o il conducente." La colpa è sempre del conducente, finché non saranno livello 5 è come incolpare l'abs per aver allungato la frenata, sono aiuti alla guida non autisti virtuali.
Ciao Paolo, la causa dell'incendio non e necessariamente il thermal runaway: spesso invece gli incendi belle autovetture avvengono per repentino ed impressionante aumento della temperatura delle tante centraline presenti nelle automobili.
Dirò la mia, parzialmente influenzato da questo incidente: la guida assistita, a mio parere, è una trappola.
Per quante volte sia scritta sul manuale, dopo un po' la raccomandazione di non levare le mani dal volante verrà dimenticata perchè "normalmente" la macchina si autoguida molto bene;
così anche l'attenzione calerà per lo stesso motivo.
Oppure, in alternativa, si guiderà con almeno lo stesso stress di attenzione che si ha senza la guida assistita, vanificandone i benefici.
Solo con corsie dedicate, protocolli di segnalazione e controlli universalmente accettati la autoguida, non più assistita ma autonoma, potrà essere totalmente efficace. Per quanti logaritmi si possano inserire nella programmazione del controllo della macchina è impossibile inserire un comportamento adattivo ai milioni di situazioni diverse che incontriamo per strada.
Il rischio di incendio per i mezzi a motore endotermico sono legati alla possibilità o meno che il carburante possa finire a contatto, magari nebulizzato e ad alta pressione, su porzioni dell'auto molto calde (es. motore, turbine, condotti di scarico). Su questi mezzi da tempo è presente un interruttore inerziale che blocca istantaneamente l'afflusso di carburante verso il motore in caso di incidente. I mezzi diesel si incendiano più difficilmente dato il punto di infiammabilità più alto rispetto alla benzina. Quello che temo manchi sui mezzi elettrici è un analogo meccanismo che possa in qualche modo mitigare gli effetti di un urto violento sui pacchi accumulatori.

Ciao!
Marco
@belinde e pensa che in Italia e genralmente in Europa è molto più difficile avere la patente rispetto agli USA.
Le auto a benzina bruciano da dietro, quelle a batterie dal centro, sotto il sedere....non mi sembra esattamente la stessa situazione; tralasciando la violenza con cui quelle a batteria si disintegrano col fuoco. Tenetevele
Ciao Paolo, come dici tu le auto a benzina sono tutt'altro che immuni dal rischio incendio tuttavia, dalla limitata casistica fin qui disponibile, la mia impressione è che sulle auto elettriche capiti più spesso.
Mi spiego: nell'esperienza quotidiana mi è capitato tante volte di vedere auto coinvolte in incidenti, ma raramente mi ricordo che abbiano preso fuoco, nei pochi incidenti in cui sono coinvolte auto elettriche e di cui si ha notizia invece, mi sembra che una percentuale preoccupante abbia riscontrato questo problema.
Tu sei a conoscenza di statistiche in proposito?
In Chicago Fire non aprono mai le portiere per estrarre le persone dalle auto, ma spaccano e tolgono i vetri e le fanno passare da lì.
A giudicare dai video sul tubo non è tutta finzione ma è così anche nei casi reali.
Ci vorrebbe un carburante che non si infiammi facilmente.... il gasolio?
Una precisazione.

I casi più frequenti e "scenografici" di incendi di auto a combustione interna, che sono quelli che hai mostrato in quelle immagini, coinvolgono spesso auto ad alte prestazioni per delle caratteristiche intrinseche di queste vetture, nello specifico motore posteriore con tanti cilindri e ad alte prestazioni.

Questo significa temperature più elevate della media, spazi per i vari componenti ridotti all'osso e vicinanza con il serbatoio di carburante.
Ora mettete questo cocktail di caratteristiche già di per sé poco compatibili e abbinatelo all'uso tipico che viene fatto di queste vetture per il 90% del tempo: condotte a passo d'uomo su passerelle nei centri delle grandi città, per sfoggio e ostentazione, che si traduce in basse velocità e frequenti fermate (e quindi scarsa efficienza dei radiatori e prese d'aria).
Non per niente moltissime di quelle immagini si riferiscono ad auto perfettamente intatte, incendio escluso: non c'è stato nessun incidente che l'abbia innescato.

Praticamente questi mezzi, nelle città, sono diverse volte più a rischio di incendio rispetto ad una tranquilla berlina di lusso (che ha un cofano ampio e spazioso, motori "civili", e il serbatoio dal lato opposto del veicolo), che è invece la principale concorrente di una Model S.

Questo per dire che il rischio di incendio in caso di incidente non è così scontato che sia paragonabile, tra un'elettrica e una "termica".
Per non parlare del fatto che in un'auto a benzina non è la zona dell'abitacolo quella più a rischio (anche nelle foto postate quasi tutti gli abitacoli erano più o meno integri) ma quella del motore o del serbatoio.
Al contrario, un'elettrica ha spesso il pacco batterie (ovvero l'elemento a rischio) proprio al di sotto dei passeggeri.

Dopotutto è circa un secolo che i costruttori ottimizzano e migliorano la sicurezza attiva e passiva delle auto avendo in testa i punti deboli di un motore termico, mentre è solo qualche anno che le elettriche sono giunte ad un grado di popolarità tale da porre sul tavolo pressanti questioni di progettazione.
La storia delle portiere è la solita speculazione: negli incidenti molto gravi le portiere non si possono aprire a causa della deformazione e non per via delle varie sicurezze, chiusure etc... semmai il problema è quando le porte si aprono durante l'incidente e le persone vengono sbalzate fuori: nella maggior parte degli incidenti mortali di cui ho letto recentemente in Italia i giovani che hanno perso la vita erano stati sbalzati fuori dall'auto.
Nel suo commento Massimiliano dà per scontato che l'autopilota fosse inserito, ma nessuno può saperlo. Cosa c'entrano le auto coi frigoriferi sul tetto?
Porto la mia piccola esperienza..
Faccio il volontariato in ambulanza da un decennio e devo dire che in ogni incidente nel quale sia presente un ferito che necessita di estricazione, non mi è *mai* capitato di trovare un abitacolo non deformato che consenta l apertura delle portiere.

Basta una piccola deformazione della cella (anche non visibile) per non consentire l apertura della portiera. In questo caso tecnicamente si parla di "vittima incarcerata" e nella maggior parte dei casi si procede con la rimozione del tetto dell auto da parte dei pompieri

Molto utile quel rescue tools, mi viene solo un dubbio:sarà legale in Italia tenerlo nel cruscotto dell'auto con quella lunghezza della lama?
Credo molti abbiano notato, sugli aerei (militari e civili) ci sono dipinte frecce "rescue" che indicano i pannelli sotto cui ci sono gli sganci meccanici per portelli o cupolino.

Di norma i sistemi di sicurezza hanno una posizione predefinita: la valvola dopo il contatore del gas è normalmente chiusa.
Resta aperta e "armata" finché c'è il segnale positivo dai sensori in casa.
Se il segnale non c'è (fuga di gas, guasto del sensore, varie) scatta.

Qui pare un pasticcio:
- non ci possono essere porte e bauli "normalmente aperte" e tenute chiuse e armate (col rischio che si aprano al momento sbagliato per un errore dei sensori)
- non ci possono essere porte "normalmente chiuse" che si aprono solo se funziona un meccanismo che le apra (col rischio che non si inneschi perché l'incidente non rientra nei parametri del "via", o il "via" c'è e il meccanismo è danneggiato)

Non so: Musk forse dovrebbe cambiare i sedili con quelli della Martin-Baker.

Il paragone fra l'incendio di un mezzo ad idrocarburi tradizionale e quello di un mezzo al litio non credo sia qualitativamente corretto: nel mezzo al litio, raggiunto il punto di "thermal runaway", nelle batterie si formano sia il combustibile che il comburente, per cui credo che la situazione chimica sia piu' simile a quella dell'innesco irreversibile di un esplosivo e quindi per l'appunto inarrestabile, che a quella di una tradizionale combustione richiedente il continuo apporto dall'esterno di un comburente (di norma l'ossigeno) per proseguire.
piccolo errore: "gallieria"
Allo stato attuale delle cose le auto elettriche -sono- più a richio di incendio delle auto tradizionali, non fosse altro che per il fatto che le auto tradizionali hanno decenni di ricerca, regolamentazione, applicazione in materia proprio per evitare questo. In particolar modo in caso di incidente. Serbatoi o bombole rinforzati e sistemati in zone molto protette, interruttori inerziali, valvole di sicurezza. Le elettriche spesso si affidano a tecnologie relativamente nuove. Tanto viene già fatto, ma altre problematiche sono nuove.

Per quanto riguarda le supercar incendiate che si vedono fanno -relativamente- poco testo, perché si tratta di veicoli estremi (quindi più soggetti a temperature estreme e compromessi), a bassa tiratura e a bassi kilometraggi (quindi che necessitano di meno studi di massa), e che spesso prendono fuoco per "maltrattamento": la Lamborghini arancione, per esempio, è di quelle che prendevano fuoco perché il conducente si metteva a mandare il motore a limitatore con la macchina ferma in mezzo al traffico, facendo schizzare le temperature e dando fuoco al veicolo (https://www.youtube.com/watch?v=1PyTdevV4KA).

E' un altro aspetto delle elettriche che deve essere migliorato. Non dubito che si possa fare (e magari anche in fretta), ma è giusto anche sapere che il futuro non è ancora qui come il marketing cerca di vendercelo.
In macchina ho proprio un rescue tool della Victorinox, per quanto riguarda il porto in teoria vige il giustificato motivo per il porto del coltello (la lunghezza della lama pare sia stata sorpassata da qualche decennio).
Esistono anche prodotti forse più adatti agli occupanti dell'auto, purtroppo non ricordo la marca. Questi attrezzi hanno da un lato un frangi-vetro a scatto e dall'altro un taglia cinture con la lama nascosta e una guida che porta la cintura alla lama.
Ho comunque preferito il prodotto svizzero da un lato per il frangi-vetro fisso dall'altro per le caratteristiche di taglio che mi sono sembrate più affidabili anche se necessitano di più attenzione.
IMHO la questione delle portiere bloccate e' una questione di lana caprina.

Tenete SEMPRE conto che i crash test di legge (contro ostacolo rigido) vengono fatte a 50kmh e la stragrande maggioranza degli incidenti avviene a velocita' superiori (bastano 10kmh in piu' per devastare un'auto 5 stelle euroNCAP, anche qui ognuno ha i suoi standard di comodo...).
Se un incidente non e' grave difficilmente si avranno grosse deformazioni o cedimenti meccanici/elettrici e le portiere (forse...) si apriranno.
Se un incidente e' grave la prima cosa che si blocchera' saranno proprio le portiere, per le quali basta una minima deformazione di cerniere e battenti, quindi ogni meccanismo di sblocco di emergenza (compresa la maniglia RESCUE degli F16, la cui unica utilita' in ambito civile si riduce alla opportunita' da parte dello scippatore di non dover rompere i vetri per rubare la borsa) e' inutile.

I soccorritori (come gia' testimoniato) manco ci pensano di "aprire" le portiere con maniglia, chiavi o cavetti sotto i sedili. La prima cosa che fanno in caso di urto violento e' forzarle (tanto mica si usano serrature a pistoni da caveau: basta un piede di porco), ma anche questo raramente e solitamente solo per stabilizzare e rassicurare la vittima cosciente, perche' per esfiltrare un ferito e' meglio agire dal tetto (con buona pace del coltellino tagliavetro svizzero: che fai, togli un ferito alla "Hazzard"?), per immobilizzarlo al meglio. Non esiste che tirino fuori qualcuno dai finestrini per i capelli e se dovesse proprio servire, un calcio o un colpo di piede di porco ed e' fatto. Se sei dentro, una gomitata al laterale o un calcio al parabrezza e salta.

Il resto (l'eroe che va a tirare fuori il malcapitato il secondo prima che esploda l'auto) sono solo film. Neppure i VVFF sono autorizzati ad intervenire in caso di rischio di scoppio imminente senza attrezzatura e senza aver messo in sicurezza la zona.
Il salvataggio e' importante, ma la salvaguardia del personale di soccorso lo e' altrettanto.

Quindi il blocco delle portiere e' l'ultimo dei problemi. Tranne quando perdi le chiavi o ti si scarica la batteria...
Cpaolo1979,

refuso corretto, grazie.
A prescindere dall'incidente, sono rimasto allibito da dove la società ha messo l'inizio del cantiere. Noi italiani saremo grandi confusionari ma l'inizio di un cantiere non lo mettiamo mai dopo l'uscita di una galleria. Se il cantiere è dopo la galleria, il restringimento lo mettiamo prima dell'ingresso in galleria e non, come in questo caso, dopo. Certo, dovrai percorrere la galleria con una corsia in meno quando non sarebbe necessario ma non ti troverai, abbagliato all'uscita dalla galleria, ha doverti impegnare a incanalarti nella corsia giusta. E' vero che dentro la galleria sono stati messi dei cartelli ma, è pur sempre una galleria. E in galleria (o appena fuori) meno manovre fai fare, meglio è.
secondo me il problema è che la tesla non è una casa automobilistica ed è relativamente nuova nel campo. Mi spiego, le principali le case automobilistiche hanno ormai una storia di quasi un secolo. È un bagaglio di esperienza che non possiamo trascurare visti anche i milioni di veicoli circolanti.

Un sistema di apertura elettrico, complesso, che fa uscire le maniglie degli sportelli solo per un fattore wow è l'esempio.

Renault produsse un modello a 5 posti con sole due porte, lunghissime e con un complesso sistema di apertura elettrico per ridurre la sporgenza degli sportelli aperti. Un flop totale, per dirne una.
Sui fatto che si possano portare dispositivi di soccorso taglienti bisogna anzitutto fare chiarezza: la regola della "lunghezza della lama" non esiste in nessuna normativa. La legge è piuttosto complessa in Italia e si basa molto sull'interpretazione della situazione ed al contesto: un tappezziere o un altro artigiano, se ha con se gli arnesi e sta recandosi al lavoro, difficilmente verrà denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. Ovvio che con gli stessi attrezzi va allo stadio probabilmente si.

https://www.coltelleriacollini.it/legislazione.html qua una piccola raccolta di norme ma non trovo niente di specifico.
[quote-"andy"-"/2018/05/incidente-mortale-in-tesla-in-svizzera.html#c3601544120056695754"]
In Chicago Fire non aprono mai le portiere per estrarre le persone dalle auto, ma spaccano e tolgono i vetri e le fanno passare da lì.
A giudicare dai video sul tubo non è tutta finzione ma è così anche nei casi reali.
[/quote]

Eviterei di prendere Chicago Fire come esempio delle procedure di estricazione :D o in generale come esempio fedele delle condizioni in cui lavorano i VVF.

In base alla mia esperienza, in Italia è prassi aprire le portiere o scoperchiare il tetto usando gli appositi attrezzi oleodinamici in dotazione alle squadre di VVF. I vetri vengono talvolta rimossi sia per accedere con le cesoie ai montanti, sia per evitare che una deformazione delle lamiere li faccia rompere all'improvviso proiettando frammenti sui soccorritori.

Ci sono diversi filmati di esercitazioni e interventi, ad esempio questo a Vicenza e quest'altro a Genova.


Ci sono due piani che si confondono: se le auto elettriche sono più soggette ad incendi in caso di collisione e se questi incendi in generale possono essere così rapidi da creare seri problemi agli occupanti.

Sul primo.
Dati statistici certi ancora non ce ne sono, ma temo che i veicoli elettrici siano molto più propensi a prender fuoco rispetto alle auto a carburante in caso d'impatto.
Già qualche anno fa il MIT, con tutte le cautele del caso, era un po' costretto ad ammettere che in effetti in caso d'impatto le Model S tendevano a prendere fuoco più facilmente delle auto a benzina (https://www.technologyreview.com/s/521916/update-early-data-suggests-collision-caused-fires-are-more-frequent-in-the-tesla-model-s/).
Non è un problema solo di Tesla: la NHTSA ha richiamato formalmente la Fisker proprio per la facilità con cui le batterie prendevano fuoco dopo un impatto.
E' un problema specifico degli accumulatori agli ioni di litio, mentre quelli Ni-MH ne soffrono meno.
Infatti Toyota, che mi pare usi quelli della BASF al Ni-MH nelle ibride (o almeno su quelle smontate io quelli ho visto), nei depliant informativi fa capire che queste ultime sono più sicure.

Sul secondo.
E' un problema ingegneristico. Se anche fosse che l'elettrico sia più propenso all'incendio dopo l'impatto, non è detto che questa propensione debba essere fatale per gli occupanti.
Io credo che sia qui il nocciolo del problema, nel gestire un rischio intrinseco ed ineliminabile.
Tesla ci sta lavorando. Ha rialzato via aggiornamento software le sospensioni delle sue vetture e ha iniziato a produrre sottoscocca più resistenti, per evitare che le batterie si rompano e prendano fuoco.
Chiaramente a progetto ormai in catena di montaggio è difficile fare di più.
A margine.
Non condivido molto il discorso "questa non è un'auto elettrica".
Suona come una giustificazione, ma molto labile.
Poco scientifica.
Tra l'altro tutte le auto ritratte sono supercar, e non è una novità che spesso e volentieri piglino fuoco spontaneamente.
Quel tipo di ingegneria è così spinta che può causare questi problemi.
Chiunque ha guidato una supercar nel traffico conosce bene il caldo che viene su (o giù) dal motore. Così come chiunque l'abbia mai acquistata sa che praticamente tutti i produttori offrono degli estintori omologati da tenere a bordo (probabile che gli organizzatori della gara con la Tesla di qualche post fa abbiano informato i partecipanti di queste cosette).
Tra l'altro la Gallardo (nella penultima foto) è stata già di suo una delle vetture che più spesso hanno preso spontaneamente fuoco; quella nella foto era pure un mezzo aborto tuning americano portato a 1.000 cavalli.
Non sono proprio l'esempio meglio generalizzabile.
Ne ha sofferto anche Ferrari: la 458 è stata richiamata formalmente dalla NHTSA perché prendeva continuamente fuoco.
La causa?
Pare un collante troppo vicino ai tubi di scarico roventi.
Niente a che vedere col fuoco dopo un impatto di cui si discute.
Così come il recall della Aventador citato nell'articolo poco ha a che vedere con difetti di progettazione e molto con la mentalità di chi guida.

"Quantità di benzina sugli scarichi" recita l'articolo.
Non siamo lontani dal caso Autopilot Tesla.
Il motore della Aventador, come molti altri da supercar, è costruito per girare ricco di benzina ai giri alti. Per tenere bassa la temperatura del motore (e prevenire il rischio d'incendio).
Purtroppo molti acquirenti sgasano nel traffico per darsi delle arie.
Il motore gira alto, entra più benzina in camera di scoppio, ne rimane un po' che brucia negli scarichi.
Fiammatina.
Fiammatina adesso, fiammatina dopo cinque minuti.
Il traffico non scorre.
L'auto prende fuoco.
E infatti la foto dell'Aventador SV dell'articolo è fatta in mezzo al traffico: è a Dubai e la notizia è questa: https://jalopnik.com/clueless-lamborghini-driver-in-dubai-revs-his-car-while-1735205248 (la foto non si trova sui motori di ricerca; sono andato a memoria, ma mi pare proprio quella).
In pratica: una signorina affitta una Lamborghini e inizia a sgasare rumorosamente nel traffico. E la macchina le s'incendia. C'è anche un video dell'accaduto.
E infatti il richiamo della NHTSA dell'Aventador linkato nell'articolo citato da Paolo spiega così il Safety Risk: "particular maneuvers, as example *engine over revving at idle*, could imply contact between fuel vapor and hot gasses. Especially if combined with a not approved aftermarket exhaust system this could lead to risk of fire".
Cioè te sgasi nel traffico, te ci metti il marmittone tamarro e la colpa è di Lamborghini se vai a fuoco da fermo.

E avete anche un'idea di come si lavora nell'automotive e del perché la reazione del "leggiti il manuale" nel settore semplicemente non funziona e non funzionerà mai.
Chi sta da più tempo nel settore lo sa, e un'azienda seria come Lamborghini si fa carico anche della sbadataggine dei suoi clienti. E si evita un sacco di costi.
Non ce lo vedo Domenicali a twittare "Imparate cos'è l'anticipo d'accensione in un motore supersportivo, prima di comprarvi un'Aventador".
In questo Tesla mostra ancora limiti. Ma c'è tempo per imparare.

Soprattutto se ne va della sicurezza degli occupanti.
Angelo Muscaro,
se vieni sbalzato fuori dalla macchina probabilmente significa che non stavi usando le cinture.

Pupiddo,
nella legge italiana non c'è traccia di misure limite per i coltelli ma la giustificazione è legata all'uso. Se sto andando a fare una immersione va benissimo che mi porti un coltellaccio purché nella sua custodia e dentro il borsone.
Questo coltello non ha una vera e propria lama e si vede bene che è destinato ad un uso da soccorso. Però il rischio di problemi esiste sempre basta leggere il blog di Mori il quale spiega le castronerie di varie sentenze su armi di tutte le Corti, compresa la Cassazione.
Nel filmato finale trovo un po' macchinoso il taglio del parabrezza con il seghetto. Più pratica la rottura del finestrini laterale che va in mille pezzi. Personalmente io ho sulla mia auto un martelletto rompivetro con lama per tagliare la cintura che potrebbe diventare vitale in caso di incidente con blocco delle portiere. Lo si trova nei negozi di autoaccessori e costa sui 10 euro. Allego il link all'immagine per vedere come è fatto http://bit.ly/2k36Q8p
Non bisognerebbe adoprare le macchine pericolose. Io ho una Fiat di 20 anni fa e la uso solo in casi eccezionali perché il traffico è molto pericoloso.
Ho letto la guida ai soccorritori: il problema delle maniglie non si pone dato che lo sportello è sempre apribile dall'interno. Come dovrebbe essere.

Mi resta il dubbio sul fatto che abbiano collocato la batteria SOTTO il pianale in posizione così delicata.
@Fabio:
"Non so: Musk forse dovrebbe cambiare i sedili con quelli della Martin-Baker. "

L'ultimo che ha provato un seggiolino eiettabile (o meglio staccabile) in una F1 ci ha lasciato le penne... se rimaneva dentro avrebbe avuto piu' possibilita' di sopravvivere.
Visto il comportamento del "semi-auto-pilota", mi sa che ora disattivo sia l'ABS che l'ESR sulla mia auto.
Prima che intervengano quando non serve, o si disattivino quando serve.
Il Lupo,

Mi resta il dubbio sul fatto che abbiano collocato la batteria SOTTO il pianale in posizione così delicata.

E' una scelta costruttiva usata da molte case automobilistiche: consente una dissipazione migliore del calore, libera spazio nel volume dell'auto ed evita che le batterie (infiammabili) siano in una zona più vulnerabile del veicolo (muso o coda).

Nelle Tesla, le batterie sono protette da una lamina in titanio sottostante.

E' una posizione "delicata" se vai a velocità tali da produrre impatti così violenti da deformare quello che c'è fra gli assali.
Se vai a velocità tali da produrre impatti così violenti da deformare quello che c'è fra gli assali probabilmente l'incendio è l'ultimo dei tuoi problemi.
Come dice Jeremy Clarkson; "Andare a velocità folle non ti ucciderà. È il fermarsi istantaneamente che ti frega"
Aggiungo alle risposte di Paolo a Lupo (commento #45) un'altra motivazione: disporre le batterie sotto il pianale rende ottimale la distribuzione dei pesi e abbassa il baricentro, migliorando notevolmente la tenuta di strad rispetto alle auto con motore a combustione interna, che hanno motore e serbatoio in posizione più elevata.

Comunque ricordiamoci una cosa: il veicolo in questione si è incendiato IN CONSEGUENZA DI UN URTO AD ALTA VELOCITA'. I veicoli a benzina sportivi menzionati nell'articolo (almeno alcuni) si sono incendiati mentre procedevano normalmente su strada o nel traffico. Fa una grande differenza.


Riguardo ai dispositivi frangivetro, tagliavetro e tagliacinture suggerirei di investire qualche Euro in più ma di acquistare un prodotto originale: la sua imitazione a basso costo che si trova su internet spesso mostra il suo essere inadatto allo scopo proprio quando serve.

Lo stesso, in generale, vale per tutti gli strumenti da soccorso: le forbici da trauma che vendono (anche fornitori del settore) a pochi Euro si rompono tagliando una felpa mentre le loro versioni originali, alcune decine Euro in più, tagliano tranquillamente numerosi strati di jeans... o un tourniquet originale riesce a comprimere adeguatamente mentre l'imitazione no (o con più danni potenziali): provare per credere.

P.s. sono riuscito a non citare nessun prodotto di nessuna marca... anche se non ho conflitti d'interesse.
pgc

Comunque ricordiamoci una cosa: il veicolo in questione si è incendiato IN CONSEGUENZA DI UN URTO AD ALTA VELOCITA'. I veicoli a benzina sportivi menzionati nell'articolo (almeno alcuni) si sono incendiati mentre procedevano normalmente su strada o nel traffico. Fa una grande differenza.

Per la precisione:

La Lambo arancione si è incendiata perché il guidatore continuava a tenerla a limitatore mentre era in coda, per far sentire quanto era rumorosa.
https://www.youtube.com/watch?v=1PyTdevV4KA&t=14s
(e non è l'unica, ce ne sono tante altre che prendono fuoco quando i loro proprietari fanno troppo i pavoni)

La Mclaren rossa si è incendiata per un difetto di fabbricazione (http://performancedrive.com.au/mclaren-mp4-12c-catches-fire-in-london-2123/)

la Lamborghini nera era parecchio modificata (anche se le cause non sembrano conosciute). Lamborghini non è nuova a sue auto che prendono fuoco.
https://www.carthrottle.com/post/try-not-to-cry-as-this-twin-turbo-lamborghini-gallardo-is-consumed-by-fire/

quella bianca è una Ferrari, invece:
http://www.motorionline.com/2014/10/27/ferrari-f430-divorata-dalle-fiamme-su-una-strada-di-hong-kong/
In questo caso, si tratta probabilmente del difetto di fabbricazione divenuto famoso con questo modello, in cui l'adesivo che fissava una protezione del passaruota posteriore era molto vicino agli scarichi e poteva prendere fuoco.

Sono tutti casi di auto "particolari", molto spinte e a basse tirature.

Ho trovato anche un'altra Tesla che ha preso fuoco (sembra con un impatto relativamente leggero - il conducente è uscito da solo):
https://www.express.co.uk/life-style/cars/868374/Tesla-Model-S-fire-car-crash-electric-car

In generale, comunque, non è raro sentire notizie di queste auto rare che prendono fuoco: di episodi sembrano essercene di più rispetto alle auto normali, e sicuramenterisaltano di più di quelle normali.

Vale anche per Tesla, che non è esente da auto che prendono fuoco:
https://www.digitaltrends.com/cars/things-heating-tesla-third-car-fire-six-weeks/

e la cosa, come al solito, non piace a Musk, che odia con tutto il cuore ogni pubblicità negativa (ma ama quella positiva)
https://www.theverge.com/2014/2/19/5427606/tesla-admits-fire-controversy-hurt-demand

Musk è un genio, è un innovatore, ma vive di Hype, non fatevi fregare, è un essere umano e i suoi prodotti a volte eccezionali a volte mediocri, sempre sopravvalutati.

Piuttosto, sembrerebbe che tra i veicoli elettrici sia Tesla la campionessa di incendi, e che le altre siano meno a rischio. Ma non ho trovato fonti valide sull'argomento. La cosa è credibile: Tesla è un costruttore di piccole dimensioni, come quelli che fanno le supercar a benzina, e piccoli numeri significa meno investimenti anche in ricerca e sperimentazione antiincendio.

Un problema molto serio, ad ogni modo, è come spegnere le auto elettriche che vanno a fuoco.
La Rimac di Richard Hammond ha bruciato per più giorni, questa Tesla in Norvegia è stata lasciata bruciare perché spegnerla sarebbe costato troppo.
https://www.teslarati.com/tesla-model-s-burns-fire-supercharger-norway/

E' sicuramente un aspetto da sistemare ancora.
Bah, una bici anche elettrica non prenderà mai fuoco.



Ops...
@martino
Vuol dire che quando vedremo la bici della maglia rosa prendere fuoco sulla Cima Coppi allora sapremo che il doping tecnologico ha davvero preso piede :-D
@ Sir Edward.
Concordo. Però il difetto del collante era sul 458; il 430 venne in parte richiamato perché su alcuni modelli della gamma spider i martinetti della capote perdevano gocce di liquido che finivano sul motore rovente.

Paolo sulle auto elettriche lo perdiamo completamente :-D
Un aneddoto non fa statistica, ma anche oggi un autobus (non elettrico) ha preso fuoco:

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Autobus-brucia-in-galleria-10485788.html

"Autobus in fiamme nel tunnel del San Bernardino, sulla A13, venerdì mattina poco dopo le 13.00. Le prime indicazioni fornite dalla polizia grigionese parlano di una chiusura della galleria per tutta la giornata, ma non vi sono indicazioni su feriti e gravità dell’incidente. Secondo l'agenzia Rescue Media, una trentina di persone sono state evacuate e un paio sono state visitate dal personale sanitario per un principio di intossicazione. [...]"
Il caso degli autobus è decisamente diverso, sono nella stragrande maggioranza dei casi dovuti alla combustione di residui grassi o gocciolamenti di olii in un vano motore che è sempre più affollato e con temperature molto alte.

E' un po' una situazione analoga agli esempi di auto ipersportive citati, del resto i motori a combustione interna hanno bisogno di una certa velocità minima perchè il flusso d'aria possa, attraverso radiatori e condotti diretti, raffreddare non solo il motore ma anche tutti i componenti ausiliari.

Dalle poche notizie ufficiali a cui è possibile accedere, il problema degli incendi delle auto elettriche riguarderebbe soprattutto le Tesla, e questo non dovrebbe apparire una sorpresa: una Nissan Leaf ha un pacco batterie ben più piccolo e più protetto, e se anche il proprietario fosse così cog... ehm, così disattento da fare un'accelerazione sul ghiaino con piede a terra, difficilmente potrebbe perdere il controllo per la troppa accelerazione.

La posizione sotto al pianale ovviamente ha un sacco di meriti, fra cui i principali sono la migliore guidabilità della vettura ed un maggiore spazio interno e nella bauliera, ma rende il pacco batterie più a rischio di rotture.

Il problema si diffonderà con l'arrivo di auto elettriche di classe e prestazioni paragonabili alle Tesla, e con la tecnologia attuale anche un minimo incremento della densità di energia nelle batterie al litio aumenterà moltissimo il rischio di incendio.
Dicevo che un aneddoto non fa statistica, due nemmeno, ma ecco un’altra auto non elettrica in fiamme dalle mie parti: probabilmente una Mercedes, a giudicare dalla forma (Corriere del Ticino).
Segnalo anche i test del 2013 sulla Model S che mostrano che un cappottamento è quasi impossibile a causa della collocazione bassa della grande massa delle batterie.
Caro paolo.
prima cosa escludiamo il citaro di roma: per vertenze sindacali (pensano di essere furbi) i bus a roma bruciano con cadenza pressoche' quindicinale da tempo.

Si, le auto normali bruciano.
Tutte, indistintamente.
Anche i bus.
Esiste un pero'. Devi dare STATISTICHE. Non due foto.

Tirare fuori le supercar e' come sparare sul pianista (consumatore aluatta come i polli col suv in autostrada) non sul piano.

Le lambo, che sono molto estreme, bruciano facile se usate non correttamente.
Qualunque appassionato non fanboy lo confermera'.
Idem per alcune ferrari e per alcune altre come la mclaren.
Se giri il web e' pieno di supercar che prendono fuoco o sparano fuori i pezzi di motore (io stesso ne ho viste un paio).

Il problema e' il fatto che sono fatte per il track day.
Non per andare a spasso. Non vai al cinema con una radical o una noble.
Per andare per strada e' meglio una avensis.

oltre a quello citato, il poco raffreddamento fermi in colonna, la dinamica fa si che alcune parti si raffreddano solo oltre a certe velocita', come gli imponenti e complessi collettori di scarico.

La cosa peggiore e' fare una tiratina, magari uno 0-100-0 cittadino o due, e poi rimanere in coda.
L'elevata energia da dissipare senza un afflusso produce quello che hai pubblicato.
In un auto che pesa meno del motore mettere sui 1300Kg 150Kg per raffreddare 600CV non ha senso. Tutto il telaio pesa 150Kg, meno di molti scooter da catarrina.

Al contrario di una una BMW5 o una golf che dietro una lambo dopo poco uscirebbero di strada, e/o sarebbero da rifare mezze, la lambo puo' andare avanti per ore.
basta solo vedere cosa succede ai freni
https://www.flickr.com/photos/135855045@N06/40211570981/in/album-72157669464927319/
Quel giorno una terna di lambo giravano dalla mattina fermandosi solo per carburante e gomme.
Questa e' una AMG kompressor (mi sembra una clk... ma non ricordo) che ha cercato di star dietro ad una lotus exige e ha disintegrato letteralmente le pastiglie dopo un paio di giri: le pastiglie sfondate di un auto con 3000Km le ricordo benone.
https://www.flickr.com/photos/135855045@N06/39500335604/in/album-72157669464927319/
come cambia una banale cruze con il kit per la pista
https://www.flickr.com/photos/135855045@N06/39313910925/in/album-72157669464927319/
La prima cosa e' COME raffredda.

Una tesla dopo 10 minuti andrebbe in lock. Non avrebbe senso sulla tesla mettere un motore da piu' di 200CV e relativo chopper. Si monta un motore piccolo, elettronica piccola, cavi piccoli e poi si survolta. Tanto e' una berlina mica ci vai in pista! Se esageri e si scalda la blocchi. Poi tanto ti ferma dopo molto poco la batteria.
Se una tesla montasse ala e ruote di una lambo, un motore da 500CV "vero" e relative non penso farebbe molto piu' di 2-3 giri di pista con 100KWh.

Le supercar sono mezzi specializzati per la pista che hanno, per comodita', la targa.

Persino le 911 RSvarie possono prendere fuoco, anche se e' piu' raro.

L'unica che forse e' usabile in citta' e' la immensa GT-R.
Ma non ci giurerei. Persino le AMG black possono avere dei problemini.

Giusto per capire QUANTO sono diverse le auto da pista quando ci sono auto derivate dalla serie e il direttore di pista e' serio se entrano ai box senza aver fatto il giro intero in modalita' "nonno" vengono ributtate in pista. Altrimenti possono prendere fuoco. Molto spesso dai freni ma anche dai turbo o altro.


Detto questo pipponissimo l'unico modo per capire se la tesla si puo' incendiare piu' delle altre e' vedere il numero di auto immatricolate e quante sono bruciate a seconda del carburante. In questa maniera avremmo si nel calderone una risposta.
Se capita anche il doppio, per via della limitata diffusione che fa ballare le cifre, e' ancora ok.
Se capita 10 volte tanto... abbiamo un problema.

Sarebbe anche interessante capire se la coppia monstre sia "guidabile" dal peone medio.
Qualche dato per fare statistiche esiste, soprattutto grazie al NFPA (National Fire Prevention Association). Questi articoli:

https://insideevs.com/number-of-fire-related-deaths-per-year-caused-by-evs/
https://insideevs.com/op-ed-top-10-causes-of-automobile-fires-ev-vs-ice/

sebbene un po' datati, tentano un confronto tra ICE ed EV (veicoli elettrici). A quanto pare, almeno allora, i veicoli a benzina si incendiavano molto più di quelli elettrici *E* delle Tesla. Parliamo di un fattore circa 10-30 per distanza percorsa. Interessante che la causa principale di incendi di veicoli ICE sono perdite di carburante, che non possono accadere negli EV.

Nota: per mancanza di tempo (e voglia...) non ho controllato i dati uno ad uno, e l'articolo è chiaramente di parte. Quindi va preso con cautela.

Come sempre, comunque - vedi gli incidenti nell'aviazione commerciale - più i fenomeni sono rari più attirano l'attenzione dei media. Va anche considerato che la tecnologia EV è relativamente nuova ("relativamente" almeno per quanto riguarda le sue applicazioni per veicoli con prestazioni elevate) ed è quindi altamente probabile che in futuro la sicurezza del pacco batterie aumenterà grazie a soluzioni più intelligenti e all'esperienza, esattamente come avvenuto per gli abitacoli dei veicoli (vedi https://www.youtube.com/watch?v=xidhx_f-ouU).

riguardo le portiere bloccate, è interessante il sistema sviluppato da Audi per la A8 che permette, in caso di incidente, di fare letteralmente "esplodere" le cerniere della portiera lato guidatore, permettendo di uscire anche in caso di incidente non gravissimo.

Le Audi A8 hanno una quantità "diabolika" [sic] di dispositivi di sicurezza attiva e passiva, e non costano più di una Tesla S. Questo dimostra che se c'è un problema si possono spesso trovare soluzioni per risolverlo.
Il pensiero qui è che la quantità di dati per definire se le auto eletrriche siano più o meno propense a prendere fuoco sia ancora troppo bassa:

http://money.cnn.com/2018/05/17/news/companies/electric-car-fire-risk/index.html

Temo che le statistiche, anche se si riuscisse a trovarne di accurate, recenti e credibili (cioè non potenzialmente viziate da posizioni aprioristiche), ci direbbero relativamente poco - salvo differenze addirittura macroscopiche.

Né le auto di normale serie con motori a combustione interna, e né quelle elettriche (Tesla o di altre marche) prendono fuoco "spontaneamente", cioè a causa di lievi errori di guida o di manutenzione non corretta. A quanti mi sembra di capire - e se sbaglio, chi ne sa più mi corregga - l'incendio si verifica solo in conseguenza di una grave collisione con conseguenze ampiamente distruttive, che a) permette al carburante fuoriuscito dal serbatoio di entrare in contatto con parti roventi del motore o dei condotti di scarico, oppure b) rompe il pacco delle batterie e na causa la combustione.

Mi risulterebbe (e del resto, è stato precisato anche in questa discussione) che la principale differenza tra i due tipi di incendio consista nel fatto che il primo (benzina) può essere spento, il secondo no. Dal punto di vista della vettura, non fa ovviamente alcuna differenza: è comunque un rottame da buttare. Potrebbe però farne se si tratta di salvare le persone a bordo.

E a questo punto, scusatemi ma debbo proprio fare uno sfogo personale. Abbiamo quindi una vettura che costa quanto e come una Audi A8 (come è stato puntualizzato da pgc, il concentrato di tutte le migliori tecnologie di sicurezza attiva e passiva attualmente disponibili), ma che affida la possibilità di sbloccare le portiere ad cavetto sotto i sedili anteriori (!!, eh, ma le maniglie a scomparsa sono fichissime), e dispone di un dispositivo di assistenza, pomposamente (e falsamente) definito "autopilot", che si è dimostrato in più occasioni suscettibile di esporre il conducente a rischi mortali. Questo anche senza parlare, in quanto estraneo al soggetto di questa discussione, dell'estrema scomodità d'uso di una vettura elettrica per percorsi non urbani, con le lunghe soste obbligate (fatevi un lungo viaggio in una A8, magari a noleggio, e poi ne riparliamo).

Posso dire che una vettura così, non la vorrei nemmeno regalata?

E sopratutto, posso dire che il fatto che una vettura del genere sia venduta e commercializzata in un certo modo ci dice cose, sulla mentalità, il carattere e diciamo pure l'etica professionale di Elon Musk, che sembrano divergere parecchio delle agiografiche definizioni come "grande visionario"?

E noi dovremmo contare su un personaggio del genere per andare su Marte? Se tanto mi dà tanto, sarebbe capacissimo di costruire la navicella spaziale senza protezioni contro i micrometeoriti e le radiazioni cosmiche (così gli viene più snella, elegante ed economica, mica come gli inutili mastodonti della NASA) - e se poi qualcosa va storto, proclamare sdegnato che il libretto di istruzioni precisava che è compito del pilota evitare tutti i rischi.

Mi scuso con Paolo per aver occupato il suo blog per un sfogo di questo tipo. E' che gente di un certo tipo, proprio non mi va giù.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ebonsi: "Né le auto di normale serie con motori a combustione interna, e né quelle elettriche (Tesla o di altre marche) prendono fuoco "spontaneamente", cioè a causa di lievi errori di guida o di manutenzione non corretta. A quanti mi sembra di capire - e se sbaglio, chi ne sa più mi corregga - l'incendio si verifica solo in conseguenza di una grave collisione con conseguenze ampiamente distruttive, che a) permette al carburante fuoriuscito dal serbatoio di entrare in contatto con parti roventi del motore o dei condotti di scarico, oppure b) rompe il pacco delle batterie e na causa la combustione."

Falso. Nella stragrande maggioranza dei casi (apparte un misero 3%) le auto prendono fuoco per cause diverse da collisioni e ribaltamenti. Basta leggere i link che ho fornito nel mio intervento, o i dati ufficiali NFPA.

In particolare, quasi la metà degli incendi di veicoli è dovuto proprio a malfunzionamenti. Bastava leggere i link che ho fornito o la fonte, che è questo studio della National Fire Prevention Association: https://www.nfpa.org/-/media/Files/News-and-Research/Fire-statistics/Fact-sheets/vehiclefactsheet.ashx?la=en

Nota: una piccola percentuale (1%) rappresenta incendi di aeromobili, per il resto si tratta di veicoli terrestri. Probabile che il numero sia cambiato in questi anni ma non ci sono ragioni per ritenere che le cose siano drammaticamente diverse oggi. In generale, dovremmo imparare ad accettare anche i dati che non ci piacciono... ;)


Tre morti in un incidente oggi sull'autostrada A31:

"Dopo l'urto è avvenuta un'esplosione e tre auto hanno preso fuoco: il guidatore di una delle tre vetture è riuscito a scendere e a mettersi miracolosamente in salvo, mentre due occupanti di un’auto e il conducente dell’altra sono rimasti imprigionati all'interno. I pompieri di Lonigo e Vicenza hanno spento il rogo delle tre vetture, ma non c'è stato niente da fare purtroppo per gli occupanti."

Con buona pace, purtroppo, di quelli che dicono che gli incendi dei serbatoi delle auto a pistoni sono poco pericolosi e non si propagano all'abitacolo. Nessuna delle auto coinvolte era elettrica.

Fonte: Il Gazzettino.
Con buona pace, purtroppo, di quelli che dicono che gli incendi dei serbatoi delle auto a pistoni sono poco pericolosi e non si propagano all'abitacolo. Nessuna delle auto coinvolte era elettrica.

In realtà le auto a pistoni prendono fuoco dal motore e non dal serbatoio.

I vapori di benzina, che sono quelli davvero pericolosi, per incendiarsi hanno bisogno di una scintilla o di temperature molto alte. Entrambe le cose le trovi nel motore.

Mi sembra, invece, che le batterie delle auto elettriche si incendino sempre quando si rompono.

E' un po' come se bastasse versare la benzina per terra per farla incendiare.
Incidente mortale in Tesla vicino a San Francisco: nonostante i danni fortissimi all'auto, la batteria non ha preso fuoco. Foto e info: ANSA.

Ê scoppiata la moda mediatica di segnalare gli incidenti delle Tesla, dimenticandosi di tutti quelli che avvengono ogni giorno con auto di altre marche.
In questo report: https://www.nfpa.org/-/media/Files/News-and-Research/Fire-statistics/Vehicles/osvehicle.ashx?la=en, si legge:

"Quasi i due terzi (64%) degli incendi dei veicoli autostradali sono iniziati nel motore, nel cambio, o nel vano ruota. [...] Solo il 2% degli incendi autostradali è iniziato nel serbatoio del carburante o nell'area della linea del carburante, ma questi gli incendi hanno causato il 18% dei decessi associati." (tradotto con google).

E' interessante come questo tipo di incidenti sia calato progressivamente negli ultimi anni (vedi Fig. 1, pag. 15). Straordinario il progresso che hanno compiuto i veicoli dal punto di vista della sicurezza: estrapolando i dati disponibili fino al 2007 è possibile che questo tipo di incidenti costituiscano un fattore marginale di rischio oggi anche per i veicoli con motore a combustione interna. Il nostro cervello basato sul "metodo aneddotico" piuttosto che su quello "statistico" non se ne riesce a rendere appieno conto.

Probabile che in futuro la stessa cosa avverrà per i veicoli elettrici e per i pacchi batteria, che non essendo operanti ad alte temperatura sono intrinsecamente più sicuri. Inoltre si potrebbero prevedere sistemi di soppressione degli incendi a secco in grado di interromperli sul nascere.
Forse sbaglio ma ci sono casi di auto elettriche che si sono incendiate senza cause traumatiche? Perché se non ho capito male l'auto elettrica si incendia solo se si rompono le batterie. Quella a cambustione interna no.

Paolo il tuo "rimarcare" la moda di segnalare gli incidenti delle tesla mi ha fatto venire in mente la voce di wikipedia del lince (veicolo militare italiano) dove qualcuno ne riportava gli incidenti per dimostrare che non fosse sicuro, un utente fece notare che se la metrica era quella allora la panda era mille volte più pericolosa. Questo anche per dire che a volte non è la tesla ad essere pericolosa, ma chi la guida. Poi vabene.. Le auto a priva di idiota ancora non le hanno fatte.
Incidente mortale in Tesla vicino a San Francisco: nonostante i danni fortissimi all'auto, la batteria non ha preso fuoco. Foto e info: ANSA.

Ê scoppiata la moda mediatica di segnalare gli incidenti delle Tesla, dimenticandosi di tutti quelli che avvengono ogni giorno con auto di altre marche.


E' un effetto collaterale del gioco che Musk ha giocato per rendere famosa la Tesla. Musk vive di hype, di pubblicità, di percezione dei suoi prodotti nella mente del pubblico, per questo odia chiunque ne parli male e ci si accanisce contro, perché sa perfettamente che uno dei metodi che ha usato per dare successo a Tesla è costruirne un'immagine fortissima, rendendo le Tesla, nella mente delle persone, auto fuori dal comune, futuristiche, "migliori" sotto tutti gli aspetti in confronto ai dinosauri degli altri costruttori.

E ha funzionato, proprio come per Apple: un prodotto valido con un'immagine costruita nella maniera giusta è diventato una specie di icona, di prodotto che non può essere considerato alla stregua degli altri, che ne è -necessariamente- superiore. Non c'è dubbio, o confronto possibile.

Solo che non è necessariamente così, e appena il prodotto rivela qualche difetto, fa notizia, e la fa in maniera molto rumorosa, con effetti molto negativi (per questo Musk cerca di zittire, anche con cause temerarie in tribunale, chi parla male di Tesla - vedi Clarkson).

Finora Musk ha raccolto gli effetti positivi di questa operazione di marketing, ma ci sono anche gli effetti negativi, tipo questo: appena si innesca una spirale negativa, tutti ci salteranno dentro e le daranno ancora più energia, perché la caduta degli dei fa sempre molto clamore, scatena tante polemiche, attira tanti lettori.

A nessuno gliene frega niente se una Leaf ha preso fuoco, ma se una Tesla prende fuoco... le mani si sfregano sotto sorrisi compiaciuti.

E comunque ne vedi gli effetti anche su di te: com'è che ti dà tanto fastidio se le Tesla si inzuccano o prendono fuoco? Perché Musk ha lavorato efficacemente sulla percezione del prodotto, anche se lo ha fatto come un corsaro, in spregio al reale vantaggio dei suoi potenziali acquirenti.



SirEdward,

uno dei metodi che ha usato per dare successo a Tesla è costruirne un'immagine fortissima, rendendo le Tesla, nella mente delle persone, auto fuori dal comune, futuristiche, "migliori" sotto tutti gli aspetti in confronto ai dinosauri degli altri costruttori.

Certamente usa questa tecnica di marketing, ma di fatto le Tesla sono tutto quello che dici. Quante altre auto hanno aggiornamenti software fondamentali che tengoni "giovane" l'auto? Quante altre auto hanno questi aggiornamenti diffusi OTA senza andare in officina? Quante altre auto elettriche hanno prestazioni di autonomia e velocità paragonabili, che le rendono usabili come totale sostituto di un'auto a pistoni? Quante altre hanno una rete di ricarica dedicata?

Se poi studi l'architettura hardware e software delle Tesla, ci trovi cibo per nerd a non finire. Non è solo fumo di marketing: c'è tanto arrosto.


nessuno gliene frega niente se una Leaf ha preso fuoco, ma se una Tesla prende fuoco... le mani si sfregano sotto sorrisi compiaciuti.

Sospetto che parte del sorriso compiaciuto sia perché a) piace vedere un ricco che soffre b) molti vorrebbero un'auto del genere ma non se la possono permettere, per cui vederla andare in fiamme è consolatorio ("che bella, ma non me la posso permettere; meno male che brucia").


com'è che ti dà tanto fastidio se le Tesla si inzuccano o prendono fuoco?

a) perché sono auto elettriche e queste notizie gonfiate creano paure che danneggiano tutto il settore
b) perché abbiamo seriamente bisogno di ridurre i gas di scarico dei veicoli; ne va della nostra salute, e chiunque non lo capisca è pregato di passare una giornata a respirare quello che esce dal proprio tubo di scappamento (o di farsi un giretto in moto o in cabriolet su qualunque tangenziale nell'ora di punta)
c) perché Tesla è un Davide che sfida i Golia del petrolio e dell'industria letargica dell'auto, che ci hanno regalato consapevolmente decenni di piombo tetraetile (neurotossina) e il Dieselgate. Così come SpaceX, con ogni atterraggio dei suoi lanciatori, beffa NASA, ULA, Arianespace e Roskomos che dicevano che un vettore riutilizzabile era impossibile.
d) perché le Tesla vellicano profondamente il nerd che c’è in me: sono datacenter su ruote, hanno un'accelerazione spaventosa e sono anche belle. Provale: capirai il mio innamoramento.
@pgc,
ho il sospetto che gli incendi che partono dal vano motore siano dovuti anche ai vapori della poca benzina che vi si trova, cui si aggiungono gli olii se il motore non è perfettamente pulito.
SirEdwards: "E' un effetto collaterale del gioco che Musk ha giocato per rendere famosa la Tesla. Musk vive di hype, di pubblicità, di percezione dei suoi prodotti nella mente del pubblico"

si, hai perfettamente ragione. Ma ha ragione anche Paolo. Le due cose non sono in contraddizione. Solo che ci sono persone che si fanno vendere gli hype e persone che sviluppano una grande acrimonia verso gli imprenditori di successo. Sono due facce della stessa medaglia. Come i virus e gli anticorpi che producono.

Io preferisco guardare caso per caso. Tesla S è stata geniale. E' una macchina che ha fatto la storia. Tesla 3 fin dall'inizio mi ha lasciato perplesso. Dire come fa ebonsi che Musk è un truffatore non mi fa né caldo né freddo. Lo è quanto una FCA che lascia che un suo modello (Fiat Panda) sia all'ultimo posto per sicurezza del veicolo. O come Volkswagen che bara sui dati del diesel (anzi, questo mi pare MOLTO MOLTO peggio). Solo che dietro a queste aziende non c'è una figura iconica, visto che si tratta di aziende storiche, fatta di "dirigenti" invece di qualcuno che ci ha messo la faccia.

Si, Musk è un "grande visionario", e chi lo nega ha seri problemi alla vista. Ha rivoluzionato almeno due settori strategici. Non conosco alcun altro individuo al mondo che lo abbia fatto.

Ma come tutti i visionari è circondato da adoratori come da hater. Abituiamoci a guardare agli oggetti e a fregarcene dei fenomeni sociali. Toyota ha potuto spendere anni di perdite per introdurre l'ibrido sul mercato, perché poteva assorbirle con altri prodotti. Nissan lo stesso con la Leaf, che era un bidone all'inizio.

Tesla non poteva permetterselo e ha lanciato prodotti che hanno rivoluzionato l'immagine del veicolo elettrico, una rivoluzione che deve ancora cominciare, di fatto, a misurare appieno le proprie conseguenze.
ST "Forse sbaglio ma ci sono casi di auto elettriche che si sono incendiate senza cause traumatiche? Perché se non ho capito male l'auto elettrica si incendia solo se si rompono le batterie. Quella a cambustione interna no."

Da quello che ho letto mi pare di si. A quanto ne so (ma potrei avere informazioni incomplete) c'è stato un unico caso di un veicolo elettrico - una Tesla S - che si è incendiato senza una vera e propria collisione: solo per avere toccato un frammento sull'autostrada che ha danneggiato il pacco batterie. In quel caso l'auto ha avvisato il conduttore di un'emergenza e di fermarsi subito. Il conduttore ha avuto il tempo di farlo ed abbandonare il veicolo.

Resto sempre meravigliato di quanto non si riesce ad esaminare le cose in maniera "cool", fredda, senza farsi condizionare dai propri preconcetti. Questa storia delle Tesla è chiaramente montata su aneddoti: non esiste alcuna indicazione che le Tesla si incendino più di un veicolo a combustione interna. Il che - si badi bene - non significa che questo non possa essere vero, ma che la decisione che lo facciano è stata presa molto prima di avere dati che lo confermano.

E' il classico caso di un evento che attira l'attenzione PERCHE' è raro, o di "availability heuristic" (non so come si dica in italiano, "disponibilità euristica", dice google...), ovvero la tendenza a sovrastimare la probabilità di un evento a causa della carica emozionale che fornisce.
@ Paolo Attivissimo

Certamente usa questa tecnica di marketing, ma di fatto le Tesla sono tutto quello che dici.

Non è che una cosa cancella l'altra. Queste tecniche di marketing sono dannose e pericolose, a prescindere da cosa stai vendendo. Anche Apple usò tecniche simili, e anche in quel caso spesso il prodotto era davvero innovativo e all'avanguardia; resta il fatto che quelle tecniche di marketing sono delle porcate.

Io penso che le Tesla siano un gran bel prodotto. Ma non sono l'espressione della divinità che ci dona il suo infinito potere, sono prodotti come gli altri, con i loro pregi e difetti.


Quante altre auto hanno aggiornamenti software fondamentali che tengoni "giovane" l'auto?


Appunto: marketing. Cosa diamine vuol dire che un prodotto resta "giovane"? Un prodotto deve essere valido -sin da subito-; può succedere che venga migliorato strada facendo, ma se è -concepito- per essere modificato via via, è un prodotto incompleto, sperimentale. Può anche andare bene, ma non è "giovane", è "versione beta". L'importante è saperlo, pagarlo quanto vale realmente e non giocare scientemente sulle parole per ottenere effetti psicolgici.


Quante altre auto elettriche hanno prestazioni di autonomia e velocità paragonabili, che le rendono usabili come totale sostituto di un'auto a pistoni?


Oramai cominciano a essercene. Il vantaggio competitivo di Musk si sta esaurendo velocemente. E ne sono contento, viste le tecniche di marketing che usa.


Quante altre hanno una rete di ricarica dedicata?


Spero poche, e che le reti di ricarica diventino a tecnologia standard e non proprietaria. Finché ce ne sono poche è molto bello avere l'esclusiva, ma esiste anche il pensiero a lungo termine. Ogni scelta ha dei pro e dei contro. Qui li possiamo vedere bene.


Non è solo fumo di marketing: c'è tanto arrosto.


Ripeto se non fosse chiaro: Musk -è- un genio visionario. Purtroppo è anche uno str***o.


Sospetto che parte del sorriso compiaciuto sia perché a) piace vedere un ricco che soffre


Un po' è così, ma spesso le persone che vedono una Lamborghini che brucia (per dire) si dispiacciono. Dunque non è tanto una questione di "ricco", quanto forse di "snob". E Tesla su questo spinge forte.

(continua)
Paolo Attivissimo (2/2)


molti vorrebbero un'auto del genere ma non se la possono permettere, per cui vederla andare in fiamme è consolatorio


Vedi che ho ragione a parlare di snob? La questione dell'invidia è la spiegazione che si dà chi desidera l'oggetto e non si capacità che altri possano non volerlo. In realtà, potrebbe essere anche che molte persone sorridono se quelli che gli stanno antipatici vengono puniti nella loro supponenza. Io sono di quelli: per me Tesla è supponente, e sapere che ha dei difetti di progettazione mi fa sorridere vista l'arrogante pretesa di superiorità di Musk (questo è un altro effetto negativo della sua strategia di marketing). Se una Leaf va a fuoco, per dire, o una Porsche 918, mi dispiace. E non è che posso permettermi una Porsche 918 (e nemmeno una Leaf).


a) perché sono auto elettriche e queste notizie gonfiate creano paure che danneggiano tutto il settore


E' un altro effetto negativo del marketing-porcata di Musk. Tutto il settore delle elettriche patisce se la sua impresa super-hyped fa brutte figure. Musk sta facendo pubblicità a sé stesso con la reputazione dell'intero settore.

c) perché Tesla è un Davide che sfida i Golia del petrolio e dell'industria letargica dell'auto

Questo è un effetto di marketing. Musk è diventato Davide, gli altri Golia. Eppure gli altri non stanno cercando di impedire a Musk di vendere auto elettriche, non sono nemici giurati di Musk. Anzi, stanno imparando a costruire e vendere auto elettriche.


d) perché le Tesla vellicano profondamente il nerd che c’è in me: sono datacenter su ruote, hanno un'accelerazione spaventosa e sono anche belle. Provale: capirai il mio innamoramento.


Belle è un concetto relativo, e dipende da tanti fattori. Sicuramente non sono brutte, ma a lungo andare un bel po' banali. L'idea che siano datacenter su ruote la capisco, ma non farti fregare: un'automobile deve fare bene le cose che deve fare, datacenter o meno.

Sulla question accelerazione, sono abbastanza colpito. Ma a te, che ti frega esattamente dell'accelerazione? Se la Tesla non esagerasse con le prestazioni, userebbe meno energia. Tra l'altro, e lo dico da amante delle automobili e delle accelerazioni, l'idea che un'accelerazion 0-100 in 3 secondi serva a qualcosa è una scemata apocalittica, nata solo per farti venire voglia di "avere di più" e comprare di più. -Perché- davvero ti interessano così tanto le prestazioni brucianti? Soprattutto a te che all'automobile chiedi di essere un elettrodomestico, un servo a cui dedicare poca attenzione. Eppure, ecco nascere il desiderio dell'accelerazione bruciante. E la promessa di poterlo comprare in comode rate, e allora persino risparmio ed ecologia possono essere un po' sacrificate, per un'auto che "va più forte"

E' un meccanismo curioso e comune più o meno a tutti, di cui penso dovremmo avere più coscienza.
Sir, Paolo,

Io metterei la vostra discussione sul piano della passione. Nel senso che leggendovi ritrovo molti elementi di contatto tra le vostre passioni (nostre perché mi ci metto in mezzo anche io) che, essendo passioni spesso non sono razionali, vi mettono in contrapposizione, ma su punti di vista secondo me marginali.

Parlo per puro esempio dell'accelerazione delle Model S. Non è importante il dato in sé o la forza motrice che lo permette. È la sensazione che si prova accelerando con mezzi performanti a far scattare la passione. Per uno che non ha mai provato questo tipo di sensazione, salire su una Subaru WRX messa giù da sparo o su una Golf GTE, per i riferimenti che può avere guidando tutti i giorni una 500L (esempio generico), potrebbe avere la stessa sensazione e magari venirgli la passione per quella sensazione, perché si è sentito attaccare al sedile. Figuriamoci da una Model S. O da una F1. O da un dragster top fuel. O un caccia al decollo da una portaerei. O da un Saturn.

Vero, per rimanere nell'automotive esistono delle differenze sostanziali come quelle progettuali o di design, poi il dibattito sull'ambiente, quanto di questo dibattito sia legittimo e verificabile, il sentito personale in materia, le opinioni sul marketing, sull'estetica, sulle innovazioni tecnologiche ed alla via così.

Ma rimane un fatto: siete (siamo) dei petrolhead. Nella sua accezione più generalista, garantista e, passatemi il termine, transgender. Perché quando Sir (io, Tommy, motogio ed altri) parliamo di "piacere di guida", o di "fascino della meccanica motoristica", o più in generale di mezzi a due o più ruote con prestazioni degne di merito, non stiamo facendo una guerra ai teslisti (ari/ieri/zzatori/aowners) né ai sostenitori di un trasporto ecosostenibile, ecologico, economico, ecoumbertico.

Stiamo solo dando briglia sciolta al ragazzino che sopprime i gridolini di goduria quando pesta duro sull'acceleratore di qualcosa che lo attacca ai sedili o strappa le braccia dal manubrio.

Già, perché è una cosa che colpisce tutti. L'accelerazione violenta di un qualsiasi mezzo, magari progettato proprio per accelerare il più violentemente possibile, è una di quelle sensazioni che lasciano il segno.

Per tutti rimane una bella esperienza. Per molti diventa una passione. Per alcuni diventa una droga. Per pochi, ragione di vita.
@ Stu

Le accelerazioni sono una droga, questo è assolutamente vero; è un piacere superficiale, però, le auto vanno molto oltre. Io ricordo che alcune delle guidate più belle le ho fatte su auto lente, vecchie, a velocità da nonno; perché c'era un piacere di guida intrinseco legato al mezzo, forse alla sua vetustà, forse ai luoghi. Di certo l'accelerazione è solo una parte del piacere di guida, e non necessariamente la più importante (e ripeto che parlo da uno che -ama- accelerazione e ripresa).

Proprio come una droga, tra l'altro, l'accelerazione (come la velocità) può far fissare le persone su di essa, dimenticando il resto, farle diventare dipendenti. Soprattutto se non sono interessate al "piacere di guida" come io e te lo intendiamo.

Ma è un'illusione. A seguire le prestazioni da sole, come una droga, si finisce per fare scemate: comprare auto troppo potenti, troppo costose, troppo assetate, troppo estreme, troppo inquinanti, troppo ingombranti, e questo è esattamente il contrario di quello che cerchiamo di fare quando pensiamo al risparmio energetico, all'ecologia, alla protezione ambientale, alla salute, alla mobilità sostenibile, al nostro futuro e ai nostri figli.

La droga delle prestazioni ci distrae dalle cose alle quali diciamo di tenere maggiormente, e ci fa fare cose per le quali puntiamo il dito e redarguiamo gli altri, facendoci cadere, o mettendoci a rischio di cadere, nell'ipocrisia (oltre a farci male al portafogli).

Una mobilità più sicura, sostenibile, economica, passa anche per auto che -non crescono- sempre e inutilmente di prestazioni. Io, da 15 anni, ho auto con prestazioni equivalenti. Oggi consumo e inquino meno di 15 anni fa, e vado forte uguale. E onestamente mi rendo conto che se lo scopo è quello, le prestazioni velocistiche basta mantenerle uguali, non c'è alcun bisogno di migliorarle tutte le volte. E allora chiedo: qual è lo scopo? La razionalità che pubblicamente sosteniamo, o la droga che segretamente (e spesso inconsciamente) desideriamo e che ci viene fatta desiderare?

Tesla non fa eccezione. Le accelerazioni brucianti sono un motore necessario ma un po' ipocrita di vendite delle auto elettriche attuali; dico necessario perché moltissime persone, secondo quanto dicevo poco sopra, basano il proprio acquisto su quello, più che su altre qualità. Dico invece ipocrita perché se si propone l'auto elettrica come salvatrice ambientale del mondo, allora le "ludicrous speed" sono anche "ludicrously exagerated". Non ti serve un'auto elettrica che tira come una supercar, ti serve un'auto elettrica che costa e si può usare come una panda.

Tutti possiamo cadere nel tranello, senza eccezione, però dobbiamo vederlo.

Tesla è un'ottima vettura, sotto certi aspetti, ed è -ancora- un passo avanti (anche se sta venendo raggiunta), ma non lo è perché puoi fare finta di essere su Marte o farle fare da impianto stroboscopico alle feste, né perché è alla moda o tira come una bestia o "è il futuro". Queste sono scemate. "Gimmicks".

Lo è perché è un'auto elettrica che può essere usata come un'auto normale. Questo, solo questo è il punto in cui risplende. Perché permette di intravedere -concretamente- un mondo di automobili che inquinano davvero di meno. E comunque non stiamo parlando di dimezzamenti o decimazioni dell'inquinamento, ma di -riduzioni-.

Non è poco, ma non fa di Tesla il nuovo messia, o il Davide che lotta contro i cattivi Golia del petrolio. Queste sono scemenze, complottismo automobilistico. Anzi, fa arrabbiare vedere come il futuro dell'ecologia venga venduto ancora solo per le cose che con l'ecologia e il risparmio energetico non c'entrano nulla, fa arrabbiare vedere come gli esseri umani siano sempre stupidi abbastanza per farsi abbagliare dal breve periodo senza guardare al lungo termine.
Stupidocane dixit:
"Stiamo solo dando briglia sciolta al ragazzino che sopprime i gridolini di goduria quando pesta duro sull'acceleratore di qualcosa che lo attacca ai sedili o strappa le braccia dal manubrio."

In genere, quando li stacco dal palo del semaforo per adagiarli sulla barella rigida, i gridolini non li sopprimono più
:-P
La pubblicità dimostra che c'è molta fuffa intorno alle auto, sia elettriche che non. E ci metto anche le moto.

La Tesla è quella che appare più tecnologicamente avanzata, gli altri magari faranno di meglio e non lo fanno vedere oppure sono proprio indietro. Del resto fra i commenti non ne vedo nessuno che presenti qualche notizia interessante di altre marche. Queste ultime tutte si confrontano con la Tesla, spesso in malo modo, ad esempio millantando che il modello che sarà sul mercato fra un paio di anni sarà meglio della Tesla di 4 anni fa.

Insomma a me sembra che ci siano critiche verso la Tesla ma senza proporre alternative attuali.
Emergono altri problemi su Tesla 3: a quanto pare il sistema di controllo della frenata dava pessimi risultati, di gran lunga inferiori a quelli di auto di classe e costo paragonabili, ed ha richiesto un aggiornamento dell'algoritmo dopo alcune review su Consumer Reports, una notissima rivista USA, il che suggerisce - a mio parere - tre cose:

1) Tesla 3 è veramente nata male. Un'auto che costa a quanto pare molto più di quanto previsto, che non riesce a raggiungere i livelli di produzione, fatta con soluzioni abbastanza scadenti, finanziata da gente che da mesi (anni?) sta aspettando di vedere il prodotto per il quale ha pagato già l'anticipo.
2) la possibilità di aggiornarmenti continui wireless, diffusa principalmente da Tesla, permette di risolvere a costo zero molti problemi che su altre macchine richiederebbero costosi richiami e perdite di tempo per l'acquirente.
3) Musk ha fatto un grave errore, vero, ma...
5) almeno ci mette la faccia e si assume la responsabilità di quello che accade nella "ditta".

Cerco sempre di non lasciarmi andare né all'entusiasmo da fanboy né al suo contrario che paradossalmente è frutto degli stessi limiti cognitivi ed è, molto comune, vedo, online. Musk ha fatto grandissime cose, ma qui ha fatto il passo più lungo della gamba, mettendo a rischio la stessa esistenza di Tesla e danneggiando la diffusione dell'auto elettrica. Un po' di equilibrio ed obiettività nei giudizi è quello che ci vuole.

Vedi https://www.theverge.com/2018/5/22/17381210/tesla-model-3-consumer-reports-braking-musk
ok: suggerisce 4 cose. Né 3 né... 5 :)
ST: "La pubblicità dimostra che c'è molta fuffa intorno alle auto, sia elettriche che non. E ci metto anche le moto."

Personalmente, io credo ci sia molta fuffa intorno a qualsiasi prodotto, se ci si basa esclusivamente sulla pubblicità. Affermazione scontata e che non aiuta molto, a mio parere.

Inviterei però a considerare lo straordinario sviluppo del settore auto negli ultimi 10 anni. In termini di sicurezza per esempio, sia attiva che passiva. Una semplice Toyota Corolla oggi può contare su sistemi di sicurezza attiva e passiva impensabili anni fa in veicoli di classe anche molto superiore. Il numero di airbags, la sicurezza delle celle, la contrazione periodica, i vari controlli elettronici come allarmi per i cambi di corsia, ABS, sistemi di controllo della frenata e dell'assetto, si trovano ormai su quasi qualsiasi modello grande e piccolo. Se uno prende un veicolo di 6-7 anni fa e lo confronta con lo stesso modello di oggi, la differenza è letteralmente abissale.

E senza contare l'avvento dei veicoli elettrici, sempre più diffuso, e della guida autonoma, che rappresentano le prime reali rivoluzioni nel settore nel dopo guerra. E ancora siamo all'inizio.

Vogliamo anche considerare questo? Sparare a zero su un'industria, senza alcun punto di riferimento, è come dire che le stagioni non sono più quelle di una volta... :) . Le cose sono cambiate. E rapidamente.

Possibile che almeno alcuni di questi dispositivi saranno la norma in 5-6 anni, su veicoli accessibili a (quasi) tutti nei paesi sviluppati:

[vid]https://www.youtube.com/watch?v=TNKzhm7JUdw[/vid]

[vid]https://www.youtube.com/watch?v=ifoFOXRBiHM[/vid]
[Musk] “almeno ci mette la faccia e si assume la responsabilità di quello che accade nella "ditta".

Non direi. Le reazioni di Musk mi sembrano essere alquanto diverse, e indirizzate piuttosto al rifiuto di accettare qualsiasi critica e ammettere qualsiasi errore:

http://www.bbc.com/news/technology-44233811

Notare la finezza, davvero in linea con il personaggio, di diffamare un'associazione di tutela dei consumatori senza fini di lucro.



SirEdward,

Cosa diamine vuol dire che un prodotto resta "giovane"? Un prodotto deve essere valido -sin da subito-; può succedere che venga migliorato strada facendo

Appunto. Resta giovane nel senso in cui resta giovane il tuo smartphone: gli installi un OS nuovo, delle app nuove, che offrono funzioni prima assenti. Esempio: Tesla ha diffuso tempo fa una release di software che ha migliorato le prestazioni dell'auto. E lo ha fatto OTA, senza passare in officina. Quante altre case automobilistiche possono dire di fare una cosa del genere?

Chiarisco un punto che forse non ho espresso bene: nel mio elenco di caratteristiche uniche di Tesla ho dimenticato di specificare "tutte queste cose insieme". Quante altre auto elettriche conosci che offrono contemporaneamente autonomia elevata, una rete di ricarica dedicata, ricarica rapida a 120 kW e gli aggiornamenti OTA?


Musk è diventato Davide, gli altri Golia.

Sì, perché le altre case automobilistiche possono vendere auto elettriche in perdita, possono pagare mega-risarcimenti come il Dieselgate, hanno un budget e una tiratura di esemplari immensi. Tesla fa *solo* auto elettriche; Ford, GM, Nissan eccetera fanno *anche* auto elettriche. Se le elettriche vanno male, gli altri possono rifarsi sulle vendite di veicoli a pistoni; Tesla no. La posta in gioco per Tesla è molto più alta. GM fa la Ampera-e come compliance car, puramente per poter vendere altre auto a pistoni in California; Tesla non può permettersi questo lusso.


Sulla question accelerazione, sono abbastanza colpito. Ma a te, che ti frega esattamente dell'accelerazione?

È una delle caratteristiche più divertenti delle elettriche. Ne hai mai provata una? Persino con la mia piccolissima iOn, la partenza al semaforo, anche solo per andare da zero a 50km/h, è un piccolo spasso ogni volta. Ieri ho provato una e-Golf, e mia figlia s'è divertita immensamente alle accelerazioni persino in città, entro i limiti di velocità locali. Succede a tutti.

È utile? Raramente, salvo che tu debba fare un sorpasso per tirarti fuori dai guai in sicurezza o un inserimento in autostrada in condizioni difficili. Ma è dannatamente divertente. E questo, non dimentichiamocelo, è un cambio mentale drastico rispetto al passato: le elettriche ora non sono più mortificanti. Sono divertenti.
@ Paolo Attivissimo

Tesla ha diffuso tempo fa una release di software che ha migliorato le prestazioni dell'auto. E lo ha fatto OTA, senza passare in officina.

Cioè aveva messo l'hardware giusto, ma senza il software capace di farlo funzionare? E' esattamente un prodotto ancora in fase di sviluppo, una versione beta. Paghi roba che non viene usata, e ti porti a spasso roba che -pesa- e consuma energia, quindi inquina.

Ripeto, non è che sia abagliato in sé, ma non è per forza una buona idea. Pensa alla sicurezza: un giorno ti arriva un'aggiornamento e ti viene migliorato il software di gestione degli airbag. ...E prima, che diamine c'era montato?

Per conto mio, questo sistema mi sta già un po' antipatico col software da computer, figurati con le auto. Tra parentesi, aggiornamenti OTA significa anche che se per qualche motivo Tesla decide che non devi più usare la tua auto, tu non la usi più. OTA. Scenario fantascientifico? Forse, ma il problema dei sistemi di quel genere l'hai denunciato più volte.

Ancora una volta: ci sono pregi e difetti, non solo pregi, non solo difetti.


Quante altre auto elettriche conosci che offrono contemporaneamente autonomia elevata, una rete di ricarica dedicata, ricarica rapida a 120 kW e gli aggiornamenti OTA?


Nessuna, e infatti Tesla -è- un buon prodotto.

Che queste cose trasformino un buon prodotto in un totem? No, per niente, e le strategie di marketing che Tesla usa restano porcate.


Se le elettriche vanno male, gli altri possono rifarsi sulle vendite di veicoli a pistoni; Tesla no. La posta in gioco per Tesla è molto più alta.


Sì. E' Verissimo.

Questo giustifica l'iper-hype e lo sfruttamento bieco della psicologia delle persone che Tesla fa? No.


Persino con la mia piccolissima iOn, la partenza al semaforo, anche solo per andare da zero a 50km/h, è un piccolo spasso ogni volta.


Lo so. L'accelerazione è una delle caratteristiche che reputo importanti in un'auto. Ma non è nelle tue corde, tu pensi l'auto come elettrodomestico, che ti porti da sola dove devi andare mentre lavori. Con un'accelerazione buona, ma non "ludicrous", avresti più autonomia, consumeresti meno, inquineresti meno, spenderesti meno, avendo esattamente tutto quello che ti serve. Eppure, viva le prestazioni; improvvisamente l'accelerazione vince sulle altre caratteristiche per le quali di solito ti batti.

E' un meccanismo che abbiamo tutti, ma dobbiamo rendercene conto e controllarlo, altrimenti reputeremo "necessari" veicoli che non lo sono affatto (hai presente l'invasione dei SUV, basata su un meccanismo analogo)


Ieri ho provato una e-Golf, e mia figlia s'è divertita immensamente alle accelerazioni persino in città.


Curiosità vera: cosa c'è che la Golf non ha che invece Tesla Model 3 ha, di quello che serve, e soprattutto che -ti- serve in un'automobile? D'accordo l'autonomia (giusto?) e probabilmente una parte delle prestazioni, ma proprio in quanto veicolo.


È utile? Raramente, salvo che tu debba fare un sorpasso per tirarti fuori dai guai in sicurezza o un inserimento in autostrada in condizioni difficili.


0-100 in meno di 5-6 secondi (e relative riprese) non serve a nulla, per strada (oggettivamente, anche se mi piacerebbe un sacco), soprattutto ora che è tutto un divieto e una limitazione e un "sosteniamo la mobilità alternativa" e anzi molte persone non sono in grado di gestire veicoli con quelle prestazioni.


Ma è dannatamente divertente.


Scambieresti l'accelerazione con più autonomia e meno energia sprecata, quindi meno inquinamento?

[...] le elettriche ora non sono più mortificanti. Sono divertenti.

E questo è in buona parte merito di Tesla. Tuttavia, Tesla non è il nuovo messia, così come i prodotti Apple non sono i messia del cambiamento informatico/telefonico (per quanto lo abbiano cambiato davvero).
Musk è un "grande visionario"

Ci sono due categorie di visionari: quelli a cui va bene (Cristoforo Colombo) e quelli a cui va male (senza esempi, perchè ovviamente dimenticati).


L'accelerazione violenta di un qualsiasi mezzo, magari progettato proprio per accelerare il più violentemente possibile, è una di quelle sensazioni che lasciano il segno.

Sì, come Cipollini o Petacchi nel volatone.
ebonsi: "[Musk] “almeno ci mette la faccia e si assume la responsabilità di quello che accade nella "ditta".

Non direi. Le reazioni di Musk mi sembrano essere alquanto diverse, e indirizzate piuttosto al rifiuto di accettare qualsiasi critica e ammettere qualsiasi errore:"

E' il "qualsiasi" di questa frase il problema....

Se si fa del cherry picking sui comportamenti delle persone, si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, a seconda dei propri pregiudizi. E' l'errore che moltissimi fanno. Anzi, in fin dei conti l'errore dei complottisti: prendi una foto, un fatto, e dimentichi gli altri centomila che dimostrano il contrario.

Se io leggo questo twitter: https://twitter.com/elonmusk/status/998777288559755264 posso trarre una conclusione opposta alla tua.

Invece vanno presi tutti gli aspetti, e partire da qui. Allora si trae la conclusione che Musk ha accettato subito di affrontare un problema segnalato da una rivista invece di "rifiutare di accettare qualsiasi critica ed ammettere l'errore", come ha fatto per esempio il gruppo Volkswagen all'inizio del dieselgate, o la Toyota con il problema dell'acceleratore bloccato (vedi "toyota floor mat recall", con cui sono state ammazzate 16 persone e ferite 243, secondo la NHTSA). Però gli rode il c***, come qualsiasi persona presa in castagna con i suoi gioielli. Musk in certi casi si è scocciato, in altri ha preso il toro per le corna come pochi.

Come dicevo, ammettiamo che sia un grande innovatore, che in molte cose abbia avuto capacità fuori del normale di cambiare lo status quo e che molti dei suoi prodotti hanno rivoluzionato il loro campo. Ma che Tesla 3 è stato un disastro: prezzi promessi troppo bassi, problemi di qualità, incapacità di assicurare i livelli produttivi richiesti e un'auto che non ha nulla di molto innovativo rispetto ad una Leaf alla fine (l'autonomia del modello base è la stessa, ma l'ingegnerizzazione è superiore).